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Venatori - L'incubo dell'inferno
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La soffiata
Erano le sei del mattino quando Primus si lasciò cadere di peso sul letto dopo aver sfilato e posato sul comodino il suo medaglione. Ogni Venator ne aveva uno appeso al collo, rappresentava una sorta di distintivo che ogni cadetto conseguiva dopo essere stato consacrato all'Ordine e per lui era come una seconda pelle. Aveva preso posto sul suo petto da almeno vent'anni, ma lui aveva conosciuto i demoni molto tempo prima. Era ancora un bambino quando uno di loro aveva ucciso sua madre, solo perché si era intromessa in una lite tra ragazzini. Aveva superato i trentotto anni da qualche mese, e la scena di sua madre che gli moriva tra le braccia viveva ancora nei suoi occhi. Nonostante ciò, il suo cuore non aveva mai bramato vendetta. Una lunga nottata dietro i monitor, nel distretto italiano, gli aveva appesantito le palpebre al punto da chiuderle prima ancora di toccare il cuscino. Prendere sonno e riposare un po' sarebbe stata un'impresa, lo dimostrava il cellulare che aveva preso ad assillarlo con il suo trillare. Non lo afferrò subito anche se nella tasca interna della giacca, la vibrazione era fastidiosa. Poi cedette. - Pronto! - rispose con la voce che gli usciva appena. - Capità, so' io. V'ho disturbato? - proruppe tutto eccitato Osvaldo, un contadino cinquantenne che Primus aveva conosciuto alcuni anni addietro. - Dimmi piuttosto perché mi chiami a quest'ora. - - Sto a lavorà nei campi, capità. Qua, quando il sole picchia te ne devi scappà - - Io invece ho appena finito di lavorare. Hai fiutato qualcosa? - - Un fetore da vomito. - Primus sospirò. - Immagino ti riferisca a una strega. Riesci a percepirne la natura? - - Puzza di pelo bruciato. Uno schifo mai sentito. È una ignis. - - Una strega del fuoco... perfetto. Non c'è essere che io detesti di più, soprattutto dopo l'ultima volta che ne ho affrontata una. Piango ancora l'auto che mi ha fatto esplodere, e non era nemmeno l'auto di ordinanza. Da dove proviene? - - Dal litorale, capità, tra Lido dei Pini e Tor San Lorenzo. Se volete, lascio tutto e vi risolvo il problema. - - Me ne occupo io, Osvaldo. Torna a lavorare. - - N'attimo capità, aspettate! È una cattiva, questa. Lo sapete che più forte è il tanfo e più sono crudeli; le mie narici stanno soffrendo. Lasciatela a me. - - Ne hai avuta una tre mesi fa, ho altri demoni da accontentare. - - Ma io non faccio che servirvi e comportarmi bene... - - Mettiti bene in testa che non ho alcun obbligo nei tuoi confronti, è chiaro? - lo ammonì Primus. - Vivi tranquillo, lavori e ti diverti solo perché abbiamo stretto una collaborazione. Lo sai cosa ti spetterebbe se l'Ordine Venatorius scoprisse la tua esistenza, vero? Lo sai che fine fanno i demoni, non è così? - - Sì, capità, lo so. Li rimandano all'inferno. - - E dal momento che tu non ci vuoi tornare, continua a collaborare e a comportarti bene. Non avere altre pretese e ritieniti fortunato. - - E vabbè, capità, come ordinate. - Per una strega
Primus chiuse la chiamata per effettuarne una. Dopo pochi istanti qualcuno rispose. - Primus! Nottataccia? - Era Nestore, il titolare di un prestigioso night club alla periferia di Napoli. - Avrei preferito affrontare cento demoni - si lamentò Primus - piuttosto che stare dietro a un monitor ad aspettare. Stanotte è stata registrata un'elevata attività soprannaturale a sud di Napoli. - - Sì, e sapevo che mi avresti chiamato perciò ho indagato. Si tratta di una setta satanica; c'è stata una cerimonia di possessione completa. Abbiamo un nuovo demone in famiglia. Vuoi l'indirizzo del covo? Sono ancora tutti lì. - - E che fai, me lo chiedi? - Dopo una divertita risata, Nestore gli comunicò l'indirizzo di un bed and breakfast che risultava avere quattro camere su due piani e uno scantinato piuttosto esteso. - Grazie per la soffiata. Chi è il posseduto? - - Un poveraccio di strada, uno che se ne va in giro giorno e notte imbottito di alcool e droga. Chi lo sa, magari ora diventa una persona migliore! - Risero entrambi. - Diventare un essere migliore grazie al diavolo che hai in corpo è davvero il colmo. Conosci la natura del demone? - chiese Primus. - Un inviolato, uno di quelli facili che ancora non sono stati plasmati. Sono quelli che vengono invocati in questo tipo di rituali. Posso prenderlo con me, mi serve un assistente per... le mie cose. E poi, se lo modelliamo a dovere potrebbe rivelarsi utile. - - Devo comunicare quanto prima l'indirizzo alla sede di Napoli. Se riesci ad arrivare prima dei Venatores, te lo puoi prendere. - - Ora che ci penso... è da un po' che non mi fai godere. - Primus restò a dir poco a bocca spalancata. - Illuminami! Quando ti avrei fatto godere? - - Non hai niente per me? - Il sospiro di Primus sapeva di sollievo. - Che avevi capito? - ribatté Nestore divertito. - Lo sai quanto noi demoni odiamo le streghe, quanto le detestiamo e che daremmo per averne una tra le mani. Non ci credo che non te ne è capitata una di quelle cattive. - - L'hai avuta quattro mesi fa, l'accordo è di una ogni sei mesi. - - Non me l'hai certo procurata tu. Era una terrorista del cazzo ed è stata una fortuna per tutti essermi trovato in aeroporto quella mattina. Mi devi più di un favore. - Primus si lasciò andare all'ennesimo sospiro. - C'è una striga ignis qui, sul litorale, tra Lido dei Pini e Tor San Lorenzo, ma potrebbe non essere più lì. Sembra che il suo puzzo sia disgustoso in una maniera orripilante. - - Bene! Cattivissima, come piace a me. Tra meno di tre quarti d'ora sarò lì. - - Spero che nel frattempo la tua preda non combini cazzate, altrimenti dovremo intervenire. - L'incendio
La strega, sotto le vesti di un'innocente sportiva in tuta e scarpe da ginnastica, era giunta in scooter alla Pineta di Castel Fusano. Solo quaranta minuti dopo che Osvaldo, il demone contadino, l'aveva percepita, governava fiamme e fuoco sull'intera pineta distruggendo un'importante fetta di macchia mediterranea e avvolgendo nel fumo chilometri e chilometri di area circostante. Ogni sforzo dei vigili del fuoco per domare l'incendio risultava vano. Per ogni rogo che veniva arginato e spento, ne prendevano vita altri due: un'Idra continua che si protrasse per ore e ore tra nuvole di fumo e vapore. I Venatores si erano portati sul posto fin da quando era trapelata la notizia. Affrontare una strega del fuoco era sempre un problema perché si nascondeva tra le fiamme, anzi lei stessa divampava e il più delle volte era impossibile scorgerla.
La ragazza in tuta e scarpette da ginnastica passeggiava spensierata tra i sentieri selvaggi della tenuta presidenziale di Castel Porziano cercando un posto favorevole da cui far partire un nuovo incendio. - Ehi, baby! - La ragazza si voltò di soprassalto ruotando lo sguardo in ogni direzione. Non vedeva nessuno e il panico le serrò la gola quando percepì la presenza di un demone. - Sono qui, bellezza. - Dopo essersi voltata verso la voce, i suoi dubbi divennero certezze. Nestore la fissava col suo ghigno soddisfatto seguito da dieci orridi artigli che gli spuntavano dalle dita. Aveva sfilato la sua pregiata camicia di seta che, piegata con cura, era stata posta su un grosso masso ai piedi di un albero. - Devi appartenere a una nuova generazione. È la prima volta che mi capita una strega con un potere a lungo raggio. Immagino che neanche i Venatores conoscano questa novità, infatti sono concentrati su Castel Fusano. Possono disporre dei mezzi più potenti di questa terra, ma a loro manca questo, - disse picchiettandosi il lato del naso con l'indice artigliato - il fiuto di un demone. -
Il demone
Non furono più solo gli artigli a caratterizzare la sua figura; il corpo di Nestore, in una manciata di secondi, assunse le fattezze di una creatura infernale spaventosa: le pupille si allungarono e le iridi divennero rosse come il sangue. Il suo volto si deformò in una figura animalesca e due corna arcuate spuntarono ai lati della fronte. Una serie di guglie rosse attraversava il collo e la zona dorsale, erano presenti anche sulla parte superiore delle braccia e dei polsi. Ogni parte del suo corpo era divenuta rossa e più possente, mentre un forte ruggito fece tremare non solo la ragazza, ma ogni filo d'erba che li circondava. La strega si diede alla fuga consapevole di non avere scampo contro il demone che la inseguiva. Essendo il fuoco il suo unico potere, non poteva certo usarlo contro qualcuno che nel fuoco ci era nato, perciò la fuga era l'unica alternativa che le restava. Lei era più veloce, lui era più agile. Lei svirgolava tra gli alberi e i cespugli con slalom prodigiosi, lui saettava da un tronco all'altro, da una chioma all'altra finché non la raggiunse. La bloccò a terra infilzandole una spalla con gli artigli di una mano, mentre con l'altra si accingeva a compiere un atto che, come aveva l'abitudine di affermare, lo faceva godere. Di solito avveniva dopo una lunga tortura, ma era un piacere a cui, questa volta, doveva rinunciare. - Non posso permettermi di portarti via con me, dolcezza - le mormorò con un vocione rauco e selvaggio. - I Venatores sono vicini, già li sento; hanno occhi e orecchie dappertutto e mi sembra strano non siano giunti prima. Purtroppo mi resta poco tempo... devo andare a riprendermi la camicia. - Con una spinta brutale, conficcò l'altra mano nel suo torace, le strappò via il cuore e se ne cibò. Esisteva un solo modo per uccidere una strega, non il corpo perché era mortale, ma lo spirito. Questo era legato indelebilmente al cuore e una volta strappato dal petto, il demone poteva appropriarsene soltanto cibandosene. Egli veniva poi inondato da un'energia nuova che dava vita a una sorta di beatitudine, un piacere estremo, molto simile a quello che genera il sangue umano in un vampiro. Per cui i demoni non erano spinti solo dall'odio nei confronti di queste creature, ma da ciò di cui potevano beneficiare.
Un gruppo di Venatores, alcune ore dopo, circondava la povera vittima immersa nell'erba divenuta di un colore scarlatto; altri del gruppo si tenevano a distanza per impedire eventuali intrusioni. - Pensa che sia lei, signore? - - Ci sono due modi per scoprirlo - rispose Primus. - Chiamare gli altri a Castel Fusano e farci confermare che l'incendio è domato, oppure... - suppose, tirando su la manica della giacca e infilando la mano nel torace della vittima. - Non ha più il cuore - sentenziò. - Il movimento soprannaturale che abbiano registrato lo ha provocato un demone. È il suo modo di uccidere una strega. - - Che cosa ne facciamo? - - Scoprite chi è. Se ha una famiglia lasceremo che se ne occupino le forze dell'ordine. In caso contrario, la porteremo alla base per la cremazione. - - Forze dell'ordine? Non vorrei trovarmi al loro posto. Ne avranno di lavoro da fare! - - Troveranno qualcosa per spiegare l'accaduto: sacrifici satanici, pazzi serial killer... non hanno che da scegliere. Loro non sanno che esistiamo, e a noi non interessano le loro cose. - Dopo essersi distanziato di alcuni metri, Primus avviò una chiamata dal cellulare. - E anche stavolta vi ho fatto un grosso favore - rispose Nestore soddisfatto. - Quindi sei stato tu? Te la devo autorizzare una strega, cazzo! - lo ammonì facendosi il segno della croce come riparazione per un termine non consentito. - Mi avevi dato il permesso di prenderla e l'ho fatto. - - Come faccio a sapere che hai preso quella giusta? Ci sono quelle neutrali che non hai il permesso di toccare. - - L'incendio è spento, e non certo per opera dei vostri pompieri; e poi una strega la riconosco a fiuto, lo hai dimenticato? È una nuova generazione, controllano i poteri a distanza. Dovresti imparare ad avere più fiducia; quando un demone stringe un patto con un uomo è lo stesso di quando un uomo stringe un patto con il diavolo: è inviolabile. - - Va bene, evita di farmi la ramanzina. Scusa. - |
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Mi chiamo Nunzia e sono salentina. Vivo a Copertino, in provincia di Lecce e lavoro in un'azienda agricola di un paese vicino. Sono sposata, ho tre figli, un nipotino di tre anni, un cane, un gatto e quattro tartarughe. Amo la natura e tutto ciò che ne fa parte, lo dimostra l'enorme quantità di scatti che conservo sullo smartphone raffiguranti tramonti, fiori, boccioli, panorami, ragnatele intricate coi loro ragni pazzeschi e tanto altro. Ho conseguito una qualifica di assistente per l'infanzia prima di sposarmi e trasferirmi a Roma dove sono nati e cresciuti i miei figli. Sono una persona curiosa, sempre in cerca di conoscenza. Mi piace imparare, scoprire e non dipendere da nessuno. Sono spesso su internet a fare continue ricerche sugli argomenti più svariati, soprattutto quando sono in fase di scrittura.
Writer Officina : Qual è stato il momento in cui ti sei accorta di aver sviluppato la passione per la letteratura?
Nunzia Alemanno: Questa è una domanda legittima da rivolgere a una scrittrice, ma la mia sarà una risposta un po' fuori dagli schemi. Credo di essere una delle poche, se non l'unica autrice che non abbia mai avuto una grande passione per la letteratura. - Sacrilegio! - si sentirà gridare. E non è tutto: leggo pochissimo ma più che altro per mancanza di tempo, pochi autori a cui sono molto legata. - Ma com'è possibile? Nessuno diventa uno scrittore in questo modo - . Che sia un mito da sfatare? Non lo so, ma mi piacerebbe pensare che in questo momento sto dando una speranza a chi piacerebbe intraprendere questa strada quando pensava che non avrebbe mai potuto farlo. Tornando alla legittima domanda, la mia passione per la scrittura è nata oltre i quarant'anni, per gioco, nel vero senso della parola. Si trattava di un gioco su un forum, che consisteva nello scrivere un racconto tutti insieme: ognuno, di volta in volta, doveva accodarsi a quello che scriveva l'altro, tenendo fede al genere e alla trama. Una specie di staffetta letteraria. È stato divertente, ma la cosa più bella è che ha acceso in me una piccola scintilla che è divampata in quella che oggi è una grande passione.
Writer Officina : C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?
Nunzia Alemanno: Ci sono stati libri che ho sicuramente amato come - La casa nel buio - di Stephen King e Peter Straub, o - La biblioteca dei morti - di Glenn Cooper, ma dire che mi abbiano spinto a intraprendere la strada della scrittura, non è stato così. La voglia di incidere tutto da un'altra parte, fantasia, emozioni, storie, intrighi, è arrivata per puro caso, al di fuori delle regole culturali che mi sono divertita a infrangere.
Writer Officina : Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?
Nunzia Alemanno: Il mio primo libro è - L'Egemonia del Drago - , nato inizialmente come unico volume, diventato in seguito il primo della trilogia - Il Dominio dei Mondi - . L'entusiasmo della prima opera mi ha portato a spedire il manoscritto a diversi editori ricevendo risposte deludenti. Nonostante si trattasse di case editrici free, chiedevano sostanziosi contributi perché ero una scrittrice sconosciuta. Da una parte sono rimasta amareggiata per questo comportamento, ma poi ho scoperto l'auto pubblicazione e mi si è aperto un mondo.
Writer Officina : Pubblicare su Amazon KDP è stata una scelta vincente?
Nunzia Alemanno: Ultra vincente, direi. Amazon pubblica a livello planetario, è una piattaforma che detiene oltre il 40% del mercato solo negli Usa e conta milioni di iscritti, per non parlare degli abbonati ai tanti servizi che offre. La sua biblioteca è ricchissima di pubblicazioni e credo sia l'unica piattaforma che metta a disposizione molti vantaggi in cambio dell'esclusiva. Penso che Kdp offra grandi occasioni a chi decide di farsi strada da solo; dà la possibilità di distribuire il proprio libro gratuitamente per pochi giorni ogni tre mesi, e questo rappresenta una grande opportunità, per chi è sconosciuto, di farsi notare. È stata la strada che io stessa ho percorso agli inizi della mia carriera letteraria e, sinceramente, mi è stata di grande aiuto.
Writer Officina : A quale dei tuoi libri sei più affezionata? Puoi raccontarci di cosa tratta?
Nunzia Alemanno: Beh, come si dice... il primo amore non si scorda mai. Non è tanto ciò che tratta, quanto ciò che rappresenta che lo rende importante per me. L'Egemonia del Drago è quello a cui sono legata di più. È stato il mio libro d'esordio, un esordio avvenuto in po' alla cieca, ignorando completamente le regole della scrittura. Pensavo che avere un po' di fantasia e conoscere la grammatica fosse sufficiente a scrivere un libro, ma era ovvio che mi sbagliavo. L'Egemonia del Drago è quello che ha ricevuto più critiche, quello che mi ha aiutato a crescere, che mi ha spinto a studiare, a imparare, a non arrendermi, tant'è vero che alla pubblicazione del secondo volume della trilogia, L'Angelo Nero, qualcuno scrisse in una recensione che addirittura non sembrava scritto dalla stessa mano. Stavo imparando e stavo crescendo. A oggi, posso dire che la scrittura fluisce spontanea e naturale, come se facesse parte della mia vita da sempre. È sbocciata un po' in ritardo, ma meglio tardi che mai. L'Egemonia del Drago tratta una branca del fantasy un po' particolare, definita Low fantasy. La storia di svolge in due ambientazioni diverse in cui fantasia e realtà si passano la staffetta di continuo, un fantasy epico che viaggia a braccetto con la realtà dei nostri giorni, dove protagonista è un bambino di sei anni, Karl. In un giorno come tanti, Karl viene rapito e nascosto in questo mondo immaginario, lontano dalla sua Danimarca, dalla sua famiglia e dai suoi amici. Qui vive diverse avventure e peripezie; il sangue che scorre nelle sue vene marca in modo indelebile il suo destino. Essendo nato come singolo volume, il libro è autoconclusivo. Poi ho sentito la mancanza dei personaggi, dei luoghi, delle avventure... ed ecco che la storia continua.
Writer Officina : Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?
Nunzia Alemanno: Inizialmente è solo un'idea senza uno schema ben preciso. In uno dei miei libri avevo già in mente il finale è ho iniziato da lì. Durante la stesura di - Naufraghi di un Bizzarro Destino - avevo raccolto decine e decine di appunti alla rinfusa, scene e situazioni che mi venivano in mente in qualsiasi momento della giornata e che appuntavo sul notes dello smartphone per non dimenticarle. Per altri libri ho avuto un inizio, credevo di avere anche un percorso, ma la storia mi ha messo da parte e ha deciso per sé. Quando mi sono accostata alla scrittura, tutto avrei pensato tranne che i miei libri si sarebbero scritti da soli. È magia.
Writer Officina : In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?
Nunzia Alemanno: Avevo intrapreso un progetto tempo fa: Venator Project. Una saga che vede protagonisti i Venatores, i guerrieri della Chiesa, i cacciatori di demoni e di tutto ciò che fa parte del soprannaturale. Per ora il progetto si compone di un prequel - Venator-L'Incubo dell'Inferno - che, per così dire, apre le danze. Lo segue a ruota il romanzo - Quella Bestia di mio Padre - dove Alex scoprirà qualcosa di sconcertante su suo padre. La mia intenzione è quella di proseguire la storia, in cui il giovane Alex seguirà le orme di - quella bestia - di suo padre, diventando lui stesso un cacciatore di demoni. Come citano le ultime parole del mio romanzo: Non serve fuggire. Non serve nascondersi. Il male va affrontato e il modo migliore per farlo, è conoscerlo.
Writer Officina : Nella tua bibliografia compaiono generi molto diversi tra loro. Sei passata dal fantasy al paranormal thriller, dal genere romance a una storia di narrativa per ragazzi. Secondo te, un autore dovrebbe tener fede a un unico genere?
Nunzia Alemanno: Per uno scrittore famoso o per chi lo fa per professione è consigliabile che marchi il suo nome con un singolo genere. Ho qualche difficoltà a pensare a Stephen King che pubblica all'improvviso un erotico o un romanzo di narrativa storica. Non è detto che non lo faccia con uno pseudonimo diverso, ma Stephen King appartiene all'horror e non si discute. Per me il discorso è diverso. Io non lo faccio per professione. Per me è un gioco, un hobby divertente ed evasivo e non sento l'obbligo di fossilizzarmi su un unico genere. Mi piace essere libera, variare, sperimentare nuove emozioni perché ogni genere origina emozioni diverse, per me che scrivo e per gli altri che leggono. È la mia natura quella di guardare sempre oltre, in direzioni diverse. Voglio che i miei lettori sappiano che Nunzia Alemanno non si limita a una singola fetta di lettori e farà del suo meglio per accontentarli tutti. |
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