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Autore: Francesco Merli
Titolo: Parlavo alle stelle. Qualcuno ascoltava.
Genere Poesie
Lettori 2300 1 6
Parlavo alle stelle. Qualcuno ascoltava.
Notti dell'anima



Alcune notti dell'anima
sono come le fredde veglie
nelle lontane...
remote...
foreste del nord.

Oscuri conteggi delle ore
soffocati,
dall'umidità,
strangolati,
dalle raffiche di un vento
spietato
e glaciale,
che s'aggira per il mondo.

Alberi isolati,
inerpicati,
che soli,
si rendono più forti.

Alcune notti dell'anima
sei quasi certo di non superarle:
il cuore si ferma,
il respiro tace,
e dentro di te trovano posto
Amarezza
e Dolore.

Si sta come quegli alberi,
inermi,
quanto corazzati.

Il legno crepita,
i rami tremano,
ma le radici profonde
servono a questo:
a resistere alla tempesta,
a non permettere
alla linfa
di gelare,
ad affrontare quella notte
perché...
anche questa volta,
prima o poi,
la Notte
passerà.

DI UOMINI E DONNE



Sei apparsa così,
con le spalle scoperte,
carezzate da capelli,
del colore del miele,
portati con delicatezza,
leggiadria di intrinseca semplicità,
dietro un orecchio dalle curve perfette,
come tutte le restanti di un corpo
dalla pelle imbevuta
di una fragranza delicata,
sublime,
che smuove il mio essere,
s'insinua a solleticare
anse
di materia di me
mai sfiorate prima d'ora.

Ti vedo,
ti guardo,
ti osservo,
ti desidero e ti bramo
temendo di impazzire.

È un sogno proibito
che condanno
ma che vorrei,
al tempo stesso,
vedere realizzato
e nella sua forma più estrema e selvaggia.
Prendere possesso subito
Qui,
ora,
dei miei impulsi più vivi,
terribili e dolci
nella loro follia.

Perché?
Perché questo strazio nel cuore?
Questo delirio
che posso solo stare ad osservare
senza nemmeno riconoscermi
dentro di esso.
E allora...
Cielo!
Salvami!
Perché l'uomo perbene,
fedele, costante,
è morto in un istante,
perduto e sepolto
prima che potessi porre rimedio,
se poi uno ve ne sia.

Vorrei allora fuggire,
strapparmi
dagli artigli affilati di questa visione,
da questo angelo che tormenta,
con linee di donna che intravedo
al di sotto del cotone leggero,
toglie il respiro
l'immagine di seni
dei quali avverto già il tepore
sotto i palmi delle mani.
Manca il respiro,
mentre lo sguardo corre ad abbracciare
ogni singolo millimetro
di visione paradisiaca
dal retrogusto di vivo inferno.

È durato tutto un istante.
Mi sei passata davanti,
mi hai regalato un quadro di te
dai colori indelebili nel tempo,
poi hai svoltato l'angolo
e tutto è affogato in ricordi:
la vita che continua,
un respiro a cui seguirà un respiro,
e io di nuovo me.

Gli uomini,
gli uomini sono così.
E le donne,
le donne...
Che stupende creature,
spaccati perfetti,
fra santi e demoni.




LA TE CHE NON CONOSCEVO



Così
eccoti qua...
L'amarezza
celata
dietro la maschera
della dolcezza.
Negandomi sorrisi
prima onnipresenti
mi hai rinchiuso,
con false promesse,
nelle stanze di un castello
arroccato
sulle scogliere
della perdizione.

Un'anima,
la tua,
dalle fattezze nuove,
sconosciute,
mai vista prima...

È una lama affilata
quella che ti vedo impugnare,
che colpisce e recide
corde di legami
che erano state strette
forte
dai nodi del tempo.
E tu...
senza esitare,
senza vacillare,
senza versare lacrima alcuna
te ne stai,
impassibile,
innanzi ad un cuore
nudo e indifeso
che prima
nelle tue mani
veniva sanato...
e ora distrutto.

È così
che a volte
finisce l'Amore...
Assassinato...
Tradito...
da chi aveva giurato
con tutto se stesso
di proteggerlo sempre.









LETTERA ALL'AMORE



Cos'era
dopotutto
il nostro Amore
se non una meravigliosa parentesi
aperta
nel bel mezzo
della pagina più avvincente
del libro più bello
che abbia mai letto?

Il passo di una lancetta
che ha scandito
un imperituro istante
pennellato
sulla tela del grande spazio
del Tempo del mondo.

Il primo respiro,
al mattino,
che riporta alla realtà
e l'ultimo,
alla sera,
che accompagna nei sogni.

Il volo
della prima rondine
che annuncia la primavera...
l'ultimo bagno,
d'estate,
che si asciuga,
sulla pelle,
al sole...
la prima foglia
che si lancia,
con speranza,
nel fresco
vento d'autunno...
il primo brivido
di un nuovo inverno
che bussa
alle finestre delle case
come alle porte
dei cuori.

Cos'era,
dopotutto,
il nostro Amore...
Se non una danza,
folle e lieta,
a piedi nudi,
su brughiere umide,
sotto la luce
di luna e stelle,
al confine
fra il giorno e la notte,
dal profumo di boschi
e il sapore del mare.

È la Vita
l'Amore.
Tutto ciò
che in essa vi è.

Cos'altro
dovremmo...
potremmo...
agggiungere.

LUNA DEL LUPO



Sotto la luna
due ombre si cercano
senza toccarsi.
Corrono,
due lupi,
non per fuggire,
non per vincere,
ma per ricordare
chi fossero
prima della paura.

Uno ha il passo pesante,
porta addosso la fame,
una rabbia antica,
e le cicatrici
di una vita che non fa sconti a nessuno.

L'altro è più leggero,
ascolta il silenzio,
sente il battito della notte
come fosse un cuore nudo.

Si inseguono,
i due,
tra neve e respiro,
tra ululati lontani
e promesse non dette.
La luna li osserva,
non giudica.
illumina i manti
e i loro spiriti liberi.

È piena,
la luna...
rischiara...
svela...

Nella corsa,
le due ombre,
veloci,
si scambiano forza,
si insegnano la delicatezza,
e in ultimo si perdonano
l'un l'altro,
gli errori passati.

Quando si fermano.
Diventano una cosa sola,
l'inizio
di un qualcosa di più.

E la Luna del Lupo,
alta e bianca,
segna la rinascita
di chi ha avuto il coraggio
di inseguire
ma anche
forse,
soprattutto,
di lasciarsi raggiungere.

COS'È AMORE



Amore...
È ciò che strappa via
l'umanità,
che scinde
anima e corpo.
Eleva,
a molto più.
Condanna,
a molto meno.
Smaschera
angeli
travestiti da demoni
e demoni
travestiti da angeli.
Può soffiare
vita e colore
nel grigiore
di un'esistenza
che si trascina.
Può originare l'inverno,
improvviso e implacabile,
nelle estati assolate
di anime liete e sorridenti.
Amore...
Che giura,
spergiura,
concede,
prende,
costruisce
e demolisce.
Silenzioso viandante,
compagno di gioia e tormenti,
dai denti affilati
e le mani roventi.
Profumi di casa.
Lacrime di oblio.
Dono,
o punizione,
che tu sia...
rimani
compagno di Vita
e d'ispirazione.
Fuoco
che purifica e divora.
Acqua
che consacra e condanna.
Questo siamo...
Questo sei...
Solo Cuore.
Tutto qui.








QUANDO L'AMORE SI SPEZZA



Quando l'Amore
si spezza...
produce un suono
chiaro,
forte,
netto.
È uguale
a quello di una corda tesa
che cede,
improvvisamente,
sotto il peso
di verità,
bugie,
profondi silenzi,
e urla assordanti.

Quando l'Amore
si spezza...
si chiudono gli occhi,
si serrano i pugni,
si stringono i denti
e si avverte
un vuoto,
dentro,
impossibile da descrivere
servendosi di umane parole.

Quando l'amore
si spezza...
ciò che era familiare
assume forme irriconoscibili.
Qualcuno si perde.
Qualcuno si trova.
Qualcuno nasce.
Qualcuno muore.
Uomini e donne,
corrosi dalle passioni,
naufraghi
nella burrasca della vita.

Quando l'Amore
si spezza...
non c'è fuga,
né salvezza.
Attesa,
per ricucire
se stessi.
Soprattutto
forza.
Non dimenticate,
mai,
di averne tanta,
nel cuore.





LACRIME DI SANGUE



Scorrono,
lungo le guance,
e poi cadono
su petti nudi
e martoriati,
le lacrime
di sangue
di anime smarrite
che non si riconoscono più.

Giace
in imperituro oblio,
sotto il giogo
dei ricordi,
e del silenzio più totale,
tutto ciò che eravamo.

Quanto scotta,
quel vuoto
rovente
stretto fra le mani.

Ricorda i cuori,
il tuo e il mio,
quando battevano insieme.

Fiamme che
prima
sanavano...
Ora
puniscono...

In ginocchio
pone la vita
uomini e donne
benedetti
dalla luce dell'amore
e maledetti
dall'oscurità
nella quale esso,
andando via,
li ha lasciati a marcire.

Si china il capo
si denuda il collo
pronti al taglio
della scure
della realtà
quando è brandita
dal boia dell'abbandono.

E lì,
in gelida attesa
col fiato sospeso,
lo sguardo spento
a fare i conti con se stessi...
si prega
che la lama colpisca,
che porti pace,
silenzio...
e dignità.


PARLAVO ALLE STELLE E QUALCUNO ASCOLTAVA



È nelle notti più buie del mio essere
che ho toccato con mano chi sono.
E forse, si, ho smesso di credere
che a guidare i miei passi fossi da solo.

C'ero io, col cuore e la testa
gravato da tasche piene di storie
a fare i conti con quello che resta:
una vita di certezze illusorie.

Mi nutrivo di sogni
sul limitare dei giorni
mentre tracciavo disegni
su nuvole senza contorni.

Quanti debiti
non ho fatto in tempo a saldare.
Quanti crediti
non riuscirò a riscattare.

Ed eccomi qua
ingenuo viaggiatore
su una strada al di là
del conto delle ore.



E ricordo le notti,
quelle più belle
quando non importava
se parlavo alle stelle
e qualcuno ascoltava.

Il vero dramma
sarebbe perdere la penna,
perdere il pezzo di carta
con il quale mi libero dalle catene,
per mezzo del quale
parlo con “gli altri”
ma soprattutto con me.

Scrivere...

Un bisogno.
Una dannazione.
Non lo so cos'è,
non lo so il perché.
So che mi fa stare bene.
So che non voglio smettere.
Assuefatto da lettere,
parole,
profumo di carta
e d'inchiostro fresco.
Un male dal quale spero di non guarire.
Un morbo che mi auguro
si aggravi sempre più,
un fiume
che esondi gli argini dell'anima
inondandomi completamente.

Voglio vita.
Se ne trova così tanta
fra pagine di libri
e sempre meno
guardandosi attorno.


L'ABISSO



Perché
si scivola
sempre più in basso?

Perché
il canto delle cicale
è sempre sovrastato
dal grido,
di dolore,
di lupi solitari
che piangono alla luna
nel cuore dei boschi?

C'è quiete
nell'oblio...

Tempo e spazio
per dare ascolto
alle parti
più oscure
del proprio essere...
Ed è proprio lì,
allo scoccare della mezzanotte,
negli anfratti della nostra esistenza,
che,
sovente,
accade
la Rinascita.

In ginocchio,
innanzi alla Vita,
chinando il capo
all'esperienza
e al sacrificio,
sorgono cavalieri
col volto rigato dalle lacrime
e le spade sempre pronte
a difendere
le Possibilità
e il Coraggio
di voler essere,
giorno dopo giorno,
persone migliori.
Paladini,
prima che del prossimo,
di loro stessi.

C'è così tanto da scoprire...

Sul fondo
di alcuni abissi
scivoliamo da soli...
E soli
bisogna trovare la forza
per riuscire ad uscirne.

Osatela
quella scalata...
quando si respira Oscurità
la Luce
si raggiunge
passo...
dopo passo...

Solo...
non perdetela
mai di vista,
quella luna
che brilla di Speranza.



Francesco Merli
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Autori di Writer Officina

Francesco Merli
Mi chiamo Francesco Merli, sono nato, vivo e lavoro a Roma.
Sono stato un militare ed ex allievo maresciallo presso l'accademia sottufficiali dell'arma dei carabinieri, un personal trainer in centri sportivi e ancor prima istruttore di nuoto e cuoco presso ristoranti d'alta cucina.
Laureato presso la facoltà di Scienze Motorie mi ritengo, altresì, un grande sportivo, amante e praticante di molte discipline fra le quali nuoto, pugilato, equitazione e di tutto il mondo del fitness con le sue innumerevoli sfaccettature.
Ad oggi sono un attore diplomato presso un'accademia d'arte drammatica di Roma, specializzato, poi, in recitazione cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia nella sede della medesima città. Mi sono, in seguito, formato nel mondo della radio e del doppiaggio.
Lavoro come attore e sceneggiatore, sono l'autore di canzoni, poesie, testi teatrali dei quali, sovente, anche interprete e di alcuni romanzi di vario genere, pubblicati da diverse case editrici, uno dei quali tradotto anche in lingua inglese.
Non mi classifico ancora, come autore, in un determinato genere letterario ma piuttosto mi considero uno scrittore davvero atipico e variopinto, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nuove forme di espressione e aperto a una sperimentazione in continuo essere.
“Sogno più grande? Comunicare, esprimermi al massimo e riuscire a far emozionare il prossimo lasciandolo affacciare su quel mondo che celo chiuso a chiave dentro di me, che sento scalpitare sempre più e che trova spazio, in misura maggiore rispetto alle altre, attraverso la stilografica e i fogli di carta.”

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?

Francesco Merli: Ho percepito fin da bambino, nel cuore, la spinta irrefrenabile a trasporre su carta le idee che mi frullavano nella testa. Ho quaderni di appunti che risalgono alle elementari, ogni tanto li sfoglio e mi strappano qualche sorriso. Un giorno vorrei riorganizzarli a dovere... magari potrebbe uscire fuori qualche storia interessante.

Writer Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Francesco Merli: Il fascino del Dracula di Stoker mi rapì in seconda media. Presi il libro controvoglia, una bellissima edizione che ancora ho da parte, durante un mercatino indetto dalla scuola. Inizia a leggere controvoglia, certo che si sarebbe rivelata una storia deludente... inutile dire che divenne uno dei miei libri preferiti. Mi ripromisi che un giorno avrei tentato la via dello scrittore, con tutto il cuore, speranzoso di ammaliare qualche lettore, cercando di suscitare emozioni simili a quelle da me provate nel riscoprire un amore per la lettura (e in particolare per quel determinato genere) che non avrei mai immaginato di poter veder fiorire.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Francesco Merli: La ricerca degli editori è davvero il percorso più dilaniante per un autore. Soprattutto oggigiorno, a fronte di un'offerta che sembra superi la richiesta, in una nazione dove si legge statisticamente (e drammaticamente) sempre meno, trovare una casa editrice, anche solo medio-piccola, diventa un'impresa titanica.
Ho provato per anni e alla fine qualche editore sono riuscito a convincerlo ma raggiungere le case editrici più grandi (le cosiddette “big”), con contratti che permettano davvero di poter tirare un sospiro di sollievo, anche se solo per un momento, ritengo sia impossibile a meno che non si diventi prima dei “nomi” conosciuti per altro. Nelle librerie si vedono esclusivamente autori ormai affermati, le traduzioni estere che hanno venduto molto e i testi di influencers e di youtubers... è triste ma è la realtà.

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Francesco Merli: Perché no! Prossimamente proverò anch'io a darmi un'opportunità nel tentativo di confrontare le nuove con le esperienze passate. Sarà un'avventura diversa ma non meno entusiasmante. Certo... tanta libertà di azione ma anche tanta fatica, si deve essere non solo autori ma anche promotori di se stessi. Ne ho visti tanti di libri “esplosi” percorrendo questa via. L'unico consiglio che mi sento di dare è di curare molto il testo, affiancare sempre al proprio il lavoro di un editor e di dedicare tempo a grafica, dettagli e presenza sui canali social.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Francesco Merli: Si tratta di un libro che si intitola: “Quando l'acqua della vasca era tutto il mio oceano”, è molto autobiografico e racconta gli anni dell'infanzia, in una famiglia degli anni 90', raccontati con gli occhi, ma soprattutto le sensazioni, di quell'età un po' magica. Si può scaricare e leggere su qualsiasi dispositivo. Lo consiglio a chi volesse avvicinarsi alla mia scrittura ma in un mondo lontano dalle ultime uscite (che sono thriller/horror).

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Francesco Merli: Appunti tantissimi ma scrivo perlopiù guidato dalla suggestione del momento. Quando “ispirato”...
Non seguo schemi precisi e non lavoro mai ad una singola opera (scelgo quale lavorare in base al mood del giorno). Gli schemi servono (e li raccomando) ma quello che consiglio è di riuscire a trovare il proprio “momento”... ritagliare il proprio “tempo” al di fuori del tran tran della vita di tutti i giorni. Non è semplice... non lo è affatto. Serve disciplina e pazienza (tanta) quando non immediato.

Writer Officina: La scrittura ha una forte valenza terapeutica. Confermi?

Francesco Merli: Assolutamente sì! Io non potrei farne a meno, sul serio, e sono convinto che chiunque potrebbe e dovrebbe cimentarsi nella stesura di qualche idea. La connessione ai propri pensieri... il soliloquio interiore ma improntato ad una futura condivisione... Ritengo ci sia qualcosa di magico nella bolla che si viene a creare quando si è soli con la penna fra le mani e il foglio di carta davanti. Tre elementi che, insieme, possono generare mondi fantastici e infinite possibilità, alla portata di tutti. Non ultima, ovviamente, anche una semplice analisi dei propri pensieri, desideri e/o stati d'animo, volendo. E poi, cosa da non trascurare assolutamente, ci si potrebbe riscoprire persino portati.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quelli che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Francesco Merli: Ho deciso di trattare un tema completamente differente dai precedenti con l'intento di attirare un po' l'attenzione dei lettori. Ho terminato una raccolta di racconti erotici che vedrà presto l'uscita. Storie di coppie, singoli e singole che ho realmente intervistato in questi ultimi due anni e che hanno deciso di aprirsi per quanto concerne le proprie fantasie sotto le lenzuola. Sono molto soddisfatto dell'opera che ne è scaturita e non vedo l'ora di lanciarmi in questa nuova avventura letteraria!

Writer Officina: Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Francesco Merli: Per quanto riguarda le influenze letterarie devo ammettere di portare nel cuore, e in ciò che scrivo, spunti provenienti da un'immensa ammirazione provata nei confronti di innumerevoli autori: Bram Stoker, Edgar Allan Poe, i coniugi Shelley, Jane Austen, Howard Phillips Lovecraft, Robert Frost, Andrzej Sapkowski, J.R.R. Tolkien, George R. R. Martin... questi i maggiori ma potrei citarne anche altri.

Writer Officina: Hai delle abitudini particolari legate alla scrittura? (orari, posti speciali etc...)

Francesco Merli: Tirerei in campo la Notte. La suggestione provata dopo il calar del sole è davvero estrema, in special modo con l'ausilio delle mie musiche preferite di sottofondo, la luce calda della mia abat-jour e la stilografica fra le dita standomene seduto alla mia scrivania tenendo la finestra socchiusa (adoro scrivere su carta nonostante abbia una grafia pessima), è lì che raggiungo l'apice dell'ispirazione.
Nonostante questa premessa ammetto di avere sempre carta e penna con me (piccole agende soprattutto) per appuntare spunti di ogni sorta che potrebbero sopraggiungere in qualsiasi momento (ho la memoria davvero corta e se non lo facessi perderei tantissime idee).
Non ho luoghi particolari ma vorrei tanto provare a scrivere circondato dalla natura, in un bosco o una radura, o durante l'ora del tramonto o addirittura di notte ma non penso sia semplice e neppure troppo sicuro... credo che, però, la suggestione sarebbe davvero alle stelle.

Writer Officina: E una citazione preferita?

Francesco Merli: Una in particolare, di Bertolt Brecht: “Tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte: quella di vivere”.

Writer Officina: Sei anche un attore e uno sceneggiatore, quanto troviamo di questi tuoi aspetti nei tuoi testi?

Francesco Merli: Ritengo molto. Credo che il lato attoriale mi aiuti ad “entrare” nelle vesti dei miei personaggi mentre l'attività da sceneggiatore sono certo influenzi il mio modo di scrivere, sia per quanto riguarda i dialoghi sia per quanto concerne il “taglio” di scene e ambientazioni: quando scrivo penso sempre ad un eventuale adattamento cinematografico e credo che quest'attenzione particolare sia fondamentale per la caratterizzazione di un mio stile personale (che mi auguro sia presente).

Writer Officina: Per concludere, quali consigli daresti, basati sulla tua esperienza, a chi, come te, voglia intraprendere la via della scrittura?

Francesco Merli: Questo discorso andrebbe affrontato da due lati: uno “emotivo” e l'altro più “pratico”.
Quello emotivo è quello del cuore. Consiglierei di credere nelle proprie possibilità allo stremo, di essere il fan numero uno di se stessi sempre, con il sole ma soprattutto con la pioggia, di avere spirito di sacrificio, pazienza e dedizione per non avere, in tal modo, mai alcun tipo di rimorso.
L'altro lato, quello pratico, della razionalità, è quello che aprirebbe il discorso del cosìddetto “paracadute”, del piano B, di quell'”alternativa” che, se mai dovesse, drammaticamente, andar male tutto, potrebbe rappresentare un'ancora di salvezza in un mondo che di incertezze ne ha moltissime già di base e che trova, nel campo artistico, davvero bersagli facili da affondare, specie, poi, e lo ripeto ancora una volta, in questo paese. Però... ecco... lo dico a chi arriverà a leggere fin qui ma probabilmente è un modo per dirlo anche a me stesso: credete nel piano A, metteteci l'anima! Il segreto è solo quello perché poi, a coloro che operano buoni e grandi intenti, magari, la vita, decide, in maniera inaspettata, di rivelare una via.
E l'augurio che faccio a tutti è quello di poter riuscire a credere sempre in se stessi e nei propri sogni.
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