Writer Officina - Biblioteca

Autore: Gioacchino Rosa Rosa
Tipi strani
Humour Grottesco
Lettori 67
Tipi strani

Storie da paura che non fanno paura.

Il cugino del Conte Dracula.

Una storia epistolare.

Parigi, Francia 1° agosto 1456.

Vlad, cugino mio,
fanno tre mesi oggi da quando, per tuo volere, sono in esilio in quel di Francia, e spero tanto che vorrai accettare le mie sincere scuse per il ritardo con il quale ti sto dando mie notizie.
Forse ti sarà già giunta voce che sono molto dimagrito, ma credo che se ne comprenda appieno la ragione dato che il trasloco ha sconvolto totalmente la mia vita.
La buona novella, caro Vlad, è che il tempo ha lenito le ferite lasciate aperte dall'esilio e così, finalmente, ho rimosso dal mio io il rancore che nutrivo nei tuoi confronti. Addirittura, adesso, quando vien la sera e un violino solitario suona qualche triste litania zigana, sento il cuore battermi forte in petto e penso a te, “caro” cugino, che sei così lontano, in seno alla famiglia.
Ed è con commozione estrema che apprendo la notizia della tua ascesa al trono di Valacchia, così veloce e inaspettata, da coglier di sorpresa persino il parentado.
Ma quello che stupisce maggiormente, almeno qui, in terra di Francia, è come tu sia riuscito a stringere in men che non si dica un così forte sodalizio col Papato alla faccia dei Turchi infedeli, che tu sai bene quanto rompano i coglioni nel mar Mediterraneo.
Comunque, caro Vlad, tranquillizzati all'istante: non sto scrivendo questa mia accorata per chiederti del vil denaro come forse starai pensando, perché — ringraziando il diavolo — con la rendita dei castelli che ho locato in Transilvania, faccio quadrare i conti e me ne avanza di risparmio.
Ti scrivo, piuttosto, per un banale problema d'ordine pratico e cioè per chiederti, nella tua qualità di vampiro esperto, un parere tecnico e un buon consiglio sulla fonte maggiore delle mie preoccupazioni, ovvero, la mia statura limitata. Statura che, tra le altre cose, a quanto pare, diminuisce sempre più con l'andar del tempo per via della sempre maggiore curvatura della gobba sul mio groppone.
Ti confesso, mio caro cugino, che all'ultima misurazione di ieri a mezzanotte, pur stando in punta di piedi, in braccio a Serghej, il mio aiutante, non arrivavo neppure al metro e venti. E tu sai bene, per esperienza, che per azzannare dal verso giusto una giugulare occorre necessariamente essere posizionati a un'altezza di almeno dieci centimetri più in su del collo della preda, farle girare la testa verso l'esterno e azzannarla con decisione stando ben attenti a restare paralleli alla vena stessa per evitare morsi a vuoto e perdite di tempo. Un vero dramma per chi, come me, non è “all'altezza” dell'impresa.
Per darti una vaga idea della portata del problema, ti dirò che l'ultima persona che ho potuto azzannare con soddisfazione è stata la nana di un circo di passaggio, il mese scorso. Figurati che per riuscire nell'impresa, sia sessuale sia vampiresca, dovetti farla inginocchiare con una scusa di stampo religioso.
Ma il dramma vero, “caro” cugino, è nelle pieghe del futuro. Devi sapere che i francesi, brutta razza, sono molto più emancipati dei plebei della Valacchia. I parigini, poi, uhh, non me ne parlare, sono altezzosi e raffinati: invece dell'anello, quelli hanno “la puzza”, sotto al naso.
Trattasi di gente ricca e annoiata che ha già veduto tutto nella vita e oramai ne ha le palle piene di donne cannone e di fenomeni da baraccone. Il parigino D.O.C. pretende sensazioni forti, grandi emozioni, freddi brividi lungo la schiena... e così i circhi equestri di queste parti ormai offrono loro solo spettacoli per palati forti, con belve feroci e domatori. Senza rete e, ovviamente, senza nani.
Come se non bastasse, l'altezza media delle donne d'oggi è in continua ascesa e pertanto si può ben comprendere quanto disperata sia l'impresa di succhiare sangue dalle giugulari per chi, come me, possegga solo “l'altra metà” della bellezza.
D'altronde, caro cugino, un conte che girasse a notte fonda con una scaletta sotto al braccio desterebbe quantomeno dei sospetti, non ti pare? L'alternativa, quella di lanciarsi dal balcone del palazzo per piombare a cavalluccio di prosperose dame scollacciate, mi pare un'ipotesi troppo scimmiesca e un po' teatrale. E l'eventualità che una donna, per sua scelta e per suo stesso diletto, si stenda su un letto nuda e vogliosa al mio cospetto, mi pare, più che improbabile, impossibile del tutto.
Insomma, caro cugino, non so se si è capito, ma se sono dimagrito tanto e tanto in fretta, non è stato per mia libera scelta, ma per una sventura estrema che, se non termina all'istante, potrebbe voler dire mettere la parola fine alla dinastia dei Draculea in quel di Francia.
In altre parole, mi sto disidratando, cazzo! Volevo pertanto chiederti, “caro” cugino, se non fosse possibile ricevere — eventualmente anche pagando — qualche bottiglia della tua riserva speciale, quel sangue tanto buono che immagino debba essere necessariamente anche “sincero”, perché, come si dice da queste parti, “buon sangue non mente”. O forse sbaglio?

Con affetto, tuo cugino
Stefanino, il vampiro nano.

TRANSILVANIA 10 AGOSTO 1456

Caro Stefanino,
cugino prediletto, tu sai quanto io ti voglia bene e quanto sofferta sia stata per me la decisione di allontanarti da palazzo. Ma se l'ho fatto, l'ho fatto col cuore a pezzi per le continue figure da strapazzo che mi facevi fare con amici, estranei e dipendenti.
Per cui, ti prego, in quel di Parigi — e in ogni altro contesto — non far menzione della Transilvania e, sopra ogni altra cosa, non dire mai a nessuno che sono tuo parente, cazzo e stracazzo!
In quanto alla tua richiesta, mi spiace, ma quello delle mie riserve è solo “sangue dolce” e non va preso che dopo i pasti perché a digiuno resta assai indigesto. E dato che tu i pasti non li fai da un bel pezzo, caro cugino, non è consigliabile che tu ne beva neppure un goccio. Devi farti del “sangue amaro”, caro cugino. Esercitati, prova, inventa qualche trucco.
Piuttosto, come vanno gli esercizi di volo notturno?

L'affezionatissimo cuginetto
Vlad III Draculea Tepes.


PARIGI, FRANCIA 18 AGOSTO 1456

Carissimo cugino Vlad,
grazie per le belle parole e per i sani sentimenti vampireschi che mi infondi, e, soprattutto, anche se in ritardo, voglio augurarti “buon ferragosto”.
Ti confesso che ho un po' di debolezza in corpo in questi giorni: sarà per il digiuno forzato o, forse, per la mancanza di esercizio.
Come se non bastasse, l'altra notte, mentre volavo da pipistrello in rue Morgue, sul più bello, mentre mi stavo divertendo un mondo, ho avuto un mancamento e son caduto fragorosamente in basso, su un bidone di rifiuti aperto.
Il terribile rumore di latta e di bottiglie rotte che ne è scaturito deve aver scosso i nervi a un gattaccio nero come la peste che mi è saltato addosso inviperito riempiendomi di graffi il viso.
Come se ciò non bastasse, un cane randagio di passaggio mi ha appioppato un gran morso sul sedere, così, solo per dispetto.
E un metronotte con il suo randello nero, scambiandomi per un disturbatore della pubblica quiete, mi ha fracassato la testa ripetutamente, a suon di botte.
Se son sopravvissuto, caro cugino, è solo perché mi son nutrito di me stesso, leccandomi le ferite ancora sanguinanti.
Orbene, caro Vlad, scusa se ti rinnovo la domanda, ma non si potrebbe avere perlomeno l'indirizzo di una “emoteca” dove comprar del buon sangue che non menta e che mi dia sostentamento? Non fosse altro che per le zanzare, che me ne levano litri e litri, di sangue a settimana.

Con affetto, tuo cugino
Stefanino, il vampiro nano.

TRANSILVANIA 30 AGOSTO 1456

Stefanino, Stefanino, ma cosa mi fai sentire?
Un vampiro non sarà mai un buon vampiro se non impara a succhiare sangue caldo sin da ragazzino. Dimentichi, inoltre, che per reperire nuovi adepti per il nostro sindacato è necessario praticare due buchi sopra il collo a tutti i candidati? Ma cosa vuoi fare, pezzo d'ingrato, estinguere la dinastia dei Draculea e cancellare la razza dei vampiri dal creato?
E poi, vuoi mettere il sangue vivo, fresco, ancora caldo, con quello in busta, pieno di conservanti? Ma vuoi mettere la differenza di sapore e di contenuto nutrizionale?
Stammi bene, mio caro, e divertiti a Parigi.

Il sempre tuo
Vlad III Draculea Tepes.

PARIGI, FRANCIA 4 SETTEMBRE 1456

Caro cugino,
a malincuore ti confesso che sono vittima di un altro piccolo problema: mi si son cariati i denti da vampiro e mi facevano tanto male che fino a ieri ho sofferto le pene dell'inferno.
La causa del malanno è evidente: non potendo trovar sangue caldo da succhiare, mi son riempito lo stomaco e la pancia di caramelle “all'assorbente” che mi passa di straforo un amico compiacente. Così, oggi di buon'ora, prima che il sole si levasse alto, sono andato dal dentista per farmi fare una buona otturazione, ma quello, ancora assonnato, bell'e buono, senza dirmi niente, mentre ero in anestesia totale, mi ha strappato i denti aguzzi e m'ha messo un provvisorio a ponte con dei dentini tanto piccoli che sembrano da latte.
Orbene, visto l'ennesimo problema, ti pregherei, cugino Vlad, di darmi un buon consiglio, di dirmi una parola di conforto e di indicarmi la retta via per ritrovar l'orgoglio d'essere un Draculea anch'io.

Stefanino. 

TRANSILVANIA 19 SETTEMBRE 1456

Caro Stefanino,
con rammarico e a malincuore, devo dirti che questa nostra amabile corrispondenza inizia a rompermi i coglioni e mi distrae dalla mia attività di Impalatore che richiede tempo e dedizione.
Trattasi di una variante assai sfiziosa della crocifissione. Ora ti spiego nel caso anche tu, in quel di Parigi, volessi prenderne ad esempio: si prende un tale a caso, possibilmente un turco, lo si olia per benino e lo si impala in modo certosino a partir dall'orifizio anale per far uscire a fine corsa l'appuntito palo dalla bocca. Un vero spasso.
Ne ho impalati già 8.000 di recente, ma se non vado al mare voglio superare il mio stesso record nel fine settimana.
Piuttosto, caro cugino, vista la tua disastrata condizione ti raccomanderei il suicidio prima d'ogni altra cosa, ma, per mia disgrazia e tua fortuna, sei pur sempre un Draculea Tepes, un parente e un vampiro benché storpio e nano. Ho pertanto il funesto presagio che, mio malgrado, dovrò sopportarti ancora per parecchio tempo. Però, in nome della nostra parentela, e del forte affetto che nutro nei confronti tuoi e dei tuoi discendenti, fammi un piacere, mandami tue notizie solo in punto di morte perché ho altro a cui pensare e, come mi pare d'aver già notificato, questa inutile corrispondenza mi ha frantumato i miei assai nobili coglioni.
Stammi bene, caro cugino, e salutami Parigi.

VLAD III
Imperatore di Valacchia. 


PARIGI, FRANCIA 29 SETTEMBRE 1456

Caro cugino Vlad, sono molto malato e ultimamente, non esco quasi più dalla bara. Un mio conoscente, un ricco agricoltore di Borgogna, ha messo qui di fronte, in un terreno abbandonato, una grande produzione di aglio da esportazione, ma fin tanto che non l'esporta, io crepo per la tremenda esalazione.
Come se non bastasse, qui di fianco, è stato istituito un piccolo convento di suore Passionarie e proprio in questo momento le Sorelle sono venute pellegrinando con un prete per benedire la casa in segno di buon auspicio per la guarigione dalla mia grave malattia.
Dimenticavo che, per disperazione più che per mancanza di contanti, ho fittato di recente il salone delle feste a un falegname svizzero che costruisce spuntoni di legno per impalatori e proprio su uno di quelli sono inciampato ieri sera. E mi sa proprio che mi ha beccato giusto al cuore. Ah, inoltre, sempre per questioni di denaro, ieri ho venduto le tende nere che ci proteggevano dal sole a un mercante italiano, e ora, che è circa mezzogiorno, c'è più luce nella mia bara che sulle rive del Tamigi.
Vlad, presumo sia arrivato il mio momento e vorrei tanto fare testamento ma, in verità, non ho nessun possedimento, e l'unica cosa che mi resta da fare è di morir contento, perché questo foglio che stai leggendo è un foglio fatto con sfoglia d'aglio di Borgogna, benedetto dalle suore del convento, e il latore della presente, il falegname, sta per infilzarti con un paletto di legno al cuore.
Ah, Vlad, ti voglio tanto, tanto bene.

Stefanino,
vampiro vendicativo.

Gioacchino Rosa Rosa

Biblioteca
Acquista
Preferenze
Recensione
Contatto
Magazine
Articoli
Scrittori si nasce Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP, ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo già formattato che per la copertina.
Self Publishing Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
Scrittori si nasce Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori, arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia.
Lettori OnLine