27 giugno.
Sprofondata nella grande poltrona rossa del soggiorno fisso, da non so più quanto tempo, lo schermo buio del cellulare poggiato su un bracciolo. Registro il suono dei rintocchi della pendola nell'appartamento dei vicini ma non conto le ore che batte. Il tempo si è bloccato al suono affilato della voce cortese di una donna della Breast Unit di Prevenzione Serena, qui a Torino. Mi ha detto al telefono che necessito di un'altra indagi...
Gabriele Giuliani
Il giorno prima delle nozze
Narrativa sociale
La gelosia della stabilità.
Il risveglio
La stanza era ancora immersa nel buio e inutilmente gli occhi cercavano di distinguere qualcosa. Manlio si girò verso il comodino per vedere che ore fossero.
Le otto meno dieci, ne era sicuro. Come al solito.
Da quando la faccenda era iniziata non aveva più bisogno della sveglia, ormai la anticipava sempre.
Non poteva più nasconderselo: era inquieto.
Pigramente si alzò per andare in bagno e pens...
Giuseppe Pellegrino
L'Iniziazione
Narrativa sociale
“Io sono cio' che tu vorresti essere... tu sei cio' che io dovrei essere. La tua coscienza”.
Alfredo Sarti entrò nel suo ufficio come tutti i giorni. Quando raccolse da terra la lettera (passata attraverso la fessura in basso della porta d'ingresso) e l'aprì, leggendo la frase incisa a caratteri grandi e ritagliati da pagine di giornale, ebbe un sussulto. Era giunto prima del solito per portare avanti alcune pratiche che in mattinata avr...
Mauribo
Mio figlio Bolt!
Narrativa Autobiografico
Sono in casa, lo sguardo rivolto verso la porta finestra che si apre sul balcone.
Lì, un ulivo e un sempreverde danzano sotto la carezza irrequieta del vento.
Le loro foglie, come piccole mani, sussurrano segreti antichi.
Una goccia di pioggia mattutina scivola lenta da una foglia del sempreverde, lasciando una scia lucente sul pavimento: un piccolo, silenzioso ricordo del suo passaggio fugace.
Tengo le porte chiuse.
Fuori l'aria è ancora fr...
Valerio Suster
Il Muro di Tufo
Narrativa Contemporanea
Una storia di amicizia, amore e scelte difficili tra infanzia, distanza e ritorno.
Mi ricordo ogni pietra. Non quella perfetta, lucida, ma le irregolari, quelle che si incastrano male e trattengono l'umidità. Nel 1990 i nostri genitori comprarono due case vicine, quasi attaccate, divise solo da un muro basso, screpolato, di tufo. Era una di quelle scelte che non sembrano scelte: la vita cambia senza che te ne accorga, e tu pensi che sia norma...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...