Scrivere un'autobiografia è un po' come andare dallo psicologo, mettersi a nudo, regredire alle proprie ancestrali paure, tornare indietro nel tempo con i ricordi, alla ricerca dei traumi, per sfrondarli di ogni implicazione e coglierne il senso profondo, cercando di capire quanto intensamente abbiano condizionato la tua esistenza. E non è facile farsi vedere senza protezioni, offrire al lettore la tua parte più privata, abbassare i veli dell'int...
Cristina Romani
C'era una (s)volta
Autobiografia
Truccarsi da sola fu un momento intimo. Speciale.
Il primo che io possa davvero ricordare d'aver avuto con me stessa.
Avevo osservato così tante volte mia madre farlo davanti allo specchio che,dentro di me,i passaggi erano già stati tutti involontariamente memorizzati.
Quanto avrei voluto aver lì mia mamma in quel momento,nemmeno potete immaginarlo.
Ho sempre pensato che,forse,equivale al desiderio di un ragazzo di avere il papà accanto duran...
Monica Saraca
Diario di una cassiera
Biografia
Il sorriso dietro la mascherina.
5/6 aprile 2020
La domenica mattina sono sola in strada, il silenzio mi fa compagnia quando esco di casa, poi metto in moto l'auto e "Perfect" di Ed Sheeran ti accarezza lieve l'anima. È presto, sono le 7,30, apriamo tra un'ora, nel frattempo sistemo le piante, metto a posto i libri e faccio un po' di pulizia. Inizio a lavorare, la mattina scorre tranquilla, nessun genio in giro, volti amichevoli e persone respo...
Raffaele Mutalipassi
La Vita Ostile
Autobiografia
Le origini
Mia madre dice che la sera in cui venni al mondo mio padre arrivò da Salerno con una macchina carica di ogni ben di Dio e che quasi tutto il paese fece festa fino a notte fonda. Era venerdì 7 di settembre del 1951.
A quel tempo i figli si facevano in casa con l'aiuto della levatrice e del medico condotto: appena nato cominciai a piangere disperatamente e non la smisi fino a quando non mi fecero ciucciare una - pupatella - (un pe...
Giuseppe Pensieroso
Avevo un motorino arancione
Autobiografia
Se avete vissuto a Roma, al quartiere Nuovo Salario, a cavallo tra gli anni '80 e gli anni '90, di sicuro avrete notato, anche se non lo potete ricordare, un ragazzino con un grosso casco rosso integrale Nava e uno zaino Invicta giallo, a cavallo di un improbabile motorino amorfo, dalle lillipuziane dimensioni e di colore arancione, fornito di un cestello bianco che svicolava in mezzo al traffico del quartiere.
Volevo mettere la foto di quel mot...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...