Il telefono squilla. Lo trovo allungando la mano sul comodino, come se il suono mi avesse guidato, e mentre alzo la cornetta mi stupisco del buio che c'è intorno.
«Pronto, Zileri?»
«Pronto! Zileri?»
Trovo il telefono allungando la mano sul comodino, come se lo squillo mi avesse guidato, e mentre alzo la cornetta mi stupisco del buio che c'è intorno.
«Sì...»
«C'è stata un'irruzione alla Banca Nazionale dell'Agricoltura.»
«Chi parla?»
Acce...
Gianpiero Giordano
In fondo non era così cattiva
Giallo
16 maggio 1970, ore 23.55, sabato.
Asti, Piazza Campo del palio (anche se nel cuore e nella mente degli astigiani è sempre stata piazza d'Armi), una sera come tante altre, forse solo un po' più buia. Si trattava infatti di una notte di luna nuova e i lampioni della piazza, con la loro luce fioca, riuscivano a malapena a far distinguere le sagome dei palazzi e delle persone.
Nonostante l'ora tarda, nella piazza, come ogni sera d'altronde, era u...
Marinella Mariani
La luna e il lupo tra passato e presente
Giallo
In piedi sul ciglio di uno strapiombo una donna fissava incredula il palmo delle sue mani. Sotto di lei il lago di Corbara, graffiato dalla luce della luna, faceva galleggiare, per poi lentamente affondare, una vecchia valigia di pelle scura. Tutto ciò che aveva, era al suo interno: era stato buttato dalle sue stesse mani, ora sporche di terra e di sangue. Prima di scagliare la valigia, si era inginocchiata affacciandosi sul dirupo, le mani affo...
Gustavo Vitali
Il Signore di Notte
Giallo
Il corpo esanime del nobiluomo Nicolo Duodo, settantotto anni, due volte vedovo, famiglia annoverata tra le “Case Nove” nel Libro d'Oro della Serenissima Repubblica di Venezia, giaceva bocconi disteso davanti al lungo tavolo ingombro di carte e disposto in diagonale a chiudere un angolo della stanza.
Un braccio piegato sopra il capo, con il palmo della mano rivolto in basso, era rimasto appoggiato malamente al seggiolone in le-gno scuro, rovesci...
Marcella Formenti
Nicaredda
Giallo Storico
Lampedusa, 30 settembre 1949.
Era ricurvo e se ne stava a filo d'acqua sulla schiena. Il mare, trasparente e trafitto da raggi lunari, era di un blu cobalto. Una piattaforma scogliosa, interrotta da piccole oasi di sabbia biancastra, era il fondo su cui, da almeno un paio d'ore, poggiavano due grandi piedi pelosi adorni di spesse unghie ingiallite. Circa una quarantina di centimetri più su, in mezzo a grosse ginocchia nodose, la fiacca marea ...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...