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Autore: Nik-Anger
Lo specchio della luce
Fantasy
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Lo specchio della luce

Emily.

C'era una volta, in un piccolo regno, una fanciulla di nome Emily. Rimasta orfana alla nascita, fu cresciuta dall'unica persona che le era rimasta: la sua amata nonna. Tuttavia, la perse poco dopo aver compiuto i quattordici anni.
Emily era bellissima, con lunghi capelli color arancio, labbra carnose e rosse come una rosa, grandi occhi verdi e una pelle bianca e liscia. Il suo sorriso era così luminoso da portare allegria a chiunque la incontrasse, ma dentro di sé nascondeva un oscuro segreto, per paura e vergogna. Da neonata, era stata colpita da una maledizione che la trasformava in una creatura orribile ogni volta che provava emozioni intense come rabbia, paura o tristezza. I suoi capelli diventavano bianchi come quelli di una strega, la sua pelle verde come quella di una rana, gli occhi gialli come quelli di una serpe e le sue labbra secche e screpolate. In una parola: un mostro.
Nonostante la maledizione e il dolore per la perdita della nonna, Emily affrontava la vita con dolcezza verso il prossimo, sostenuta dalla sua migliore amica Cristyn. Anche Cristyn era una bellissima fanciulla, con capelli castani corti e occhi color miele. Le due erano cresciute insieme e si amavano come sorelle. Lei era l'unica persona a conoscenza del suo segreto.
Un bel giorno il principe annunciò che avrebbe scelto la fanciulla che sarebbe diventata la sua sposa e, emozionate per il grande evento, Emily e Cristyn, insieme alle altre fanciulle del regno, si incamminarono verso il castello pronte a incontrarlo.
Una volta arrivate si misero in fila una accanto all'altra; erano bellissime, con vestiti colorati, capelli legati con qualche rosellina al lato e un filo di trucco solo per dare più colore alla loro pelle.
Le ragazze erano agitate ed emozionate, quando finalmente si udirono le trombe suonare. L'annunciatore di corte gridò: «Ecco a voi, il re Vincent e il principe Filippo».
Tutti si inchinarono al suo arrivo. Le signorine lo osservavano affascinate, con gli occhi illuminati dalla sua galanteria. I suoi lunghi capelli neri scendevano morbidi, con qualche ciocca che gli copriva parte degli occhi azzurri come il ghiaccio. Camminò con eleganza tra il popolo, sorridendo e salutando con la mano. Ogni suo passo era seguito da sguardi sognanti, e le giovani presenti si scambiavano occhiate cariche di ammirazione e speranza.
Quando raggiunse le sue pretendenti, si fermò, e con un gesto gentile, le fece alzare una alla volta. Si avvicinò, e con un sorriso che sembrava parlare di promesse mai dette, baciò delicatamente la mano di ognuna, chiedendo loro il nome. Le fanciulle, emozionate, si presentarono con grazia e dolcezza, cercando di celare la timidezza che arrossava loro le guance. Quando si trovò davanti a Emily, fu come se il tempo si fosse fermato. I suoi occhi blu si posarono su di lei, e in quell'istante, tutto il resto del mondo parve svanire. Il cuore del principe Filippo cominciò a battere più forte, come se improvvisamente fosse stato scosso da un sentimento che non aveva mai provato prima. Notò ogni dettaglio: il colore intenso dei suoi capelli, che sembravano infuocati al sole, e il suo sorriso timido, che illuminava il suo volto con una bellezza che andava oltre l'apparenza. Rimase lì, fermo per un istante, quasi ipnotizzato. Una sensazione di calore lo invase, e per la prima volta si accorse che il suo respiro si faceva più pesante, come se ogni battito del cuore volesse ricordargli che quella fanciulla era speciale. Si avvicinò lentamente, baciò la sua mano, ma non riuscì a distogliere lo sguardo dai suoi occhi, cercando di nascondere l'emozione che gli stringeva il petto.
«Come ti chiami?» le chiese, con la voce appena un sussurro.
«Emily», rispose lei, abbassando gli occhi, ma il sorriso che aveva sulle labbra rivelava la stessa emozione che stava provando lui.
Filippo si schiarì la voce, cercando di ritrovare la sua compostezza.
Terminate le presentazioni, il principe Filippo osservò le fanciulle e disse: «Non ho mai visto così tanta bellezza tutta insieme. Siete meravigliose, e ognuna di voi merita il proprio principe e la propria felicità...». Si fermò un attimo, come se fosse incerto. Poi, con un sorriso, continuò: «Ma solo una di voi ha fatto battere il mio cuore per la prima volta: la bellissima fanciulla dai capelli color arancio».
Emily si paralizzò. Le parole del principe risuonarono come un'eco nel suo cuore. Il mondo intorno a lei sembrò fermarsi, e per un istante si chiese se stesse sognando. Il principe Filippo le si avvicinò, si mise in ginocchio davanti a lei e, prendendole la mano, gliela baciò delicatamente, facendo battere il suo cuore così velocemente da farle perdere il controllo. Sentiva la rabbia crescere, pulsante e inarrestabile, mentre il suo corpo cambiava. Odiava quello che stava per accadere, ma era impotente e senza volerlo si trasformò davanti a tutti. I paesani si allontanarono da lei, spaventati da quel mostro e scioccati nel vedere la bellezza di quella fanciulla svanire nel nulla.
Scrutandola con disgusto, il re Vincent urlò: «Questa è magia nera. Tu, mostro, ti ordino di andartene e di stare lontano dal mio regno!».
Il popolo le urlò contro, mentre Emily, con il cuore spezzato dal dolore e le lacrime agli occhi, fuggì, odiando se stessa e il mostro che viveva dentro di lei.

Emily correva senza sosta, il cuore che batteva all'impazzata e le lacrime che le offuscavano la vista. Non sapeva dove stesse andando, voleva solo scappare da quel luogo di dolore.
Quando finalmente inciampò in una radice, il suo corpo crollò al suolo, esausto, come la sua anima.
«Stai bene?».
Emily si voltò verso l'amica, le lacrime agli occhi.
«No, non riesco a capire il motivo per cui sono in questo mondo. Aveva scelto me... era troppo bello per essere vero».
«Non dire così, Emily...». Cristyn si fermò, cercando le parole giuste. «Troveremo una soluzione, lo prometto».
Emily scosse la testa, frustrata: «Quale soluzione? Sono quindici anni che ho questa maledizione. È magia nera, non esiste rimedio, non so nemmeno il perché mi abbiano fatto una cosa del genere».
«Se qualcuno ha creato questo sortilegio, si può anche spezzare o almeno spero. Non ci siamo mai riuscite per il semplice motivo che non ci abbiamo mai provato».
«E vorresti provarci ora?».
«Stare seduta qui a piangere non sistemerà le cose. Proviamo a cercare qualcuno che sappia qualcosa sulla magia, magari potrà aiutarci».
«E credi che non ci abbia mai pensato? Non c'è nessuno nel regno che potrebbe farlo e comunque, anche volendo, non posso tornare; sono stata esiliata».
«Forse non puoi tornare nel regno, ma puoi andare nei villaggi che ci circondano e se è necessario ti accompagnerò anche nei paesi più lontani. Sei come una sorella per me e come io credo in te devi farlo anche tu. Abbi fiducia in me e credi in te stessa, spezzeremo questa maledizione e tornerai nel regno per riprenderti il tuo principe».

Nik-Anger

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