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Mauro Santomauro è nato nel 1949 ed è stato farmacista della Serenissima, salendo alla ribalta delle cronache quando rinunciò a trasferire la sua farmacia in terraferma. Nella sua vita è stato chimico, distillatore, imprenditore e contadino. Si è divertito come giocatore e poi allenatore di baseball, ma è stato anche batterista in un settetto jazz. Ha pilotato aerei da turismo e ha praticato immersioni subacquee. La sua vera passione è il buon cibo. Vive con la moglie e i due figli a Treviso.
Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d'inverno, Il purgatorio dell'angelo e Il pianto dell'alba (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero).
Giovanni Montanaro ha esordito con il romanzo La Croce Honninfjord (2007, Marsilio, segnalato nel 2006 alla XIX edizione del Premio Italo Calvino). In seguito ha pubblicato Le conseguenze (2009, Marsilio) e Tutti i colori del mondo (2012, Feltrinelli) che è stato finalista al Premio Campiello. Ha poi scritto Tommaso sa le stelle (2014, Feltrinelli), Guardami negli occhi (2017, Feltrinelli) e Le ultime lezioni (2019, Feltrinelli). Il suo ultimo libro è Il libraio di Venezia edito da Feltrinelli, 2020.
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Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
Ego Sum, ovvero l'Ego d'Autore nella sua eterna e complessa contraddizione. Ma quanto conta davvero la personalità dello scrittore nel successo dei suoi testi? E quanto pesa la sua immagine pubblica sul piatto della bilancia che lo porta a scalare il gradimento del pubblico? È davvero possibile scindere autore e testo, senza pregiudicarne irrimediabilmente il successo?
Lupus In Fabula, analisi del protagonista negativo nella scrittura antica e moderna, interpretando le favole di Esopo nel contesto della letteratura. "È questa figura che ha il compito di rendere una trama davvero interessante. Non è la tragedia in sé che tiene attanagliati i lettori davanti al nostro libro, ma l'attesa che si manifesti."
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Anna Lucia Legrottaglie

Mi chiamo Anna Lucia Legrottaglie, sono nata nel 1978 a Fasano in provincia di Brindisi nella bellissima Puglia, e vivo da qualche anno a Monopoli in provincia di Bari, una frizzante cittadina affacciata sul mare. Sono diplomata in Tecnico dei Servizi Sociali ma, per via di una rara malattia congenita che mi reca disabilità, non ho mai potuto affacciarmi al mondo del lavoro. Mi dedico prettamente alla cura costante di me stessa e a mio marito, il dono più prezioso ricevuto in tanta sofferenza. Amo rilassarmi guardando film che mi trasmettano emozione, amo ammirare il mare, perdermi nel suo immenso chiacchiericcio, sognare ad occhi aperti, dare e ricevere affetto, amo ascoltare chi ha il piacere di parlarmi. Sono tremendamente testarda e credo che questa mia caratteristica, a volte un po' scomoda, mi abbia permesso di essere giunta in un punto della mia vita realizzando piccoli grandi sogni.

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorta di aver sviluppato la passione per la scrittura?

Anna Lucia Legrottaglie: Senza dubbio sin da bambina. Ho cominciato a metter in fila parole in rima e non, già dalle elementari. Avevo una maestra eccezionale che mi ha trasmesso gran parte della mia propensione verso la scrittura. Crescendo ho immerso i miei pensieri nelle parole sempre più, sono germogliate col tempo, anno dopo anno e da allora questa passione non mi ha mai abbandonato, seppur in modo altalenante per via della mia salute e degli eventi.

Writer OfficinaWriter Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Il tuo nome: In realtà non ce n'è uno in particolare. Probabilmente saranno state in primis le poesie della mia maestra a darmi l'input. Più avanti negli anni ho amato affacciarmi al mondo di Coelho e Sparks soprattutto. Sono parecchio sdolcinata e introspettiva.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Anna Lucia Legrottaglie: Il mio primo libro, Il Tunnel della Speranza, risale al 2015. Lo proposi a qualche editore e, devo dire, con mia grande sorpresa, fu preso in considerazione. Venne pubblicato e non andò poi così male considerando la mia prima esperienza da emergente. Ora, nel luglio 2020, ho ripubblicato con editore differente un rifacimento del mio primo libro che s'intitola Con la Speranza nel Cuore.

Writer Officina: Cosa provi quando scrivi?

Anna Lucia Legrottaglie: Quando scrivo mi proietto in un mondo parallelo. Vivo altre vite, vivo quello di cui la disabilità mi priva. Provo un senso di completa leggerezza ed ogni personaggio del mio scritto diventa un po' una parte di me. Mi emoziono e non deve essere inteso come atto di presunzione verso quello che scrivo, bensì come eco emozionale. È un turbinio di sensazioni che mi arricchisce l'anima e allo stesso tempo la libera da laceri dolori. Non è semplice da spiegare ma, quando sei costretta a convivere con una malattia, tanto ti viene tolto. Ecco, io scrivendo mi riprendo quel che mi vien sottratto.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionata? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Anna Lucia Legrottaglie: Sono molto affezionata al secondo, benché si tratti di una sorta di rivisitazione del primo. È un'autobiografia, il che la dice lunga a mio avviso. Non è semplice mettere a nudo la propria vita. Io credo fortemente in questo mio libro, semplicemente perché è il mio modo di far conoscere una malattia che purtroppo ancora oggi non ha grandi vetrine. Avevo bisogno di mettere in chiare lettere tutta la sofferenza che provoca, le ferite fisiche e psicologiche che dalla nascita arreca. Volevo che non fosse più invisibile, che non inducesse la gente ad aver paura una volta incontrata faccia a faccia. Avevo bisogno di far capire al mondo che esisto anche io, con tutte le mie limitazioni, con tutto il mio dolore, con la speranza fissa nel cuore, ma anche con tutta la mia gioia e voglia di vivere.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Anna Lucia Legrottaglie: Non ho una tecnica ben precisa. Diciamo che ho la storia ben impressa in mente e che poi inizio a scrivere di getto. A volte appunto delle parole chiave sulle quali successivamente argomento il tutto. È un po' come dar voce al cuore. Lui detta e io scrivo.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro?
È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?


Anna Lucia Legrottaglie: Sto lavorando alla stesura di un altro libro, anche se con molti alti e bassi creativi purtroppo, dovuti a lutti imponenti che hanno colpito la mia vita. Ma ho tutta l'intenzione di portare a termine questo nuovo libro, basato su una storia d'amore viscerale e pura, con chiari riferimenti all'eccezionale donna che era mia madre, anche se significherà impiegare più del tempo che mi ero prefissata. Desidero decantare l'Amore, sognante, duro, imperfetto ma allo stesso tempo meraviglioso.

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