Sai cosa si prova a soffocare un uomo con le proprie mani?
Si potrebbe dire che somigli ad uno strano miscuglio di sentimenti, dove la percezione dell'orrore del gesto viene mitigata da una piacevole sensazione di serenità, dovuta all'essersi finalmente vendicati.
Era così che mi sentivo mentre stavo seduto sul petto di quel Mostro e lo stavo strangolando.
Lo chiamerò Mostro, non uomo né essere umano, perché in lui non vi era nulla che pote...
Maria Caterina Comino
Gli scheletri di Isabel
Romanzo Noir
Gli scheletri di Isabel
Due ore dopo il funerale, rientro in quella casa così vuota e silenziosa. L'odore di fiori e d'incenso impregna il mio vestito nero. Gli occhi sono rossi per le lacrime che non riesco a fermare. Le labbra tremano, il dolore lancinante mi squarcia il cuore. Questa mattina non mi sono truccata. Volevo che fosse chiaro il messaggio: ero distrutta per la morte dell'amore della mia vita. Insieme per trentotto anni, una vita in...
Daniele Mollo
Continua a giocare
Noir
L'aria era letteralmente ferma. Faceva così caldo che in macchina si soffocava anche con i finestrini tutti aperti, come in pieno giorno sotto il sole cocente.
Gettò un'occhiata al cellulare attaccato alla presa dell'accendisigari. Erano quasi le tre di notte, la preda stava tornando a casa e lui era lì ad aspettarla.
Dal vicolo immerso nel silenzio risaliva il profumo di ammorbidente emanato dai panni stesi sui balconcini delle case popolari,...
Marcello Salvi
Le acque di Amsterdam
Giallo Noir
- Notte fonda
Non c'era più nulla da fare, scappare era l'unica soluzione, si girò e corse via, sperando di non essere stata vista, ma lo scalpiccio alle sue spalle le diceva che era una speranza vana, non conosceva la zona quindi fuggì alla cieca, non ricordava neppure più da dove fosse venuta, semplicemente corse, era notte fonda, le luci dei lampioni illuminavano di una luce giallastra e poco utile a chi, in piena corsa, avrebbe avuto bisogno...
Massimo Bertarelli
Kabbalah Noir a Milano
Noir
Il vicequestore Tombamasselli e un'indagine nera
Gli accordi iniziali di Hotel California squarciano il silenzio. Raddrizzo la testa sul cuscino e apro un occhio. I numeri rossi proiettati sul soffitto dalla sveglia digitale segnano 1:17. Chi mi telefona a quest'ora?
Sbuffo, scalcio lontano il lenzuolo. Allungo una mano verso il comodino, urto lo smartphone e lo faccio cadere sullo scendiletto.
«Ma porca...»
Dal pavimento la voce di Don Hen...
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a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...