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Una storia di natura e magia.
La notizia si era diffusa rapidamente e ben presto tutti gli animali di Bosco Incantato erano al corrente del pericolo, pronti a dare supporto; i capi di ogni specie si aggiungevano al gruppo strada facendo, mentre tutti gli altri si dirigevano su strade alternative, ognuno la propria, verso Telyn.
Sionnach si sentiva sollevato nel vedere così tanti alleati unirsi nella causa comune. Ogni passo che facevano avvicinava il gruppo a Telyn e il legame che si stava formando tra gli animali del bosco era più forte che mai. In quel momento, Sionnach comprese che non solo stava lottando per salvare un'amica ma stava anche unendo il bosco in un modo mai visto prima.
Con fiducia, la volpe accelerò ulteriormente, il suo spirito rinvigorito dalla presenza di tanti amici. "Insieme possiamo farcela," pensò, mentre il sentiero si snodava davanti a loro, portandoli verso l' amica in difficoltà.
Nel frattempo Faol, il lupo maestoso, allertato dal messaggio del merlo Druid Dhubh, li attendeva sotto il leccio secolare: si ergeva fiero con il naso all'insù percependo l'odore della curiosa Compagnia avvicinarsi, anticipandone la presenza; il suo manto era grigio scintillante alla luce filtrata dalle foglie; era chiaro a tutti, senza ombra di dubbio, che era il re indiscusso di Bosco Incantato, noto poichè era stato proprio lui a presiedere la Grande Assemblea degli Animali, convocato direttamente da Awen.
Quando Sionnach lo vide tirò quasi un sospiro di sollievo; tutti gli animali infatti provavano ammirazione e rispetto per Faol, per i molteplici eventi dolorosi che gli causarono gli umani ma che lui riuscì sempre a superare. Sionnach si fece avanti tra i compagni d'avventura dicendo “Faol...Telyn è intrappolata”.
Faol diede uno sguardo veloce a Damh, il suo vice. L'animale, con i suoi grandi occhi gentili, annuì, confermando la gravità della situazione e il suo sguardo si posò subito dopo su Aradia, la giovane donna che aveva osato avvicinarsi al cuore del mondo selvatico. Faol percepì la sua presenza come un misto di fragranze umane che di solito avrebbero scatenato la sua diffidenza ma c'era qualcosa di diverso in lei, un'energia che non si allineava con la malvagità dell'uomo che aveva conosciuto. “Che ci fa lei qui, è umana”, ringhiò Faol a Damh, la sua voce profonda e autoritaria. Scavalcando i ruoli, Sionnach frettolosamente anticipò la risposta del cervo “Non c'è tempo Faol, Telyn è in pericolo di vita a causa di un laccio. C'è bisogno di tutti, l'umana mi ha già salvato in passato dai cacciatori”. Le parole della volpe risuonarono nel cuore di Faol. Essendo un lupo, conosceva bene la malvagità degli esseri umani: la sua specie, al vertice della catena alimentare ed ecologica, da sempre veniva cacciata e uccisa con i modi più cruenti come fosse una vendetta dell'uomo contro la natura, per questo motivo Faol si fidò delle parole di Sionnach circa la presenza di Aradia, anche le volpi infatti erano braccate e uccise da sempre, alla pari dei lupi.
Mentre i due comunicavano tra loro, Aradia si guardò intorno e rimase colpita da tutti quegli animali che lungo il percorso si erano uniti a loro; ancora non comprendeva bene cosa stava succedendo ma sicuramente doveva essere qualcosa di molto grave. Osservava gli animali in silenzio, senza interferire tra i loro equilibri e pensava a quanto ognuno di loro fosse maestoso, perfetto: ogni animale con le proprie caratteristiche era un miracolo della natura, ognuno con la propria essenza era indispensabile all' equilibrio per l'ambiente, un capolavoro che solo l'umanità non aveva ancora compreso.
Incrociò per due secondi lo sguardo di Faol e rimase sopraffatta dalla sensazione che quegli occhi potenti le trasmisero: un insieme di mistero, il cuore selvatico di quel potere ancestrale e unico che governava la natura; si sentì onorata di vivere quel momento in quel luogo, privilegiata di essere in compagnia di tutti gli abitanti del bosco con la loro autorizzazione; visse quell'emozione come un preziosissimo regalo. Nel pensarlo si portò istintivamente una mano al collo per toccare il gioiello che le aveva donato sua sorella; il diadema si illuminò un po' di verde attirando lo sguardo di Faol che immediatamente lo notò; gli era familiare e riconobbe il simbolo della Grande Dea, Awen, “non ci sono dubbi” pensò, “bene, sbrighiamoci” rispose Faol con un potente e profondo ululato che risuonò nell'aria raggiungendo anche i luoghi più lontani. Tutti gli animali si accodarono al lupo, seguito dal cervo e poi dalla volpe, mentre dirigevano il gruppo in soccorso del tasso. Aradia restò in fondo al gruppo, le sembrava quello il posto più opportuno per lei, in fin dei conti, non voleva essere un'intrusa in quel mondo incantato, anche se era stato richiesto il suo intervento. “Non preoccuparti, nessun animale oggi sarà un pericolo per l'altro” disse con sicurezza rivolgendosi a Mimmi, sicura di quelle parole, non sapeva perchè ma dentro di sé ne aveva la certezza, tranquillizzandola con un bacino sulla testa mentre la teneva in braccio; la gattina infatti era un po' spaesata tra tutti quegli animali che non aveva mai visto e quel luogo a lei sconosciuto ma si fidava di Aradia e rispose con un delicato e sommesso “miao”.
Telyn sentiva le forze abbandonarla, il suo corpo stremato e la mente annebbiata dalla stanchezza. in quel momento critico, una sottile scossa di energia la attraversò quando avvertì le forti vibrazioni sul terreno, segno che qualcosa di grande stava accadendo. Le lepri, rapide e agili, stavano divulgando il segnale di aiuto per lei, battendo le zampe con decisione, mentre il potente ululato del lupo risuonava nel silenzio del bosco come un richiamo ancestrale. Ogni animale, per quanto piccolo o apparentemente insignificante, stava partecipando a quel coro primordiale, trasmettendo il messaggio di soccorso che viaggiava veloce con il vento tra gli alberi.
Riconoscendo l'ululato pensò "Faol..." , con il cuore pulsante. Quell'ululato significava che stavano arrivando tutti e il Patto Segreto, l'accordo silenzioso tra le creature del bosco, era stato onorato. "Devo resistere", si ripeté, cercando di trattenere ogni piccola forza rimasta nel suo corpo esausto. Sapeva bene che ogni specie era interconnessa e che l'equilibrio ecologico rappresentava la salvezza non solo di lei stessa ma di ogni creatura minacciata dall'invasione umana.
Era incredibile come anche l'animale più solitario, in quei momenti di crisi, si fosse unito al richiamo dei suoi simili. Ogni animale stava contribuendo, ognuno con il proprio talento unico, dai cervi, che con la loro grazia erano stati in grado di sfruttare i sentieri nascosti del bosco, agli uccelli, che volando alto nel cielo, portavano il messaggio attraverso ampie distanze.
Telyn respirò profondamente, lasciando che l'odore della terra bagnata dal suo sangue le riempisse i polmoni. La consapevolezza che non era sola ma parte di qualcosa di molto più grande, la consolava. In quel momento, il bosco sembrava vibrare sotto una nuova energia, come se il potere collettivo di tutte le creature stesse risvegliando la vita stessa della natura. Sì, c'era una legge non scritta che viveva nel DNA di ciascuno di loro, quella resilienza che li aveva sempre guidati a fronteggiare le avversità più insormontabili.
All'improvviso, i suoni del bosco cambiarono, diventando più intensi, più carichi di emozione. I rami degli alberi si piegavano dolcemente sotto la spinta del vento, a protezione di Telyn. Gli altri animali erano ormai vicini, le vibrazioni si facevano sempre più forti e il battito dei loro cuori sembrava danzare all'unisono con il suo.
E così, mentre il crepuscolo stava per avvolgere il bosco, Telyn chiuse gli occhi un attimo, assaporando quel legame magico. Sapeva che, in quel momento di crisi, ogni creatura, dal più grande dei cervi al più piccolo dei rospi, stava esprimendo la propria volontà di combattere per la salvezza della loro casa. Uniti, formavano un solo essere, un unico battito di vita pulsante nel cuore della natura, pronto a sfidare qualsiasi minaccia causata dall'uomo.
Mentre il gruppo si muoveva attraverso Bosco Incantato, Faol guidava con passo risoluto, il suo istinto lo portava deciso verso Telyn. Gli alberi, alti e maestosi, sembravano sussurrare storie antiche e il vento portava con sé l'eco delle avventure passate. Ad ogni passo che le varie specie facevano insieme, si avvicinavano, unendo le loro forze contro un nemico comune. Arrivarono infine alla radura, dove il sole filtrava attraverso le fronde, illuminando il laccio mortale che intrappolava Telyn, una meravigliosa creatura ridotta in quel modo, uno sfregio alla natura e alla vita. Faol si avvicinò, la gravità della situazione gli era chiara, ricordava bene quell'orribile sensazione del laccio lacerare la pelle e il dolore inflitto; era una delle molteplici cicatrici che la sua meravigliosa pelliccia non poteva nascondere. Una volta, infatti, era capitato anche a lui di rimanere intrappolato in un laccio e nell'istante in cui stava per morire, emise un ultimo potentissimo ululato di dolore che si diffuse fino alle montagne lontane, un addio al suo amato territorio, alla loro indissolubile connessione. Nell'ultimo istante in cui il lupo stava per chiudere gli occhi, vide una giovane donna accanto al suo corpo: aveva un lungo abito bianco con inserti argentati, tre raggi con tre punti in cima illuminavano il corpo del lupo e la donna con un tocco spezzò il laccio come fosse burro, liberandolo. “Figlio mio, sei salvo, tra poco arriverà la tua famiglia ad aiutarti, resisti ancora”, disse con una voce melodiosa; era Awen in persona, la Grande Dea, madre di tutta la natura.
Fiammetta Cotti
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