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La persona ormai è stata fagocitata completamente dall'autore. Rimane ancora la passione per il camminare a piedi nudi per strada, la buona cucina, i viaggi indipendenti, le periferie degradate, la musica metal. Mi hanno soprannominato il ‘cronista dell'invisibile', perché nei miei romanzi affronto sempre le varie tematiche da un punto di vista marginale, spesso invisibile agli occhi della società. Nato come autore con la Trilogia delle bandiere, 155 racconti di viaggio autobiografici raccolti in tre volumi (Quante bandiere hai?, Bandiere per tutti e Giochi senza bandiere), ho poi effettuato il passaggio a romanziere, grazie a un paio di esperimenti: ‘La stagione dei grandi amori', pubblicato con Amazon e scritto a quattro mani con Gaia Valeria Patierno, e ‘Quel che resta della memoria', romanzo breve dedicato a mio nonno paterno e alla sua esperienza di prigionia in un campo di ‘lavoro' durante la seconda guerra mondiale. Ora voglio scrivere narrativa andando a sfiorare ogni volta generi diversi. L'ho fatto con il thriller per ragazzi con ‘I film belli li danno solo di notte' e con il romanzo sociale con componente storica in ‘Un'altra volta sabato'. Il mio ultimo romanzo pubblicato è un noir psicologico ambientato durante il lockdown, il seminale ‘Prigionieri del nostro destino'.
Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?
Lorenzo Zucchi: al termine della pubblicazione dei racconti di viaggio autobiografici ho pensato di voler lasciare qualcosa di più fruibile e più duraturo.
Writer OfficinaWriter Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?
Lorenzo Zucchi: Lascio che l'ispirazione mi prenda poco a poco, libro dopo libro. Ma il progetto è nato in un pomeriggio illuminato solo dalla follia buona, quella creativa.
Writer Officina: Dopo aver scritto i libri, li hai proposti a un Editore? E con quali risultati?
Lorenzo Zucchi: Al momento lavoro con un paio (presto tre) case editrici indipendenti e devo dire che mi trovo molto bene, sia come qualità delle produzioni che come editing. Mi piace anche collaborare con sensibilità diverse, perché allarga sicuramente i miei orizzonti.
Writer Officina: Ritieni che pubblicare su Amazon KDP possa essere una buona opportunità per uno scrittore emergente?
Lorenzo Zucchi: ne ho pubblicato uno anche io con Amazon, quello a quattro mani. Trovo che sia una buona opportunità per chi scrive i generi più letti. Per la mia letteratura contemporanea, un po' di nicchia, non è probabilmente la strada migliore.
Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?
Lorenzo Zucchi: sinora rispondevo sempre a questa domanda dicendo che non ho un libro preferito, ma in realtà uno c'è. Ha un piccolo problema: è ancora inedito.
Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?
Lorenzo Zucchi: Uso le note del telefono in fase di stesura della trama, poi pianificazione capitolo per capitolo, sempre con la licenza di inserire personaggi e scene improvvisate.
Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?
Lorenzo Zucchi: Devo iniziarne uno in questi giorni, e sarà un romanzo di formazione. Volete farmi l'in bocca al lupo? Grazie
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