Writer Officina
Autore: Maria Cristina Bellini
Titolo: Posta del cuore
Genere Manuale di autoaiuto emotivo
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Posta del cuore
Il mio partner non mi tratta come vorrei e non fa quello che voglio io? E io mi faccio mollare
Lo trovi assurdo? No, ti assicuro che purtroppo non é affatto così.
Giulia si è rivolta a me per fare Coaching perché non riesce a capire il comportamento del suo partner, Luca, compagno d'università. Entrambi sono appassionati di musica e suonano nella stessa band. Lei ha studiato pianoforte per diversi anni con buoni risultati mentre Luca suona la chitarra. Gli attriti fra loro sono parecchi, lei dice di sentire come se la loro relazione facesse un passo avanti e due indietro e questo la fa soffrire molto. Si riferisce al fatto che vede Luca mancarle di rispetto perché gestisce il tempo trascorso insieme in base ai propri impegni, che difende a spada tratta, senza tener conto dei suoi. Quando glielo fa notare lui si scusa e promette di non comportarsi più così. A parole le mostra stima e la elogia, anche lui dichiara di voler andare verso la crescita personale positiva e poi, quasi a scadenze temporali, con i fatti dimostra il contrario. Non è che non le voglia bene e non c'entra l'amore perché il sentimento e l'attrazione sono forti per entrambi. Dato che lui è scontento dei suoi ultimi risultati in ambito musicale lei si offre di aiutarlo facendo pratica insieme e mostrandogli le sue tecniche di apprendimento. Lui si dichiara entusiasta poi non trova mai il tempo per farlo. Anzi, la rimprovera di non avere pazienza e di non compatirlo per i suoi mancati miglioramenti tanto da rivelarle di soffrire di ansia da prestazione quando suonano insieme. Finché lui le parla di un corso di solfeggio a cui intende iscriversi e la invita a frequentarlo anche lei. Giulia non crede ai suoi occhi, se lui non si sentiva di far pratica insieme andava bene che si iscrivesse ma perché invitarla? Non vuole rivedere argomenti che già conosce bene perché le sembrerebbe di tornare indietro e pensa che forse lui le chiede un sostegno morale con la propria presenza, sostegno che a lei sembra di aver proposto ripetutamente. Per lei è l'ennesima mancanza di rispetto da parte del partner che oltretutto per frequentare il corso il tempo l'ha trovato. È anche molto dispiaciuta del fatto che quello che lei sa di più e di diverso invece di essere un patrimonio per la coppia sia fonte di disagio. Pur pensando che una relazione non dovrebbe andare in crisi per un interesse in comune arriva alla conclusione che non avendo progetti ed obbiettivi insieme un pretesto vale l'altro. Luca è “imploso” e si è fatto mollare mettendola davanti ad un doppio legame di cui trovi la spiegazione più avanti. - Non ci arriva - - dice sconsolata. Come Coach non posso che confermarle che è proprio così cioè il partner non am-mette il punto di vista e le richieste di Giulia nella propria mappa mentale. Questa è la sua scelta da rispettare, non è giusta e non è sbagliata, è funzionale a ciò che lui voleva. Difatti quando lei ha detto di voler rompere, Luca le ha fatto i soliti discorsi e giustificazioni a sostegno del suo comportamento. Non cercando di negoziare ha dimostrato quindi che la decisione della partner gli andava più che bene. I cretini non esistono dato che ognuno agisce secondo le proprie convinzioni perché si realizzino dimostrando così che sono giuste.

Soluzioni per relazioni complicate: ma devo cominciare sempre da me?!?
È così, vero, dove guardi guardi ogni volta in cui vuoi una soluzione, un consiglio pratico per sbrogliare una relazione complicata la risposta è sempre quella: per risolvere devi agire tu per prima nei tuoi confronti e crescere. Ma sempre io? Gli altri mai? E poi cos'è la crescita personale? E come si fa? La crescita personale dovrebbe essere un dovere morale cioè ad esempio dopo trent'anni che guidi e che le automobili sono diventate più accessoriate, comode e sicure non dovresti più essere un pericolo al volante.
Facciamo il primo salto in avanti, vieni con me!
“Crescita personale si riferisce ad attività che migliorano la conoscenza di sé e l'identità, sviluppano talenti e potenziale, accrescono le risorse umane e le possibilità di impiego, arricchiscono la qualità della vita e contribuiscono alla realizzazione di sogni ed aspirazioni” da Wikypedia, libera traduzione personale. Ed è anche uno degli effetti più gratificanti del Coaching! Quando in una relazione entrambi guardate e andate nella stessa direzione i cambiamenti e le prove della vita rafforzano il vostro rapporto di coppia.
Quando invece solo tu hai voglia o senti l'esigenza di un miglioramento, lì comincia la crisi. Avevi mai sentito che in cinese la parola crisi è composta da due ideogrammi di cui il primo significa problema e il secondo opportunità?
Quando tu vuoi andare da una parte e il tuo partner dall'altra puoi
• seguirlo
• andare dalla parte che vuoi tu
• trovarne una terza che vada bene ad entrambi.
Quindi sei davanti a una scelta. Nel film Matrix Reloaded l'Architetto nel suo complicatissimo monologo finale si sfoga lamentandosi del fatto che gli esseri umani lo combattessero fino alla morte invece di restarsene tranquilli a fornire energia elettrica per le macchine con la mente immersa nella Matrix costruita appositamente per loro e per che cosa? Per avere la scelta. Perché era quella a distinguerli dalle macchine. Cosa ti serve per fare una buona scelta che ti migliori la tua relazione, la coppia, la vita? Eccoti la mia risposta di Coach: strumenti e risorse adeguati.
Se fai fatica, se non ti è chiara o non ti suona bene la decisione da prendere allora puoi usare strumenti e risorse diversi da quelli su cui hai contato finora oppure sapere come utilizzare in maniera differente quelli che hai già a disposizione. In altre parole hai bisogno di informazione che diventa in-formazione.

Il tradimento soluzione alla crisi di coppia?
- Quando la cura è peggio del malanno - come dice Cary Grant nel film “Operazione sottoveste”. Per la mia esperienza di Coach ho trovato che, molto spesso, chi tradisce lo fa proprio spinto dal bisogno di salvare il matrimonio o la relazione per quanto possa suonare come un controsenso di primo acchito. Non entra in gioco solo la convenienza o comodità di tenere in piedi un impegno preso ma anche una forma come di rispetto verso se stessi e il partner, della serie: - Vedo che tu non mi dai quello che ti chiedo e io me lo cerco altrove perché non posso farne a meno e così non ci sfiniamo più a litigare cercando di convincerci l'un l'altro - .
A prima vista sembra proprio il modo migliore di smetterla con i litigi, i musi lunghi e le ripicche del tipo: - Tu stasera esci con le amiche allora io domani vado a giocare a calcetto - . In altre parole, invece di sbattere la testa sempre contro lo stesso muro cambio strada e vado a vedere di risolvere fuori dalla coppia. Anch'io l'ho pensata così tanto tempo fa!
La spinta a cercare qualcosa esternamente alla relazione non è sempre il calo di desiderio e il sesso che non è più come i primi tempi e magari è diventato più un'abitudine che un momento di intimità. Spesso è il bisogno di affetto, attenzione, importanza, comprensione e soprattutto di stabilità e di essere importante per qualcuno.
Scrive Roberto Gervasio che “il matrimonio è una catena talmente pesante che bisogna essere almeno in tre a portarla”.

Si deve confessare un tradimento?
Tu sei sposato e ami tua moglie fra gli alti e bassi della lunga vita coniugale. Conosci una donna che ti ha preso di mira e conosce bene le tecniche dell'arte della seduzione al femminile, magari la incontri in palestra e guarda caso ci andate agli stessi orari. Anche se tu mostri la fede al dito lei ti sorride ammiccante e il suo linguaggio non verbale non lascia dubbi sulle sue intenzioni. Tu non stai cercando una trombamica o una relazione extraconiugale e sei sicuro dell'amore per tua moglie e di voler stare con lei, solo che l'interesse di quella donna ti lusinga e ci vai a letto. Il gusto dell'avventura però sfuma ben presto e quello che ti rimane è il fardello di aver compiuto un tradimento e ti chiedi se devi confessarlo.
In qualche modo ti sembra che dirlo a tua moglie significhi manifestare il tuo amore per lei e che sei pentito di quello che hai fatto anche perché adesso hai capito che è la donna della tua vita. Da Coach la mia risposta è “assolutamente no, non si deve confessare un tradimento, mai”. Vorresti lavarti la coscienza dividendo a metà il peso di una brutta azione scaricandola proprio su chi ha subìto il torto.

7 attività per riaccendere l'amore
Periodo di incertezze, questo che stiamo vivendo, per il lavoro, le manovre di risanamento del debito pubblico, gli aumenti, insomma tira aria di crisi che si ripercuote anche nella coppia.
Come riaccendere la fiamma dell'amore che subisce una crisi? Da Coach eccoti 7 preziosi consigli per tutti i cuori e per tutte le tasche, dalla più economica fino alla più costosa.
Alla numero 1 troviamo
“fai i complimenti al tuo partner”
Eccellente strategia, oltretutto a costo zero! Ricomincia ad osservare il tuo partner e a dirgli cosa più ti piace di lui, dai dettagli fisici alle scelte che fa e al contributo che porta nella coppia. Fortemente raccomandata la pratica quotidiana, fondamentale la sincerità. Allenati davanti allo specchio se non sei più abituata a farli.
Alla numero 2 troviamo
“metti l'amore per il partner nei tuoi occhi, nelle tue parole e nei tuoi gesti”
Anche questa a costo zero, è un investimento che frutta interessi eccezionali per il benessere tuo e della coppia. Intanto ricordi a te stessa i motivi per cui sei innamorata del tuo partner e ti consiglio vivamente di metterli per iscritto, portarli con te e rileggerli ogni giorno.

Rimanere amici con l'ex: quando e come
Quando è finita, dopo una rottura pacifica o turbolenta comunque ti domandi cosa rimane del rapporto fra te e il tuo ex partner. Soprattutto ti chiedi se è possibile che rimaniate amici. Da Coach la mia risposta è “no”. Nel senso che c'è stata voi una storia perciò non eravate amici. Ora che vi siete separati dopo esser stati insieme non puoi tornare allo stesso rapporto che avevate prima. Una relazione fra ex deve essere voluta e costruita da entrambi con chiarezza, rispetto ed impegno e completamente diversa da qualsiasi altra ci sia stata prima fra di voi.
Può essere finita
• o per esasperazione di uno dei partner a causa degli “abusi sentimentali” o, peggio ancora, fisici;
• o di comune accordo perché fra di voi si erano esauriti amore e passione.

5 motivi perché lui non si fa sentire
In questi tempi di amore virtuale e di social network incontrare persone dell'altro sesso è diventato molto facile. Dopo una conoscenza on line, uno o due appuntamenti a bere qualcosa insieme, ecco che lui non si fa sentire, non chiama più e non risponde ai tuoi messaggi. Il suo silenzio ti colpisce, non era certo quello che avresti voluto e soprattutto continui a chiedertene il motivo. Eppure lui si era mostrato interessato a te, perché non ti ha cercato più, cosa è successo? Anche se in un certo senso non saprai mai di preciso il perché, dato che non vi parlate più, eccoti da Coach 5 motivi perché lui non si fa più sentire
1. lui non ti ha detto che stava cercando una trombamicizia. Dato che tu hai non hai accettato le sue allusioni sessuali o proposte esplicite non si fa sentire perché con te sprecava tempo, dal suo punto di vista. Molto meglio così, per te che stai cercando l'uomo giusto;
2. gli hai fatto paura, per lui eri impegnativa. In questo caso:
a) tu gli hai fatto il terzo grado per sapere tutto di lui, hai criticato i suoi comportamenti, i suoi progetti e anche il suo modo di vivere dicendogli come invece dovrebbe comportarsi. Gli hai fatto vedere chiaramente che da lì in poi avresti preso tu le redini della sua vita, e lui, che pensa per conto suo, è scappato a gambe levate. Da Coach ti consiglio vivamente di rivedere le tue maniere, prima di tutto per te stessa, e poi per vivere un rapporto di coppia con un uomo o ragazzo degno di questo nome;

Lui non si fa sentire quanto vorrei, allora non è amore?
Lui è il tuo ragazzo, uscite insieme, fate sesso, avete dei progetti, insomma, il vostro è un rapporto di coppia in piena regola. Dato che non convivete a te piacerebbe che ti telefonasse spesso e non solo per fissare i vostri appuntamenti. Quando lui non ti chiama è come se la vostra storia non esistesse, oppure ti piace che ti dica parole affettuose che ti confermano il suo amore. Invece ecco che lui non si fa sentire da tre giorni e tu vai in ansia, la mancanza di un contatto da parte sua ti fa fare mille pensieri ben poco piacevoli.
Puoi arrivare addirittura a mettere in dubbio il suo amore per te. Quando poi ti chiama, anche se ne sei felice, lo rimproveri di averti fatto attendere per ben tre giorni e lui ti risponde che sono solo tre giorni! In un rapporto di coppia in cui anche il tuo lui vuole un futuro insieme a te invece di cominciare a misurare l'amore dai gesti chiarisciti le idee su quello che vuoi vedere dal tuo partner.
Cioè ti consiglio di farti prima tu le domande del tipo:
quante volte a settimana vorrei che mi chiamasse?
voglio l'sms della buonanotte e del buongiorno?
vorrei sentirlo tutti i giorni per condividere quello che succede nella mia vita?
in che momento della giornata voglio che mi telefoni?
Aiuto, non ce la faccio a dimenticare il bastardo
Quest'estate mi affezionai ad un ragazzo, un giorno mi invia un messaggio dicendomi di piacergli, e io dissi che per me era lo stesso, il nostro rapporto è stato molto telefonico, via sms, ogni volta che stavamo per provare a metterci insieme per un qualunque motivo non succedeva, ed ora non ce la faccio a dimenticare il ragazzo bastardo.
la prima volta che me lo chiese dissi di no, era all'inizio dell'estate e avevo timore e anche perché mi accorsi che non provavo davvero qualcosa, ma dopo 3 settimane, ci ragionai su e mi innamorai, ovviamente se la prese. alla festa non è successo niente, non mi ha degnata di un sguardo. ieri sono scoppiata a piangere non c'è nulla di bello nella mia vita, e se fosse entrato lui a farne parte ci sarebbe stata almeno una cosa super positiva, che mi dà la forza di andare avanti , perché io ho problemi anche in casa quindi, non ce la faccio, che mi dici tu? che pensi? che cosa dovrei fare! .. come sto male, il fatto è che succede sempre tutto tramite gli altri, ma io non ce la faccio a dimenticare il bastardo.
Maria Cristina Bellini
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Autori di Writer Officina

Maria Cristina Bellini
Sono nata e vivo a Ravenna, una cittadina nel cuore della Romagna per mia fortuna vicina al mare e ancora a misura d'uomo, in cui posso girare con la bicicletta. Qui svolgo da decenni l'attività di Coach per aiutare chi si rivolge a me a trovare poi mettere in pratica le proprie soluzioni e per la crescita personale. I miei strumenti sono il consulto dell'I Ching, l'interpretazione di tema natale con i transiti e la PNL, Programmazione neurolinguistica. Quest'esperienza mi ha fornito il materiale per i miei manuali di autoaiuto e consapevolezza emotiva e i trattati sul Libro dei Mutamenti. Amo, corrisposta, i gatti, canto in un coro di musica leggera e ballo la salsa. Mi piace scoprire lo straordinario nel quotidiano e trasmetterne le emozioni con la scrittura.

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorta di aver sviluppato la passione per la letteratura?

Maria Cristina Bellini: Quando ho imparato a leggere, divoravo qualsiasi testo mi capitasse fra le mani, di qualunque genere. Dalle medie in poi sono stata assidua frequentatrice delle biblioteche, dato che Internet sarebbe arrivato dopo parecchi anni.

Writer OfficinaWriter Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Maria Cristina Bellini: No, perché in pratica non mi è venuta la voglia di seguire questa strada bensì l'ho percorsa senza chiedermi nulla, è stato una specie di salto nel buio. Ho cominciato molti anni orsono scrivendo articoli sulle relazioni per il blog e mi ero accorta che la scrittura per Internet mi stava davvero stretta.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Maria Cristina Bellini: Alcuni anni fa un amico mi aveva invitato a vedere la presentazione del concorso “Il libro nel cassetto” cui era iscritto e mi sono detta che alla successiva edizione avrei non soltanto partecipato ma anche vinto. Avevo giusto alcune storie incompiute di gatti, ne avevo pubblicato uno insieme ad altri autori e in quattro mesi il libro si è scritto. Ho pagato per l'edizione e non voglio farlo più. Il concorso l'ho vinto.

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Maria Cristina Bellini: Al momento è quello che sto facendo, anche se mi piacerebbe molto che una casa editrice come si deve si occupasse delle tante fasi che ci sono dopo la scrittura. La mia esperienza è che lì comprano più i manuali della narrativa.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionata? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Maria Cristina Bellini: Il primo amore cioè “I miracoli dei gatti”, per i quali ho ricevuto recensioni positive di un tale impatto emotivo da confermarmi di continuare a scrivere. E quando la mia scrittura tocca il cuore delle persone, allora dico che sono al mondo per qualcosa di preciso. I lettori mi hanno riferito che non riuscivano a staccarsene, che l'hanno divorato e riletto più volte per gustarselo ancora, che si sono immedesimati, divertiti, commossi e hanno anche imparato qualcosa o avuto conferme perché tratto le emozioni e i sentimenti con delicatezza. È un romanzo in cui la protagonista umana Vittoria passata la mezz'età quando pensa che il proprio matrimonio sia finalmente tranquillo scopre l'ennesimo tradimento da parte del marito e decide dolorosamente di separarsi tornando a vivere nella casa in cui è cresciuta. Qui comincia ad accogliere mici in cerca di sistemazione. La sua carissima amica Paola, veterinaria, insieme al marito Enrico, la supporta e l'aiuta non solo nella gestione degli ospiti ma anche la sprona a rifarsi una vita dal punto di vista sociale e soprattutto sentimentale facendole conoscere Giovanni, un collega del marito. Anche da quell'incontro Vittoria comprende che, per poter vivere una relazione di coppia che la renda felice, il cambiamento deve essere non solo pratico ma anche nella sua visione del rapporto stesso e dell'uomo con cui viverlo e quindi è lei che deve cambiare ammettendo nuove idee e situazioni. Ogni gatto che passa da casa sua una volta trovata la destinazione compie il proprio “miracolo” migliorando o risolvendo la vita dei suoi conviventi che si trovano in momenti particolari o difficili della loro vita. I racconti dei gatti si sviluppano quindi sullo sfondo delle vicissitudini quotidiane della protagonista alle prese con il cambio di stile di vita, la sua nuova condizione di single dopo tanti anni di matrimonio e le difficoltà economiche. Paola decide di andare in pensione lasciando il proprio ambulatorio a un collega e incontra Filippo che si rivela il candidato ideale. Quando lo conosce Vittoria rimane colpita e lui le dimostra subito il proprio interesse e soprattutto di essere un uomo ben diverso da quelli frequentati fino a quel momento. Vittoria è molto combattuta se accettare o meno i sentimenti che prova per lui a causa della delusione per la vita di coppia e la differenza d'età dato che è più giovane. Filippo, dal canto suo, scoprirà nuovi lati di se stesso corteggiandola e si deciderà a sistemare, con l'aiuto di un gatto, la propria condizione con la moglie da cui è separato ma che ancora frequenta anche se lei cerca in tutti i modi di complicargli la vita. La storia d'amore, a detta dei lettori, “lascia con il fiato sospeso fino all'ultimo”. La situazione fra i due potrà sbloccarsi grazie a un evento innescato dal comportamento di Vittoria nei confronti di un micio. Molti racconti sono presi da fatti veri di cui ho sentito parlare o visto nei media e poi ci sono i gatti che mi hanno concesso di condividere la loro vita con me.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Maria Cristina Bellini: Da uno spunto che può essere una frase o l'atteggiamento di una persona m'immagino come si è sviluppata la storia per arrivare a quel punto e come si dipana. E finché non la scrivo non riesco a dormire perché mi gira in testa! Praticamente mi faccio il film!

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Maria Cristina Bellini: Sto scrivendo il terzo capitolo de “I miracoli dei gatti” mentre nel cassetto c'è “Ho sposato un cretino e le mie amiche sono stronze”, che è di genere diverso. Si svolge fra apericene con l'Iphone sul tavolo e chat di amiche su Whatsapp. Raffigura il passaggio della trentenne Miriam alla dimensione di adulta fra lavoro e sentimenti. Decisamente più graffiante e ironico dei precedenti anche se l'umorismo è una mia caratteristica, lo sto rivedendo per proporlo a una casa editrice non a pagamento. Tra l'altro molti comportamenti del “cretino” mi sono stati raccontati da una carissima amica ultranovantenne scomparsa da poco cui ero molto affezionata che ha vissuto una storia d'amore col marito per sessantadue anni. Mi piacerebbe molto che questo libro diventasse, se non proprio famoso, almeno conosciuto.
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