Aldilà degli occhi, aldiquà del cuore.
Da che mondo vieni?
Era una giornata uggiosa e, come ogni giorno che sopraggiungeva, quell'uomo si sentiva sempre più stanco e oppresso dalla vita. Era seduto, nel parco, sotto un vecchio acero, quando sopraggiunse come un raggio di sole il volto di un fanciullo.
Con la sua esperienza e i suoi anni conosceva molto bene l'origine di quel sorriso.
Era uno sguardo limpido e sereno, circondato da occhi vi...
Maria Franzè
Le donne, i bambini e la guerra
Narrativa Raccolta
Finisco di scrivere con la penna, ma mai con il cuore
Mail da: Angy, 3 ottobre 2015 A: Antonio Oggetto: Finisco di scrivere con la penna, ma mai con il cuore
Ciao Antonio, come stai? Io sto bene, mi sento leggera come l'aria, forse perché, come puoi vedere, sono riuscita a vincere il pudore che, per anni, mi ha impedito di leggere la corrispondenza tra mia madre Clelia e zia Vittoria, temendo di invadere la loro intimità. La mia paura era di ...
Andrea Mitri
Papà fa buseti col trapano
Narrativa contemporanea
Ispettore Patellaro - Il primo incendio
La palla, arrivando dal fondo, si era presentata falsamente docile e a prima vista addirittura addomesticabile con un noncurante esterno sinistro. Solo all'ultimo momento, certamente irritata da un rimbalzo impertinente, aveva finito col mettere l'ispettore Patellaro in condizione di disequilibrio.
Per questo adesso egli giaceva disteso su di un fianco, quasi aggrappato al probabile ciuffo d'erba tradi...
Elena Caserini
L'Antico Messaggio Perduto
Narrativa Fantasy
La donna rimase immobile per un istante, la mano sollevata di qualche centimetro dal dipinto era ferma, come lo era anche lo strumento tra le sue dita, una sorta di minuscolo scopino, con setole speciali, morbide e molto fitte.
Il momento era importante, quasi l'epilogo di un lavoro minuzioso che l'aveva impegnata per almeno cinque mesi, un tempo abbastanza lungo per riportare agli antichi splendori quel ritratto celato da macchie e ridipinture...
Elena Caserini
La Signora delle Lumache
Narrativa Contemporanea
Una Storia Indimenticabile.
La chiamavano Teresa la secca perché aveva un fisico asciutto e nonostante l'età mostrava ancora un'agilità non comune, frutto evidente del suo continuo camminare. Era famosa in tutto il paese perché riforniva le trattorie e i piccoli ristoranti di lumache, che lei stessa raccoglieva nella campagna circostante e poi depositava nel suo sacchetto di plastica bianco. Non era bella da vedere, spesso era sporca, trasanda...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...