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Autore: Emiliano F. Caruso
Titolo: Tre racconti nel buio
Genere Horror
Lettori 110
Tre racconti nel buio

- Ho sempre trovato meraviglioso, sorprendente e terrificante come la mente umana riesca a cogliere a livello inconscio la moltitudine di indizi che ci circonda. Questi vengono elaborati, a quanto pare, dalla parte più nascosta del nostro cervello, che in seguito li elabora al di fuori della nostra volontà, per restituirceli infine in un quadro coerente e terrificante -
Nota dal diario di Alexander Taylor

Nota del curatore: Le pagine che seguono sono un estratto del diario tenuto da Alexander Taylor in un periodo compreso tra maggio e ottobre del 1985. Dalle indagini successive alla sua scomparsa, risulta che egli, per alcuni mesi all'anno, lavorava come revisore di bozze in una nota casa editrice di Glasgow, mentre negli altri periodi si recava regolarmente nella sua casa di campagna vicina a Port Ellen, nell'isola di Islay, in Scozia. Dopo che alcuni cittadini avevano denunciato la scomparsa di Taylor, che ormai da mesi non si era più fatto vedere a Port Ellen per i suoi consueti rifornimenti, la polizia si recò nella sua casa di campagna trovandola in stato di totale abbandono e con la porta sul retro completamente aperta, mentre la casa del suo vicino, il botanico Fergus McGregor, era completamente incendiata. Ulteriori controlli nella sede della casa editrice di Glasgow confermarono poi che Alexander Taylor non si era più presentato al lavoro al termine dei suo periodo di congedo, e per un certo periodo di tempo lo studio legale Gregorson's Law venne incaricato di rintracciare eventuali eredi o parenti. Infine, dopo due anni privi di ulteriori novità l'intero caso venne archiviato come insoluto. Taylor, semplicemente, era sparito dalla circolazione. Tra i vari oggetti personali recuperati nella sua casa, e necessari per le successive indagini, vi era anche questo diario, le cui pagine sono sono inizialmente piuttosto brevi, asciutte e prive di dettagli ma, a mano a mano che questa storia va avanti, i resoconti giornalieri diventano più accurati e approfonditi, come se Taylor vi volesse lasciare una testimonianza il più precisa possibile di quei fatti. D'altra parte le sue ultime annotazioni sembrano testimoniare una sorta di delirio paranoide, che gli investigatori attribuiscono ai lunghi periodi di volontario isolamento nelle campagne dell'isola di Islay. Curiosamente, le date di queste deliranti annotazioni coincidono perfettamente con il periodo in cui, secondo quanto riferito dagli abitanti di Port Ellen, Alexander Taylor sembrava essere ossessionato dalla figura del suo celebre vicino di casa, e andava in giro a fare molte domande su questo argomento. Mentre lavoravo a una serie di articoli sui fatti più insoliti della Scozia, la polizia di Port Ellen mi ha gentilmente permesso di accedere ai documenti collegati ad alcuni casi, tra i quali si trovava anche il diario di Taylor. Qui lo riporto esattamente come lui lo scrisse, limitandomi a togliere solo le descrizioni delle giornate che non hanno nulla a che vedere con la bizzarra vicenda che lo coinvolse. Non sono ancora sicuro che le circostanze di questa storia siano realmente avvenute, o se siano solo il frutto di una mente devastata dall'isolamento, e forse non ne avrò mai una prova definitiva e tangibile.

Nathan Carver


27 giugno
Questa notte ho dormito poco e male, a causa di questo forte caldo. Nei notiziari dicono che si tratta di un vento proveniente dal sud Africa, e dovrebbe durare almeno fino ai primi giorni di settembre. Quel che è certo, è che si tratta di un caldo insolito in queste zone della Scozia, dove in genere la temperatura rimane relativamente fresca anche in estate. Ho deciso di dedicare questo fine settimana ad alcune riparazioni in casa, soprattutto le prese elettriche in cucina sembrano ormai irrecuperabili in queste condizioni. Dovrò sostituirle del tutto. Cena leggera. Poi i miei amati libri per il resto della serata.

29 giugno
Ieri pomeriggio da Greg ho preso il materiale elettrico e ho dedicato l'intera giornata di oggi a tutte le riparazioni nella cucina e nel bagno. Ora l'impianto sembra tornato in piena efficienza. Sono poi sceso a Redhill House, dove un un enorme piatto di haggis e un costoso whisky mi hanno largamente ricompensato di tutto il lavoro. Che diamine, si vive una volta sola. Uno di questi giorni devo ricordarmi di passare a vedere come sta il dottor McGregor. In mezzo a queste campagne, la mia e la sua sono le uniche due case nel raggio di chilometri, e da quando vivo qui credo di averlo incontrato solo in tre o quattro occasioni. So solamente che si tratta di un botanico, e dicono anche piuttosto celebre, venuto a vivere da queste parti tre anni fa insieme alla moglie e al figlio per avere la tranquillità necessaria a certi suoi studi.

3 luglio
Proprio qualche giorno fa parlavo del dottor McGregor. Questa mattina, molto presto, nel silenzio di queste campagne ho sentito il suono di un motore che saliva da Kenmore Road, la strada principale che divide la mia proprietà da quella del botanico. Sono uscito a controllare nello stesso momento in cui un furgone bianco, con gli inconfondibili quadri gialli e verdi dello Scottish Ambulance Service, si fermava davanti al cortile del mio vicino. Due infermieri sono entrati in casa, e ne sono usciti dopo alcuni minuti portando sulla barella un uomo che da quella distanza non riuscivo a riconoscere, ma sono sicuro fosse proprio McGregor. Uno degli infermieri gli stava passando ripetutamente un tampone sul viso, come per disinfettare una qualche irritazione o ferita. Ho passato il resto del pomeriggio a chiedermi cosa fosse accaduto, e i prossimi giorni farò un salto a Port Ellen per vedere se ne sanno più di me. Tra l'altro, dietro consiglio del sig Maxwell, ho intenzione di ricavare un piccolo orto nel mio giardino.

6 luglio
Oggi mi sono recato a Port Ellen per acquistare alcune cose, tra cui i semi delle piante per il mio orto, e ne ho approfittato per fare qualche domanda in giro. Per fortuna certe anziane signore sembrano geneticamente predisposte a una certa loquacità e hanno ancora una memoria di ferro. In sostanza, sembra che il dottor McGregor sia stato ricoverato direttamente nell'Islay Hospital a causa di un infarto, ma nel corso delle successive visite i medici avevano riscontrato una serie di ulteriori e insoliti sintomi. Probabilmente, e da queste parti molti sembrano esserne certi, tali sintomi sono solamente la parte finale di lungo processo di crollo psicologico del dottor McGregor, iniziato quando ha perso la moglie e il figlio due anni fa. Tornato a casa, ho passato l'intero pomeriggio a spianare, ripulire e recintare una parte del mio cortile, dove ho poi piantato i semi di alcune verdure.

7 Luglio
Oggi il ragazzo della GreenFood Supplies è passato col suo furgone a rifornirmi di verdure e concimi. Parlando mentre lo aiutavo a scaricare le casse, il discorso è poi caduto inevitabilmente sul ricovero del mio vicino. Sembra che ormai sia un argomento frequente a Port Ellen. Alan, questo il nome del garzone, mi ha raccontato che negli ultimi mesi il dottor McGregor aveva iniziato a fare numerosi ordini di verdure e frutta. Forse, ho commentato, il botanico negli ultimi tempi si era scoperto vegetariano, solo uno dei tanti modi che aveva per reagire al suo crollo psicologico. Non ci ho trovato nulla di strano.


Nota del curatore: Qui ho tolto le pagine relative a un periodo di circa tre mesi, durante il quale Alexander Taylor era evidentemente tornato a Glasgow per lavoro, portando il diario con sé. I resoconti da me eliminati riguardano quindi una lunga serie di noiose annotazioni giornaliere relative al suo ruolo di revisore e alla gestione della sua casa in Wellington Street. Durante questo periodo, Taylor si è recato nella sua casa di campagna nell'isola di Islay solo nei fine settimana, con lo scopo di mantenere curato il suo giardino e il suo orto. La narrazione riprende quindi i primi giorni di ottobre, e i resoconti iniziano a diventare sempre più dettagliati ed estesi. Ancora oggi mi stupisco di come egli, nonostante le terribili circostante in cui si è trovato coinvolto, sia riuscito a mantenere una certa lucidità e una costante padronanza del linguaggio.


5 ottobre
Ieri sono tornato tra queste campagne, dopo il solito periodo di tre mesi passati a revisionare cinque romanzi, due dei quali piuttosto noiosi. Dubito che avranno successo. La casa questa volta era in condizioni migliori di quanto mi aspettassi e tutte le piante nel cortile, incluse quelle dell'orto, sono cresciute bene grazie alle mie cure nei fine settimana precedenti. Ho passato l'intera giornata di oggi a sistemare le stanze, preparandole ai prossimi mesi di riposo e riflessione. Considerando la vicinanza dell'autunno e delle famose piogge scozzesi, mi sono procurato una nutrita scorta di libri e di film, e prevedo lunghe serate qui davanti al caminetto. Verso tardo pomeriggio, mi sono recato nella proprietà del dottor McGregor, sperando in qualche novità. Il cancello all'ingresso è ancora aperto, mentre l'insolito caldo di questa estate ha fatto completamente inaridire tutte le sue piante e per tutta la vastità del suo giardino si estende ora una completa desolazione di erba secca e fiori morti, persino l'albero davanti alla finestra mi sembra in pessime condizioni. Girando intorno all'alta recinzione, ho notato una grossa serra sul retro della casa del dottor McGregor, ma anche questa sembrava dismessa e trascurata come il resto del giardino. In definitiva, ho capito che negli ultimi tre mesi nessun'anima viva si è fatta vedere in quella casa. Stasera provo una sorta di strano rimpianto, mi ritrovo a pensare spesso al mio vicino di casa e mi chiedo se si trova ancora ricoverato nell'Islay Hospital, se è stato portato via da qualche parente o chissà che altro, ma mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio. Tra l'altro, cinicamente, la sua riconosciuta competenza in botanica mi sarebbe stata molto utile per migliorare le piante del mio giardino.

6 ottobre
Mi sono recato a Port Ellen per rifornimenti alimentari che dovrebbero durarmi almeno due settimane, se li gestisco bene. Preso dai miei acquisti, che mi hanno richiesto l'intera mattinata, non ho pensato minimamente a fare in giro qualche domanda sulle condizioni di salute del dottor McGregor. Tornato a casa all'ora di pranzo, ho trovato alcune verdure del mio orto semi divorate e sparse sul terreno. Ci deve essere una qualche grossa lepre nei paraggi. Domani rinforzerò il recinto.

7 ottobre
Questa mattina ho controllato con molta attenzione l'intero perimetro della recinzione del mio giardino e, all'angolo che si affaccia su Kenmore Road, ho trovato un buco abbastanza grande da permettere il passaggio di una grossa lepre. Ecco da dove passa la bestia affamata. Recuperato un grande rotolo di robusta rete metallica dal capanno degli attrezzi, ne ho usato un pezzo per richiudere il buco. Ma prima o poi devo decidermi a far sostituire l'intero perimetro di rete metallica con una vera recinzione in muratura.

12 ottobre
Dopo alcuni giorni di calma assoluta, oggi sono accadute tre cose che hanno scosso la mia noia in queste campagne. Presi singolarmente sono eventi abbastanza innocui, ma messi insieme mi provocano un sentimento di inquietudine, forse irrazionale. Ma andiamo con ordine. Il clima oggi è stato piacevole, e in mattinata ne ho approfittato per fare una lunga passeggiata nelle campagne circostanti fino ai boschi di Greenhill, che si affacciano ai lati della parte finale di Kenmore Road. Tornando a casa, poco prima dell'ora di pranzo, ho deciso di dare un'occhiata, com'è ormai mia abitudine, alla proprietà di McGregor. Spero sempre nel suo ritorno , o almeno di notare un qualsiasi segno di vita. Girando intorno alla recinzione, che a differenza della mia è realizzata con robuste sbarre di metallo, all'altezza di una delle finestre rotte ho sentito un suono lieve e improvviso, abbastanza evidente in mezzo a questo silenzio di campagna. Sono rimasto a guardare quella finestra a circa tre metri da me, pensando di essermi sbagliato, quando ho sentito un altro rumore, molto più chiaro e forte, di vetri infranti. Tornato in fretta a casa, ho subito chiamato la polizia e dopo circa mezz'ora è arrivata una pattuglia, dalla quale sono scesi due poliziotti che, dopo avermi rivolto alcune domande, hanno controllato l'intero cortile della proprietà di McGregor senza notare nulla di strano tranne un paio di finestre rotte. Evidentemente, così dissero, i rumori che avevo sentito erano stati provocati da una volpe o da un grosso gatto. Mentre discutevo questi dettagli con i due poliziotti, accennai ironicamente al fatto che in questa zona ci sono decisamente troppi animali temerari, poiché io stesso ho problemi con un grosso coniglio che viene a mangiarsi le mie verdure. Nel commentare questo, ho indicato il mio orto, e solo allora mi sono accorto che c'era di nuovo un grosso buco all'angolo della recinzione. Rimasto solo, l'ho subito richiuso con un altro pezzo di rete metallica e sono rientrato in casa per schiarirmi le emozioni della giornata.

Dopo cena, preso da un forte dubbio seguito da un'intuizione, ho recuperato le copie dell'Islay Gazette abbandonate dentro una scatola di legno all'angolo della mia cucina e, procedendo a ritroso con la data, ne ho esaminato le rubriche delle notizie brevi. Nel corso degli ultimi tre mesi, l'Islay Gazette non ha mai smesso di recapitarmi a domicilio le copie del mio abbonamento, e ogni settimana, quando da Glasgow tornavo qui per curare il mio giardino e la casa, ho regolarmente trovato i giornali nella grossa cassetta delle lettere. Dopo circa mezz'ora di ricerca, ho avuto la conferma ai miei timori. Un piccolo e quasi anonimo annuncio nella penultima pagina del numero del 10 agosto riportava la morte del "Dottor Philip McGregor, deceduto nell'Islay Hospital in seguito al decorso di una malattia che i medici trovano ancora sconosciuta e inspiegabile". Dal momento gli unici parenti del dottor McGregor erano la moglie e il figlio, morti due anni prima, le esequie erano passate del tutto inosservate e a quanto sembra il corpo del botanico, date le sue insolite condizioni, era stato cremato in fretta.
Ovviamente, tutto questo può anche avere una spiegazione razionale. Il rumore che ho sentito nella casa di McGregor è davvero una grossa volpe, e forse c'è in giro anche un grosso coniglio che sta diventando ancora piò grasso divorando le mie verdure, mentre il decesso di McGregor va di sicuro interpretato come l'episodio finale e inevitabile delle sue condizioni di salute. Ma, non so perché, l'intero insieme di questi fatti mi fa sentire a disagio.

14 ottobre
Questa mattina, per schiarirmi le nebbie di un sonno agitato, sono andato a fare una delle mie lunghe escursioni nelle campagne circostanti, di nuovo fino a Greenhill. Tornando a casa, ho trovato due casse di verdure e frutta che il ragazzo della GreenFood Supplies doveva aver scaricato mentre ero fuori. In una di queste, le mele erano completamente distrutte e in gran parte divorate. Ormai rassegnato, ho gettato l'intero contenuto della cassa sul retro di casa. Nel pomeriggio sono tornato nella proprietà di McGregor, con l'intenzione di chiudere le due finestre rotte, e per la prima volta ho trovato il coraggio di varcare il cancello d'ingresso e di entrare nel suo giardino. Ormai, della violazione di domicilio non mi preoccupo più. Avevo appena finito di riparare la prima finestra, quella da cui avevo sentito provenire quel rumore di vetri infranti due giorni fa, e mi stavo preparando per inchiodare le tavole sulla seconda, quando ho notato abbastanza chiaramente un animale muoversi all'interno della casa. Ora, nonostante la mia parte razionale mi stia dicendo che si trattava certamente della volpe di cui parlavano i due polizioti, nondimeno in quel momento mi sono sentito scosso da un sentimento di irrazionale disagio, quasi di terrore, ho lasciato perdere le tavole e sono rientrato in casa mia. In serata non ho cenato, non avevo minimamente fame, e ho riflettuto a lungo sulle mie sensazioni di oggi. Da una parte provo una naturale repulsione all'idea di avvicinarmi di nuovo alla casa del dottor McGregor, dall'altra sono preso da una forte curiosità e dalla convinzione che, dietro le circostanze della morte del botanico, ci sia qualcosa che non riesco ancora a definire. Spero che il sonno, come dicono, mi porti consiglio.

15 ottobre
Quale sonno? La mia notte è stata piuttosto agitata, funestata di incubi in cui vedevo immense lepri e crudeli volpi che mi inseguivano nel buio delle campagne qui intorno. Stupido e irrazionale, lo so, ma almeno è servito a farmi prendere una decisione. Ci ho poi riflettuto durante il resto della giornata, e domani proverò a entrare nella casa del mio vicino. So già che vi troverò solo vecchi libri, polvere, mobili abbandonati, un generale clima di decadenza e, forse, una volpe spaventata.

16 ottobre
Ho davanti a me alcuni fogli con gli appunti del dottor McGregor, e ho passato le ultime due ore a decifrarne la scrittura fitta e disordinata. Da quanto ho capito qui, il botanico negli ultimi mesi della sua vita aveva sofferto di un'evidente forma di depressione, senza per questo aver perso quella proprietà di linguaggio precisa e asciutta tipica di ogni scienziato. Le pagine sono infatti dense di frasi di autocommiserazione e di sensi di colpa di cui sinceramente non capisco il motivo, poiché le circostanze che provocarono la morte della moglie e del figlio, da quel che so, furono completamente estranee alla volontà del botanico. Mi sono rimaste solo due pagine da decifrare ma, da quel che ho capito, più che per la morte della moglie e del figlio, sembra che il dottor McGregor si sentisse profondamente in colpa per qualcosa che era successo in seguito alla loro scomparsa.

Emiliano F. Caruso
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