32 Romanzi di [Distopico] .: Writer Officina :.
 
Nicoletta Bosio
La signora dei bottoni Distopico
Io sono antiestetica. O meglio: inguardabile. Ylenia pronunciava queste parole ogni mattina mentre si guardava allo specchio contemplando lo sfacelo che vedeva di fronte a sé. Per prima cosa ispezionava il viso. Paffuto. Gli zigomi, ormai quasi completamente invisibili sotto le gote cascanti; gli occhi, un tempo larghi e azzurri, ora piccoli e acquosi, quasi grigi, come se una sorta di lanugine vi si fosse insediata per sempre, oscurandone l'...
Pietro Bertino
L'amore non brucia Urban Fantasy Distopico
A svegliarla fu il segnale di apertura dei quartieri del piacere, un suono prolungato di campane. Quando riaprì gli occhi percepì immediatamente l'assenza di sua madre. Il biglietto era sul tavolo: Mi spiace. Ti avevo promesso che non sarei più andata via, ma devo seguire il vento. Stanno succedendo fatti a cui non posso restare indifferente. È stato bellissimo chiudere il mondo fuori e passare del tempo con la mia bellissima figlia, ma adesso i...
Giuseppe Pensieroso
Temporalia Distopico
In un futuro distopico. 30 giugno 2020 – Da qualche parte in Norvegia. Nord. La salvezza è a nord. - Quanto manca? - mi chiede Ana. - Dovremmo arrivare a destinazione per le 10:00 di domani mattina - . Sempre che la benzina basti, penso senza dirglielo, per non preoccuparla. - Le 10:00? Bene. - Ana è di poche parole e a me sta bene così. Ci facciamo compagnia. Ne abbiamo percorsi di chilometri insieme, penso, quando un suo urlo mi...
Manuela Stangoni
Pacem Nutrio Distopico
Il tempo passava e noi accumulavamo esperienza, forza e determinazione. I ruoli che ci accumunavano al branco sembrava ci si cucissero addosso senza neppure faticare. Sapevamo chi di noi fosse il Tester o l'Omega, chi di noi ricoprisse ruoli secondari ma sempre determinanti per il branco. Eravamo lupi. * * * Anche quel giorno l'avevamo passato per intero nel bosco, all'inizio tutti assieme, in seguito Alex e io c'eravamo appartat...
Pietro Castellini
La Medaglia Distopico
La mia unica consolazione è la mia passeggiata giornaliera. Tutte le mattine, prima di pranzo, percorro lo strapiombo di arenarie, fino al faro che si erge solitario in cima al promontorio. È un faro in muratura, dipinto di bianco, tranne la punta rossa. A volte ci salgo in cima, e da lassù ammiro l'orizzonte. Anche durante queste camminate non sono completamente solo. Sono sempre accompagnato dagli uomini in verde. La Guardia Nacional. ...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato a chi crede in se stesso e vuole incantare il mondo con le parole. Dedicato ai ribelli e ai sognatori, dedicato a chi non si arrende davanti a un rifiuto e vuole continuare a dipingere la vita con mille colori. Questo è il luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata, dove ognuno può coltivare i propri sogni, affinché si realizzino e non abbiano padroni. Questo è il luogo dei folli che vogliono cambiare il mondo e ci riescono davvero, questa è l'ultima speranza di chi vuole nascere mille volte e non morire mai...

Abel Wakaam