Esperimento di scrittura collettiva
Personaggi in ordine di apparizione

Abel Wakaam: (Mark Kruninger)

Riccardo Oliverio: (Riccardo de Angelis)

Gina Marcantonini: (Gina Mifi)

Antonella Sacco: (Lidia Teoni)

Sergio Beducci: (Gabriele Arcangeli)

Annalisa Scaglione: (Bella Grandi)

Laura Gronchi: (Laura Ferri)

Carla De Bernardi: (Bianca Fumagalli)

Antonio Pilato: (Maria C. Caballero)

Assunta Adamo: Official Editor

Valigie nella tormenta
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Valigie nella tormenta (cap. 6° di 42)

Bella Grandi: - Occhèei. Bella. Mi chiamo Bella. Cioè, sulla carta d'identità c'è scritto Isabella Delfina Grandi, così sei contento caro tipo. Che non so che cavolo di gioco sia questo, ma prima finiamo e meglio è. E poi guarda, la sfiga che ho addosso manco te la immagini. Io, qui, proprio non dovevo esserci, cazzo. Tutta colpa di mia madre. Le viene in mente 'sto viaggio per farmi stare un po' da quello che sarebbe mio padre. Che ha una clinica, che forse mi fa bene. Stronzate. Non capisco se sia scema o meno. Crede che non sappia che vuole solo togliermi di torno per godersi in santa pace quel fighetto di un chirurgo con cui esce? Si stufa di me. Lei. Hai idea di quanto mi sia rotta le palle io, di tutto? Per fortuna sulla scuola non può dire niente. Sono nata con quella cosa del QI molto alto, e faccio in fretta a imparare. Poi certe cose mi piacciono anche. E secondo me è inutile a volte andare a scuola; quelli parlano di cose che so già, non ci vuole molto a capire i numeri. E allora preferisco andare in spiaggia, anche d'inverno. Mica come in questo posto di merda. -
Mark Kruninger: - Modera i termini ragazzina! Questo posto rappresenta l'ultima frontiera prima del grande inverno. È un po' come la Grande Barriera del Trono di Spade. Se non ti dai una regolata, ti ritroverai a fare i conti con gli Estranei! -
Bella Grandi: - Non ti scaldare nonno! Hai detto che dovevamo confessarci e lo sto facendo a modo mio! Ti sto parlando di mia madre che mi ha messa come un pacco postale su quel dannato pullman. Un bel pacco, comunque, infiocchettato come per Natale. Hai visto che bella mise, come dice mia madre? Piumino, pantaloni tecnici, scarponcini. Tutto di quella marca di cui si veste lei. No, dico, praticamente ho addosso una cifra sui tremila euro. Ecco, non me ne frega niente di ‘sti regali se il prezzo da pagare è trovarmi qui. Che tra l'altro, lo sa benissimo che tutto ‘sto abbigliamento invernale mi dà fastidio. Non lo sopporto comunque il freddo. E voglio i miei vestiti, il maglione viola lungo, i jeans e le mie scarpe da ginnastica. Non vedo l'ora di andarmi a cambiare. -
Mark Kruninger: - Ti sarà assegnata una stanza quando deciderò di averne saputo abbastanza sul tuo conto... e in base alle tue risposte deciderò se affidarti la più fredda, quella con le finestre che aprono a nord. -
Bella Grandi: - Me lo spieghi, poi, perché qui non c'è campo? Troppa grazia far funzionare un wi-fi? Questo coso qui, questo, è uno smartphone e se non c'è campo non posso usarlo. Non rispondi? Bene, allora, visto che ami tanto la sincerità, sappi che non mi piaci, non mi piaci per niente e io qui non ci voglio stare. Vedi di darti una mossa e fammi avere subito il collegamento. Non sarai mica uno di quei pazzi furiosi che imprigionano la gente e poi se ne perdono le tracce eh? Hai lo stesso modo di fare di quegli strizzacervelli dove mi portano una volta alla settimana. E perché mi guardi così, nonno? Ah, i capelli. Mamma mia, quanto siete tutti antichi. Sono toghissimi, l'altra mattina in classe ho fatto schiattare quella stronza di Rosa, che cammina come se avesse un palo nel sedere. Occhèi, sedere, non ho detto culo! Tanto lo so che ha visto i miei follower su Instagram, e quello che hanno detto. Che un orange così se lo scorda, è perfetto con il giada dei miei occhi. I suoi capelli sono incolore, sembrano sbiaditi nella varechina. E voglio anche una sigaretta, e se qualcuno qui ha l'asma non me ne frega niente. Ne ho bisogno. Così vi spiego un'altra cosa; capite meglio, e la facciamo finita.
Mark Kruninger: - Qui non si fuma e ci si comporta in modo decoroso. Se ancora hai qualcosa da dire fallo in modo educato, oppure stai zitta. -
Bella Grandi: - Vabbè.... allora finisco. - annuii - L'estate scorsa sono schizzata di brutto. Eravamo sotto l'ombrellone, io, mia madre, il chirurgo e quel suo figlio rompipalle. E dire che a marzo l'avevo quasi convinta, ma poi ci si è messa di mezzo quella stronza della dottoressa estetica, a dire di aspettare ancora un pochino. E quindi no, di interventi per adesso manco a parlarne. -
Mark Kruninger: - In effetti non è ancora possibile il trapianto di cervello! -
Bella Grandi: Va beh... faccio finta che sia una battuta! - continuai - Questa estate eravamo sotto l'ombrellone, con il chirurgo e quel suo figlio rompipalle. Me ne stavo sul mio lettino con gli auricolari, che nessuno mi doveva stressare, e mi sentivo uno schifo. A un certo punto ho visto spuntare Rosa, non la vedevo dalla fine della scuola. In due mesi era dimagrita ancora. Il colpo tosto me lo sono preso quando si è tolta quel suo vestitino giallo: le sue tettine microscopiche si erano trasformate in una quarta coppa C! Merda! -
Abbozzai un cenno di scuse anche se non me ne fregava un cazzo di scusarmi con quel babbione.
- Comunque, perché lei sì e io no? - Ho afferrato le chiavi e sono corsa via, in cabina a sfogare la mia rabbia. -
Mark Kruninger: - Credo che possa bastare! Chi è il prossimo? -

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