Writer Officina
Autore: Michele Scalini
Titolo: Da un altro mondo
Genere Fantascienza
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Da un altro mondo
Prima di introdurre la mia storia, permettetemi di presentarmi. Mi chiamo Mikauula, ma tutti quanti, soprattutto i miei amici più cari, mi chiamano Mika.
Sono nato sul pianeta Primum One, dove vivo tutt'ora. Questo è il primo pianeta abitabile e civilizzato a ruotare intorno alla nostra stella, Mintaka, che si trova in quella che per voi è la cintura della costellazione di Orione, a circa mille duecento trentanove anni luce dalla vostra stella.
La nostra stella, Mintaka, fa parte di un sistema stellare multiplo. Intorno a lei ruotano altre cinque stelle. Il nostro pianeta ruota intorno ad una di esse, precisamente intorno a Delta Orionis A, che a sua volta fa parte di un sistema stellare triplo.
Insieme al nostro pianeta, ce ne sono altri cinque con superficie rocciosa, presenza di acqua e con un'atmosfera che permette la vita. Poi ci sono altri sei pianeti giganti, ma ancora si trovano allo stato gassoso. Uno di loro, il più grande e costituito principalmente di idrogeno, viene considerato una stella mancata, ovvero una stella che non è riuscita a formarsi come tale durante il suo processo di formazione. Per farla breve e per usare termini semplici, è venuta a mancare quella scintilla che le avrebbe permesso di brillare nel cosmo come tutte le altre stelle.
La storia della nostra civiltà si perde nel tempo. Gli anziani ci insegnano che la nostra è una delle civiltà più antiche della nostra galassia. In effetti, i nostri scienziati affermano che la vita sul nostro pianeta si sia sviluppata molti cicli prima che in altri pianeti. Ma, nonostante la nostra conoscenza, quegli stessi scienziati non riescono a dare una spiegazione a come la vita nasca e si sviluppi in un determinato mondo.
La nostra civiltà, oltre ad essere una delle più antiche, può anche vantare il fatto che sia anche riuscita ad evolversi e a progredire senza imbattersi nel rischio di auto distruggersi. Altre civiltà della galassia sono riuscite a progredire fino a raggiungere la singolarità. Ovvero quel momento evolutivo in cui una civiltà raggiunge l'apice del suo progresso e, non riuscendo a mantenere quel livello stabile, va in decadimento fino a distruggersi del tutto.
Altre civiltà, vedendo la nostra stabilità e ammirando il nostro equilibrio evolutivo, decisero di unirsi a noi per non correre il rischio della distruzione. Altre ancora sono sopravvissute alla loro distruzione, ma solo dopo aver vissuto terrificanti guerre sui loro pianeti.
Sul mio mondo, attualmente vivono circa dodici miliardi di individui. In passato, quando l'aumento demografico rischiava di mettere a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta, molti di noi si spinsero su altri pianeti del nostro sistema solare e sui loro satelliti. Grazie a quella decisione coraggiosa, la nostra civiltà aumentò a circa quaranta miliardi di individui e il nostro pianeta venne salvato dalla catastrofe.
La nostra civiltà è totalmente pacifica. A differenza di altre presenti nella nostra galassia, non abbiamo mai partecipato a guerre e mai ne abbiamo avute sui nostri pianeti. Ci furono occasioni in cui alcuni tentarono di conquistarci con la forza, con le armi e con le loro astronavi da guerra; ma per loro sfortuna, siamo stati in grado di cacciarli senza dargli occasione di poterci colpire, solo grazie all'unione delle nostre forze psichiche.
La nostra è una cultura semplice, basata sul benessere del singolo individuo e della società stessa. Col tempo abbiamo compreso che per permettere all'intera società di prosperare, dovevamo impegnarci nel dare il meglio al singolo individuo. Solo così non avremmo avuto diversità sociali e solo così la nostra società poteva sopravvivere e progredire.
Sul nostro mondo ogni individuo ha un ruolo specifico. Questo ruolo gli viene assegnato dal Consiglio degli Anziani quando raggiunge la maturità evolutiva.
Se il ruolo assegnato dagli Anziani non è soddisfacente o non rispecchia le aspettative dell'individuo stesso, egli può cambiarlo quando vuole, con l'obbligo di dimostrare che la sua nuova scelta sia giusta per la propria preparazione culturale e per il resto della comunità. Perché è questa la base della nostra civiltà stessa, ognuno di noi è spinto dal bisogno di aiutare la comunità ad evolversi per continuare a sopravvivere e a crescere, quindi, come ho già detto, il benessere del singolo influenza il benessere di molti.
La nostra società può risultare diversa da quella che si può incontrare su altri mondi. In alcuni casi, con le civiltà meno evolute della nostra, può risultare perfino incomprensibile.
In effetti, a differenza delle altre civiltà, noi non abbiamo il concetto di famiglia. Non c'è mai stato e nessuno ne ha mai sentito il bisogno di averlo. Sul mio mondo, i nostri figli non vengono cresciuti e educati direttamente dai propri genitori biologici. I nostri figli vengono cresciuti da ogni individuo che compone la società stessa, muovendo i loro passi intorno a loro, imparando qualcosa da ogni elemento che incontra durante il suo cammino.
Sul nostro mondo non esiste un governo, ma abbiamo il Consiglio degli Anziani. Questi individui anziani e saggi, da un livello culturale inestimabile, verificano costantemente lo stato di salute della società e si assicurano che ogni appartenente ad essa possa vivere nel migliore dei modi.
Non avendo un governo, non abbiamo neanche le leggi. Onestamente, da quanto ricordo, non ci sono mai state e non ci sono mai servite. Noi sappiamo benissimo che chiunque è in grado di distinguere il bene dal male, la cosa giusta da quella sbagliata. Non abbiamo bisogno di leggi che ci guidino in quella distinzione, siamo una vera civiltà, per farla breve.
Grazie a questa nostra particolarità, sul nostro mondo non vengono commessi crimini, non ci sono rapine, nessuno uccide un suo simile per futili motivi. Da noi non regna il caos come su altri pianeti dell'universo. Siamo in pace con noi stessi e con gli altri.
Non abbiamo religioni e non ce ne sono mai state. L'unico culto che conosciamo è il rispetto per la vita, ma questa non viene adorata come una divinità, come in alcune civiltà primitive e poco progredite. La vita viene considerata come fattore dominante della galassia, come un'energia occulta e non del tutto compresa che permette ad ogni individuo la propria esistenza.
I miei genitori biologici svolgono le loro attività principali presso il tempio della Conoscenza. In questo tempio ogni individuo che ne fa parte, condivide le proprie esperienze fatte durante la propria visita su altri pianeti abitati con il resto della comunità.
Queste conoscenze vengono archiviate, per mano dei Raccoglitori, in un grande archivio, al quale tutti possono accedere per conoscere l'evoluzione di altre civiltà della galassia. Per questo motivo e per le mie attitudini, al raggiungimento della mia maturità evolutiva, gli Anziani mi assegnarono al tempio della Conoscenza, dove all'inizio svolgevo il ruolo di Raccoglitore.
Oltre al tempio della Conoscenza, abbiamo il tempio dell'Esplorazione. Questo è composto dagli Esploratori, individui che scrutano il cielo in cerca di pianeti abitati e in seguito si recano su quei mondi per controllare e conoscere lo stato evolutivo delle forme di vita presenti.
Abbiamo il tempio della Fecondazione, composta dai Fecondatori. Questi si recano su pianeti appena formati, dove le condizioni ambientali sono favorevoli allo sviluppo della vita e, nel caso in cui la vita stessa non si sia sviluppata in modo spontaneo, intervengono fecondando con cellule primordiali quel nuovo mondo. Sarebbe stato compito degli Esploratori verificare in seguito che la fecondazione sia andata a buon fine. In caso contrario i Fecondatori avrebbero ripetuto la fecondazione.
Abbiamo, poi, il tempio della Nascita, dove gli individui si occupano di interagire con civiltà in via di sviluppo, al fine di insegnare loro la via per progredire ed evolvere.
A volte può capitare che in un pianeta non nascano forme di vita intelligenti o in grado di evolversi in una civiltà complessa come le altre. In quei casi sono gli addetti del tempio della Nascita ad intervenire agendo sulla genetica della specie animale dominante, quella che mostra segni di intelligenza e determinate caratteristiche fisiche, modificandola in modo da portarla, attraverso processi evolutivi e continue mutazioni genetiche, ad avere sembianze simili alla nostra e in grado di fondare una civiltà.
Per farvi capire questo concetto, pensate alla scala evolutiva proposta dal vostro scienziato Darwin. Per secoli avete discusso dell'anello mancante, ovvero di quell'esserino che congiungeva la vostra specie a quella dei primati. Ecco, in alcuni pianeti, quell'anello mancante siamo noi esseri provenienti da altri mondi. Non vi sorprende che ancora non siate stati in grado di trovare il vostro famoso anello mancante?
Queste sono le principali attività che svolgiamo nell'universo. Per il resto, la nostra civiltà è molto simile alle altre, in parte ovviamente. Ci sono individui che coltivano e raccolgono il cibo. Ci nutriamo principalmente di frutta. Sui nostri mondi abbiamo immensi campi coltivati con albero da frutto. Una volta raccolta, viene distribuita nelle varie città. In seguito, quando la frutta è arrivata nelle città, altri individui si danno da fare per distribuirla nelle varie case, in modo che tutti possano averne.
Ci sono individui addetti all'ingegnerizzazione delle città. Costruiscono case, strade e si prendono cura degli edifici, dei parchi pubblici. Insomma, siamo una civiltà organizzata in tutto.
Non abbiamo mezzi di trasporto, almeno non ne abbiamo come quelli che sono stati sviluppati su altri mondi. Noi ci muoviamo sui nostri pianeti e per l'infinito cosmo attraverso la luce, sfruttando l'energia principale dell'universo stesso.
Viaggiamo a velocità multiple di C, velocità della luce, e questo ci permette di andare ovunque nell'universo in poco tempo e senza mezzi di trasporto meccanici. Fa parte della nostra evoluzione, conosciamo l'energia della luce da migliaia di cicli ed è una conoscenza che possiede ognuno di noi. Per viaggiare, ci basta solamente pensare alla destinazione, concentrarci e in pochi istanti siamo dove vogliamo essere. Semplice, no?

Michele Scalini
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Michele Scalini
Sono nato nel 1974 a Jesi, nella provincia di Ancona, dove vivo tutt'ora. Ho conseguito gli studi presso una scuola di formazione professionale ed ho lavorato per molti anni nel settore dell'automazione industriale come tecnico programmatore, svolgendo l'attività sia all'estero che su territorio nazionale. Un anno fa ho lasciato il lavoro per dedicarmi interamente alla scrittura e per investire su me stesso.
Amo la lettura, anche se ultimamente ho poco tempo da dedicarle. Sono cresciuto coi classici come “Papillon”, “L'isola del tesoro”, il mitico personaggio “Conan” tanto per citarne alcuni. In seguito mi sono dedicato a letture più specifiche riguardanti la mitologia, la storia antica e la geopolitica. Sono appassionato di film e serie televisive di fantascienza e provo un'innata curiosità rivolta verso scenari post-apocalittici, i quali hanno ispirati alcuni miei romanzi.

Writer Officina: La tua passione per la scrittura come e quando nasce?

Michele Scalini: La mia passione per la scrittura è nata per caso, onestamente neanche sapevo che sarei stato in grado di scrivere un libro di fantasia. Accadde circa otto anni fa, mentre stavo affrontando un periodo difficile a causa della perdita del lavoro. Una mattina mi sveglio e vado al computer con l'idea di cercare qualcosa che mi avrebbe permesso di distrarmi da quel periodo difficile e che mi avesse aiutato a trovare nuovi stimoli, a reinventarmi per farla breve. Dopo una ricerca, mi sono imbattuto in un blog dove trovai una lista di attività da valutare. Consultai con attenzione quella lista cercando di capire quale attività fosse stata più adatta a me, fino a quando trovo scritto “scrivi un libro”. Leggo quel testo diverse volte, fino a quando esulto dicendo “ok, scriviamo un libro”. Da quel giorno non mi sono più fermato. Al momento ho scritto circa venticinque libri e la produzione maggiore l'ho avuta negli ultimi tre anni.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Michele Scalini: Inizialmente tentai con il self publishing, poi pensai di inviare il manoscritto ad alcune case editrici. La prima che rispose mi chiese quasi due mila euro per la pubblicazione, offerta che rifiutai naturalmente. In seguito rispose una piccola casa editrice dicendo che era interessata al libro. Così, le affidai il libro e lo trovai pubblicato su diversi store online. Fu una vera soddisfazione per me, poiché mi fece pensare che il mio lavoro aveva del potenziale.

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Michele Scalini: Onestamente gli ultimi libri li ho pubblicati con kdp e così farò con i prossimi. Intanto kdp permette di pubblicare un libro in pochi e semplici passaggi, le royalty sono più alte rispetto a quelle pagate dalle case editrici e poi hai la possibilità di organizzare delle promozioni gratuite per l'e-book per alcuni giorni, questa cosa aiuta per avere maggiore visibilità. Ritengo che distribuire il libro con kdp sia un'ottima opportunità per uno scrittore emergente, visto che può gestire il tutto in completa autonomia e indipendenza.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Michele Scalini: Direi che sia “L'uomo che visse nello spazio”. Parla di un uomo che, durante una normale giornata di lavoro, si ritrova catapultato a bordo di un'astronave persa nella galassia abitata da alcune creature aliene. Inizialmente il personaggio è intimorito da quelle creature e dalla situazione che sta vivendo. Non riesce a trovare una spiegazione a quanto gli è accaduto e vuole tornare a casa al più presto. Ma dopo che viene accolto come un amico, vince le sue paure e si ritrova a viaggiare insieme a quegli alieni attraverso la galassia in cerca di un modo per tornare sulla Terra tra difficoltà varie e mondi sconosciuti che si presentano ai suoi occhi.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Michele Scalini: Premetto che tutti i miei libri sono scritti in prima persona; quindi, è il personaggio che racconta quanto avviene e il lettore può vivere quell'avventura con i propri occhi. Comunque, parto da una piccola idea iniziale e il resto viene d'istinto, appoggio le mani alla tastiera e il testo viene da sé. Ad essere onesti, in alcune occasioni mi sorpreso da quanto scritto mentre rileggevo il testo per correggerlo.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Michele Scalini: Rispondo dicendo che ho sempre un libro in “cantiere”, difficilmente mi prendo periodi di riposo. Ormai mi definisco una specie di catena di montaggio del libro. Comunque, sì, sto scrivendo un nuovo libro dal titolo “Le urla del silenzio”. Generalmente scrivo avventure di fantascienza, ma con questo libro voglio tentare il genere thriller horror per mettermi alla prova e per provare qualcosa di diverso. Il personaggio è una donna e, ironia della sorte, è anche una scrittrice. Durante un viaggio di lavoro, in cui presenta al pubblico il suo ultimo libro, si imbatte in fenomeni inquietanti che la turbano. Così inizia ed è ancora in fase di scrittura.
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