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Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti ben 23 libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega. Tra i suoi libri più conosciuti Figlio del lupo e l'ultimo uscito: La Rappresentazione.
Ariase Barretta. È nato in un quartiere popolare di Napoli. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Alla passione per la scrittura ha sempre affiancato quella per la musica, dedicandosi allo studio della teoria musicale, del pianoforte e della composizione corale presso i conservatori di Salerno e Benevento. Ha lavorato come redattore e traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali e per varie case editrici. Il suo ultimo romanzo è Cantico dell'Abisso.
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Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
Dialoghi e Menzogne. Il passaggio dal cinema muto al sonoro ha cambiato la percezione di una scena. Se vi soffermate su questo antico concetto, vi ritroverete a paragonare un libro alla stessa forma determinante di comunicazione, ma vi renderete conto che non ha alcun senso imbavagliare i nostri personaggi. E ora vi domando: cosa sarebbe "Il Piccolo Principe" senza i dialoghi con la volpe?
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Autore: Anna Maria Castoldi Miriam Donati
Titolo: Delitti nell'orto
Genere Giallo
Lettori 518 18 8
Delitti nell'orto
Le prime indagini della sciura Marpol.

La giornata del suo arrivo è grigia, nebbiosa e quando si apre la porta del commissariato ed entra un uomo di statura media, smunto, con capelli corvini chiaramente tinti, un'aria greve e un vestito nero, molti poliziotti si toccano per evitare la iettatura. Trovandosi davanti Ascione sbotta.
- Veramente ho chiesto del commissario Cerverizzo, vorrei parlare con lui che mi conosce. Si tratta di una faccenda delicata.
- Il commissario non c'è per qualche settimana, lo sostituisco io, sono l'ispettore Ascione, si accomodi in ufficio. Mi dica.
L'uomo impettito e solenne continua.
- Sono Cordelli, Maurizio Cordelli. Deve sapere, commissario Ascione, che sono una persona molto conosciuta a Maranese. La mia famiglia si è stabilita qui da generazioni e dirigo l'unica azienda di onoranze funebri del circondario, rinomata per la sua serietà. Ci sarebbe anche quella ditta nuova perché adesso s'improvvisano tutti imprenditori. Ma sono solo dilettanti, buttano lì dei prezzi bassi, del materiale scadente e poi dov'è finita la signorilità, la delicatezza che deve contraddistinguere il nostro mestiere? Sono come avvoltoi che aspettano di lanciarsi sulla preda e...
Ascione interrompe lo sfogo chiedendogli di specificare il motivo della visita e diviene molto più attento ascoltandolo. Il Cordelli, chiamato all'Ospizio Santa Croce a seguito di un decesso, aveva deciso di andare a piedi passando per il parco confinante per far passeggiare il suo amato Lucky. Mentre parla, si alza per guardare dalla finestra. Fa alcuni cenni con le dita secche come i rametti di un'azalea appassita e torna a sedersi senza dare spiegazioni, lasciando l'ispettore attonito.
- Quando eravamo in vista del corpo principale dell'ospizio, Lucky si è diretto verso un albero e ha iniziato a scavare dissotterrando qualcosa di chiaro. Da lontano non capivo cosa fosse e poiché non tornava mi sono avvicinato e ho visto le ossa: un teschio umano e qualcos'altro. Siccome sono un onesto cittadino ho lasciato aspettare la salma dell'ospizio e mi sono precipitato da voi di persona, perché trattasi di faccenda delicata.
Di nuovo rifà la pantomima alla finestra.
- Ecco, si sta innervosendo. Commissario, ora devo andare - e con la mano indica oltre il vetro.
Fuori, accanto al piantone di guardia un Golden Retriever fulvo è accucciato in attesa, serafico, per nulla irrequieto.
- D'accordo signor Cordelli ha spiegato chiaramente dove si trovano le ossa, non occorre che ci accompagni, però prima di raggiungere il suo cane deve firmare il verbale, vada pure con l'agente Mussi. La ringrazio e le chiedo di restare a disposizione, lei e Lucky naturalmente. - E si delizia nel vedere la faccia sorpresa dell'altro.
Con gli agenti Lojacono e Mastronardi parte per il Parco delle Rimembranze dopo aver chiesto l'intervento della scientifica. È la prima volta che dirige la squadra per un caso importante, ne sente la responsabilità e insieme l'eccitazione, perché che Cordelli sia ambasciatore di brutte notizie ne è certo.
Alcune ossa sono visibili nel terreno scavato dal cane e i soliti curiosi commentano.
- Lojacono hai notato l'osso posteriore del cranio? È fratturato, dobbiamo sentire il parere del medico legale sulla causa. Potrebbe aver battuto la testa cadendo per un incidente. Hai qualche idea su come identificarlo, intanto che aspettiamo le conclusioni della scientifica? - Chiede Ascione all'agente scelto che conosce bene il paese ed è famoso per la sua memoria.
- Se il medico legale saprà indicare una datazione approssimativa, cercherò tra le denunce di persone scomparse, e potrei fare ancora due chiacchiere con Cordelli, quello si ricorda di tutti i morti del paese e dintorni. E poi ci sarebbe Martino, il portinaio storico all'Ospizio Santa Croce, però ha avuto un ictus e non so se la memoria gli funziona ancora.
- Perché il portinaio dell'ospizio?
- Dottore lei non può saperlo ma questo parco pubblico faceva parte del giardino dell'istituto, da piccolo con i miei amici entravo scavalcando la rete. Comunque dipende tutto dalla datazione della morte.
- Va bene Lojacono, intanto proverò a sentire il parere del medico legale. - Conclude Ascione.
- Allora signori, vogliamo andare a casa? Non c'è nulla da vedere, lasciateci lavorare. - Grida innervosito e preoccupato per l'incontro con la dottoressa Cristiana Ducci, il nuovo medico legale.
Sta pensando a come depistarla sui colleghi Lojacono e Mastronardi, quando la vede arrivare strizzata in un cappotto rosso di una taglia più piccolo, con le Chanel dai tacchi altissimi adatte a una cerimonia e non al suolo del parco. Infatti affonda nel terreno a ogni passo senza però perdere il sorriso stampato sul volto. Gli porge la mano stringendo la sua per qualche secondo di troppo. Lui arrossisce e, per mascherare l'imbarazzo, espone velocemente l'accaduto. Solleticata dal disagio dell'ispettore, la Ducci gli lancia un'occhiata maliarda chiedendogli di tenerle la valigetta mentre si dedica ai poveri resti. L'ispettore non capisce perché una donna intelligente e preparata come la Ducci si vesta in un modo così vistoso.
- Che scempio hanno fatto i suoi uomini!
- No, dottoressa è stato il cane a scavare.
- Devo sentire il Labanof di Milano, le ossa sono di loro competenza, però l'animale ha portato alla luce un teschio umano e un bacino. Anche se è troppo presto per arrivare a delle conclusioni, mi sento di anticipare che si tratta di un maschio anziano, lo deduco dal bacino e dall'erosione della sinfisi pubica; è probabile che la morte sia stata istantanea per la rottura del dente dell'epistrofeo. E poi quella sembra un'artroprotesi dell'anca, controllerò meglio sul tavolo anatomico. - Rialzandosi perde l'equilibrio (di proposito?) e aggrappandosi all'ispettore conclude - azzardo, solo perché è lei Ascione: la morte è probabilmente da far risalire a circa dieci anni fa, forse anche di più. Comunque devo informare il Laboratorio di Antropologia, vedremo cosa ne pensano.
- Secondo lei la frattura è stata per la caduta?
- Sarò più precisa dopo gli esami completi, la chiamerò appena saranno pronti, però - scuotendo i riccioli rossi calca la voce con tono mieloso e ammiccante - ispettore sono a sua completa disposizione, mi chiami pure se ha bisogno di informazioni o di altro. - Socchiude gli occhi e gli porge di nuovo la mano ma questa volta l'ispettore è un fulmine nel ritirarla.
Mentre la squadra termina di raccogliere tutto il materiale, Mastronardi che si era allontanato per rispondere alla radio ritorna sui suoi passi e riferisce la richiesta di essere informato, appena concluso il sopralluogo, del commissario Cerverizzo. Comunica inoltre che c'è una segnalazione dell'ufficio dei vigili urbani. Chiamati per un intervento urgente per una Ypsilon grigia finita nel fosso che costeggia il Giardino dei Salici, hanno fatto i loro rilievi. È risultato alla guida del veicolo il proprietario, tale Luigi Stocchi, ora ricoverato in coma all'Ospedale di Rho. Il Comandante Barzaghi della polizia locale chiede un'indagine accurata perché, pur non essendoci segni che facciano pensare a un reato, ha un'intuizione che ritiene sia necessario prendere in considerazione.
“E pure Barzaghi ci si mette, ma allora urge un antidoto alla iettatura” pensa l'ispettore ben sapendo quanto il comandante sia pedante, un autentico rompiballe globale al quadrato, come dice il commissario. In quel momento arriva il P.M. di turno, il dottor Astolfi. Finalmente un po' di fortuna. Cerverizzo lo conosce bene e lo apprezza.
Ora non gli resta che riferire al capo e poi potrà incontrare Silvana, non vede l'ora di riabbracciarla. La voce di Lojacono lo richiama sulla terra.
- Ispettore, ho sentito l'ospedale ma Stocchi è in prognosi riservata, non possiamo vederlo per ora. Allora vado con Mastronardi a fare un ispezione sul luogo dell'incidente, poi le faccio sapere. Fino a quando si ferma?
- Il tempo di chiamare il commissario. Domani ne riparleremo. Mi raccomando, lasciate tutto transennato.
Arrivando in commissariato incrocia nella piazza un gatto che lecca l'acqua in una pozzanghera e non lo degna di uno sguardo. “Almeno non è nero” si consola e prosegue verso l'ufficio. Adesso deve solo esporre tutto nei minimi particolari al capo, raccogliere le sue istruzioni e finalmente sarà libero.
Il commissario, di ottimo umore, lo sorprende apprezzando le sue decisioni per l'avvio delle indagini, anzi lo incoraggia a prendere altre iniziative come un sopralluogo alla casa di riposo il giorno seguente.
“Che la convalescenza l'abbia ammorbidito?” Si chiede l'ispettore. Cerverizzo non perde l'occasione di avere l'ultima parola rammentandogli di non trascurare l'indagine sull'incidente.
“E ti pareva che fosse cambiato così tanto!” È l'ultimo pensiero di Ascione chiudendo la telefonata.
Anna Maria Castoldi Miriam Donati
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