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Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti ben 23 libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega. Tra i suoi libri più conosciuti Figlio del lupo e l'ultimo uscito: La Rappresentazione.
Ariase Barretta. È nato in un quartiere popolare di Napoli. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Alla passione per la scrittura ha sempre affiancato quella per la musica, dedicandosi allo studio della teoria musicale, del pianoforte e della composizione corale presso i conservatori di Salerno e Benevento. Ha lavorato come redattore e traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali e per varie case editrici. Il suo ultimo romanzo è Cantico dell'Abisso.
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Autore: Riccardo Moschino
Titolo: Coltivazione Aerospaziale
Genere Saggio
Lettori 187
Coltivazione Aerospaziale
Introduzione.

Il mondo agricolo è ampio anche se non sembra, metodi e sistemi di lavorazione a contatto con la terra non sono pochi e, aggiungerei sempre in evoluzione. Sostanzialmente tutti i lavoratori della terra conoscono il metodo più facile, veloce e meno costoso (cosi sembra ma...) sto parlando dell'agricoltura tradizionale o convenzionale.

Il problema di questa metodologia è che si aggrava sia nella nostra terra, nel nostro pianeta, conosciuto come inquinamento, sia a tutti i consumatori.

La qualità.

Andiamo insieme a scoprire mondi e tecniche agricole diversi da quello in uso...

Aricoltura Tradizionale

L'agricoltura tradizionale, conosciuta anche come convenzionale, è usata soprattutto in quelle attività con produzione intensive. Questo metodo applica l'uso di trattori per lavorare la terra, il quale, prevede in primo luogo il fabbisogno della pianta nonché della cultura da noi coltivata.

Fertirrigazione in campo con macchinari
In agricoltura convenzionale tutto è ammesso purché si raggiunga il proprio obbiettivo. Facendo così si lasciano da parte tutti gli aspetti che ci permettono di fare ciò; di alimentarci in modo sano. Con l'aiuto di fitosanitari e di concimi, si andrà a “liberare” tutti quei corpi intrusi nella nostra coltivazione.
Tutti pensiamo che questa sia la soluzione più facile e veloce però ci dimentichiamo di fare riferimento ad una cosa, la natura come combatte i suoi “parassiti”?
Chi non conosce i problemi legati all'ambiente? Il problema delle api? Il problema di varie estinzioni? Questo è un problema che aspetta a tutti noi gestire, noi e loro. L'imprenditore agricolo o comunque il coltivatore diretto sta giocando questa battaglia in prima linea. Analizziamola da vicino...

Se il clima diventasse troppo arido e le nostre colture non nascerebbero? Se le api morissero chi impollinerebbe i fiori?

Fiore di pomodoro durante l'impollinazione

Il metodo tradizionale porta risultati sicuri e “tranquilli” in tempi brevi ma, non guardando i suoi effetti collaterali. Infatti, esso comporta a delle conseguenze, ciò che noi mangiamo e quello che noi facciamo determina la qualità di vita. Pensiamo ad un prato verde ed a una bella passeggiata all'aria aperta, bello no? E se tutto questo ci verrà proibito come ragioneremmo...

Nel mondo sono in miliardi coloro che usano pesticidi o vari fitosanitari.
Citandone uno ci viene subito in mente la Spagna ed i suoi OGM (organismi geneticamente modificati), dannosissimi per il nostro organismo.

Però, non esiste solo il problema legato all'uomo ed alle api ma molto di più...

• L'erosione agricola
• Compattamento del suolo
• L'habitat
• L'ecosistema
• L'inquinamento agricolo

Sono alcuni concetti molto importanti da valutare e da tenersi in considerazione prima di una decisione, una decisione non così facile.

Compattamento del suolo a causa di lavorazioni agricole con conseguenza di allagamento

Agricoltura Integrata.

Un'altra alternativa di agricoltura è definita sostenibile, essa si basa sulla lotta integrata. Al quanto vicina alla tradizionale ma basata semplicemente ad una tecnica di agricoltura disciplinata. Spesso avremmo a che fare con un disciplinare colturale regionale per singola coltura.

Il disciplinare da seguire tratta di quali prodotti di sintesi chimica si possono utilizzare, di solito quelli meno dannosi per l'uomo.

Esempio di certificazione che aderisce ad un'agricoltura con metodi integrati. Essa non si basa semplicemente sulla lettura di un disciplinare da seguire ma di integrarlo con sistemi biologici, le così dette trappole per insetti.

Anche questa metodologia, come la convenzionale, ammette l'utilizzo di macchinari agricoli pesanti per la lavorazione della terra. In poche parole, ci sarà più accorgimento alla qualità del cibo ma non del suolo di coltivazione. Sempre più imprenditori e non si stanno accorgendo che produrre senza regolamenti non è sano e quindi si trovano a passare ad essere “soli” a seguire delle regole per l'utilizzo di quei prodotti, prodotti altamente nocivi al nostro organismo.

Il mondo dell'agricoltura è vasto, questo permette a noi di scegliere a seconda della nostra coltivazione e della nostra produzione il sistema che più si addice a noi. Questo non deve togliere la consapevolezza di ognuno di noi che, utilizzando certi metodi e varie tecniche possiamo influire negativamente nella vita del nostro pianeta e delle persone.

I principi dell'agricoltura integrata o sostenibile si applica a quattro aspetti principali della coltivazione:

• Fertilizzazione
• Lavorazioni del terreno
• Controllo delle infestanti
• Difesa dei vegetali

Principi sempre sostituiti ed integrati, là dove possibile, con concetti di agricoltura biologica.
- I fertilizzanti minerali integrandoli con l'uso di sostanza organica per evitare l'inquinamento di falde acquifere; Lavorazioni del terreno devono essere condotte con l'obiettivo di prevenire la degradazione della struttura del terreno e dell'erosione. Nonostante non ci siano preclusioni alle lavorazioni tradizionali, trovano un inserimento ottimale tecniche conservative quali il minimum tillage, il sod seeding o l'inerbimento. Tali tecniche sono spesso rimposte, dai disciplinari di produzione integrata, nei terreni declivi oltre certe pendenze, al fine di prevenire del tutto l'erosione e il dissesto idrogeologico; - Controllo delle infestanti, qua si cerca di diminuire l'uso del diserbo chimico con tecniche di diserbo meccanico, le false semine piuttosto che le rotazioni annuali, Il diserbo chimico si adotta impiegando principi attivi a basso impatto ovvero poco persistenti o con un'azione residuale limitata, soprattutto per evitare possibili effetti residui nel terreno e l'inquinamento delle falde; - Difesa dei vegetali è l'ambito in cui la produzione integrata ha trovato una più larga applicazione. La strategia di difesa si basa esclusivamente sulla lotta integrata, ossia sull'impiego razionale di mezzi di difesa biologici, chimici, biotecnici, agronomici. La lotta integrata sfrutta nei limiti del possibile la lotta biologica e richiede il monitoraggio della dinamica delle popolazioni dei fitofagi e dell'andamento delle infestazioni al fine di intervenire solo al superamento della soglia di intervento, secondo i criteri della lotta guidata e, infine, ricorre alle biotecnologie (es. tecnica del maschio sterile, confusione sessuale, ecc.) ed ai mezzi biotecnici (uso delle trappole per monitoraggio e cattura massale, con impiego dei feromoni e altri attrattivi, reti antinsetto, ecc.). L'uso dei fitofarmaci è improntato sull'obiettivo di ridurre complessivamente il quantitativo di prodotti chimici liberati nell'ambiente, ridurre al minimo il rischio di salute dei consumatori e ridurre al minimo l'impatto sugli organismi ausiliari (predatori, parassitoidi, pronubi, ecc.). La scelta dei principi attivi ricade necessariamente su prodotti a basso spettro d'azione o ad alta selettività, a bassa persistenza e a basso rischio di induzione di fenomeni di resistenza, a prescindere dalla loro natura. È intuitivo che i prodotti di origine biologica siano preferibili ai principi attivi di sintesi, in realtà questa convinzione è concettualmente errata. Ad esempio, l'uso del rotenone, un'insetticida biologico a tutti gli effetti, è bandito dalla lotta integrata a causa del suo largo spettro d'azione ed è ammesso dai disciplinari solo in casi di comprovata necessità e sotto il controllo degli osservatori fitosanitari, mentre insetticidi di sintesi come i regolatori di crescita hanno spesso un impatto ridottissimo sull'entomofauna utile purché usati secondo criteri di razionalità.
Abbiamo capito che la sostenibilità è il primo passo da fare per questa tecnica, insomma con la lotta integrata si va a trovare quell'equilibrio tra l'agricoltura convenzionale e quella biologica. Cosa possiamo dire?

1. ottimizza l'utilizzazione delle risorse e dei mezzi tecnici disponibili per conseguire la quantità di produzione necessaria alla richiesta nazionale ed internazionale;

2. produce cibi sani e sicuri, conservando e proteggendo le risorse ambientali;

3. osserva le normative nazionali e comunitarie;

4. supera i concetti di lotta biologica, di agricoltura biologica e di allevamento biologico, in quanto non sufficienti a soddisfare le esigenze di un'agricoltura di mercato;

5. viene realizzata seguendo le linee guida indicate dai disciplinari e misurando i progressi conseguiti con sistemi di autodiagnosi delle aziende agricole.

Spieghiamo alcuni concetti dettati prima...

Minimum Tillage.

Detto anche in italiano, la minima lavorazione è quel sistema che prepara il letto di semina di un terreno in pochi passaggi. Si cerca di combinare più lavorazioni fisiche o addirittura a ridurre le più superficiali, quelle che si possono eliminare per raggiungere il risultato; la semina.

Preparazione letto semina in un unico passaggio ed unica lavorazione del suolo.
Questo viene fatto principalmente per avere un minor impatto ambientale e qualitativo (come vedremmo nel nostro cammino):

• L'esecuzione di più lavorazioni allunga i tempi richiesti per la preparazione del letto di semina. Questo aspetto può comportare ritardi considerevoli della semina con inconvenienti di varia natura quando gli avvicendamenti colturali sono piuttosto stretti. In particolare l'esigenza di ridurre i tempi di preparazione del letto di semina si sente con la semina di un intercalare estivo perché ritarda la raccolta protraendola in autunno oppure costringe alla scelta di una cultivar o di un ibrido più precoce ma meno produttivo. In altri casi un prolungamento dei tempi può compromettere la stessa semina, come avviene in autunno, quando le condizioni pedoclimatiche impediscono il completamento delle operazioni a causa dell'impraticabilità dei campi;

• L'esecuzione di più lavorazioni se da un lato migliora temporaneamente lo stato fisico del terreno, da un altro ne peggiora la struttura a causa del costipamento causato dalle ruote o dai cingoli delle macchine. L'inconveniente si accentua con alcune lavorazioni profonde, in particolare l'aratura, in quanto riducono la portanza del terreno rendendolo meno resistente al costipamento;

• Le lavorazioni energiche provocano una mineralizzazione spinta della sostanza organica a scapito degli effetti benefici sulla struttura derivati da un tenore più alto in sostanza organica;

• Le lavorazioni energiche, in particolare quelle profonde, incrementano i costi delle lavorazioni: aumentano i costi fissi dovuti alla necessità d'impiegare trattori di maggiore potenza e aderenza, in grado di fornire forze di trazione più elevate, aumentano anche i costi di esercizio per la manutenzione ordinaria e il consumo di carburante e lubrificanti a causa del maggior numero di ore di impiego delle macchine motrici, aumenta infine il costo del lavoro a causa del maggior numero di ore richieste per l'impiego di un trattorista.

Possiamo dire che il minimum tillage segue questi passaggi:

1. Ridurre il numero di passaggi di macchina richiesti per la semina;

2. Causare un basso impatto sulla fertilità fisica del terreno;

3. Snellire i tempi per gli avvicendamenti colturali;

4. Ridurre i costi colturali.
Riccardo Moschino
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