Autore: Salvatore Scalisi
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Visioni distorte
Narrativa Contemporanea
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Quando l'ha visitata la prima volta ne è rimasta incantata dal panorama e dalla vista sul mare che, nelle notti stellate di piena estate, come quelle che si appresta a vivere, sapranno regalarle forti emozioni, tanto care al suo mondo visionario. La casa è situata su un piccolo promontorio, ed è poco distante dalla spiaggia ghiaiosa, alla quale vi si giunge a piedi tramite un viottolo. La donna, q...  |
Autore: Alexandra Steel
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I Tre Nodi
Narrativa Lgbt
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Anno del Signore 934.
L'Atlantico sferzava le scogliere dell'isola di Cill Rúnach con venti carichi di sale e pioggia sottile. Le onde si frangevano contro le rocce nere, mentre il monastero di San Colmán, antico di due secoli, si ergeva come un cuore di pietra e legno sul promontorio più alto.
La luce pallida del mattino filtrava attraverso le finestre a feritoia, disegnando scie di polvere ...  |
Autore: Sergio Bertoni
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Il robot.
C'era una volta... un Re, diranno subito i miei fedeli lettori. No, amici, avete sbagliato! C'era una volta un robot. Non era un robot comune, facile a distinguersi come quelli che magari usate per pulire i pavimenti. Era un robot particolare, che nessuno sarebbe mai stato in grado di distinguere da un essere umano. La sua similpelle era morbida e tiepida, in pratica, del tutto identi...  |
Autore: Sergio Bertoni
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Ore sei di quel sabato mattina.
Le strade erano ancora semideserte; rari passanti camminavano veloci rasente i muri per recarsi al lavoro, alcuni si fermavano in piccoli gruppi presso le fermate dei tram. Altri saltellavano e sbattevano i piedi per terra, nel tentativo di accelerare la circolazione sanguigna per cercare di riscaldarsi. Un vecchio mendicante, infreddolito, si avvolse ancor più nel...  |
Autore: Emanuela Molaschi
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Il suo agente lo aveva spinto a considerare la proposta, prima che fosse troppo tardi: che Oliver avesse un figlio. Poteva essere l'ultima occasione prima della 'clausura'. Così, Oliver partì lasciando Nela a casa, nonostante fosse incinta. Lei glielo disse all'ultimo e questo mandò in crisi il commediografo per qualche minuto. Poi la rassicurò, promettendo che sarebbe tornato entro il giorno del...  |
Autore: Maria Concetta Distefano
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La vita in piazza
Narrativa
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Irene avvertì una specie di formicolio diffuso in tutto il corpo. Balzò in piedi dalla poltrona del suo studio dove si era da poco accomodata per leggere un ricettario di cucina slow food e si mise a vagare fra le stanze dell'appartamento al settimo piano di un palazzo anni Cinquanta, in Piazza Risorgimento a Torino.
Azzarola! No, no, e no! Irene si alzò dalla sedia davanti al computer e, in moda...  |
Autore: Alfonso Santamaria
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A Dio per sempre
Narrativa
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16 aprile 2016.
Le palpebre si alzano lente.
Lento è anche il battito del mio cuore.
Ruoto gli occhi, ma è come averli ancora chiusi.
‘Dove mi trovo? Cosa mi è successo?'.
La polvere, giù per la gola, provoca un colpo di tosse che mi ridesta dai residui di incoscienza.
Cerco di sollevare la testa per capire cosa sia il peso sul petto che mi blocca a terra. Ma ho una vertigine, e il cap...  |
Autore: Luca Mirabile
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God save the daddies
Narrativa
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(Dio salvi i papà).
Quella domenica lavorativa lasciò un segno profondo nella mia attività e nel mio umore. Mi sentivo “preso di mira” non mi davo pace su chi fosse riferita quella frase la “gente parla”, quindi guardavo tutti con sospetto anche se su qualcuno avevo puntato, a ragione, maggiori indizi di colpevolezza.
Questa situazione fece scattare in me una scintilla, quella di rimettermi i...  |
Autore: Roberta De Tomi
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Rosso Liberty
Narrativa Contemporanea
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Mia mamma mi diceva sempre che le cose accadono quando meno te l'aspetti. Che siano belle o brutte, anzi spesso sono belle perché servono ad accendere la luce quando l'ora si fa più buia.
Mia mamma si chiamava Gilda, come la diva di quel film che aveva fatto sognare milioni di spettatori.
Io non ho ereditato i capelli di mamma: sono bruna, con gli occhi neri fissi in una realtà che non so affro...  |
Autore: Giuseppina Valla
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La vita è piena di sorprese
Narrativa
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Mi chiamo Ada, ho 60 anni, fisico abbastanza asciutto, capelli ricci di colore castano brizzolati di bianco, grandi occhi scuri.
Attraverso via Genova e respiro con affanno l'aria di Torino, il capoluogo in cui sono nata e vissuta.
Mi guardo intorno intimorita, schiacciata da una paura fissa che non mi abbandona più.
Non ce la faccio a continuare! Vorrei gridare a chi mi passa vicino.
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