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Lisa Ginzburg, figlia di Carlo Ginzburg e Anna Rossi-Doria, si è laureata in Filosofia presso la Sapienza di Roma e perfezionata alla Normale di Pisa. Nipote d'arte, tra i suoi lavori come traduttrice emerge L'imperatore Giuliano e l'arte della scrittura di Alexandre Kojève, e Pene d'amor perdute di William Shakespeare. Ha collaborato a giornali e riviste quali "Il Messaggero" e "Domus". Ha curato, con Cesare Garboli È difficile parlare di sé, conversazione a più voci condotta da Marino Sinibaldi. Il suo ultimo libro è Cara pace ed è tra i 12 finalisti del Premio Strega 2021.
Divier Nelli è uno scrittore, editor, insegnante di narrazione e consulente editoriale. È nato a Viareggio nel 1974 e vive nel Chianti. Scoperto da Raffaele Crovi alla fine degli anni Novanta, ha esordito nel 2002 col romanzo La contessa, cui sono seguiti Falso Binario, Amore dispari, Coma, Il giorno degli orchi e la riscrittura del classico ottocentesco Il mio cadavere di Francesco Mastriani. Il suo ultimo libro tratta il tema scottante del bullismo infantile, affidato al racconto della giovane protagonista della storia. Il titolo è Posso cambiarti la vita, edito da Vallecchi-Firenze.
Gabriella Genisi è nata nel 1965. Dal 2010 al 2020, racconta le avventure di Lolita Lobosco. La protagonista è un’affascinante commissario donna. Nel 2020, il personaggio da lei creato, ovvero Lolita Lobosco, prende vita e si trasferisce dalla carta al piccolo schermo. In quell’anno iniziano infatti le riprese per la realizzazione di una serie tv che si ispira proprio al suo racconto, prodotta da Luca Zingaretti, che per anni ha vestito a sua volta proprio i panni del Commissario Montalbano. Ad interpretare Lolita, sarà invece l’attrice e moglie proprio di Zingaretti, Luisa Ranieri.
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Writer Officina
Autore: Salvatore Scalisi
Titolo: Caso Amber
Genere Thriller
Lettori 253 1
Caso Amber
Non si ha nemmeno il tempo di tirare il fiato dopo un periodo stressante, ed ecco che c'è sempre qualcuno che disturba il lieto dormire. E non ha importanza se questo qualcuno è la tua migliore amica e preziosa collaboratrice. Si stava godendo il meritato riposo disteso a pancia giù sul divano letto in casa della madre, quando lo squillo del telefonino lo sveglia bruscamente.
- ... chi osa interrompere il mio sonno? -
- Sono io, John. -
- ... Jennie ... avrai qualcosa importante da dirmi per svegliarmi a quest'ora ... -
- È mezzogiorno. -
- Davvero? -
- Già. -
Il detective cerca di mettere a fuoco le lancette dell'orologio che ha sul polso. - Hai ragione! Mi sarò addormentato ... -
- È così da tre giorni. -
- Intendi dire che me ne sto qui nel letto da tutto questo tempo? -
- È probabile; se si esclude l'ora pranzo, immagino, e le visite al bagno; ne avrai fatte, spero. -
- Una specie di letargo. -
- Sì, una specie di letargo. -
- ... non mi piace. -
- Ne avevi bisogno - dice Jennie.
- Al diavolo! Non sono mica un orso. -
- Avrei fatto ben volentieri a meno di svegliarti; ma ... -
- Hai fatto invece benissimo. Stavo sognando ... -
- Oh, perdonami; sono stata imprudente. Era bello?
- Non riesco a ricordarmi granché, ho un po' di confusione ... allora, cos'hai da dirmi? -
- Ecco, si è fatto sentire in modo martellante il fratello di Steve. -
- Stai parlando di Brian? -
- Sì. Quando ci si mette è una pulce. -
- Uguale al fratello. Strano che non mi abbia chiamato al cellulare. -
- Forse avrà cancellato per sbaglio il tuo numero. -
- È possibile. Cosa voleva? -
- Parlare con te. -
- Perché non lo indirizzavi da Ted. -
- Ho tentato, ma non ha voluto saperne. Vuole parlare con te. -
- ... ok; tanto prima o poi dovevo scendere in pista. Il tempo di farmi la doccia, tirarmi su con abbondate caffè è sarò lì da voi ... be', questo non esclude che non berrò il tuo magnifico caffè una volta giunto in ufficio. -
- Nel prepararlo ci metterò il cuore. -
- Ne sono convinto. -
- A questo punto ti converrebbe rimanere a pranzo dai tuoi e tornare da noi nel pomeriggio. -
- Sì, può darsi che farò così; a più tardi allora. -
- Ok. Salutami tua madre e Kate. -

***

Chiusa la conversazione, Parker, un po' intontito, scende dal letto, con indosso un paio di slip e una canottiera, esce dalla stanza e va dritto in bagno infilandosi sotto la doccia. Alla fine si sente come rigenerato, per cui tutte le operazioni successive, compreso vestirsi, vengono svolte con estrema disinvoltura. La prima tappa è la cucina.
- ... ciao. -
- Buongiorno! - risponde la mamma di Parker, mentre mette dentro il forno una teglia. - Coma va? Hai fatto una bella scorta di sonno. -
- Già! Come un orso in letargo - risponde il detective.
- Ne avevi veramente bisogno. -
- Se sono crollato, evidentemente è così. Cosa prepari di buono? -
- Della carne di maiale con patate. -
- Ottimo! Ma in questo momento preferirei un buon caffè. -
- È nella caffettiera, l'ho preparato da poco. -
- Grazie! È proprio quello che ci vuole - Parker si riempie la tazza della bevanda scura e si siede al tavolo. - Ti saluta Jennie. -
- È una cara ragazza; era lei al telefono? -
- Sì. -
- Il lavoro non può più attendere - osserva la donna, mentre versa del latte in un bicchiere, per poi sedersi dinanzi al figlio. - Spero che almeno rimarrai a pranzo. -
- Non intendo rinunciarci. -
- Kate a momenti dovrebbe essere qui; non ritarda mai quando ci sei tu. -
- Mi adora! - replica Parker, sorseggiando il caffè.
- Lo puoi dire forte. Circa un'ora fa ha chiamato una donna chiedendo informazioni sulla casa; sembra disposta a prenderla in affitto. Io non so se sia il caso ... -
- Cosa vuoi dire? - domanda il detective.
- Potrebbe servire a te quanto prima. -
- So cosa intendi quando dici “quanto prima”; quando troverò una donna disposta a vivere con me, ed a sopportare il mio disordinato stile di vita -
- Continuerà ad essere così, fino a quando ti ostinerai a vivere da solo. -
- Non sono solo! Ho voi! Sempre che non abbiate intenzione di scaricarmi. -
- Tu cosa pensi? - dice la donna, accennando un sorriso.
- Non so più cosa pensare; ho l'impressione che vogliate che mi fidanzi a tutti i costi; anche Kate è di questa idea. È assurdo! Be', forse sono un incapace; perché non ci pensate voi a trovarmi la compagna ideale? -
- Ci puoi contare! - replica col sorriso sulle labbra la signora Parker. - Ho pensato che, per far in modo che la casa non rimanga vincolata per parecchio tempo, diremo che la diamo in affitto con contratto annuale, rinnovabile in caso ci fossero novità. -
- Ottima strategia. -
La donna beve un po' di latte. - Tra oggi e domani dovrebbe richiamarmi la persona che desidera la casa, per fissare un appuntamento; vorrei che tu fossi presente. -
- Ok. Farò di tutto per esserci. Cos'è un uomo o una donna? -
- Una donna. -
- Ci avrei scommesso. -
- Sembra che siano le donne più degli uomini a cercare casa. -
- È giovane, immagino. -
- Non le ho chiesto l'età, ma dalla voce sembrerebbe proprio di sì. -
- Perfetto! Non vedo l'ora di conoscerla! - dice Parker, quando entra in cucina Kate.
- Ciao papà - saluta la ragazza, baciando sulla guancia il detective.
- Ciao piccola. -
- Ciao nonna. -
- Ciao tesoro; sei arrivata col fiatone, te la sei fatta di corsa. -
- A passo veloce; pensavo che papà potesse andarsene. -
- Pranzerà con noi, dopo andrà via. -
- È così, papà? -
- Sì, addio riposo; il lavoro mi attende. -
- Verrai presto? -
- Certo! Ti coglierò di sorpresa quanto meno te l'aspetti. -
- Ci conto! -

***

Dopo pranzo, Parker lascia l'abitazione della madre e fa ritorno in ufficio, dove, ad attenderlo, ci sono Jennie e Ted. L'accoglienza è di quelle che lasciano il segno.
- Cosa si festeggia? - chiede il detective, osservando il vassoio di dolci sulla scrivania e una bottiglia di spumante.
- Nulla, perché? - risponde il suo collaboratore.
- Non dirai sul serio? - replica Parker, sedendosi. - Avete preparato una specie di banchetto, ci sarà pure un motivo. -
- L'idea è mia - interviene Jennie. - Avevo un gran desiderio di dolci, così ho pensato di condividerlo con gli amici più cari. -
- Un pensiero gentile. E lo spumante? -
- Per dare un senso di completezza - dice Ted.
- Siete favolosi! Be', a parte questa deliziosa sorpresa, c'è qualcos'altro? -
- Nessuna novità, se si esclude quella pulce del fratello di Steve - risponde Jennie.
- Brian! Cosa vorrà? Di solito il fratello mi dà appuntamento in qualche ristorante con lo scopo che gli paghi il pranzo o la cena; non vorrei cadere nello stesso tranello. L'ultima volta che ci siamo visti, è stato nella palestra dove si allena; non è per lui un bel ricordo. Ci siamo confrontati ed ha avuto la peggio, sotto gli sguardi dei suoi amici. -
- Forse vorrà la rivincita - dice la donna.
- Può darsi, ma non vedo tutta questa urgenza; la cosa mi puzza. -
- Per me questa storia finirà con un pranzo o un leale incontro tra un boxer e un esperto di arti marziali - dice Ted.
- In questo caso non saprei cosa scegliere. -
- Non vorrai farti trovare impreparato? -
- La carta di credito la porto sempre con me, forse dovrei riprendere gli allenamenti, ma con Brian potrei avere la meglio anche in uno stato fisico non eccellente. -
- Allora non hai nessun problema. -
- Ti sembra il caso festeggiare? - dice Parker, osservando compiaciuto i dolci nel vassoio.
- Direi di sì. -
- Cosa stiamo aspettando! -

***

Di qualsiasi cosa si tratti è meglio risolverla subito, pensa il detective, mentre accosta con la macchina sotto il marciapiede. Il sole è tramontato da un paio d'ore e l'idea di ritrovarsi da lì a poco seduto a un tavolo di un ristorante, si fa sempre più forte. Gli è stato chiesto di salire a casa ma, non sa spiegarsi il motivo, avrebbe preferito aspettarlo fuori; così scende dall'autovettura e si dirige allo stabile di fronte. Non è una novità che l'ascensore non funzioni e salire cinque piani a piedi è una cosa fastidiosa anche per uno del suo fisico. Arrivato, suona il campanello; l'uscio si apre.
- Ciao Parker. -
- Ciao; perché mi hai fatto salire? Potevi evitarmelo visto che avrei dovuto farmela a piedi. -
- Di cosa ti lamenti? Io lo faccio almeno due volte al giorno da un anno e non ho detto mai nulla - replica Brian. - Rafforza il fisico, dovresti saperlo. Già, forse tu non ne hai bisogno ... -
- Se dovevamo chiacchierare fuori, potevo evitare di salire, non credi? -
- Scusami, hai ragione, entra. Accomodati nel salotto, ti raggiungo subito. -
- In quale direzione devo andare? -
- Lungo il corridoio, la seconda porta sulla destra. -
- Questa casa mi sembra un po' grande per viverci da solo ... -
- Ciao John. -
- ... che bella sorpresa! - esclama il detective, appena entra nel salotto. - Non ero stato informato che ci fosse una riunione di famiglia. -
- Avevamo paura che tu non volessi aggregarti - dice Steve, seduto sul divano.
- Ottima deduzione! Se avessi saputo che dovevamo fare una cosa in grande stile, avrei invitato il resto della comitiva. -
- Verrà il momento, ne sono convinto; accomodati! -
- Deve venire qualcun altro? - dice Parker, sedendosi su una poltrona.
- Può darsi. -
- Che significa? -
- Non pretenderai che ti sveli tutte le carte subito? Parker, goditi la serata!
- Salve! Credo di essere la prossima carta - si presenta così, apparsa nella stanza come d'incanto, una bionda mozzafiato. - Mi dispiace disilludere le sue attese. -
- ... non è questo il problema ... la sua presenza, casomai qualcuno di noi fosse cieco, impreziosisce l'atmosfera, restituendo credibilità al mio scetticismo iniziale. -
- Sapevo che ti saresti trovato a tuo agio - osserva Steve.
- Bene! Ci siamo tutti? -
- Al momento sì - risponde Brian, unitosi al gruppo.
La donna si siede su una poltrona, mentre Brian si dà fare come un buon padrone di casa. - Whisky per tutti? - chiede l'uomo dinanzi a una serie di bottiglie poste all'interno di una vetrinetta.
- Per me va bene - risponde la donna, in sintonia con il resto della comitiva.
Presi quattro bicchieri che poggia sul tavolinetto, Brian versa in ognuno due dita della bevanda alcolica, per poi accomodarsi nel divano a fianco del fratello. - Alla nostra amicizia - l'uomo propone un brindisi, alzando il suo bicchiere. –
- Sì; alla nostra amicizia! - commenta Steve, seguito con un gesto di approvazione della donna e di Parker.
- Non vi ho ancora presentati - dice Brian, rivolgendosi al detective e alla bella bionda. - Lei è Amber, e Lui è Parker, John Parker. -
- Piacere di conoscerla signor Parker. -
- Piacere mio! -
- Bene, il primo passo è stato fatto, ora non ci resta che venire al dunque - riprende Brian. - Tra me e lei c'è un'amicizia che risale ai tempi della scuola e che non è mai venuta meno, anche se nella vita abbiamo preso strade diverse; sono contento per quello che è riuscita a fare ... io non sono stato altrettanto in gamba - osserva l'uomo con un amaro sorriso. - Ti chiederai perché ti ho invitato - dice a Parker.
- Non credo per allungare la lista delle mie amicizie. -
- E perché non dovrebbe andare in questa direzione - interviene sorniona la donna.
- Non farei nulla per oppormi - replica con tono compiaciuto Parker. - Ma immagino che prima dovrei meritare un piacere del genere. -
- Nessun problema, gliel'assicuro. -
- Avrete modo di approfondire l'argomento, se lo desiderate, ma al momento ci sono delle priorità da trattare - tiene a sottolineare Brian. - Inizierei col dire che la signora Amber è un'imprenditrice di successo; lei è la maggiore azionista della catena “ Chicken burger”; non so se ti dice qualcosa. -
- Certo; qualche volta mi è capitato di entrarvi e gustare uno dei vostri panini; e poi è la meta preferita, nei fine settimana, di mia figlia. Non l'ho mai sentita lamentarsi; perciò deduco che si trova bene nei vostri salotti. -
- Non farei nulla che non fosse visto come un piacere - replica Amber. - I soldi, il successo non sono tutto nella vita. -
- La mia amica è felicemente sposata, anche se ci sono stati dei momenti critici nella sua relazione di coppia - dice Brian.
- Nulla di straordinario - osserva il detective.
- Già ... -
- Quindi da quel che ho capito, non mi devo occupare di infedeltà coniugale; non potete immaginare quanto mi faccia piacere tenermi lontano da queste spiacevoli situazioni. -
- Questa serenità familiare potrebbe svanire da un momento all'altro - replica l'amico.
- Tutt'altro che ottimista; ci saranno dei motivi validi per giungere a una simile ipotesi. -
- Entro un mese uccideranno mio marito - interviene senza scomporsi la donna.
- Cosa? –
- Non sto scherzando, signor Parker, ha capito bene; uccideranno mio marito. -
- Sì, non credo che stia scherzando; come fa ad esserne certa? -
- Sono io la mandante - risponde impassibile Amber.
Parker la guarda negli occhi scegliendo di rimanere in silenzio.
- Capisco la sua reazione - continua la donna. - Penserà di me tutto il male di questo mondo; non la biasimo. -
Il detective sorseggia il suo Whisky. - Se crede che io mi sia spaventato, è fuori strada. Nella mia vita ho assistito a cose orribili. Perciò non stia lì a preoccuparsene. -
- Ok. -
- Piuttosto non vedo il problema; può annullare il programma e recedere il contratto con il Killer che ha assoldato per sbarazzarsi di suo marito. -
- Sta qui il problema - dice Brian. - Non è così semplice come sembra; di lui non si sa nulla, nessun riferimento o possibilità di contatto. -
- Un fantasma. -
- Esatto! -
- Be', in qualche modo questo individuo è stato scovato; un incontro preliminare è il minimo che di solito avviene in queste circostanze, o devo pensare che il tutto si è svolto in un mondo virtuale? -
- Quasi. -
- Ci siamo sentiti un paio di volte per telefono e visti una sola volta, indossava occhiali scuri e berretto, probabilmente per rendersi irriconoscibile. Alla fine dell'accordo mi disse che si sarebbe fatto sentire. E così è stato; mi richiama dicendomi che avrei dovuto lasciare l'intera somma pattuita a un barbone seduto sul marciapiede in un determinato posto a chiedere l'elemosina - racconta la donna.
- Non male come idea. Nulla più? -
- No. Non era negli accordi; non dovevo sapere e chiedere nulla di lui e, ad essere sincera, a me non importava più di tanto. -
- Come è riuscita a rintracciarlo e ad avere il suo numero telefonico, di cui ormai si sarà disfatto? -
- È successo in un modo strano ... -
- Desidera parlarmene? -

***

La conversazione va avanti per circa un'ora, dopodiché Amber si alza dalla poltrona e si appresta a lasciare l'appartamento
- Signor Parker, confido in lei. -
- Le dico subito che non sarà facile. -
- Ne prendo atto; per questo mi sono affidata a lei. -
- Grazie della stima. Non credo molto ai miracoli, e forse questo caso lo richiederebbe, ma le prometto che farò tutto il possibile perché la sua famiglia ritrovi la serenità. -
- Grazie! Non abbiamo parlato del suo onorario. -
- Non si preoccupi; lo faremo al nostro prossimo incontro. -
- Naturalmente! Sarò a sua disposizione in qualsiasi momento lo desideri; con la massima discrezione, lei capisce ... -
- Certo. -
- Ok. Allora a presto! -
Rimasti soli, i tre amici ripiombano, come se venissero da una lunga maratona, sul divano e sulla poltrona.
- Perché non me l'hai detto al telefono di cosa si trattava? - dice Parker.
- Massima discrezione; l'hai sentito anche tu. È una vicenda delicata, non puoi negarlo - risponde Brian. - Che idea ti sei fatto? -
- È come dare la caccia ai fantasmi. -
- Io mi son dato da fare nell'ambiente e, dalle uniche risposte che ho ricevuto, ho saputo che si tratta sicuramente di un professionista che agisce con prudenza, senza lasciare traccia di sé; nessuno lo conosce, o perlomeno, è quello che dicono. Non riuscirai a estorcere una parola in più; te l'assicuro - è quanto afferma Steve.
- Come un buon professionista che si rispetti, il lavoro lo porterà a termine. -
- Contaci! -
- Nell'arco temporale di un mese, probabilmente; i giorni andranno via rapidamente. -
- Non vorrei essere nei panni di quella donna. -
- Dimentichi che è lei la mandante - replica il detective.
- Mi è sembrata profondamente pentita di quello che ha fatto - dice Steve.
- È così, io la conosco bene - afferma Brian. - Con questo non voglio assolverla, ma non mi sento di condannarla. -
- Non spetta a noi l'arduo compito; io mi limiterò a fare il mio lavoro. -
- Per qualsiasi aiuto ... -
- Lo so, posso contare su di voi ... in particolar modo, su di te - dice il detective, rivolgendosi a Steve.
- Be', è sempre stato così. -
- Non lo nego; ed io ti ho sempre ricompensato adeguatamente e non mi sono mai tirato indietro tutte le volte che ci siamo trovati seduti a un tavolo di un ristorante. -
- Lo devo ammettere: hai il cuore d'oro. -
- Non ci starai provando? -
- Visto che siamo qui, pensavo che potevamo concludere la serata in maniere dignitosa ... -
- Tu cosa suggerisci? - chiede sornione Parker.
- Per prima cosa andare via da qui; poi, considerata l'ora, direi di mettere qualcosa nello stomaco. -
- Mi hai letto nel pensiero. Tu cosa ne pensi, Brian? -
- Che avete entrambi ragione; inizio a sentire un certo brontolio. A proposito, volevo chiederti la rivincita ... -
- Intendi dire, un combattimento? -
- Sì; mi sembra giusto dopo la figuraccia che ho subito in palestra. -
- È passato parecchio tempo. -
- Io non l'ho dimenticato, se è questo che pensi. -
- Ok. Sarai tu a scegliere il luogo. -
- In palestra, naturalmente. -
- Sei sicuro? -
- Al cento per cento! -
- Va bene. -
- Non perdiamoci in chiacchiere, alziamo il culo dalle sedie e andiamo alla ricerca di un buon ristorante - dice Steve.

***

Dopo la serata trascorsa insieme con Steve e Brian, in cui non ha potuto esimersi dal pagare la cena agli amici, Parker rientra in ufficio a tarda notte e, senza neppure avere la forza di togliersi i vestiti, dalla stanchezza crolla sul divano letto e sprofonda in un sonno profondo. La mattina seguente il risveglio non è dei migliori. Si mette in piedi con fatica, avvertendo un senso generale di stordimento; entrato in bagno si guarda con una certa riluttanza allo specchio che riflette un'immagine assai poco piacevole;
- ... mi sa che ho bevuto tanto ieri sera - dice tra sé e sé il detective. - Se non voglio rovinare la giornata, non mi rimane che una cosa: stare un po' sotto la doccia! -
Alla fine il risultato è decisamente buono, tanto che riceve i complimenti dalla sua collaboratrice.
- Avrai dormito bene; ti vedo in ottima forma - dice Jennie.
- Davvero? Avresti dovuto vedermi un'ora fa, e ti assicuro che non ero un bel vedere - risponde Parker, seduto dietro la sua scrivania.
- Mi dispiace; una brutta notte? - chiede lei, accomodata dinanzi.
- I postumi di una piccola sbornia. -
- In compagnia di Brian. -
- Già. C'era anche Steve. -
- Allora un'ottima compagnia! - osserva sorridente la donna. - Immagino il tipo di serata che avete trascorso insieme; ma quando decideranno quei due a mettere su famiglia? -
- Non mi sembra che ne abbiano tanta voglia. -
- Convincerti a trascorrere insieme al fratello una serata alla grande; era questo il motivo per cui Brian ti aveva chiamato incessantemente al telefono? -
- No - risponde il detective, quando fa il suo ingresso nella stanza, Ted.
- Salve! Qual è l'argomento del giorno? -
- Si parla del più e del meno; tu come stai? - gli chiede Jennie.
- Stamattina ho fatto una gran fatica ad alzarmi dal letto ... -
- Non sei il solo - dice Parker. - Hai dovuto fare straordinario stanotte, immagino - continua l'uomo.
- Nessuno straordinario su quello che intendi tu! - replica secco Ted.
- Ma tu e Juana? -
- Be', ci vediamo quasi tutti i giorni, ma al momento vive in casa di Eddie; cosa volete che vi dica, si è affezionata, non intende lasciarlo solo. -
- Così sei costretto a fare la spola tra casa tua e quella di Eddie. -
- Esatto! Capita che a volte rimango lì; ma ieri sera, sul tardi, ho voluto rientrare e, forse, è stata questa decisione a crearmi dei problemi nel prendere sonno. -
- Te ne sei pentito di non essere rimasto abbracciato alla bella Juana. -
- Non lo nego, è brutto ogni qualvolta devo separarmi da lei ... dovrò abituarmi fin quando le cose andranno avanti così. Entrando ho sentito che parlavate di Brian, o sbaglio? -
- Una sua vecchia amica ha commesso una grossa ingenuità e ha pensato che noi potessimo essere gli unici capaci di toglierla dai pasticci. -
- Si è liberata del marito infedele? - osserva con ironia, Ted.
- Non ti sei allontanato troppo dalla verità; per punire il marito infedele, ha incaricato un killer professionista. -
- E noi cosa dovremmo fare, pensare alla sua sepoltura? -
- No! Evitare che ci finisca dentro. -
- Aspetta! Vuoi dire che ... -
- Ha capito di aver commesso un errore di valutazione, e così ha fatto marcia indietro. -
- Certo non può andare a raccontare la sua bella storia alla polizia - interviene Jennie.
- Una brutta rogna - osserva Ted.
- L'hai detto - replica Parker.
- Potrebbe essere troppo tardi - dice l'amico.
- Sì - annuisce il detective. - È come brancolare nel buio; il killer, una volta raggiunto l'accordo, si è volatilizzato, facendo perdere ogni sua pur minima traccia, come spesso accade in questi casi. Il nostro soggetto ha il tempo di un mese per assolvere al suo impegno; ha carta bianca per colpire il bersaglio in qualsiasi momento, purché non sia presente la figlia. -
- Cristo! - esclama Ted. - Magari mentre noi ne parliamo, lui sta per premere il grilletto. -
- Non è escluso; speriamo che sia di animo generoso e che conceda alla povera vittima qualche giorno di vita in più; gliene saremo molti grati. -
- E noi nel frattempo dovremmo darci da fare per cercare di fare la sua conoscenza prima che porti a compimento il suo lavoro. Hai qualche idea su come muoverci? -
- Non ho avuto molto tempo per pensarci su, e quindi, non c'è un programma ben preciso da seguire; abbiamo pochissimi elementi su cui indagare e li sfrutteremo a dovere. -
- Non è poco, considerando che in alcuni casi del passato ci siamo mossi senza avere nulla in mano - dice Jennie.
- Mi piace il tuo senso dell'ottimismo - replica Parker.
- Vado a preparare il caffè. -
- Sei un tesoro! -
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