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Lorenzo Marone. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici che ha ispirato un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017) Premio Selezione Bancarella 2017, Un ragazzo normale (Feltrinelli 2018), Premio Giancarlo Siani, la raccolta Cara Napoli (Feltrinelli, 2018), Tutto sarà perfetto (Feltrinelli 2019), il saggio per Einaudi Inventario di un cuore in allarme (2020), e La donna degli alberi (Feltrinelli 2020).
Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti ben 23 libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega. Tra i suoi libri più conosciuti Figlio del lupo e l'ultimo uscito: La Rappresentazione.
Ariase Barretta. È nato in un quartiere popolare di Napoli. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Alla passione per la scrittura ha sempre affiancato quella per la musica, dedicandosi allo studio della teoria musicale, del pianoforte e della composizione corale presso i conservatori di Salerno e Benevento. Ha lavorato come redattore e traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali e per varie case editrici. Il suo ultimo romanzo è Cantico dell'Abisso.
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Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori, arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia.
Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
Dialoghi e Menzogne. Il passaggio dal cinema muto al sonoro ha cambiato la percezione di una scena. Se vi soffermate su questo antico concetto, vi ritroverete a paragonare un libro alla stessa forma determinante di comunicazione, ma vi renderete conto che non ha alcun senso imbavagliare i nostri personaggi. E ora vi domando: cosa sarebbe "Il Piccolo Principe" senza i dialoghi con la volpe?
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Roberto Ricci

Mi chiamo Roberto Ricci. Ho 56 anni e vivo a Ancona, ridente capoluogo delle Marche dove svolgo la professione di parrucchiere. Ho un negozio aperto nel 1992 e quindi mi sto piano piano avvicinando al trentennale di attività. Sono una persona riservata e timida e il carattere rispecchia esattamente il mio segno zodiacale del Capricorno. C'è da dire però che una volta rotto il guscio della timidezza, sono una persona socievole e solare. Credo molto nell'amicizia e tra i valori fondamentali tengo molto alla lealtà. Lo ritengo uno dei più importanti. Mi piace viaggiare e la mia fonte di ricarica è sicuramente il mare. Amo molto la letteratura, il cinema e la musica. Prediligo da sempre il genere thriller e horror e ho una grande passione per autori come Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft e fra i moderni Stephen King e il meno conosciuto Maxime Chattam. Nel cinema invece, ho una grande passione per maestri come Mario Bava, Dario Argento e Lucio Fulci, che hanno esportato nel mondo un genere cinematografico scopiazzato un po' da tutti. Ovviamente anche Alfred Hitchcock è uno dei miei miti assoluti. Nei miei scritti prendo molto spunto da questi autori, pur cercando di restare fedele al mio stile, dove mi piace contaminare più generi. A chi mi legge infatti, colpisce spesso questa mescolanza fra thriller/giallo e horror uniti a una scrittura molto cinematografica. Forse per questo diversi registi, mi hanno contattato per portare sullo schermo alcune mie storie o per farmi scrivere delle sceneggiature inedite. Da quando ho iniziato nel 2012, sono ben 10 i lavori per lo schermo tra corti, medi e lungometraggi. Alcuni titoli come “Il Cappotto”, “The Audition” e “Bosco”, sono visibili su YouTube. Come autore sono veramente soddisfatto. Dal 2012 a oggi ho avuto parecchi riscontri positivi, vinto ben tre premi letterari e ricevuto varie menzioni speciali. Diciamo che ho iniziato tardi (a 48 anni) ma ho bruciato le tappe.

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?

Roberto Ricci: Non c'è stato un momento preciso. Sin da piccolo amavo leggere e infatti durante l'asilo ho praticamente imparato a farlo da solo. In prima elementare sapevo già leggere e scrivere.

Writer OfficinaWriter Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Roberto Ricci: Sicuramente un libro di racconti di Edgar Allan Poe letto da ragazzino e successivamente Carrie di Stephen King. Però quello che ha fatto nascere in me una passione smisurata per il genere è il film “Suspiria” di Dario Argento. Lo vidi al cinema a 13 anni non ancora compiuti e mi sconvolse al punto di far scattare qualcosa dentro di me. Quel qualcosa che ancora oggi mi porta a scrivere e a amare svisceratamente il genere.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Roberto Ricci: Il mio primo libro ha una storia assai particolare. Nel 2012 per festeggiare i venti anni di attività, avevo deciso di auto pubblicarmi un libricino con quattro racconti da regalare alle clienti e agli amici. Mandai contemporaneamente uno di questi racconti “Il Cappotto” al Premio Racconti Nella Rete, un concorso legato al Festival letterario LuccAutori. A sorpresa vinsi quell'edizione e il racconto divenne anche un cortometraggio di grande successo in rete. La stampa mi soprannominò “il parrucchiere del brivido” e di quel libricino ne dovetti stampare il triplo delle copie previste. Anche il successivo lo pubblicai in self. Non mi sono mai proposto a un editore fino all'incontro con “Le Mezzelane casa editrice”.

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Roberto Ricci: Sicuramente sì. Un'ottima opportunità per farsi conoscere e magari anche notare da una casa editrice più o meno importante, ma non a pagamento. Da quelle bisogna stare alla larga. Ci tengo a dirlo.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Roberto Ricci: Sicuramente “Nero Corvino”, perché è il primo libro pubblicato con una casa editrice (Le Mezzelane) e anche perché è la mia prima raccolta ufficiale. Il libro infatti contiene tre dei migliori racconti da me scritti precedentemente, un racconto inedito e il mio primo romanzo rieditato dal titolo “L'acconciatura Sbagliata”, un giallo ambientato nel mondo dei parrucchieri, un mondo che ovviamente conosco molto bene. Mi sono divertito molto a scriverlo e devo dire che ha avuto anche dei buoni riscontri.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Roberto Ricci: Io ho un modo sicuramente inusuale di scrivere. Trattandosi principalmente di gialli, inizio con lo scrivere la fine. Quando creo una storia, devo già avere bene in mente chi è l'assassino, perché uccide e come viene scoperto. Quando ho tutti questi elementi, inizio a costruirci intorno la trama e i personaggi. Questo perché mi è capitato spesso di leggere un romanzo o anche vedere un film di questo genere, magari anche bello, ma che sul finale crolla miseramente lasciando al lettore o spettatore l'amaro in bocca. Un brutto finale può seriamente compromettere la riuscita di un lavoro. Deve sempre essere all'altezza delle aspettative e se inaspettato è ancora meglio.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Roberto Ricci: In questo momento sto scrivendo un romanzo prettamente horror che tratta di occulto, quindi un po' diverso dai precedenti. Tra qualche mese però, uscirà un nuovo giallo dal titolo “Quattro Topi Per Un Sadico Gatto” che ho scritto insieme a Claudio Latini. Mentre per lo schermo sto lavorando a ben tre sceneggiature che hanno già ognuna un regista. Speriamo riescano ad andare tutte in porto, visti i tempi difficili che stiamo vivendo.

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