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Autore: Tommaso Adiletta
Titolo: Il Redento
Genere Thriller psicologico
Lettori 85
Il Redento

Una folla di curiosi, di tutte le età, si accalcava ai cancelli del Liceo Ginnasio Statale - Giulio Cesare - tra le imprecazioni e le vessazioni degli esasperati poliziotti.
Il convenzionale nastro a bande bianche e rosse era stato teso da poco a circoscrivere il cortile della scuola, sul posto un'ambulanza, uomini vestiti di tuta bianca, mascherina e guanti di lattice, con il loro febbrile e indaffarato andirivieni, chiusero senza accorgersene un'area circolare di una decina di metri, opporltunatamente occultata alla vista degli invadenti curiosi.
Qualcuno riuscì a intravedere un lenzuolo steso su qualcosa di deforme, amorfo.
Quella mattina il commissario Ionico era stato svegliato da una telefonata dell'amico ispettore Giorgio De Nardi.
Ore 6:00: la monotona suoneria del cordless interruppe la beata quiete del sonno in casa Ionico.
Greta, la moglie del commissario, rispose con la voce impastata di chi si era appena svegliata: - Pronto? Ciao Giorgio... che succede? – nel dormiveglia, Remo avvertì la preoccupazione vibrare nella voce della moglie – Te lo passo subito - .
Prima di raccogliere il telefono dalle mani della moglie, Ionico diede uno sguardo furtivo all'orologio.
- Giorgio? - .
- Buongiorno commissario, scusa per l'ora - .
Ionico sapeva bene che quando l'amico smetteva di essere semplicemente Giorgio e vestiva i panni dell'ispettore De Nardi, c'era da preoccuparsi.
Ancora di più si preoccupò per lo stato d'animo che trasmetteva la sua voce attraverso il ricevitore.
- Giorgio ma che hai? Sembra che hai visto la morte in persona... - .
- Quasi, commissa', quasi... hanno trovato il cadavere di un ra gazzo nel cortile del Giulio Cesare . -
- A Faro?! Ma che stai dicendo? -
Il Commissario Ionico era già scattato a sedere e cercò a tastoni il pantalone stirato che la moglie gli preparava abitudinariamente la sera prima, su una sedia accanto al letto.
- Non volevo crederci neppure io, ma quando sono andato lì e l'ho visto... -
Ionico si accorse che De Nardi non riusciva a proseguire,
bloccato da un nodo in gola. Si spazientì.
- Giorgio, e Dio santo! Ma che hai da cagarti addosso così?! -.
- Remo, vieni qui e vedi tu stesso, – disse De Nardi con la risoluzione di chi stava per mandare qualcuno a quel paese – la Scientifica l'ho già chiamata, ho aspettato che venissero e poi ho chiamato te. E ora vedi di sbrigarti perché io adesso me ne vado - . Attaccò rabbioso. De Nardi era noto per la sua fermezza... cosa poteva averlo scosso fino a quel punto?

Tommaso Adiletta
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