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Autore: Marco Corsa
Titolo: Il Principe della Parola
Genere Racconto Breve
Lettori 178
Il Principe della Parola

Oggi vi parlerò di un libro e di un personaggio e lo farò a modo mio, raccontandovi una storia.
Sto passeggiando, con mia figlia Lavinia, per la via principale della mia città. È una bella giornata di sole e ce la godiamo sul lungomare. Si, perché Brindisi è una città portuale e il corso principale sfocia direttamente sul porto naturale.
A un certo punto sono fermato da uno dei soliti venditori, un uomo di colore alto, magro e sorridente. La prima cosa che gli noto in mano è che non ha la solita chincaglieria, ma circa una ventina di libri.
Non nascondo di avere fatto il primo pensiero cattivo. ‘Li avrà sottratti alle casette dei libri gratuiti e se li starà rivendendo'. Nulla di più sbagliato.
- Questi libri li ho scritti io, insieme con mia moglie, che è italiana, e parlano dell'Africa. -
Mi ricordo le sere che passo a correggere e a scrivere. Quanto lavoro. Inizio a pensare: ‘costui è come me'.
Inizia la mia empatia verso di lui, che mi mostra i suoi volumi. Si sofferma su uno di un'altra autrice.
- Voglio vedere i tuoi, - gli dico. Almeno, se non so la qualità di ciò che c'è scritto, voglio comprare ciò che è di chi vende, non so per quale ragione precisa.
Mi mostra, con pazienza, di nuovo, tutti i suoi volumi. Più per caso che per convinzione scelgo - Il bambino con le mani pulite - , che mi dice essere una raccolta di favole del Senegal, il suo paese.
Guardo il prezzo, 9 euro. Secondo un'antica usanza salentina, e poiché non ho 9 euro, inizio a contrattare.
- 9 euro sono troppi! -
- Dammene 7. -
So di avere in tasca 5 euro più alcuni spiccioli che, però, mi dovranno bastare per il caffè della settimana alla macchinetta del lavoro.
- Ce ne ho 5. -
- Dammene 6.
- Ce ne ho 5. - e gli mostro i 5 euro solitari.
- Va bene. -
Il libro è in copertina flessibile, carta lucida, abbastanza pregiata e profuma di stampa. Sicuramente ha un valore di mercato di almeno 5 euro, forse più.
Di solito, con mia figlia ci sediamo sulle panchine sulla banchina del porto e chiacchieriamo. Oggi è una giornata ventosa ma soleggiata.
- Ti leggo una storia? -
- Va bene. -
Leggo con parsimonia l'introduzione della prima favola, una sorta di racconto nel racconto, dal sapore salentino ma anche internazionale.
Sa' di vita, di inclusione, di multietnico. Bello, oltretutto ben scritto. Mia figlia gradisce.
- Continuiamo? -
- Si! -
Mi inceppo su qualche parola africana e mia figlia mi corregge.
- Io l'africano non lo leggo e tu si? -
- Somiglia a Sepulveda, anche lui scrive così. -
Mia figlia, a 11 anni, adora Sepulveda. Nella lettura mi dice spesso che la scrittura di questo signore assomiglia a quella di Sepulveda.
Leggiamo ancora una storia con relativa storia di introduzione.
- Bravi, - mi sento dire. Alziamo gli occhi ed è il nostro scrittore e venditore.
- Vi sta piacendo? -
- Molto. -
- Scrivere è la mia vita, mi aiuta a evadere dai problemi e dal lavoro. -
‘Fratello mio, non sai quale porta stai sfondando' penso.
- Lo so. Anche a me piace scrivere, - mi limito a commentare.
- Questa è la mia casa editrice, - mi indica la scritta modu modu su uno dei numerosi volumi che ha in mano. Dal modo in cui parla, capisco che non si riferisce alla casa editrice che lo pubblica. È proprio sua. Poi, i numerosi libri che deve ancora vendere chiamano, e lui si allontana.
Lo incontriamo ancora una volta per strada e lui sente il bisogno di ringraziarci, per averlo comprato, forse di più per averlo letto.
Io e mia figlia abbiamo già imparato che la sagna salentina è cucinata con lo stesso amore con cui cucinano le donne africane, i ginn e il nostro lauro, o uru, sono degli spiriti, o folletti, che non sono poi così dissimili e che anche i nostri vecchi sono dei principi della parola, che raccontano le nostre storie.
- Grazie a te! Il Salento e il Senegal non sono poi così lontani, - dico io.
- Hai visto? - dice lui con un sorriso.
Alla fine posso dirvi una cosa: Papa Ngady Faye e Antonella Colletta non sono come me. Sono più bravi.

Marco Corsa
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