La città emise un sospiro di aria umida e putrida, un suono che si perse nel sibilo incessante della pioggia. Era una notte che si aggrappava all'anima come un sudario, una tela di crepuscolo perpetuo dipinta con l'aggressiva macchia del neon. Ogni goccia che cadeva dal cielo livido, sembrava portare con sé il dolore accumulato della città, lavando l'asfalto che rifletteva il bagliore sgargiante delle enoteche e dei sogni dimenticati. Non erano l...
Mandy Esse
La maschera di sangue
Thriller Psicologico
Il bambino osserva la maschera, appesa al muro sopra il letto, dove dovrebbe esserci una croce o alme-no qualcosa di sacro. Ma non c'è nulla di tutto ciò, solo silenzio, odore di disinfettante e il ticchettio di un orologio che non segna mai l'ora giusta.
La maschera ha il volto di una donna che ride, ma non è una risata vera. È scolpita, fissa, immobile. Una risata che non cambia mai, che non risponde, che non ascolta.
Ogni sera, prima di dorm...
Ilario Giannini
Posso entrare?
Thriller Noir Psicologico
Beatrice Berardi nota con la coda dell'occhio il nuovo inquilino che le si avvicina. Ma finge di non averlo visto e si affretta a raggiungere la porta di casa. Sua suocera, quella mattina, prima di partire per l'ospedale, con la borsa della biancheria per Jack, le ha raccontato anche il secondo incubo che ha avuto, più o meno in contemporanea all'incidente di suo marito.
Ha sempre considerato delle stramberie tutte quelle cose in cui crede Devan...
Marialuisa Moro
Bambole rotte
Thriller Psicologico
“Devo andare, ciao.”
Il tono ansioso di chi ha paura.
L'immagine sparì di colpo e con essa la voce della madre.
Karin chiuse il coperchio del laptop con le lacrime agli occhi.
Non era possibile. Poteva accettare, anche se a malincuore, che suo padre, da essere intrattabile qual era, non volesse avere più a che fare con lei, ma che sua madre la sentisse di nascosto e se la facesse addosso appena lui rientrava, era inammissibile....
Raffaele Corona
L'eco del passato
Thriller Mistero
Il silenzio prima del nome.
Il primo suono fu il battito. Non quello del cuore quello venne dopo ma un battito secco, ritmato, lontano. Un tic-tac ovattato, come se un orologio stesse misurando il tempo di qualcun altro.
Aprì gli occhi.
La luce lo colpì come una fucilata. Bianca, sterile, immobile. Odore di disinfettante, tende chiuse, il bip intermittente di una macchina accanto a lui. Un ospedale.
Non ricordava perché fosse lì.
...
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con mille colori. Questo è il
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sogni, affinché si realizzino
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nascere mille volte e non morire mai...