L'alba dello scorpione.
Incubo a Hyakkendana.
Era la notte perfetta per un agguato. Fu questo il primo pensiero della bionda dai tacchi vertiginosi, l'Imperatrice, colei che regnava nel sangue e nelle tenebre, signora incontrastata di tutte le creature demoniache. Persino in quella strana dimensione onirica, familiare e al contempo disturbante, dove era precipitata quando le luci si erano spente. E adesso si ritrovava lì, avvolta nel silenz...
Bjorn Nielsen
Il caso della bicicletta verde
Giallo Noir
The Matt Mulligan Files.
Irlanda, 876 d.C.
Il vento corre attraverso le rovine del forte di Rath Uaithne, portando con sé l'odore della morte. I Vichinghi hanno razziato il villaggio sulla costa poche ore prima, lasciando fuoco, cenere e desolazione. L'unico sopravvissuto dei druidi, Aedan mac Fithir, cammina tra le capanne bruciate con il volto coperto di fuliggine. Il suo popolo è distrutto, i suoi dèi muti. Aedan passa tutta la giornata a...
Lorella Marini
Come la neve non fa rumore
Giallo Noir
Bologna, 6 aprile 2019
La ven zò, la ven zò, gridò una vecchia signora dai capelli color neve, puntando il dito verso l'alto.
E lei venne giù, volteggiando scomposta. Braccia e gambe annasparono a ghermire l'aria, e i ricordi si frantumarono al suolo in infinite schegge. Paura, dolore, morte.
Allegri, indaffarati, o distratti che fossero, i bravi bolognesi che gremivano la Sala Borsa in quel tiepido sabato di aprile sembravano ignari del dolo...
Amato Salvatore Campolo
Terra Nostra
Noir
2008, litorale jonico calabrese – Dopo le sanguinose guerre di ‘ndrangheta negli anni '80, emerge un nuovo “capo locale”. È Giovanni Romeo, gestore di un distributore sulla statale, che si avvicina al clan Macrì e estende negli anni successivi il suo controllo sulla zona, sia con la piccola criminalità che con il controllo sulle attività imprenditoriali, e i suoi “uomini” non lasciano quindi indisturbato un solo cantiere, senza esitare a ...
Giancarlo Falleti
Il mare di Vania
Noir
Ho avuto serate peggiori (forse).
La pioggia batte furiosamente sulle lamiere di questo cantiere lungo la Collatina, mi bagna i capelli e scende dentro la mia camicia. Mi nascondo dove la luce non arriva, cercando di rallentare il respiro e il battito del cuore. Non devo far rumore.
Li ho seminati, ma non sono ancora al sicuro. Mi fa male la milza, mi fanno male le gambe. Quanto tempo è che non correvo così tanto?
Mi piego con le mani sulle...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...