Writer Officina
Autore: Laura Laurenti
Titolo: Indaco e gli altri colori dell'amore: Racconti
Genere Narrativa Contemporanea
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Indaco e gli altri colori dell'amore: Racconti
Verde.

Eravamo diversi
come due gocce d'acqua.
(“Chakra” di Vasco Brondi, 2017)

10 ottobre 1991, h.10:00
Ho cantato per te ieri notte.
Poche ore fa, a dire il vero.
Cominciava ad albeggiare e avevamo appena fatto l'amore.
Di solito ci addormentiamo l'una tra le braccia dell'altro.
Anzi, l'uno tra le braccia dell'altra, perché di notte sono sempre io a crollare per primo.
Proprio il contrario di quello che succede di giorno.
Ma ieri notte, anzi poche ore fa, non riuscivo a prendere sonno e neanche tu.
«Cantami qualcosa. Una ninnananna inventa-ta.»
Hai sussurrato soffiandomi sul cuore.
«Cosa vuoi che ne sappia io di ninnenanne?»
Avrei voluto ribattere.
Poi ho pensato che non fosse il caso di rispon-derti male.
Non ieri notte.
Non questa mattina.
Forse mai più.
E allora ho cominciato a mugolare il jingle di quella pubblicità che passano ogni due per tre alla TV mentre i tuoi capelli mi solleticavano le labbra.
«Caruccia sta ninna-nanna...»
Hai mormorato e hai sorriso.
HAI SORRISO!
Io l'ho sentito quel sorrisino, non mi inganni!
Era da tanto tempo che non sorridevi!
Poi il tuo respiro si è fatto più profondo, i bat-titi del tuo sangue più regolari.
Mentre quelli del mio acceleravano di gioia, di anticipazione, di speranza.

Stamattina sei partita per il weekend.
«Non metterti a fare robe stupide tipo il bucato o, peggio ancora, cucinare. Voglio trovare que-sta casa quando torno. In frigo c'è una bella in-salata di tofu.» Mi hai raccomandato con un ul-timo bacio sulle labbra.
Bacio a stampo.
Che mi significa un bacio a stampo?!
Lavori per caso all'ufficio passaporti?!
O me lo dai per bene un bacio o non me lo dai per niente!
«Chiamami.»
Solo questo ti ho chiesto mentre non riuscivo a lasciare andare la tua mano.
«Lassù il telefono non ce l'hanno, te l'avrò det-to mille volte!»
Hai risposto irritata.
Avrei voluto darti un bacio più intenso, che non sembrasse una mera formalità, ma ti sei voltata di scatto e mi sono dovuto accontentare di una delle tue guance sempre più vuote e pal-liducce.
Infine, te ne sei andata e ti sei portata via
il fruscio della gonna che ti arriva alle caviglie e il tintinnio di tutti quei braccialetti che ti sei comprata.
Ti piace vestirti in questo modo, adesso.
E a me, in fin dei conti, non interessa.
Non interessa affatto come ti vesti.
Non mi è mai interessato.
«TU CHIAMAMI LO STESSO!»
Ti ho gridato dalla finestra del salotto ma mi sa proprio che non mi hai sentito: non hai nean-che alzato la testa verso di me, poi ti ho seguita con gli occhi finché non sei sparita nel traffico.

E adesso. Cosa faccio?
Non riesco a stare qua dentro senza di te.
Neanche un minuto.
Neanche un secondo.
Esco. Di corsa.
Mi avvio verso il mercatino dell'usato che c'è a pochi passi da dove abitiamo.
Curioso tra la merce esposta, come abbiamo fatto insieme la scorsa settimana quando sono riuscito a trascinarti fuori di casa, con la scusa di andare a fare un po' di spesa. Potrei benissi-mo occuparmene da solo, e lo sai bene, ma è l'unico modo che conosco per aiutarti a uscire dal tuo torpore.

In uno scatolone davanti all'ingresso di uno dei negozietti c'è un libro sul teatro povero di Gro-towski, mi hai trascinato a vedere uno dei suoi spettacoli un mese fa.
Mi sono addormentato.
Hai detto che non mi ci porti più a teatro per-ché non posso farti fare figure del genere!
Ma sul palco non c'era nulla, neanche l'ombra di mezza scenografia, e le attrici erano tutte ve-stite... niente di interessante da vedere, insom-ma.
Passo il dito sui tomi impolverati.
Ci sono anche dei libri di Lowen.
Ti piace Lowen.
Abbiamo un sacco di roba sua a casa.
Amore, sesso e cuore, si intitola uno di quelli che prendo tra le mani.
Sembra interessante.
Ma non ci sono figure, scopro sfogliandolo ve-locemente.
Credevo che fosse sul Kamasutra.
Non che io abbia niente da imparare sul sesso.
Anche se, sì insomma... quello tantrico... non l'avevo mai provato e non è affatto male. Forse per i miei gusti è un po' troppo lento e tutti quei fiori che lanci dappertutto per creare at-mosfera mi si infilano sempre dove non batte il sole.
Amore...
Su quello sì che ho tanto, tutto da imparare.
Sono una lavagna ancora tutta da scrivere.
Basta vedere quello che è successo con la mia ex moglie: pensavo che fosse quella giusta e in-vece... beh, mi sbagliavo. Mia sorella la chiama affettuosamente la stronza della tua ex e non fa che dirmi che lei lo sapeva fin dal primo giorno che sarebbe finita male e che era stata solo col-pa mia perché non avevo voluto ascoltarla.
Cuore, il tuo cuore
Ci sono giorni in cui mi sembra così tanto lon-tano dal mio che mi chiedo se io l'abbia davve-ro conquistato o no.
Paura di vivere
Non mi sembra proprio il caso di farti leggere una roba del genere.
Tu che non hai mai avuto paura di niente, tu che ti sei costretta a non avere mai più paura di niente da quando vivi dentro di me, adesso hai paura di tutto.
Di vivere, di amare, di morire.
«Oh.» Mormoro sorpreso quando entro.
Quel piccolo amplificatore che tanto ti era pia-ciuto.
C'è ancora.
Ti ho risposto male quando hai detto di voler-lo.
Ti ho fatto: «Non per ascoltare quella tua musi-ca di merda, baby.»
E invece te lo compro.
La busta non la prendo che qui le fanno paga-re.
E poi ne abbiamo 500.000 a casa.
Peccato che ce le dimentichiamo sempre ogni volta che usciamo.
Lo porto tra le braccia come se fosse un coco-mero.
Non è poi così tanto piccolo questo amplifica-tore in fin dei conti!
Mi manchi già così tanto, che, quando rientre-rai potrai riverberare la tua musica di merda per tutta la casa.
E accendere tutti i bastoncini di incenso che vorrai e pace se si sentirà la puzza fino al piano terra.
E noi stiamo al quinto.
Una volta ci sono venuto per conto mio qui, al mercatino, e ti ho comprato un ciondolo con un fiore verde di cristallo.
La negoziante mi ha detto che rappresentava il chakra del cuore ma io lo sapevo già. Avevo let-to quali fossero le sue caratteristiche, per quello lo cercavo.
Brilla.
Proprio come hai brillato tu fino a quel giorno di tre mesi fa.
Lo indossi tutti i giorni il ciondolo, è la prima cosa che ti metti dopo le mutande.

Dove sarà, dove sarà tutta quella felicità?
Non faccio che pensare a questo mentre cam-mino verso casa.
Eravamo così felici prima.
Sei felice, tu?
Sono felice, io?
Che cos'è la felicità?
Credevo che lo sapessi.
Te lo leggevo negli occhi.
Adesso non lo so più, adesso non so più nulla.
Dal giorno in cui sei stata male, hai smesso di lavorare.
Non ti chiedo di riprendere, né tu sei mai en-trata in argomento.
Io, io lavoro per tutti e due senza che neanche ce ne sia bisogno perché i soldi per noi non so-no mai stati un problema.
Io, io lascerei il mio lavoro, tutto quello che ho per te. Se solo me lo chiedessi. Se ti facesse sta-re meglio.
Potremmo viaggiare, girare il mondo...
ma in fin dei conti ogni giorno che trascorria-mo insieme è un viaggio.
Non è mica importante che sia pianificato, or-ganizzato.
Non è mica importante che abbia una meta.
Non abbiamo nessuno a cui rendere conto, se non noi stessi.
E se torniamo a casa a notte fonda non c'è nes-suno che ci aspetta.
Di solito ce ne andiamo al mare.
Una volta c'era traffico, talmente tanto traffico che al mare non ci siamo andati.
Siamo saliti verso la montagna finché non ci siamo trovati davanti al lago più grande del paese.
Era più bello del solito quel giorno con quella nebbiolina che circondava ogni cosa.
C'era quella strana costruzione che tanto ci ha colpiti.
Ci siamo avvicinati e siamo entrati.
Ti tenevo per mano.
Mi tenevi per mano.
Senza parlare.
Ti ho sentita respirare.
Respirare davvero, come non succedeva da tan-to, troppo tempo.
E ho sperato, sperato così tanto intensamente che fossi tornata.
Che fossi tornata per me, per te stessa, per noi due.
Non ancora.
Manca poco, però.
Lo sento.
Tu sei ancora un po' persa nel tuo mondo fatto di strane canzoni, fumi profumati e vestiti sgar-gianti.
Ma senti anche tu che è tempo di tornare a ca-sa.

Piove. Diluvia.
Ho fatto appena in tempo a rientrare a casa.
Fortuna che non c'è più nulla steso in terrazza.
I nuovi abiti che ti sei comprata, oltretutto, so-no in cotone biodegradabile e con la pioggia si sciolgono letteralmente.

Piove. Diluvia.
Proprio come la prima volta che ti ho incontra-ta, a casa di mia sorella.
Eravamo gli unici svegli e io mai avrei potuto dormire.
Non con te lì accanto, non quando avrei voluto sapere tante cose di te, tutto.
«Vedi, anche il cielo riesce a piangere. Io no. Non ho mai imparato.»
L'ho raccontato solo a te perché sapessi tutto di me, anche quello che non ho mai avuto il co-raggio di rivelare a nessuno.
Pensavo che, se mai avessi potuto imparare a piangere, le nostre lacrime avrebbero avuto la stessa forma, lo stesso colore, lo stesso sapore.
Perché in fin dei conti le lacrime non sono che gocce d'acqua.
Come quelle che si rincorrono adesso sulla ve-trata.
E le gocce d'acqua sono tutte uguali.
Tutte diverse.
Come noi.

Eravamo diversi come due gocce d'acqua.
Laura Laurenti
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Autori di Writer Officina

Laura Laurenti
Ho il nome della mia nonna materna appassionata di letteratura francese e di Agatha Christie, sono nata a Grosseto nel 1985, ma abito nel Regno Unito da qualche anno (in una cittadina a circa un'ora di treno da Londra). Dopo la laurea triennale in traduzione ed interpretazione di trattativa, conseguita nel 2008 presso la Scuola per Interpreti e Traduttori di Forlì, ho iniziato la mia carriera lavorativa nel settore alberghiero come receptionist sia in Italia che all'estero.
(A Dublino e Cheltenham, una cittadina vicino a Bristol nel Regno Unito).
Adesso mi occupo di logistica e in particolare di Import-Export.
Adoro viaggiare e anche se la pandemia mi ha costretta ad accantonare il sogno di visitare il Giappone, mi ha consentito di conoscere la Cornovaglia che è così bella e selvaggia che mi ha rapito il cuore!
Odio cordialmente cucinare, ma amo immensamente scrivere
(in particolare, storie d'amore tormentate).

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?

Laura Laurenti: La passione per le storie è nata a metà degli anni '80 insieme a me.
Prima che sapessi leggere e scrivere era babbo a raccontarmi le sue di storie.
Le inventava ed erano sempre una più divertente dell'altra!
Quando poi ho imparato a leggere e scrivere, lettura e scrittura sono andate di pari passo grazie alla mia adorata maestra di italiano (Simonetta) che ha sempre saputo gratificarmi e a un costante confronto in famiglia anche su temi letterari.
Casa dei miei è stracolma di libri e mamma per tanti anni ha insegnato materie umanistiche alle scuole medie e superiori.

Writer Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Laura Laurenti: Probabilmente il libro che mi ha lasciato addosso di più la voglia di scrivere è stato “Piccole Donne”: ho sempre sognato di essere una tipa come Jo March: indipendente e creativa!
A dire la verità, però, c'è un libro che mi ha regalato la vita che ho adesso.
Si chiama “Un giorno” ed è di David Nicholls.
Grazie a questa storia ho preso in mano la mia vita e l'ho resa proprio come la volevo!

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Laura Laurenti: Questa è una storia lunga che cercherò di sintetizzare al massimo.
Quando mi sono finalmente decisa a pubblicare “Io, Come Cristallo” mi sono rivolta, su consiglio di un conoscente, ad una agenzia letteraria.
Purtroppo, a fonte di un investimento di più di mille euro, non sono riuscita ad approdare ad un contratto con una casa editrice degna di questo nome.
Dopo essere rimasta ustionata da questa brutta esperienza non ho voluto più contattare case editrici (ero spaventata dai lunghi tempi di attesa – avevo perso già nove mesi dietro ad una costosa chimera e temevo di incappare in un'altra fregatura).

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Laura Laurenti: Nel mio caso pubblicare su Amazon KDP è stata l'unica possibilità per poter presentare “Io, Come Cristallo” al pubblico.
Non è stato facile entrare a far parte di questo mondo complesso ed ho dovuto documentarmi molto per capire al meglio come poter caricare il libro, sistemare la copertina e mi sto addentrando nel mondo della promozione.
Ritengo, tuttavia, che ad oggi Amazon KDP sia il modo migliore per avere il pieno controllo sulle proprie vendite e sui ricavi.
Al momento mi sto interessando molto al self publishing, seguo webinar e conferenze online (in lingua inglese) di esperti del settore.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Laura Laurenti: La storia a cui sono più affezionata in assoluto non è ancora un libro e probabilmente non potrà mai diventarlo perché è una fanfiction (una storia originale basata su un universo già creato da un altro autore) ed è molto difficile poterla rendere fruibile ad un pubblico che non conosce i personaggi e le situazioni dell'universo principale.
È una vera e propria epopea (la prima versione ha 70 capitoli) che fa parte di me dal 2007 e a cui voglio bene come a un'amica ed è una storia magica che mi ha permesso di entrare in contatto con persone meravigliose.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Laura Laurenti: Il mio stile e la tecnica di scrittura sono cambiati notevolmente negli anni.
Se il sacro fuoco della creatività scalda il mio cuore, le mie mani e la mia testa posso scrivere di getto al pc o sul blocco notes (si, a penna!)
Altre volte, come in questo momento, devo per forza buttare giù schemini, idee, trama e personaggi – ma è un tipo di preparazione che mi annoia molto.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Laura Laurenti: Ho due storie che vorrei sistemare e pubblicare, più o meno sulla falsa riga di “Io, Come Cristallo”.
Sto anche lavorando sul seguito di “Io, Come Cristallo”
e poi...ho anche l'idea per un giallo storico che mi stuzzica la mente da qualche settimana – e ho anche una vita “reale” ... un lavoro a tempo pieno ed anche un fidanzato da dover gestire!

Writer Officina: Hai fatto dei corsi?

Laura Laurenti: Sì, ho frequentato due corsi di “Londra Scrive”.
“Londra Scrive” è una scuola di scrittura che mi è stata sponsorizzata da Facebook e che mi ha completamente conquistata.
Il corso è interattivo e tutti gli alunni (di solito non più di quindici) sono invitati a partecipare attivamente.
Durante le lezioni tenute da Marco (Mancassola, affermato scrittore che insegna anche alla Scuola Holden di Torino) si leggono e si analizzano alcuni brani di scrittori famosi (contemporanei o meno) e poi una parte molto significativa è dedicata ai nostri stessi testi che Marco edita e analizza durante la sessione.
La possibilità di ricevere riscontri da un gruppo eterogeno per età, esperienze e stili di scrittura è assolutamente impagabile!

Writer Officina: Raccontaci quale è stata la scintilla che ha dato vita all'idea

Laura Laurenti: “Io, Come Cristallo” è una storia relativamente datata che ho scritto nel 2011.
Avevo finito la stagione estiva come receptionist e faticavo a trovare un'altra occupazione ed ho deciso di buttare giù un po' dei miei pensieri facendone una storia.
I personaggi che ho creato sono di fantasia, sebbene in quello femminile vi siano alcune caratteristiche nelle quali mi rispecchio.
Il personaggio maschile, invece, è liberamente ispirato (almeno fisicamente) a Giorgio Pasotti, un attore che mi è sempre piaciuto molto!

Writer Officina: Ti sei documentato, p.e. sui luoghi, sulle professioni di cui parli?

Laura Laurenti: Devo confessare di non aver fatto grande attività di ricerca per scrivere “Io, come Cristallo”.
(Mi sto, invece, documentando in modo davvero approfondito per le storie che sto scrivendo adesso).
Sono passati tanti anni da quando ho scritto “Io, Come Cristallo”, ma ricordo bene che per descrivere una location ho preso spunto da un locale che avevano aperto in quel periodo nella mia città e che mi piaceva moltissimo.
L'atmosfera Mittel-Europea, invece, deriva da un viaggio di pochi giorni in Austria...ma non conosco a fondo quei luoghi per poter dire con sicurezza che ci troviamo a Salisburgo o a Vienna o in altre città.

Writer Officina: Ritieni che la verosimiglianza sia importante oppure no visto che si tratta comunque di fiction?

Laura Laurenti:
Si, secondo me la verosimiglianza è un fattore fondamentale quando si scrive.
Più che la verosimiglianza nei luoghi è importante, a mio parere, saper descrivere i sentimenti in modo reale in modo che il lettore si identifichi e pensi “anche io mi sono sentito così o mi sento così”

Writer Officina: La scrittura ha una forte valenza terapeutica. Confermi?

Laura Laurenti: Posso dire senza timore di esagerare che la scrittura mi ha salvata in un momento estremamente difficile della mia vita (quando ho perso il mio babbo due anni e mezzo fa)
Grazie alla scrittura sono riuscita ad esprimere e a trovare un senso al mio dolore, alle mie paure e alla mia angoscia.

Writer Officina: Cosa vorresti che le persone dicessero del tuo romanzo?

Laura Laurenti: Ammazza che bello, quando esce il seguito?

Writer Officina: Stai lavorando a un nuovo progetto? Ce ne vuoi parlare?

Laura Laurenti: Si! Sto lavorando ad un nuovo progetto!
Ho pensato di parlare della mia esperienza di scrittrice emergente attraverso un sito internet che si chiama “Kintsugi per sogni infranti” per far sì che altri scrittori emergenti non incappino nella trappola che ha, invece, risucchiato me!
Il Kintsugi è quella forma artistica giapponese che consiste nel riparare oggetti con inserti in oro per rendere preziosa anche una cicatrice.
La progettazione del sito è molto complicata e per questo è in standby, ma ho aperto una pagina Facebook dedicata a questo mio progetto (si chiama appunto “Kintsugi per sogni infranti”) nella quale vorrei fornire alcuni consigli di marketing e recensire libri di scrittori e scrittrici emergenti grazie alla preziosissima collaborazione di due amiche!

Writer Officina: Che consigli daresti, basati sulla tua esperienza, a chi come te voglia intraprendere la via della scrittura?

Laura Laurenti: Ne avrei davvero tanti di consigli da fornire, cercherò di essere breve!
Fatevi furbi – prima di firmare qualsiasi contratto, documento o altro fatevi consigliare da un legale. Io mi sono rivolta (grazie ad un post letto su questo gruppo) ad una associazione che si chiama “Tutela Scrittori”, ma avevo purtroppo già fatto la frittata e non sono riusciti ad aiutarmi!
A fronte di poche centinaia di euro potreste risparmiare tempo e un sacco di denaro!
Circondatevi di persone positive che capiscano con gli occhi del cuore quello che scrivete, che comprendano i vostri momenti di silenzio e perché preferirete scrivere piuttosto che parlare...che vi supportino ovunque siate!
Abbiate pazienza con voi stessi e con questo meraviglioso dono che è la scrittura, non trascuratela e non cercate troppe giustificazioni per non dedicarvici, ritagliatevi del tempo per lei perché fa parte di voi!
Siate forti: abbiate la forza di realizzare un sogno, di non mollare tutto quando riceverete l'ennesima recensione negativa dai leoni da tastiera o da chi apre bocca senza sapere e senza capire che cosa c'è dentro e dietro la storia che state raccontando e senza sapere quanto e' stato investito in termini di tempo, sentimenti (e, purtroppo, anche di denaro) nella vostra storia.
Scrivere è una cosa seria, ma trovate la forza di ridere di quello che scrivete e di voi stessi.
Amate le vostre storie, trascorrerete insieme a loro tanto (troppo) tempo e resteranno con voi per sempre.
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