Dentro la cella il tintinnio delle catene risuonava debole e a ogni movimento pareva sottolineare la sua condizione. Con un rumore secco lo spioncino della porta si aprì: - Pietro sei sveglio? -
- Sono sveglio, che c'è? -
- Ho portato il mangiare, scostati che apro. -
- Son lontano. -
Il soldato aprì la porta, subito dietro un altro militare sorvegliava che tutto si svolgesse correttamente.
Pietro, pensieroso, si rivolse al soldato s...
Arsenio Siani
Ritorno a Nulvis e altri racconti
Giallo Storico
“E infine, ci risiamo.”
Aker fece vagare lo sguardo sulle pozze davanti a lui. Erano arrivati nel sito termale a cui giunsero quella notte di un anno prima durante il loro viaggio verso Nulvis per risolvere il mistero dell'omicidio del giovane rampollo della famiglia Lecne.
“Signore, cosa intendi fare?” chiese Vel notando che Aker si stava sciogliendo i lacci della tebenna.
“Ovviamente intendo fare un bagno ristoratore. Quest'acqua è come un...
Simonetta Locci
La morte violata
Giallo classico
L'abitazione è modesta ma ampia, a un solo piano. Copre l'intera superficie sopra la cantina e il garage.
Il maresciallo è accompagnato dal carabiniere semplice Piccioni, o Maccioni, non ricorda il nome. È appena arrivato alla locale stazione e di lui Giannetti sa solo che è troppo giovane e troppo inesperto per rendergli la situazione meno gravosa.
«Buongiorno signor Gelmini, condoglianze per la sua perdita. Posso farle qualche domanda?»
L'u...
Lorella Marini
Come la neve non fa rumore
Giallo Noir
Bologna, 6 aprile 2019
La ven zò, la ven zò, gridò una vecchia signora dai capelli color neve, puntando il dito verso l'alto.
E lei venne giù, volteggiando scomposta. Braccia e gambe annasparono a ghermire l'aria, e i ricordi si frantumarono al suolo in infinite schegge. Paura, dolore, morte.
Allegri, indaffarati, o distratti che fossero, i bravi bolognesi che gremivano la Sala Borsa in quel tiepido sabato di aprile sembravano ignari del dolo...
Elide Ceragioli
Ossessione verde smeraldo
Giallo Poliziesco
Miranda Del Monte scese le scale che portavano alla metro con minor baldanza, ma più in fretta del solito.
Era in ritardo. Assurdamente le parve che gli occupanti il vagone la guardassero con disapprovazione. Dirigeva un importante ufficio ed era pagata con soldi pubblici, avrebbe dovuto essere lei a dare il buon esempio. Solitamente lo faceva.
Solitamente stava in piedi, reggendosi ad uno dei sostegni e tenendo stretta la borsa di pelle coi do...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...