Esperimento di scrittura collettiva
Personaggi in ordine di apparizione

Abel Wakaam: (Mark Kruninger)

Riccardo Oliverio: (Riccardo de Angelis)

Gina Marcantonini: (Gina Mifi)

Antonella Sacco: (Lidia Teoni)

Sergio Beducci: (Gabriele Arcangeli)

Annalisa Scaglione: (Bella Grandi)

Laura Gronchi: (Laura Ferri)

Carla De Bernardi: (Bianca Fumagalli)

Antonio Pilato: (Maria C. Caballero)

Assunta Adamo: Official Editor

Valigie nella tormenta
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Valigie nella tormenta (cap. 7° di 42)

Laura Ferri: Sentir parlare gli altri riuscì a mitigare la tensione che mi aveva stretto lo stomaco nell'udire lo sgradevole discorsetto dell'energumeno che ci aveva accolti. Certo non era riuscito a nascondere la sua avversione per la nostra presenza, nonostante il tono falsamente accondiscendente.
Tirai un sospiro e tornai a fissare le fiamme del camino che non riuscivano a scaldarmi. “Meglio bere un altro po'”, pensai, e mi scolai il resto del vin brûlé che era rimasto nella tazza con un unico lungo sorso. La tempesta di neve aveva attivato la mia fantasia mentre ero ancora sul bus, immergendomi in un universo parallelo, popolato da arcaici cacciatori in giacca di camoscio e cappello alla Davy Crockett, che lottavano nella tormenta contro branchi di lupi assassini, orsi bruni e altri animali immaginari, retaggio delle recenti repliche de "Il Signore degli Anelli", trasmesse alla TV.
- Mi presento io! - La voce mi uscì d'impulso dalla bocca, a dispetto delle mie reali intenzioni. Avrei preferito essere l'ultima, in modo da passare inosservata davanti a tutti gli altri, stufi di sentire le storie altrui, incluso di certo l'albergatore.
Ormai però era fatta, mi sollevai dal bracciolo su cui mi ero raggomitolata e continuai a parlare a voce bassa. - Mi chiamo Laura Ferri, sono di Pisa e faccio la ragioniera. - Dissi in modo sintetico, voltandomi verso i compagni di sventura. Mi sarei aspettata qualche decina di occhi puntati addosso, ravvisai invece una certa indifferenza. Molti infatti, armeggiavano con il telefono, in attesa che si compisse il miracolo e tornasse la connessione di rete. - E adesso che dico? - sussurrai a me stessa, schiarendomi più volte la voce, poi trovai il coraggio di continuare: - Dunque... sono qui per caso, difatti neanche mi piace la montagna e detesto il freddo. Un mio collega, che aveva fissato il soggiorno in una rinomata località svizzera, ha avuto un imprevisto. Non è potuto partire e ha pensato bene di regalarlo a me. Poi l'autista ha sbagliato strada e quindi eccomi qua! -
In realtà la cosa non era andata esattamente in questi termini, ma chi se ne frega! Tanto quella gente non l'avrei mai più rivista in vita mia. Credendo di aver già parlato abbastanza, provai a sedermi di nuovo, però la voce dell'albergatore mi riportò sull'attenti.
Mark Kruninger: - Continua, - le indicai minaccioso il portone che si apriva sul parcheggio, sferzato dalla tormenta. - Ho la netta impressione che tu non mi abbia raccontato tutto. -
Laura Ferri Compresi immediatamente che stavo rischiando grosso. Accidenti a lui! - Il fatto è che la mia vita è di una banalità mostruosa, non c'è molto da dire. - aggiunsi in tutta fretta. Intanto il mio cervello sembrava una copia in miniatura della tormenta... solo che, al posto della neve, turbinavano miriadi di pensieri senza capo né coda. Cercai di trovare la forza in un profondo respiro e provai a fare chiarezza. - Sono nata a Pisa, - continuai - figlia unica di due impiegati. Ho tanto desiderato che arrivassero fratelli e sorelle per tenermi compagnia, ma purtroppo sono rimasta da sola. Comunque... ho avuto un'infanzia felice e piena di amici, prima immaginari e in seguito di carne e ossa. Le superiori le hanno scelte i miei, che sono passati con la potenza di un caterpillar sui miei sogni artistici. A posteriori devo dire che avevano visto giusto. Non lo avrei mai detto, ma ero portata per la ragioneria, il calcolo computistico e i linguaggi di programmazione. Detto in parole povere, nel quinquennio mi sono divertita tantissimo. Ho fatto i due anni canonici di pratica presso lo studio commerciale di un conoscente, che poi mi ha assunto, e in cui lavoro tutt'ora. Ho provato anche a superare l'esame di abilitazione all'ordine dei ragionieri e dei periti commerciali, due volte. La seconda sono passata allo scritto, ma all'orale mi sono impappinata e ho finito per fare scena muta. La solita sfiga. -
Mi interruppi un attimo e mi accorsi di aver detto una cavolata. - La verità è che non sono mai stata brava a parlare. Adoro invece leggere e scrivere racconti. Vorrei tanto diventare una scrittrice brava e famosa, ma il mio primo, piccolo romanzo, non se lo fila neanche un editore. Vivo da sola, in un condominio alla periferia di Pisa, sono fidanzata da dieci anni con Luigi, geometra in uno studio tecnico. Amo il mare e il caldo abbraccio del sole, odio invece l'inverno e le sue temperature artiche... ma questo l'ho già detto. Quello spilorcio del mio titolare tiene sempre il riscaldamento al minimo in ufficio. - Arrossii per quest'ultima affermazione e rialzai lo sguardo dal pavimento su cui mi ero concentrata durante l'insipido resoconto di quarant'anni di vita. Per disdetta incrociai gli occhi del proprietario che parve divertito. - Posso sedermi, adesso? - chiesi.
Mark Kruninger: - Diciamo di sì! - sentenziai, assumendo un'espressione di sufficienza.
Laura Ferri Gli voltai le spalle e tornai a sedere al mio posto davanti al fuoco, rannicchiandomi su me stessa come se volessi proteggermi dagli sguardi dei presenti. Protesi le mani aperte verso le fiamme che non riuscirono minimamente a scacciare il gelo che mi sentivo dentro... e tirai ancora una volta un lungo sospiro di sollievo.

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