Sotto il suo balcone i bambini schiamazzavano, come ogni sera da maggio a ottobre. Il professore zoppo li contemplò in silenzio per qualche minuto mentre si rincorrevano frenetici, instancabili e rumorosi come ogni santo giorno. Erano appena le otto e mezza della sera, ma a quell'ora il regolamento di condominio imponeva dei limiti all'inquinamento acustico; perché diavolo i genitori non tenevano a freno quelle piccole belve chiassose?
I bambini...
Gabriele Giuliani
Il giorno prima delle nozze
Narrativa sociale
La gelosia della stabilità.
Il risveglio
La stanza era ancora immersa nel buio e inutilmente gli occhi cercavano di distinguere qualcosa. Manlio si girò verso il comodino per vedere che ore fossero.
Le otto meno dieci, ne era sicuro. Come al solito.
Da quando la faccenda era iniziata non aveva più bisogno della sveglia, ormai la anticipava sempre.
Non poteva più nasconderselo: era inquieto.
Pigramente si alzò per andare in bagno e pens...
Fausto Schiavo
I pali di Amsterdam
Narrativa Ironica
Storia di calcistica follia.
Bip. Biiip. biiippp... Giuseppe aveva appena parcheggiato la macchina nel parcheggio davanti all'azienda dove lavorava da circa 16 anni e dove sperava di lavorarne solo altri due prima di raggiungere la pensione, quando sentì un clacson in lontananza: “sono quaranta...qu-ar-an-ta!......” era il suo odiatissimo collega che festeggiava l'ennesimo scudetto della propria squadra.
Quella di Giuseppe, invece, dopo due...
Valerio Suster
Il Muro di Tufo
Narrativa Contemporanea
Una storia di amicizia, amore e scelte difficili tra infanzia, distanza e ritorno.
Mi ricordo ogni pietra. Non quella perfetta, lucida, ma le irregolari, quelle che si incastrano male e trattengono l'umidità. Nel 1990 i nostri genitori comprarono due case vicine, quasi attaccate, divise solo da un muro basso, screpolato, di tufo. Era una di quelle scelte che non sembrano scelte: la vita cambia senza che te ne accorga, e tu pensi che sia norma...
Elena Di Logarati
L'ombra del passato
Narrativa Giallo Thriller
L'ambulatorio non era molto distante dalla centrale e la detective Fox impiegò meno di un'ora per arrivare. Presentò il suo distintivo all'agente alla reception e si diresse nella sala delle autopsie. Il luogo non era molto curato e il personale lasciava a desiderare. Tolse la sicura alla pistola, per sicurezza, non si sentiva per niente tranquilla, e si domandò come si poteva lavorare in queste condizioni. Domanda senza risposta, ovviamente.
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