Writer Officina - Scrittori Ribelli
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Carmen Trigiante

Sono sempre stata una piccola impertinente, con la passione viscerale per l'arte e la scrittura. Ho conseguito una laurea in Marketing e una in Filosofia. Mi sono dedicata alla sceneggiatura cinematografica, alla regia di webseries su temi sociali e animalisti, alla collaborazione con importanti magazine culturali. Filosofa epicurea e postantropocentrica, ho vissuto con disagio il mondo cinetelevisivo, popolato da logiche clientelari e dinamiche inaccettabili. È esplosa in me la voglia di affrancarmi da una vita che non mi apparteneva più e creare un'attività itinerante che coordinasse l'amore per il viaggio alla mia professione di artista. La scelta radicale di praticare l'Arte pittorica e letteraria in maniera libera è stato uno scossone colmo di energia positiva, che ha consentito alle mie Favole di cominciare a volare. La felicità è un percorso coraggioso e personale. Nelle mie opere esprimo la simbiosi uomo-Natura come massima aspirazione della società civile.

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?

Carmen Trigiante : Da bambina avevo un sogno, anzi due: dipingere e scrivere.

Writer OfficinaWriter Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Carmen Trigiante : C'è un libro che mi ha aperto le porte di una nuova concezione della vita, e quindi mi ha dato l'input per fare una scelta difficile: La lettera sulla felicità, di Epicuro.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Carmen Trigiante : Posso dire che il mio primo libro consapevole sia stato “Vola con me”, scritto due anni fa in piena e totale autonomia. La scelta del self publishing era l'unica che potesse combaciare con la mia idea di libertà artistica, una libertà troppe volte violata nella mia attività precedente di sceneggiatrice, nella quale dovevo sottostare ai dettami commerciali delle case di produzione, e che, invece, è condicio sine qua non per un artista. Arte è creare, forse anche sbagliando, ma senza mai adeguarsi a schemi reimpostati o becere logiche commerciali. Arte è mettersi in gioco, con un'opera che esprima se stessi.

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Carmen Trigiante : Certo, a condizione che alla base ci sia una reale esigenza artistica e una solida preparazione culturale, non quella dei minicorsi di scrittura creativa, ma anni e anni di studio intenso e di riflessione su se stessi.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Carmen Trigiante : Ogni riga scritta esprime un continuo divenire, un Panta Rei di cui sarebbe difficile per me scegliere un frammento. Vi parlerò di “Tornano ad ardere le Favole” perché l'ultimo pubblicato. Si tratta di un noir dell'anima, che scava nella psiche umana, caratterizzato da risvolti forti. È il sequel indipendente di “La prigione delle Favole Sole” ed è narrato dalla voce della protagonista, l'ex commissario di polizia Maya Desìo che, dopo aver ucciso suo padre, esce di prigione con sentenza di temporanea infermità mentale. Si ritira sulle Alpi, decisa a tagliare i ponti con la sua vita precedente, almeno finché giunge la telefonata di suo cognato, l'ispettore di polizia Claudio Lorusso: Tania, sorella di Maya, è scomparsa mentre scriveva un dossier giornalistico segreto. Maya deve tornare a Bari, terra che ama e odia al tempo stesso, affrontare il proprio passato e una travagliata relazione clandestina con il suo amore impossibile, il sostituto procuratore Andrea Moncino, il quale ormai vive con un'altra donna. Mentre alcune sparizioni oscure conducono al covo di una strega dell'800, nel gioco esoterico di un perverso Minotauro, la rete dei sospetti ingloba chi le sta vicino, costringendo Maya al sodalizio con l'unico personaggio che può aiutarla, ma, dietro la maschera elegante, cela una vita criminale. Il romanzo è un urlo contro i soprusi che spesso avvengono in famiglia ed in una società che ancora cela una violenza insopprimibile. Per questo, ha ricevuto lo speciale contributo conclusivo di Carlo Maurizio Rositani, papà di Maria Antonietta, che fu vittima, due anni fa, di una violenza terribile da parte dell'ex marito.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Carmen Trigiante : Il mio cervello pare attivarsi di notte, quando è libero da quel residuo di censura razionale e le trame si intrecciano da sé. Al risveglio, metto su carta. Poi leggo, rileggo e limo, fin quando sento di non poter apportare ulteriori modifiche costruttive. Allora passo la palla al mio editor personale e mio compagno di vita, che comprende il mio stile e lo migliora, utilizzando il mio linguaggio, senza mai stravolgerlo.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Carmen Trigiante : Al momento mi sto dedicando anima e corpo a far conoscere la mia ultima fatica letteraria, che ha occupato le mie serate estive... Ma in testa iniziano ad affacciarsi nuove idee...

Writer Officina: Perché hai scelto il thriller piuttosto che un altro genere?

Carmen Trigiante : Lo ritengo adeguato a scandagliare l'anima lacerata dei personaggi, creando comunque un rapporto di tensione e mai di stasi.

Writer Officina: Cosa c'è di te nel tuo romanzo?

Carmen Trigiante : Tutto: ogni sfumatura è una sofferenza vissuta, una riflessione maturata, un approfondimento nella mia anima, prima che in quella dei protagonisti del romanzo.

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