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Autore: Joseph Manta Vally Aries
Cronaca di una Storia - Ma io la vedo così
Saga Fiction
Lettori 74
Cronaca di una Storia - Ma io la vedo così

L'incontro.

Ero appena rientrato da un viaggio in un paese straniero, dove mi ero recato per lavoro. Entro in casa esausto e giusto il tempo di togliermi le scarpe, il cellulare inizia a squillare, apro la comunicazione “Pronto” ..
una gioiosa voce femminile mi investe come un treno:
“Ciao Leon ben tornato, dai che ti stiamo aspettando per questa sera, ti vogliamo a cena con noi e bada che non hai diritto di rinuncia hai solo l'obbligo di esserci, ora ti saluto con un bacio ma devo scappare a preparare la cena ciaooo”.
Rimango muto e guardo il cellulare quasi incredulo, ma Josephine era semplicemente così.
Quella sera da Josephine e Hassan non ero il solo ad essere invitato ma c'era anche una donna molto carina che io non avevo mai visto prima, Josephine fece subito le presentazioni:
“Lei è Jasmine, ricercatrice presso l'ospedale -Veris Delli Ponti-, Jasmine lui è Leon che per noi è come un figlio”.
La serata scorre tranquilla, avvolta in un'atmosfera di leggerezza e allegria. I suoni delle risate si mescolano a quelli di bicchieri che tintinnano, c'è qualche scambio di battute fra Leon e Jasmine ma non di più.
*La telefonata
Sono passati due giorni da quella sera, stavo la seduto alla mia scrivania intento a scrivere qualche pagina per il mio nuovo romanzo, quando lo squillo del cellulare mi distoglie dalla concentrazione, lo cerco, ci metto un pò a trovarlo, era finito nello spazio fra i cuscini del divano, un poco affannato rispondo:
“Pronto?” .. risponde una voce dolce e piacevole
“Ciao Leon sono Jasmine come stai?”
Decisamente sorpreso rispondo ..
“Io .. io bene grazie in cosa posso esserti utile?”
Jasmine decisa e senza un filo di imbarazzo: “Beh .. ecco desideravo invitarti a passare una giornata insieme perché avrei qualche consiglio da chiederti”
Meravigliato da questo inatteso invito rispondo:
“Ah sì con piacere, e quando dovremmo uscire?”
“Anche domani se tu non hai impegni”
“Ok allora dammi il tuo indirizzo che passo a prenderti”
“No no ci troviamo al parcheggio dell'ospedale e poi andiamo via con la tua auto”
“Ok va bene allora sarò lì per le 08.00”
“Ok ciao a domani”.
Ancora una volta ero là a fissare il mio cellulare come se aspettassi una risposta da quell'oggetto tecnologico perché la domanda che mi ponevo era: -“Ma com'è che lei ha il mio numero visto che l'altra sera non me lo ha chiesto? “-
*L'attesa
Ma la domanda più importante che mi ponevo era:
-“Perché Jasmine voleva uscire con me? E perché io ho accettato?”-
io non avevo tempo, stavo scrivendo e volevo finire il mio romanzo, ma un pizzico di curiosità ed un pizzico di piacere lo sentivo in me, la situazione era intrigante.
Quella notte non ho dormito molto .. pensando al domani non avevo capito che tipo di incontro mi aspettasse se di lavoro o altro.
Ore 07.30, fermo davanti al parcheggio dell'ospedale, guardavo una ad una le auto che entravano, perché non sapevo che auto avesse Jasmine, un colpo di clacson dietro di me mi fà sobbalzare, era Jasmine con una piccola utilitaria Ford, mi si affianca e: “Buongiorno Leon il tempo di parcheggiare e sono da te” io la guardo, e disorientato nonché fortemente affascinato dalla sua bellezza quasi balbettando rispondo: “Bu.. buongiorno Jasmine prego fai con calma io ti aspetto”.
*Cominciamo bene!
La seguo con lo sguardo, è veramente bella, ma se l'incontro è per lavoro non posso dirglielo. Devo aspettare che salga nella mia auto, per capire attraverso il profumo che indossa che tipo d'incontro sarà.
Sono emozionato più che mai, il suo profumo è Gocce di Napoleone, quindi, potrebbe essere un incontro piacevole.
È lei a rompere il ghiaccio: “E' molto che aspetti?“
“No no sono arrivato appena cinque minuti prima di te cioè alle 07.55“
mentre dentro di me sento quella vocina fastidiosa che dice
-ma che cavolo dici che sei qui da oltre mezz'ora... cominciamo bene!!-
“Allora Jasmine dove andiamo?”
“Dove vuoi tu, sorprendimi“
“Un momento non capisco perché hai voluto questo incontro?”
“Perché voglio conoscerti un poco di più dell'altra sera”
“Però, nè tu mi hai chiesto né io ti ho dato il mio numero di cellulare“
“Si difatti, dopo che te ne sei andato parlando con Josephine con la scusa di aver dimenticato di chiederti una consulenza di lavoro gli ho chiesto il tuo numero e lei me lo ha dato, ti dispiace?“
“No no niente affatto sono solo sorpreso”
*Parlami di te
-Ed ora cosa faccio?-
Sono da poco reduce da una relazione finita male. Ma si dai cosa vuoi che sia una semplice uscita! Magari mi servirà per rilassarmi un pochino e chissà potrebbe diventare una bella avventura.
Mentre nella mia mente giravano liberi questi miei pensieri con voce pacata le chiesi: “Allora ti andrebbe di conoscere la costa Salentina?“ e lei
“Sei tu che guidi .. fai un pò tu, ma mentre guidi, mi parli di te?“
ero imbarazzato, ma nello stesso tempo colpito dall'aura misteriosa, che avvolgeva quella donna e tutto diveniva sempre più intrigante.
Comincio a parlare del mio lavoro ma lei subito mi ferma:
“No no Josephine e Hassan mi hanno già parlato del tuo lavoro, magari me ne parli un'altra volta ora parlami di te della tua vita privata .. ti va?“
in un secondo, la mia mente a quella frase:-Me ne parli un'altra volta-
si apre ad un nuovo orizzonte -Ma si, certo magari nasce un'amicizia.. o forse sta già nascendo?- intanto la solita vocina si fa sentire,
-Ehi ragazzo! sveglia, l'hai appena conosciuta, ma che ti frulla per la testa, su su torna con i piedi per terra-
Nel mentre affogavo in quei pensieri, il mio olfatto s' inebbriava di quel meraviglioso profumo di donna.
Il suono melodioso della sua voce mi riporta alla realtà:
“Ehi! allora non ti va di farlo? “
“No, si ecco, non so da dove cominciare.. sono un pò confuso“
“Comincia da oggi, andando indietro nel tempo, io ti ascolto”
quel io ti ascolto.. mi mancava da tantissimo tempo e come per magia comincio a parlare di me, ma lo faccio con molta cautela, non ho nessuna voglia di mettere a nudo la mia anima.
*Galanteria e rispetto
Eravamo sulla costa salentina già da qualche ora, immersi in un panorama suggestivo e sentii forte il desidero di chiederle, se volesse provare sulla pelle le variopinte suggestioni che lu sule lu mare e lu ientu del salento ci può donare.
Lei guardandomi negli occhi, con un dolce sorriso con il capo accenna di si.
Fermo l'auto nel parcheggio più vicino e scendo per aprirle lo sportello e farla scendere, lei mi ringrazia con un dolcissimo sorriso.
Innanzi a noi la meravigliosa macchia mediterranea cela ad occhi indiscreti un piccolo sentiero che richiama la nostra attenzione.. ci inoltriamo nel percorso e nel raggiungere la scogliera mi assale il forte desiderio di prenderle la mano, ma non azzardo per rispetto e per timore di rovinare qualcosa di bello.
Giunti alla scogliera troviamo una roccia levigata dall'acqua e dal vento e ci sediamo .. il mare parla di sé, quella leggera brezza marina avvolge i nostri corpi e il mio sguardo si perde nei suoi occhi .. distrattamente accendo una sigaretta ma la spengo quasi immediatamente, quel fumo e odore di tabacco disturbano quella meravigliosa immagine.
Quel mio gesto fà sorridere Jasmine che dice “Perchè l'hai spenta?”.. ”Perchè stavo offuscando la tua bellezza” lei sbotta in una risata “Ahahah ..come sei galante.”
La sua risata accentua il mio desiderio di abbracciarla e baciarla e per non farlo mi alzo e mi allontano di poco.
Voglia e confusione regnano e si scontrano dentro di me mentre io combatto per mantenere un comportamento rispettoso.
Ripartiamo e dopo qualche ora ci troviamo in sosta sotto ad una torre, io continuo a parlare di me e mentre lo faccio azzardo una carezza ai suoi capelli che viene accettata con leggero abbandono, ma mentre ritiro la mia mano involontariamente sfioro il suo seno e lei ..
“Ehi mi hai toccato il seno“ e lo dice con un tono di disappunto.
Subito il sogno di un bacio svanisce nel nulla, mi ricompongo e porgendo le mie scuse le chiedo se vuole essere riaccompagnata.
La risposta è un timido si. Giunti al parcheggio, la guardo e con garbo la saluto con una stretta di mano, lei languidamente mi guarda negli occhi ed è allora che la tiro dolcemente a me e le do un bacio che viene ricambiato, non dura molto forse solo una frazione di secondo, ma è cosi dolce ed intenso di quel genere che ti fà sognare.
Un dolce incanto mi avvolge, quando Jasmine emozionata saluta “Ciao Leon grazie di avermi fatto conoscere la magia salentina fatta d'amore e poesia“
“Ciao Jasmine grazie a te, ok ci sentiamo allora?“
mentre dico questo, mentalmente mi do dell'imbecille per non aver azzardato prima il bacio e magari da cosa sarebbe nata cosa.
La vedo allontanarsi con quel passo lento e sinuoso e penso, chissà se avrò più la possibilità di rivederla.
La cosa che ricordo con gioia di quel giorno è quella sua risata divertita e piena di campanellini .. li di fronte al mare che testimone fu del nostro bel sogno.
*Il blocco della penna
Non riesco a tenere a bada i miei sentimenti, dentro di me si scatena una tempesta di gioia così forte da farmi cantare a squarcia gola il nome di Jasmine su note stonate ma felici.
Lentamente tramonta il sole ma non si quietano le mie emozioni che con forza trattengono nella mente quella meravigliosa immagine. Oramai è notte fonda in quel letto non è facile prendere sonno quando la testa è affollata di pensieri rivolti a Jasmine, certo che sono proprio un idiota a pensare che lei ora in questo momento stia pensando a me, si palesa la solita vocina interiore e .. -ma diavolo di un uomo mi sembri un liceale cotto e stracotto-, che poi è stata solo una semplice uscita in auto corredata da un bacio fugace nel momento del saluto, -dai dai ora chiudi gli occhi e vedi di dormire che domani devi continuare a scrivere-.
Il sole è già alto quando mi sveglio, accendo la macchina per il caffè e mi concedo un'abbondante doccia rigenerante.
Mentre sono sotto il getto dell'acqua penso al quinto capitolo che devo completare entro oggi.
Sono seduto davanti a quei fogli da circa due ore ma la penna non ne vuole sapere di scrivere. Oggi non è giornata per scrivere devo uscire.
E già da un' ora che giro in auto .. ma niente il mio criceto non gira e tra un chilometro e l'altro mi ritrovo parcheggiato nell'area dell'ospedale.

Joseph Manta Vally Aries

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