Writer Officina - Scrittori Ribelli
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Martina Tognon

Sono nata, e cresciuta, in provincia di Gorizia. La mia famiglia è stata per lungo tempo mono genitoriale, con una netta prevalenza femminile. Questa realtà ha forgiato buona parte del mio modo di vedere i legami interpersonali. Alle mie spalle ho un percorso di studi tecnico scientifico, che non mi ha impedito di sviluppare un profondo interesse per tutto ciò che è manifestazione artistica. Ho imparato negli anni a bilanciare le due parti di me. Oltre a scrivere, e ovviamente leggere, ricamo, creo oggetti per la casa (che siano piccoli armadi o altro dipende anche dalle necessità domestiche) lasciando libera la mia creatività.
Non ho potuto proseguire gli studi fino alla laurea, per motivi meramente economici. Se avessi potuto scegliere avrei con molta probabilità puntato su qualcosa di molto distante da quello che avevo studiato fino alle superiori, il mio sogno di bambina è sempre stato l'archeologia.
Vivo con mio fratello per scelta, perché la famiglia conta.
Ho un compagno in un'altra regione, da ben 22 anni camminiamo insieme in questo amore pendolare pieno di significati e vita.
Non penso al futuro, ho imparato che gli imprevisti comunque arrivano, la vita è adattamento e crescita.

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorta di aver sviluppato la passione per la letteratura?

Martina Tognon: Da quando mi hanno messo un libro in mano. Io ho iniziato a inventare storie prima che sapessi leggere. Cosa che ho iniziato a fare prima dei tre anni. Da lì non mi sono più fermata.

Writer Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?

Martina Tognon: Sono una lettrice onnivora, ho 53 anni e leggo da 50. Prendere un libro e farne il punto di partenza è davvero limitante per me.
In realtà scrivo da sempre, per me stessa, e pubblico solo perché un caro amico mi ha praticamente obbligato. Ho iniziato a scrivere per leggere cose che non trovavo scritte. Ho lasciato tutto nei cassetti per anni e ancora oggi penso di non essere una scrittrice perché pubblico. Lo sono perché non posso fare a meno di scrivere.

Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?

Martina Tognon: Ho scelto la strada del self da subito, poi ho provato le CE un paio di volte, con nessun riscontro. Ho capito che il mio modo di scrivere non è facilmente vendibile, non risponde alle attuali richieste del mercato e questo implicherebbe doverci lavorare troppo perché possa essere remunerativo.

Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?

Martina Tognon: La definirei un'opportunità. Non buona né pessima. Dipende da quanto tempo una persona ha davvero da dedicare al proprio sogno. Resta un mondo complicato, mi si dice fosse più facile in precedenza. Non lo so, sono arrivata con la seconda ondata.
Deve essere chiaro che si diventa editori di sé stessi, quello che farebbe un editore, lo si deve fare da soli.
Dall'editing, alla cover e alla pubblicità.

Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionata? Puoi raccontarci di cosa tratta?

Martina Tognon: A quello che forse ha venduto di meno in assoluto. 24 (+1) Appuntamenti a Shanghai. Si tratta di un romance MM che trovo il mio migliore libro ad oggi. Per l'idea, per i personaggi, per il ritmo della narrazione e l'evoluzione della storia.
Lo amo per parecchi motivi, soprattutto perché è nato da un colloquio costante con una carissima amica che risiede, lavora e vive a Shanghai. Ho usato vive come ultimo verbo perché è quello che mi ha aiutato a far trasparire dalle pagine... I due ragazzi avranno 24 appuntamenti nell'arco di dodici mesi e tutte le location sono reali. Uno spaccato di vita vera in una megalopoli cinese.
Ho il timore che non venda proprio perché c'è stata la pandemia, perché sono i cinesi... brut****** non finisco la frase.
Io non scrivo per mode, ho scritto questo libro perché ne avevo bisogno io, evidentemente i pregiudizi vincono anche in questo caso.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?

Martina Tognon: Traccio i personaggi iniziali. Stendo lo schema dei capitoli (titolo e breve sunto di cosa ci sarà scritto) e poi vado.
Purtroppo, come spesso dico alle amiche che mi sopportano, a volte io divento la ghost writer dei miei personaggi. Per essere chiara, il 14 giugno avrei dovuto terminare la prima stesura di un testo (che ora resterà a maturare nel mio cloud per un mesetto almeno), ma domenica 15 giugno mi sono svegliata con la ferma convinzione che servisse un altro capitolo.
Hanno vinto i personaggi.

Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?

Martina Tognon: Ho appena terminato una prima stesura, che sarà pubblicata con uno pseudonimo. Trovo davvero assurdo che ad oggi, 2025, una donna debba essere costretta a nascondersi se vuole scrivere certe tipologie di libri senza finire vittima di attenzioni spiacevoli.
Il grosso delle mie amiche/conoscenti che scrivono, se vogliono trattare tematiche particolari devono farlo con un nome d'arte. Così devo fare anche io.
La massiccia presenza di donne che scrivono MM ha sdoganato la presenza femminile in quel genere. Non sempre penso sia positivo perché a volte temo ci sia poca capacità di sviscerare la realtà di un personaggio maschile.
Però restano gli erotici, soprattutto se BDSM e, per paradosso, gli FF.
Sembra scontato che una donna possa scrivere MM, ma le tematiche lesbo dovrebbero esserle vietate.
Chiaramente non posso rivelare dettagli della trama o del genere, perché sarebbe come rivelare il nome d'arte.
Posso dire che ho in mente una trilogia, tre gemelli monozigoti, che svilupperà su FM, MM, FM. Ed un altro FM un po' particolare, analizzerò la realtà di un uomo oggetto... o se preferite di un uomo nel ruolo di mantenuto.
Niente sugar daddy, ma una sugar mommy.

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