Sotto il cielo di Vallefiorita.
«Mi racconti una storia?» Gli occhioni verdi luccicavano nella penombra della sera mentre stringeva tra le braccia il suo orsacchiotto di peluche dal quale non si separava mai. Aveva un gilet di stoffa rossa decorata e bottoncini abbinati. Gli occhietti neri e lucenti le infondevano sicurezza.
«Quale vuoi che ti racconti?» Sorrise dolcemente sapendo già che quelle che lei voleva ascoltare non erano le solite...
Franco Arbore
Serra delle Volpi
Romanzo Autobiografico
Sono le tre del pomeriggio e siamo a metà del mese di Giugno del 1955.
La scuola è finita da appena due giorni e io parto per una vacanza, che prevedo molto lunga: tutta l'estate.
Vado a Rocchetta Sant'Antonio da mia nonna materna Filomena; babbo mi ha accompagnato con la Topolino, a Trani: alla fermata dell'autobus per Cerignola, in piazza Bisceglie.
Fa caldo, e dove siamo in attesa non c'è un'ombra sotto la quale ripararci, non c'è neanche u...
Federico Maderno
De profundis clamabo
Romanzo
Luciano aveva addosso la divisa azzurra del lavoro e un'espressione strana sul volto, vagamente inquisitoria.
– L'ho spaventata? – mi ha detto, sorridendo.
– Ma scherza? Ho rischiato un collasso, ma per il resto...
– Mi dispiace.
– È che con tutta questa strana nebbia...
– Ha visto che spettacolo? Ero convinto che avrebbero vietato l'accesso al pubblico. Invece, considerata la festività...
– Capita che qualcuno si perd...
Samuele Tofoni
Dimmi che cos'è l'amore
Romanzo
- Se guardo avanti a me, vedo solo uno schermo nero. Uno schermo, che mi avvolge come il manto buio della morte. Più di una volta avrei voluto oltrepassarlo, ma ci ho sempre rinunciato, perché non so cosa trovo, di là. Allora me lo tengo, perché, anche se mi fa male, in qualche modo mi protegge, da che cosa non lo so, ma mi protegge. L'importante è che lo faccia, perché se vado oltre potrei trovare qualcosa di diverso e non lo voglio qualcosa di...
Christian Biasi
La Spada di Ulfberht
Romanzo storico
I due viaggiatori percorsero quei pochi passi che li separavano dalla strada, ancora sovrappensiero e in parte scossi da quanto appena detto, e quando sbucarono da oltre la linea degli alberi, rimasero completamente stupiti e impreparati a quanto li accolse.
Un tetro corteo di armigeri appiedati scortava un carro trainato da buoi, su cui era stata fissata una cupa gabbia di solide travi di quercia e di nero ferro. Arnar e Alberico erano proprio ...
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Dedicato a chi vuole sognare, dedicato
a chi crede in se stesso e vuole incantare
il mondo con le parole. Dedicato ai
ribelli e ai sognatori, dedicato a chi
non si arrende davanti a un rifiuto
e vuole continuare a dipingere la vita
con mille colori. Questo è il
luogo di tutti, un acro di terra sconsacrata,
dove ognuno può coltivare i propri
sogni, affinché si realizzino
e non abbiano padroni. Questo è
il luogo dei folli che vogliono cambiare
il mondo e ci riescono davvero, questa
è l'ultima speranza di chi vuole
nascere mille volte e non morire mai...