Writer Officina Magazine
Home
Magazine
Writer Officina
Autore: Antonio Cuccurullo
Titolo: Proviamo insieme
Genere Bambini
Lettori 128
Proviamo insieme

Prefazione

Questo libro dall'aspetto inoffensivo, in realtà è un tentativo, nemmeno tanto nascosto, di agevolare i genitori a interagire coi propri figli. L'idea di base ci è venuta da un aforisma che ci è capitato di ascoltare qualche tempo fa: - Solo chi ha radici forti può volare in alto - . In principio sembrava un non senso, discutendo tra noi siamo riusciti a dare alcune possibili interpretazioni e, sull'onda dell'entusiasmo, ci siamo spinti oltre, trasformandolo in un modello didattico. Abbiamo constatato che, prendendo per buone le nostre intuizioni, il compito fondamentale dei genitori nell'educazione dei figli, dovrebbe essere quello di aiutarli a strutturarsi (radici), per consentire loro di affrontare in modo autonomo la vita di tutti i giorni, fino alla loro completa indipendenza (le ali). L'unica possibilità di verifica era quella di fare un'indagine conoscitiva e, per questo motivo, abbiamo cercato nella cerchia di amici e conoscenti. I pretesti addotti da padri e madri interpellati, sono stati tanti: problemi sul lavoro, organizzazione domestica, stanchezza, mancanza di tempo, pigrizia ecc., a sentirli, sembravano tutti abbastanza convincenti. In realtà ci siamo resi conto che, nella maggior parte dei casi, era il frutto di un'incapacità a relazionarsi, il motivo è banale, siamo talmente distratti dalla vita convulsa che non ci accorgiamo nemmeno più di delegare l'educazione a mezzi tecnologici: telefonini, videogiochi, computer, TV ecc., eppure basterebbe provare a stare di più con loro per accorgersi che il tempo dedicato ai figli non è mai tempo perso. Abbiamo, quindi, iniziato a pensare a questo progetto, forti di un dato accertato: chiunque non ha avuto la fortuna di trovare sulla propria strada qualcuno che lo abbia educato ad apprendere, di solito, è poco propenso ad insegnare. Ci rivolgiamo a tutti quelli che hanno raccolto la sfida; nel nostro ambizioso tentativo, abbiamo voluto agevolare il vostro approccio, provando a unire la narrazione e il gioco, infatti in questo libro, gli animali e gli oggetti della storia prendono vita grazie all'arte degli origami. Volutamente, i modelli che abbiamo ideato per stimolare la vostra curiosità sono semplici da realizzare, proprio per eliminare tutti i filtri. Adesso non avete alibi, posate il telecomando e cimentatevi da subito in questo gioco. Per renderli più stimolanti, abbiamo pensato anche all'aspetto estetico; usando le carte che potrete scaricare seguendo un link che vi indicheremo alla fine di questo testo; infatti, i vostri modelli saranno ancora più belli e realistici. Per i non appassionati, non è facile definire l'origami: è un gioco, un'arte, una tecnica, un passatempo e tutto questo messo insieme. In questa prima fase, livello conoscitivo, come abbiamo ampiamente illustrato, tratteremo l'origami come un gioco. Continuando il percorso, capirete che l'origami non è un'arte facile e spesso vi potrà capitare di appallottolare nervosamente una pallina con il foglio inutilmente piegato e ripiegato nel tentativo d'interpretare i simboli grafici. Vi assicuriamo comunque che ne vale la pena, perché, con un po' d'impegno, tutto diverrà progressivamente più facile. Per fare origami serve un'unica cosa: la carta. I modelli di questo libro s'ottengono tutti da un foglio di forma quadrata, quindi controllate che il foglio sia perfettamente quadrato, altrimenti non riuscirete a fare un origami preciso. Vi accorgerete che tutto è stato fatto per rendere il più semplice possibile la riproduzione dei modelli, partendo dagli origami creati appositamente per un pubblico non esperto, passando poi ai disegni chiari e completi e finendo con i video che mostreranno passo dopo passo lo svolgersi della procedura di piegatura. Infine, eccovi dei semplici suggerimenti che, oltre a farvi entrare gradualmente in questo mondo, vi saranno molto utili per ottenere risultati migliori:

Lavorate su un piano d'appoggio liscio, rigido e ben illuminato;

Piegate lentamente e con delicatezza, non facendo lacerare la carta;

Cercate di piegare con la massima precisione e, quando dovete fare una piega, controllate di sovrapporre nel modo più preciso possibile i punti di riferimento, soprattutto nei primi passaggi;
Ripassate le pieghe con il dorso dell'unghia del pollice, per ottenere delle tracce nette e precise;

Piegate senza fretta: lavorate con calma e prestate grande attenzione all'esecuzione di ogni singolo passaggio, come se fosse il più importante di tutta la sequenza;

Se incontrate delle difficoltà studiate con calma i diagrammi e soprattutto guardate il disegno successivo;

Se non riuscite a superare un passaggio lasciatelo lì e riprendete in un secondo momento dopo aver rivisto il video;

Per i primi tentativi usate una carta più comune ed economica, usando quella più bella quando vi sentirete più sicuri;

Non scoraggiatevi, le difficoltà scompariranno con un po' d'esperienza.

Vi auguriamo di trascorrere molte ore piacevoli piegando i modelli qui descritti, da soli oppure in compagnia, insegnando ai vostri familiari o agli amici, come eseguire questi stupendi origami, mettendo in pratica la meravigliosa arte che trasforma la carta. 
A casa con papà

Mi chiamo Gigetto ho gli occhi verdi, come quelli della mamma, e i capelli castani, come quelli del papà, ho la testa allungata, forse per questo ho un'altezza di centoquarantasette centimetri, due in più del mio compagno di classe più alto. Per dire tutto di me, aggiungo che ho trentasette di scarpe e peso trentasette chili. A scuola vado così così, perché da più di un anno la mamma ci ha lasciati, si è fatta una nuova famiglia, io ho conosciuto anche il mio nuovo fratellino, ma poi l'uomo che adesso sta con lei, non ha più voluto vedermi in casa sua perché, secondo lui, la mia presenza li faceva litigare. Nonostante le difficoltà, vado volentieri a scuola, le materie che mi piacciono di più sono la geografia e la storia. Un signore con cui ho parlato molte volte a scuola mi ha detto che la Geografia rappresenta la mia voglia di andare lontano e la Storia mi serve per rafforzare la sicurezza di conoscere le cose che già sono successe. Mi piace giocare a carte col nonno e al pallone con i miei amici, spesso vado in bicicletta con il mio papà; mi piace fare nuove amicizie, infatti ho tanti compagni di gioco con cui passare il tempo libero. Quel giorno andavo particolarmente di fretta, difatti stavo attraversando il vialetto di corsa; non mi ero nemmeno fermato a parlare coi miei amici come facevo sempre perché volevo arrivare prima possibile a casa. Ad aspettarmi lì, infatti, non avrei trovato, come al solito, Maria, la babysitter, ma il mio papà. Era tornato prima dal lavoro perché Maria aveva la febbre e io avevo voglia di giocare con lui, era tanto tempo che non passavamo un pomeriggio insieme da soli! Pippo, il gatto, sonnecchiava sulla poltrona sotto al portico e io non gli diedi nemmeno una carezza, come facevo sempre quando tornavo da scuola, ma entrai in casa come una furia. Buttai lo zainetto per terra, il cappotto e il berretto sulla sedia dell'entrata e, dopo aver scavalcato Orazio, il cane di casa, corsi in salotto. Vicino al camino c'era mio padre che stava leggendo il giornale. Salii coi piedi sul divano, l'abbracciai forte, poi gli diedi un bacio e mi sedetti accanto a lui. Papà alzò le sopracciglia, poi mi guardò affettuosamente: - Vorrei sapere se riesci a capire quello che hai sbagliato - .
Ero deluso dal suo comportamento, dopo tutto quello che avevo fatto per arrivare il prima possibile, non mi aspettavo una sgridata. Allora cominciai a piagnucolare, come facevo con la mamma quando viveva ancora con noi: - Non ho fatto niente di sbagliato, ero così contento di trovarti a casa e tu mi rimproveri! -
Lui non alzò la voce, ma continuò a parlarmi col suo tono dolce: - Forse non siamo ancora stati capaci di trovare un modo efficace per capirci, abbiamo avuto poco tempo per stare insieme e capirci. Ormai sei diventato abbastanza grande per fare questo discorso con te, da quando la mamma se n'è andata via, noi parliamo troppo poco per questo non ci capiamo.

Antonio Cuccurullo
Biblioteca
Acquista
Contatto