Un mare di nebbia avvolgeva la città con la sua cappa immobile, il cielo era ovattato, le strade vuote come lande desolate.
Gli sembrò di essere fuori dal mondo, dal tempo.
Nel parcheggio della Farma Koeler c'era solo l'auto del custode. L'orologio sul cruscotto indicava le 6. Un silenzio irreale avviluppava la piazzola, a tratti interrotto dal grido sinistro di un corvo.
Scese dall'auto e si avvicinò all'ingresso con passo deciso. Entrò nell'...
Luca Viozzi
Delitto sotto le torri
Giallo Thriller
Filippo Salviati aprì gli occhi lentamente. Un telefono squillava nell'oscurità, un suono acuto. Cercò a tentoni la cornetta sul comodino. La testa sprofondava nel cuscino con il naso schiacciato.
La mano trovò il ricevitore. - Pronto? -
- Commissario Salviati? - chiese un uomo. - Spero di non averla svegliata. -
Con la mente ancora confusa dal sonno, Salviati lanciò un'occhiata alla sveglia sul comodino. Sei e trentadue del mattino. Si...
Gabriella Grieco
Il passo del ragno
Thriller
Il Ragno.
Il tempo. Cosa strana, il tempo. Va avanti a strappi, lacerando da sé la sua tela altrimenti uniforme. Ieri veloce, le lusinghe appena accennate e già corse avanti tra risate argentine - aspetta non andare, voglio gustarne ancora, non ne ho a sufficienza, ti prego - oggi torpido, pesante nella sua quasi assoluta immobilità, un vegliardo che a fatica avanza un passo alla volta, il piede rallentato dalla densità delle ore, come melass...
Luca Vagnato
Scritto con il Sangue
thriller
New Orleans, fine agosto, qualche giorno dopo.
Il vento sferzava a più di 200 chilometri orari e diversi centimetri d'acqua inondavano le strade dell'intera città, ormai deserta. Le abitazioni erano state spazzate via dal turbinio del ciclone come rottami di cartapesta. Mezza città distrutta e nelle cantine detriti e corpi rigonfi galleggiavano, aggiungendosi a migliaia di altri, tra donne, vecchi e bambini.
Agosto
A qualche chil...
Andrea Tamburelli
L'Osservatore - Nodi
Noir Thriller Psicologico
Giovedì. Le sette e quaranta. Davide Ferraro uscì dal portone di via Po 18 e girò a destra, come ogni mattina, verso il bar San Carlo dove prendeva il cappuccino alle sette e quarantatré — tre minuti di passo, mai di più, mai di meno — e non guardò il specchietto retrovisore della Panda parcheggiata al civico 14 perché non aveva un motivo per guardarlo, perché la gente non guarda i specchietti delle auto altrui alle sette e quaranta del mattino, ...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...