116 Romanzi di [Noir] .: Writer Officina :.
 
Sonia Brioschi
Una panchina per caso Giallo Noir
1° Racconto: Amedeo. Quel bambino aveva qualcosa che la incuriosiva. Emma era seduta su una panchina dei giardinetti di via Benedetto Marcello, a Milano. Accucciato di fianco allo scivolo, suo nipote Stefano si divertiva con un camion che lei gli aveva regalato. Di solito, a quell'ora, subito dopo pranzo, ai giardini non c'era nessuno, ma quel primo pomeriggio arrivarono un vecchio e un bambino. L'uomo si sedette sulla panchina alla sin...
Marina Bertamoni
La pazienza della formica Noir
Milano, un intricato caso per l'ispettrice Luce Frambelli. La notte è una bocca scura che inghiotte ogni cosa, la metropoli è un mostro che finge di dormire. Nelle strade gelate sta inquieta un'umanità dolente. Qualcuno si trascina verso gli alberi, guidato da un radar invisibile, in cerca delle postazioni dove è possibile scambiare la vita con la morte. Un rapido gesto, uno sfiorarsi di mani nel buio, ed ecco che per pochi spiccioli l'ingann...
Fulvio Tron
Il dottor Coke Noir
La punizione del primo esemplare. Indagine del vicequestore Berto Priotti, "La condanna del primo esemplare" Dalla quarta di copertina: Berto Priotti viene trasferito. Colpa dei torbidi trascorsi a Milano. Al prefetto meneghino il vicequestore sta proprio qua. Dalla SCO ad un commissariato di Torino e dalla Barriera alla provincia ad indagare su rapimenti e morti ammazzati, per il dottor Priotti il passo è breve. Soltanto i suoi sono aut...
Marco Moretti
Occhi dal passato Noir
Una mattina di Luglio, oggi. Ore 8. Spiaggia di Varigotti La sabbia fresca cede sotto i piedi nudi accarezzati dal brivido leggero delle onde, mentre cammina lento sulla battigia che il mare cristallino avanza timido a baciare, retraendosi subito dopo. Massaggia il mento e sfiora con prudenza lo zigomo destro, ancora dolorante; non gli serve uno specchio per vedere la guancia gonfia e l'occhio pesto. Fanno male entrambi, non certo quanto i ...
Lorella Marini
Come la neve non fa rumore Giallo Noir
Bologna, 6 aprile 2019 La ven zò, la ven zò, gridò una vecchia signora dai capelli color neve, puntando il dito verso l'alto. E lei venne giù, volteggiando scomposta. Braccia e gambe annasparono a ghermire l'aria, e i ricordi si frantumarono al suolo in infinite schegge. Paura, dolore, morte. Allegri, indaffarati, o distratti che fossero, i bravi bolognesi che gremivano la Sala Borsa in quel tiepido sabato di aprile sembravano ignari del dolo...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato a chi crede in se stesso e vuole incantare il mondo con le parole. Dedicato ai ribelli e ai sognatori, dedicato a chi non si arrende davanti a un rifiuto e vuole continuare a dipingere la vita con mille colori. Questo è il luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata, dove ognuno può coltivare i propri sogni, affinché si realizzino e non abbiano padroni. Questo è il luogo dei folli che vogliono cambiare il mondo e ci riescono davvero, questa è l'ultima speranza di chi vuole nascere mille volte e non morire mai...

Abel Wakaam