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Parlavo alle stelle. Qualcuno ascoltava.
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Notti dell'anima
Alcune notti dell'anima sono come le fredde veglie nelle lontane... remote... foreste del nord.
Oscuri conteggi delle ore soffocati, dall'umidità, strangolati, dalle raffiche di un vento spietato e glaciale, che s'aggira per il mondo.
Alberi isolati, inerpicati, che soli, si rendono più forti.
Alcune notti dell'anima sei quasi certo di non superarle: il cuore si ferma, il respiro tace, e dentro di te trovano posto Amarezza e Dolore.
Si sta come quegli alberi, inermi, quanto corazzati.
Il legno crepita, i rami tremano, ma le radici profonde servono a questo: a resistere alla tempesta, a non permettere alla linfa di gelare, ad affrontare quella notte perché... anche questa volta, prima o poi, la Notte passerà.
DI UOMINI E DONNE
Sei apparsa così, con le spalle scoperte, carezzate da capelli, del colore del miele, portati con delicatezza, leggiadria di intrinseca semplicità, dietro un orecchio dalle curve perfette, come tutte le restanti di un corpo dalla pelle imbevuta di una fragranza delicata, sublime, che smuove il mio essere, s'insinua a solleticare anse di materia di me mai sfiorate prima d'ora.
Ti vedo, ti guardo, ti osservo, ti desidero e ti bramo temendo di impazzire.
È un sogno proibito che condanno ma che vorrei, al tempo stesso, vedere realizzato e nella sua forma più estrema e selvaggia. Prendere possesso subito Qui, ora, dei miei impulsi più vivi, terribili e dolci nella loro follia.
Perché? Perché questo strazio nel cuore? Questo delirio che posso solo stare ad osservare senza nemmeno riconoscermi dentro di esso. E allora... Cielo! Salvami! Perché l'uomo perbene, fedele, costante, è morto in un istante, perduto e sepolto prima che potessi porre rimedio, se poi uno ve ne sia.
Vorrei allora fuggire, strapparmi dagli artigli affilati di questa visione, da questo angelo che tormenta, con linee di donna che intravedo al di sotto del cotone leggero, toglie il respiro l'immagine di seni dei quali avverto già il tepore sotto i palmi delle mani. Manca il respiro, mentre lo sguardo corre ad abbracciare ogni singolo millimetro di visione paradisiaca dal retrogusto di vivo inferno.
È durato tutto un istante. Mi sei passata davanti, mi hai regalato un quadro di te dai colori indelebili nel tempo, poi hai svoltato l'angolo e tutto è affogato in ricordi: la vita che continua, un respiro a cui seguirà un respiro, e io di nuovo me.
Gli uomini, gli uomini sono così. E le donne, le donne... Che stupende creature, spaccati perfetti, fra santi e demoni.
LA TE CHE NON CONOSCEVO
Così eccoti qua... L'amarezza celata dietro la maschera della dolcezza. Negandomi sorrisi prima onnipresenti mi hai rinchiuso, con false promesse, nelle stanze di un castello arroccato sulle scogliere della perdizione.
Un'anima, la tua, dalle fattezze nuove, sconosciute, mai vista prima...
È una lama affilata quella che ti vedo impugnare, che colpisce e recide corde di legami che erano state strette forte dai nodi del tempo. E tu... senza esitare, senza vacillare, senza versare lacrima alcuna te ne stai, impassibile, innanzi ad un cuore nudo e indifeso che prima nelle tue mani veniva sanato... e ora distrutto.
È così che a volte finisce l'Amore... Assassinato... Tradito... da chi aveva giurato con tutto se stesso di proteggerlo sempre.
LETTERA ALL'AMORE
Cos'era dopotutto il nostro Amore se non una meravigliosa parentesi aperta nel bel mezzo della pagina più avvincente del libro più bello che abbia mai letto?
Il passo di una lancetta che ha scandito un imperituro istante pennellato sulla tela del grande spazio del Tempo del mondo.
Il primo respiro, al mattino, che riporta alla realtà e l'ultimo, alla sera, che accompagna nei sogni.
Il volo della prima rondine che annuncia la primavera... l'ultimo bagno, d'estate, che si asciuga, sulla pelle, al sole... la prima foglia che si lancia, con speranza, nel fresco vento d'autunno... il primo brivido di un nuovo inverno che bussa alle finestre delle case come alle porte dei cuori.
Cos'era, dopotutto, il nostro Amore... Se non una danza, folle e lieta, a piedi nudi, su brughiere umide, sotto la luce di luna e stelle, al confine fra il giorno e la notte, dal profumo di boschi e il sapore del mare.
È la Vita l'Amore. Tutto ciò che in essa vi è.
Cos'altro dovremmo... potremmo... agggiungere.
LUNA DEL LUPO
Sotto la luna due ombre si cercano senza toccarsi. Corrono, due lupi, non per fuggire, non per vincere, ma per ricordare chi fossero prima della paura.
Uno ha il passo pesante, porta addosso la fame, una rabbia antica, e le cicatrici di una vita che non fa sconti a nessuno.
L'altro è più leggero, ascolta il silenzio, sente il battito della notte come fosse un cuore nudo.
Si inseguono, i due, tra neve e respiro, tra ululati lontani e promesse non dette. La luna li osserva, non giudica. illumina i manti e i loro spiriti liberi.
È piena, la luna... rischiara... svela...
Nella corsa, le due ombre, veloci, si scambiano forza, si insegnano la delicatezza, e in ultimo si perdonano l'un l'altro, gli errori passati.
Quando si fermano. Diventano una cosa sola, l'inizio di un qualcosa di più.
E la Luna del Lupo, alta e bianca, segna la rinascita di chi ha avuto il coraggio di inseguire ma anche forse, soprattutto, di lasciarsi raggiungere.
COS'È AMORE
Amore... È ciò che strappa via l'umanità, che scinde anima e corpo. Eleva, a molto più. Condanna, a molto meno. Smaschera angeli travestiti da demoni e demoni travestiti da angeli. Può soffiare vita e colore nel grigiore di un'esistenza che si trascina. Può originare l'inverno, improvviso e implacabile, nelle estati assolate di anime liete e sorridenti. Amore... Che giura, spergiura, concede, prende, costruisce e demolisce. Silenzioso viandante, compagno di gioia e tormenti, dai denti affilati e le mani roventi. Profumi di casa. Lacrime di oblio. Dono, o punizione, che tu sia... rimani compagno di Vita e d'ispirazione. Fuoco che purifica e divora. Acqua che consacra e condanna. Questo siamo... Questo sei... Solo Cuore. Tutto qui.
QUANDO L'AMORE SI SPEZZA
Quando l'Amore si spezza... produce un suono chiaro, forte, netto. È uguale a quello di una corda tesa che cede, improvvisamente, sotto il peso di verità, bugie, profondi silenzi, e urla assordanti.
Quando l'Amore si spezza... si chiudono gli occhi, si serrano i pugni, si stringono i denti e si avverte un vuoto, dentro, impossibile da descrivere servendosi di umane parole.
Quando l'amore si spezza... ciò che era familiare assume forme irriconoscibili. Qualcuno si perde. Qualcuno si trova. Qualcuno nasce. Qualcuno muore. Uomini e donne, corrosi dalle passioni, naufraghi nella burrasca della vita.
Quando l'Amore si spezza... non c'è fuga, né salvezza. Attesa, per ricucire se stessi. Soprattutto forza. Non dimenticate, mai, di averne tanta, nel cuore.
LACRIME DI SANGUE
Scorrono, lungo le guance, e poi cadono su petti nudi e martoriati, le lacrime di sangue di anime smarrite che non si riconoscono più.
Giace in imperituro oblio, sotto il giogo dei ricordi, e del silenzio più totale, tutto ciò che eravamo.
Quanto scotta, quel vuoto rovente stretto fra le mani.
Ricorda i cuori, il tuo e il mio, quando battevano insieme.
Fiamme che prima sanavano... Ora puniscono...
In ginocchio pone la vita uomini e donne benedetti dalla luce dell'amore e maledetti dall'oscurità nella quale esso, andando via, li ha lasciati a marcire.
Si china il capo si denuda il collo pronti al taglio della scure della realtà quando è brandita dal boia dell'abbandono.
E lì, in gelida attesa col fiato sospeso, lo sguardo spento a fare i conti con se stessi... si prega che la lama colpisca, che porti pace, silenzio... e dignità.
PARLAVO ALLE STELLE E QUALCUNO ASCOLTAVA
È nelle notti più buie del mio essere che ho toccato con mano chi sono. E forse, si, ho smesso di credere che a guidare i miei passi fossi da solo.
C'ero io, col cuore e la testa gravato da tasche piene di storie a fare i conti con quello che resta: una vita di certezze illusorie.
Mi nutrivo di sogni sul limitare dei giorni mentre tracciavo disegni su nuvole senza contorni. Quanti debiti non ho fatto in tempo a saldare. Quanti crediti non riuscirò a riscattare.
Ed eccomi qua ingenuo viaggiatore su una strada al di là del conto delle ore.
E ricordo le notti, quelle più belle quando non importava se parlavo alle stelle e qualcuno ascoltava.
Il vero dramma sarebbe perdere la penna, perdere il pezzo di carta con il quale mi libero dalle catene, per mezzo del quale parlo con “gli altri” ma soprattutto con me.
Scrivere...
Un bisogno. Una dannazione. Non lo so cos'è, non lo so il perché. So che mi fa stare bene. So che non voglio smettere. Assuefatto da lettere, parole, profumo di carta e d'inchiostro fresco. Un male dal quale spero di non guarire. Un morbo che mi auguro si aggravi sempre più, un fiume che esondi gli argini dell'anima inondandomi completamente.
Voglio vita. Se ne trova così tanta fra pagine di libri e sempre meno guardandosi attorno.
L'ABISSO
Perché si scivola sempre più in basso?
Perché il canto delle cicale è sempre sovrastato dal grido, di dolore, di lupi solitari che piangono alla luna nel cuore dei boschi?
C'è quiete nell'oblio...
Tempo e spazio per dare ascolto alle parti più oscure del proprio essere... Ed è proprio lì, allo scoccare della mezzanotte, negli anfratti della nostra esistenza, che, sovente, accade la Rinascita.
In ginocchio, innanzi alla Vita, chinando il capo all'esperienza e al sacrificio, sorgono cavalieri col volto rigato dalle lacrime e le spade sempre pronte a difendere le Possibilità e il Coraggio di voler essere, giorno dopo giorno, persone migliori. Paladini, prima che del prossimo, di loro stessi.
C'è così tanto da scoprire...
Sul fondo di alcuni abissi scivoliamo da soli... E soli bisogna trovare la forza per riuscire ad uscirne.
Osatela quella scalata... quando si respira Oscurità la Luce si raggiunge passo... dopo passo...
Solo... non perdetela mai di vista, quella luna che brilla di Speranza.
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Autori di Writer Officina
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Mi chiamo Francesco Merli, sono nato, vivo e lavoro a Roma. Sono stato un militare ed ex allievo maresciallo presso l'accademia sottufficiali dell'arma dei carabinieri, un personal trainer in centri sportivi e ancor prima istruttore di nuoto e cuoco presso ristoranti d'alta cucina. Laureato presso la facoltà di Scienze Motorie mi ritengo, altresì, un grande sportivo, amante e praticante di molte discipline fra le quali nuoto, pugilato, equitazione e di tutto il mondo del fitness con le sue innumerevoli sfaccettature. Ad oggi sono un attore diplomato presso un'accademia d'arte drammatica di Roma, specializzato, poi, in recitazione cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia nella sede della medesima città. Mi sono, in seguito, formato nel mondo della radio e del doppiaggio. Lavoro come attore e sceneggiatore, sono l'autore di canzoni, poesie, testi teatrali dei quali, sovente, anche interprete e di alcuni romanzi di vario genere, pubblicati da diverse case editrici, uno dei quali tradotto anche in lingua inglese. Non mi classifico ancora, come autore, in un determinato genere letterario ma piuttosto mi considero uno scrittore davvero atipico e variopinto, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nuove forme di espressione e aperto a una sperimentazione in continuo essere. “Sogno più grande? Comunicare, esprimermi al massimo e riuscire a far emozionare il prossimo lasciandolo affacciare su quel mondo che celo chiuso a chiave dentro di me, che sento scalpitare sempre più e che trova spazio, in misura maggiore rispetto alle altre, attraverso la stilografica e i fogli di carta.”
Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?
Francesco Merli: Ho percepito fin da bambino, nel cuore, la spinta irrefrenabile a trasporre su carta le idee che mi frullavano nella testa. Ho quaderni di appunti che risalgono alle elementari, ogni tanto li sfoglio e mi strappano qualche sorriso. Un giorno vorrei riorganizzarli a dovere... magari potrebbe uscire fuori qualche storia interessante.
Writer Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?
Francesco Merli: Il fascino del Dracula di Stoker mi rapì in seconda media. Presi il libro controvoglia, una bellissima edizione che ancora ho da parte, durante un mercatino indetto dalla scuola. Inizia a leggere controvoglia, certo che si sarebbe rivelata una storia deludente... inutile dire che divenne uno dei miei libri preferiti. Mi ripromisi che un giorno avrei tentato la via dello scrittore, con tutto il cuore, speranzoso di ammaliare qualche lettore, cercando di suscitare emozioni simili a quelle da me provate nel riscoprire un amore per la lettura (e in particolare per quel determinato genere) che non avrei mai immaginato di poter veder fiorire.
Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?
Francesco Merli: La ricerca degli editori è davvero il percorso più dilaniante per un autore. Soprattutto oggigiorno, a fronte di un'offerta che sembra superi la richiesta, in una nazione dove si legge statisticamente (e drammaticamente) sempre meno, trovare una casa editrice, anche solo medio-piccola, diventa un'impresa titanica. Ho provato per anni e alla fine qualche editore sono riuscito a convincerlo ma raggiungere le case editrici più grandi (le cosiddette “big”), con contratti che permettano davvero di poter tirare un sospiro di sollievo, anche se solo per un momento, ritengo sia impossibile a meno che non si diventi prima dei “nomi” conosciuti per altro. Nelle librerie si vedono esclusivamente autori ormai affermati, le traduzioni estere che hanno venduto molto e i testi di influencers e di youtubers... è triste ma è la realtà.
Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?
Francesco Merli: Perché no! Prossimamente proverò anch'io a darmi un'opportunità nel tentativo di confrontare le nuove con le esperienze passate. Sarà un'avventura diversa ma non meno entusiasmante. Certo... tanta libertà di azione ma anche tanta fatica, si deve essere non solo autori ma anche promotori di se stessi. Ne ho visti tanti di libri “esplosi” percorrendo questa via. L'unico consiglio che mi sento di dare è di curare molto il testo, affiancare sempre al proprio il lavoro di un editor e di dedicare tempo a grafica, dettagli e presenza sui canali social.
Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?
Francesco Merli: Si tratta di un libro che si intitola: “Quando l'acqua della vasca era tutto il mio oceano”, è molto autobiografico e racconta gli anni dell'infanzia, in una famiglia degli anni 90', raccontati con gli occhi, ma soprattutto le sensazioni, di quell'età un po' magica. Si può scaricare e leggere su qualsiasi dispositivo. Lo consiglio a chi volesse avvicinarsi alla mia scrittura ma in un mondo lontano dalle ultime uscite (che sono thriller/horror).
Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?
Francesco Merli: Appunti tantissimi ma scrivo perlopiù guidato dalla suggestione del momento. Quando “ispirato”... Non seguo schemi precisi e non lavoro mai ad una singola opera (scelgo quale lavorare in base al mood del giorno). Gli schemi servono (e li raccomando) ma quello che consiglio è di riuscire a trovare il proprio “momento”... ritagliare il proprio “tempo” al di fuori del tran tran della vita di tutti i giorni. Non è semplice... non lo è affatto. Serve disciplina e pazienza (tanta) quando non immediato.
Writer Officina: La scrittura ha una forte valenza terapeutica. Confermi?
Francesco Merli: Assolutamente sì! Io non potrei farne a meno, sul serio, e sono convinto che chiunque potrebbe e dovrebbe cimentarsi nella stesura di qualche idea. La connessione ai propri pensieri... il soliloquio interiore ma improntato ad una futura condivisione... Ritengo ci sia qualcosa di magico nella bolla che si viene a creare quando si è soli con la penna fra le mani e il foglio di carta davanti. Tre elementi che, insieme, possono generare mondi fantastici e infinite possibilità, alla portata di tutti. Non ultima, ovviamente, anche una semplice analisi dei propri pensieri, desideri e/o stati d'animo, volendo. E poi, cosa da non trascurare assolutamente, ci si potrebbe riscoprire persino portati.
Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quelli che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?
Francesco Merli: Ho deciso di trattare un tema completamente differente dai precedenti con l'intento di attirare un po' l'attenzione dei lettori. Ho terminato una raccolta di racconti erotici che vedrà presto l'uscita. Storie di coppie, singoli e singole che ho realmente intervistato in questi ultimi due anni e che hanno deciso di aprirsi per quanto concerne le proprie fantasie sotto le lenzuola. Sono molto soddisfatto dell'opera che ne è scaturita e non vedo l'ora di lanciarmi in questa nuova avventura letteraria!
Writer Officina: Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Francesco Merli: Per quanto riguarda le influenze letterarie devo ammettere di portare nel cuore, e in ciò che scrivo, spunti provenienti da un'immensa ammirazione provata nei confronti di innumerevoli autori: Bram Stoker, Edgar Allan Poe, i coniugi Shelley, Jane Austen, Howard Phillips Lovecraft, Robert Frost, Andrzej Sapkowski, J.R.R. Tolkien, George R. R. Martin... questi i maggiori ma potrei citarne anche altri.
Writer Officina: Hai delle abitudini particolari legate alla scrittura? (orari, posti speciali etc...)
Francesco Merli: Tirerei in campo la Notte. La suggestione provata dopo il calar del sole è davvero estrema, in special modo con l'ausilio delle mie musiche preferite di sottofondo, la luce calda della mia abat-jour e la stilografica fra le dita standomene seduto alla mia scrivania tenendo la finestra socchiusa (adoro scrivere su carta nonostante abbia una grafia pessima), è lì che raggiungo l'apice dell'ispirazione. Nonostante questa premessa ammetto di avere sempre carta e penna con me (piccole agende soprattutto) per appuntare spunti di ogni sorta che potrebbero sopraggiungere in qualsiasi momento (ho la memoria davvero corta e se non lo facessi perderei tantissime idee). Non ho luoghi particolari ma vorrei tanto provare a scrivere circondato dalla natura, in un bosco o una radura, o durante l'ora del tramonto o addirittura di notte ma non penso sia semplice e neppure troppo sicuro... credo che, però, la suggestione sarebbe davvero alle stelle.
Writer Officina: E una citazione preferita?
Francesco Merli: Una in particolare, di Bertolt Brecht: “Tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte: quella di vivere”.
Writer Officina: Sei anche un attore e uno sceneggiatore, quanto troviamo di questi tuoi aspetti nei tuoi testi?
Francesco Merli: Ritengo molto. Credo che il lato attoriale mi aiuti ad “entrare” nelle vesti dei miei personaggi mentre l'attività da sceneggiatore sono certo influenzi il mio modo di scrivere, sia per quanto riguarda i dialoghi sia per quanto concerne il “taglio” di scene e ambientazioni: quando scrivo penso sempre ad un eventuale adattamento cinematografico e credo che quest'attenzione particolare sia fondamentale per la caratterizzazione di un mio stile personale (che mi auguro sia presente).
Writer Officina: Per concludere, quali consigli daresti, basati sulla tua esperienza, a chi, come te, voglia intraprendere la via della scrittura?
Francesco Merli: Questo discorso andrebbe affrontato da due lati: uno “emotivo” e l'altro più “pratico”. Quello emotivo è quello del cuore. Consiglierei di credere nelle proprie possibilità allo stremo, di essere il fan numero uno di se stessi sempre, con il sole ma soprattutto con la pioggia, di avere spirito di sacrificio, pazienza e dedizione per non avere, in tal modo, mai alcun tipo di rimorso. L'altro lato, quello pratico, della razionalità, è quello che aprirebbe il discorso del cosìddetto “paracadute”, del piano B, di quell'”alternativa” che, se mai dovesse, drammaticamente, andar male tutto, potrebbe rappresentare un'ancora di salvezza in un mondo che di incertezze ne ha moltissime già di base e che trova, nel campo artistico, davvero bersagli facili da affondare, specie, poi, e lo ripeto ancora una volta, in questo paese. Però... ecco... lo dico a chi arriverà a leggere fin qui ma probabilmente è un modo per dirlo anche a me stesso: credete nel piano A, metteteci l'anima! Il segreto è solo quello perché poi, a coloro che operano buoni e grandi intenti, magari, la vita, decide, in maniera inaspettata, di rivelare una via. E l'augurio che faccio a tutti è quello di poter riuscire a credere sempre in se stessi e nei propri sogni. |
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