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Lisa Ginzburg, figlia di Carlo Ginzburg e Anna Rossi-Doria, si è laureata in Filosofia presso la Sapienza di Roma e perfezionata alla Normale di Pisa. Nipote d'arte, tra i suoi lavori come traduttrice emerge L'imperatore Giuliano e l'arte della scrittura di Alexandre Kojève, e Pene d'amor perdute di William Shakespeare. Ha collaborato a giornali e riviste quali "Il Messaggero" e "Domus". Ha curato, con Cesare Garboli È difficile parlare di sé, conversazione a più voci condotta da Marino Sinibaldi. Il suo ultimo libro è Cara pace ed è tra i 12 finalisti del Premio Strega 2021.
Divier Nelli è uno scrittore, editor, insegnante di narrazione e consulente editoriale. È nato a Viareggio nel 1974 e vive nel Chianti. Scoperto da Raffaele Crovi alla fine degli anni Novanta, ha esordito nel 2002 col romanzo La contessa, cui sono seguiti Falso Binario, Amore dispari, Coma, Il giorno degli orchi e la riscrittura del classico ottocentesco Il mio cadavere di Francesco Mastriani. Il suo ultimo libro tratta il tema scottante del bullismo infantile, affidato al racconto della giovane protagonista della storia. Il titolo è Posso cambiarti la vita, edito da Vallecchi-Firenze.
Gabriella Genisi è nata nel 1965. Dal 2010 al 2020, racconta le avventure di Lolita Lobosco. La protagonista è un’affascinante commissario donna. Nel 2020, il personaggio da lei creato, ovvero Lolita Lobosco, prende vita e si trasferisce dalla carta al piccolo schermo. In quell’anno iniziano infatti le riprese per la realizzazione di una serie tv che si ispira proprio al suo racconto, prodotta da Luca Zingaretti, che per anni ha vestito a sua volta proprio i panni del Commissario Montalbano. Ad interpretare Lolita, sarà invece l’attrice e moglie proprio di Zingaretti, Luisa Ranieri.
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Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
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Writer Officina
Autore: Salvatore Scalisi
Titolo: Tempesta d'estate
Genere Thriller
Lettori 255
Tempesta d'estate
L'atmosfera immobile che si respira nel piccolo ufficio della Questura si vivifica grazie al suono del computer che il giovane agente di polizia Luca adopera con grande professionalità. Seduto alla scrivania di fronte, l'uomo, dal fisico imponente, il volto cereo, in un momento d'inoperosità, sprofonda nei suoi pensieri rivolgendo lo sguardo distratto all'amico e collega.
“A cosa pensi?”
“Come fai ad accorgerti dei miei pensieri senza distogliere l'attenzione dal monitor?”
“L'ho fatto invece, in un batter di ciglia.”
“Più veloce della luce.”
“Può darsi che sia così, senza trascurare il prezioso aiuto che ricevo dal tuo atteggiamento che sembra girovagare chissà in quali fantasiosi orizzonti” osserva Luca.
“Nulla di fantasioso” replica l'amico. “Come ti trovi?”
“Intendi con il mio nuovo, comodo lavoro?”
“Sì.”
“Non vorrai dirmi che stai pensando a questo?”
L'amico Orlando accenna ad un sorriso. “Perché non dovrei?”
“Perché con la mente sei altrove, e non certo chiuso fra queste quattro mura” risponde Luca, alzando lo sguardo. “Comunque, se vuoi che risponda alla tua domanda, ebbene sì! Mi trovo bene!”
“Già! Sembra che lavori dietro la scrivania da una vita.”
“Conosco perfettamente il computer e poi riesco ad adattarmi a qualsiasi situazione mi si presenti, senza nessun problema.”
“Diciamo, che la nuova situazione l'hai voluta tu.”
“Lo ammetto!” replica Luca, continuando a pigiare i tasti del PC.
“Non ne potevi più di girare con le volanti.”
“Non era la mia massima aspirazione, lo sai benissimo.”
“Già. Contrario a ogni forma di violenza; un poliziotto atipico.”
“Lo credi davvero?”
“Sì. Una cosa che non riesco a capire è perché allora hai scelto di far parte delle forze di polizia.”
“Perché credevo che si trattasse di un lavoro come un altro.”
“Non ne sei più convinto?”
Le dita di Luca improvvisamente si bloccano, allontanandosi dalla tastiera.
“Non ho detto questo.”
“È come se l'avessi detto” osserva Orlando.
“Nel corso della vita una persona può cambiare; ed è quello che è successo a me.”
“La riscoperta fede in Dio.”
“Ha influito parecchio, non lo nego.”
“Merito della tua adorata fidanzata.”
“Nulla succede per caso, e ti assicuro che averla conosciuta è stato un dono del Signore, e ciò mi ha cambiato profondamente.”
“Non ho dubbi. Un dono che intendi rispettare, naturalmente.”
“Naturalmente! Con serenità. Sai, credo che la squadra operativa non abbia perso un poliziotto ma, bensì, è la polizia di stato ad aver acquisito un buon impiegato d'ufficio” dice Luca, col sorriso sulle le labbra. “Perché non mi parli della tua scelta nel preferire la comoda poltrona di questo freddo ufficio, invece di una mansione più dinamica e imprevedibile...”
“Che mi avrebbe permesso una vita meno sedentaria, utile, quantomeno, al mio stato di forma fisica. Già, un motivo più che valido” ammette con velata ironia Orlando. “Non è stata una mia precisa scelta, mi sono visto catapultato qua dentro senza nemmeno rendermene conto; probabilmente, i nostri superiori hanno ritenuto necessario estraniarmi da compiti con un alto tasso di pericolo. Dovrei ringraziarli per la loro sensibilità. Certo, è anche vero che io non ho chiesto loro di voler cambiare la mia posizione ...”
“L'avresti voluto?”
“L'ho fatto!”
“Cosa?” chiede attonito Luca, disinteressandosi totalmente del lavoro al computer.
“Ho chiesto di lasciare questo freddo ufficio per una mansione più movimentata” afferma Orlando.
“Di entrare a far parte della squadra operativa?”
“Esattamente! Per l'esattezza, uscire con la volante.”
“Allora è a questo che stavi pensando.”
“Sì. Da dopodomani, mi spiace, dovrai fare a meno della mia compagnia.”
“È stata accettata la tua richiesta?”
“Sì.”
“Perché non me ne hai parlato prima?”
“È quello che mi ero premesso di fare oggi. È stata una sorpresa consegnatami ieri.”
“Già, è una sorpresa anche per me. Perché l'hai fatto?”
“Perché sono un poliziotto!”
“Cosa ti succede? Cosa pensi che siamo noi? I nostri colleghi senza il nostro lavoro non potrebbero distinguersi come degli eroi, dovresti saperlo.”
“Certo! Mi guarderei bene dal pensare il contrario” afferma Orlando. “Desidero solo propormi in un contesto diverso; tutto qui!”
“Non è da poco, dopo tanti anni seduto dietro una scrivania” commenta Luca.
“È vero, ma è anche la cosa che maggiormente mi stimola.”
“Be', se la metti su questo piano...”
“Capisco che un simile cambiamento sarebbe complicato da mandare giù per chiunque; è capace di sconvolgere un'intera esistenza.”
“Su questo non ci sono dubbi. Mina come l'ha presa?”
“Te lo saprò dire domani.”
L'incredulità di Luca si trasforma in un'espressione divertita.
“Conoscendo lei, la cautela è d'obbligo.”
“Lo sai com'è...”
L'amico annuisce. “Sarà l'ostacolo più duro da superare.”
“Se dovesse andarmi male, spero di poter contare su di te.”
“Naturalmente! Il divano letto non è fra i più comodi per lasciarsi andare a sonni tranquilli, ma, in casi di emergenza, va benissimo!”

***

Alla fine della giornata lavorativa, Luca si appresta a uscire dalla Questura, quando gli si avvicina un collega. “Ultimo giorno di lavoro?”
“Già! Credevo proprio che non arrivasse più. Venti giorni di ferie da dedicare esclusivamente alle infinite spiagge... naturalmente, non da solo...” dice Luca, sospinto da contenuto entusiasmo.
“Io invece le mie ferie le ho bruciate seguendo mia madre fra dottori e ospedali.”
“Mi spiace. Come sta lei?”
“In questo momento non male, ma le sorprese sono sempre dietro l'angolo.”
“Be', speriamo bene.”
“Quando parti?”
“Se Dio vorrà, domani.”
“Ok. Ora vai... divertiti!”
“Ti manderò una cartolina” aggiunge simpaticamente Luca.

***

Rientrato nel suo appartamento, dove vive da solo, Luca, toltosi la divisa e messosi in abiti civili, si accomoda sulla poltrona posta accanto al letto, sopra la cui testata è appeso alla parete un quadro artistico di bronzo raffigurante la Madonna e Gesù Bambino; l'uomo avvicina il becco dell'amatissimo sassofono in bocca e comincia a soffiargli dentro, sprigionando nell'aria un'incantevole melodia.

***

La fede cristiana del giovane poliziotto trova il suo momento di pratica, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, nella quotidiana partecipazione alla santa messa, insieme alla fidanzata Roberta e ai suoi genitori. All'uscita della chiesa la giornata prosegue in casa della giovane donna, per i preparativi della tanto agognata vacanza.

***

“Come ti senti?”
“Bene. Mi sento veramente bene.”
“Il riposo ci voleva proprio, non è così?”
“Eh, sì, l'aspettavo da tempo immemorabile” risponde Luca, accomodato sul divano del salotto.
“Lo posso confermare io, papà” dice Roberta, seduta a fianco. “Durante le nostre conversazioni non faceva altro che parlarne.”
“Riconosco che ti ho stressato.”
“Una bella vacanza è quello che ci vuole a entrambi” commenta la mamma della giovane donna.

***

I fedeli escono dalla chiesa dopo aver ascoltato la santa messa, quando il fuoristrada si accosta e si ferma dirimpetto. Luca rimane seduto per alcuni secondi, assorto nei suoi pensieri, per poi scendere dal veicolo. “Figliolo.”
“Padre.”
“Sono felice di rivederti. Come stai?” gli chiede il parroco.
“Bene.”
“Mi fa piacere sentirtelo dire.”
“Tutto, piano piano, ritorna alla normalità.”
“Certo” annuisce il parroco. “Ieri è venuta a far visita al Signore, Roberta, accompagnata dai suoi genitori.” “Sì, lo so.”
“Ho visto nei suoi occhi una luce di speranza che ha riempito il mio cuore di gioia; è una giovane in gamba, con tanta voglia di vivere” afferma il parroco, seduto sulla panca di legno all'interno della chiesa, assieme a Luca. “Sei ritornato al lavoro?”
“No, non ancora; ho chiesto e ho ottenuto un prolungamento delle ferie.”
“È giusto così. Ti serviranno.”
“Lo spero. Non so, se sarò in grado di continuare... mi riferisco al mio lavoro.”
“Il riposo servirà anche a questo; deciderai alla fine la cosa migliore da fare. Il Signore non ti abbandonerà, puoi starne certo.” Le parole del religioso trascinano il giovane in uno stato di profonda amarezza.
“Ho pregato tantissimo in quei momenti...”
“Pensi che Nostro Signore non ti abbia ascoltato?”
“Non lo so... lei, padre, naturalmente non è di questa opinione.”
“La mia fede, ma anche la mia esperienza come uomo, mi dice che il male è ovunque, e dipende esclusivamente da noi estirparlo. Nostro Signore ci indica la strada, che non tutti, purtroppo, intendono perseguire; ed è proprio in questo che dobbiamo adoperarci affinché il suo messaggio arrivi nei cuori dei più indisciplinati. Capisco, quanto per te in questo momento sia difficile accettarlo.”
“Ce la sto mettendo tutta.”
“Ci credo” annuisce il parroco. “C'è qualcos'altro, all'infuori della mia conoscenza, che turba la tua anima?” “Padre, perché me lo chiede?”
“Ho questa sensazione, ma forse mi sto sbagliando. Non è così?”
“Potrei negarlo a lei, Padre, ma non al Signore.”
“Sì. Se è quello che vuoi.”
“Ho peccato, ho commesso un grave peccato, ma non provo nessun pentimento.”
“Può darsi figliolo, che ci voglia un po' di tempo prima che la tua coscienza inizi a essere riluttante nei confronti di quello che tu reputi, un grave peccato. La confessione è un passo importante.”
“Ha ragione Padre, forse non è ancora il momento...”
“Sì.”
“Ritroverò me stesso, ne sono convinto” ammette Luca, alzandosi dalla panca.
“Pregherò perché la pecorella smarrita ritorni nel gregge.”
“Grazie, padre.”
“Non devi ringraziarmi, sono al suo servizio” replica il parroco, puntando l'indice al cielo.

***

La bussola d'ingresso dello stabile si apre quando, nel varcare la soglia, Orlando viene avvinghiato da un caloroso abbraccio.
“Benvenuto amico!”
“Salve! Un'accoglienza da lasciarci la pelle per infarto o soffocamento.”
“Una pellaccia come la tua? Non dirai sul serio?” replica il collega.
“Mi avresti avuto sulla coscienza.”
“Per un amico sarei disposto a portarmi il rimorso tutta la vita.”
Orlando sale sulla volante, sedendosi nel sedile posteriore, mentre l'amico si accomoda davanti, a fianco di un collega alla guida dell'autovettura.
“Ciao” fa l'uomo.
“Ciao.”
“Be', è ora di fare la nostra passeggiata quotidiana” dice l'amico.
Il poliziotto al volante mette in marcia la macchina.
“Niente compiti stabiliti?” chiede Orlando.
“Qualcosa ci sarebbe.”
“Sì?”
“Già. Nulla di importante.”
“Nulla di importante?”
“Sì, solita routine. Dobbiamo fare una capatina nel quartier generale di un noto malavitoso, per vedere che aria si respira.”
“Chi sarebbe il malavitoso?” chiede Orlando.
“Antonio Vitale.”
“Si comincia alla grande.”
“Non impressionarti. Il nostro eroe è latitante da parecchi anni, e lo sarà chissà per quanto tempo ancora.”
“Una passeggiata, quindi?”
“Esatto! La nostra visita nella sua zona dovrebbe servire a ricordargli quanto è presente nei nostri pensieri.” “Un gesto affettuoso!”
“Ci teniamo a mantenere i rapporti stretti con le nostre vecchie conoscenze. Cosa mi racconti di te?”
“Tutto vecchio.”
“Scommetto che è proprio questo che ti ha spinto ad aggregarti a dei matti come noi, per meglio osservare il diavolo in faccia.”
“Ho voluto fare un dispetto a un grande amico che ha deciso di deporre le armi a favore di un comodo, seppur onesto, lavoro d'ufficio” dice con tono ironico Orlando.
“Saggia decisione, non trovi?”
“Saggia o no, è una sua decisione.”
“Parli di Luca, non è così?” chiede l'amico.
“Già.”
“È un uomo trasformato, dedito profondamente alla fede religiosa, non pretenderai che si cali nei panni del giudice duro e severo.”
“Tu conosci altre alternative per sedare l'animo cattivo del diavolo?”
“La mia risposta è no” risponde l'uomo. “Ma ciò è dovuto, probabilmente, al fatto che in noi, in fondo, c'è un minimo di cattiveria, del tutto assente in Luca.”
“Non ci metterei la mano sul fuoco su quello che dici” commenta Orlando.
“Cosa intendi?”
“Mettilo faccia a faccia col diavolo in persona, col rischio di essere spedito diritto all'inferno e vedremo se non estrarrà la sua pistola con il chiaro intento di scaricargli addosso l'intero caricatore.”
“La cosa non mi sembra del tutto inverosimile.”
“È quello che penso anch'io.”
“Un bell'approccio, non c'è che dire” osserva l'uomo al voltante, rimasto zitto ad ascoltare la conversazione dei due colleghi. “Ognuno è libero di scegliersi il tipo di vita che vuole, quindi, discutere sulla decisione presa da Luca, mi sembra inopportuno.”
“Non è così per noi” replica Orlando. “Un poliziotto, una volta indossata la divisa, sa a cosa va incontro e tirarsi indietro equivale venire meno al giuramento dell'ordine.”
“Gliene hai parlato di questo a Luca?” dice col sorriso ironico il collega, seduto a fianco del guidatore. “Infrangere il sogno di un amico? Non ci penso nemmeno!” risponde Orlando.
“Giusta osservazione!” commenta l'amico.
“Già!” annuisce Orlando. “Per quello che serve...”

***

“Dovremmo farci un pensierino anche noi” sostiene il papà di Roberta, seduto sulla poltrona al centro del salotto.
“Una vacanza noi due da soli?” replica sua moglie, accomodata nella poltrona accanto.
“Sì, è da molto che non ci muoviamo dalla nostra comoda casa; finiremo per fossilizzarci e la cosa non è per nulla piacevole.”
“Dai, mamma, cosa stai lì ad arrovellarti!” osserva Roberta.
“In verità stavo pensando verso quale località, eventualmente, puntare la nostra destinazione.”
“Avremo modo di rifletterci su” dice il marito.
“Be', intanto è arrivato il vostro momento” dice la donna alla giovane coppia di fidanzati.
“Sì, è meglio che vi mettiate in movimento” aggiunge il marito.
“Sono d'accordo” dice Luca.
“Ricordatevi di evitare a tutti i costi di viaggiare durante le ore notturne, non dateci inutili preoccupazioni.” “Ok” risponde il giovane.
“Tranquillo papà, non piace a nessuno dei due viaggiare col buio” afferma Roberta.
“È sempre bene che qualcuno lo rammenti.”
“Sicuro che non avete dimenticato nulla?”
“Credo di no, mamma. In ogni caso, se è successo, di qualsiasi cosa si tratti, non ci guasterà la vacanza. Promesso!”
“Come avrei voluto essere come te! Io non ci dormirei la notte.”
“Qualcosa di simile, mi sembra, che in passato si sia verificato” osserva col sorriso sulle labbra il marito. “Già” annuisce la donna. Il ricordo è affiorato in un battibaleno.”
“Speriamo non rimanga per molto.”
“Me lo auguro. Be', cosa aspettate?” dice la simpatica padrona di casa alla coppia di giovani.
“Sì, andiamo” Luca si alza dal divano seguito dalla fidanzata e dai suoi genitori. “I pochi bagagli sono in macchina, non dobbiamo fare altro che avviare il motore e partire.”
“Mi spiace lasciarvi soli” confessa Roberta.
“Non starai via per sempre, immagino! Sbrigatevi, avete davanti a voi tanta strada da percorrere” replica la sua mamma.
“Ok.”
“Il Signore è vicino a noi, non solo quando il nostro cuore è triste, ma anche nei momenti migliori. Buona vacanza!” dice il padre di Roberta, in piedi nel salotto.
“Non teneteci in ansia. Aspettiamo vostre notizie” tiene a dire la mamma della giovane.
“Non preoccupatevi! Telefonerò ogni giorno e vi racconterò ogni istante della mia felicità” risponde Roberta.
“Un caloroso abbraccio a tua sorella, dai suoi genitori che la pensano sempre e le vogliono un gran bene.” “Sarà fatto!”

***

Saliti sul fuoristrada, la coppia elargisce un simpatico sorriso, insieme ai movimenti della mano in segno di saluto, in direzione dei genitori della donna affacciati alla finestra di casa, i quali, rispondono con un impercettibile cenno del capo, seguendo con lo sguardo l'autovettura che lentamente si allontana fino a scomparire alla loro vista.

***

L'autoveicolo, guidato da Luca, percorre la lunga e assolata autostrada; dopo circa tre ore si immette nella provinciale che fiancheggia il mare.
“Senti quest'aria deliziosa” dice l'uomo.
“Ne sono meravigliosamente avvolta” ammette Roberta con gli occhi socchiusi. “Mi sembra di essere in paradiso...”
“Nostro Signore non può che essere d'accordo.”
“Desidero che questa vacanza rimanga indelebile nei miei ricordi.”
“Lo sarà!” afferma l'uomo.
Il litorale variopinto, animato dai festosi bagnanti, stimola la fantasia di Luca che, lasciata la guida a Roberta, diffonde nell'aria con il sassofono la sua suggestiva melodia...

***

Prima di giungere alla loro meta, i due giovani fidanzati si concedono una sosta come piacevole conoscenza diretta della splendida spiaggia ghiaiosa bagnata dal limpido mare.
“Come ti sembra?”
“Un sogno!” risponde Roberta, con indosso un costume da bagno in due pezzi di colore grigio, sdraiata supina sulla stuoia. “Un posto incantevole per nulla affollato... cosa potrei chiedere di più.”
“Un angolo di paradiso!” afferma Luca, con un boxer di colore blu scuro, sdraiato a fianco.
“Già!”
“Perlustreremo la costa palmo a palmo alla scoperta di posti simili.”
“Con molta calma, i luoghi meritano una meticolosa attenzione.”
“Hai ragione” replica con un sorriso Luca.

***

“Salve!”
“Salve!” risponde Roberta.
“Scusatemi per avervi disturbato...”
“Non si preoccupi... possiamo esserle d'aiuto?”
“Ecco, vi chiedo se mi è possibile stendere la stuoia vicino alla vostra?”
“Ma certo!”
“Grazie.”
“E di cosa!”
“Nell'attesa che arrivi mio marito non vorrei sciogliermi come un gelato... e le acque di questo mare sono troppo invitanti per potervi resistere” dice una bella bionda di circa trent'anni con addosso un bikini di colore nero che esalta le forme seducenti del suo corpo.
“La capisco!”
“Spero che il suo compagno sia d'accordo.” Luca, sdraiato a pancia in giù accanto alla sua Roberta, schiude incautamente gli occhi, presi di mira impietosamente dai potenti raggi solari, dopodiché si erge sul busto. “Certamente!”
“Grazie!” La donna, lasciata la stuoia distesa sulla ghiaia insieme a un piccolo zainetto, lentamente si allontana, mentre Roberta elargisce un tenero sorriso all'indirizzo di Luca.
“Carina, vero?” dice la giovane.
“Sì, non male” risponde sornione Luca.
“Se non fossi sicura...”
“Di cosa?”
“Sì, se non fossi sicura della tua fedeltà, alla bella bionda avrei detto di sistemarsi altrove, in questa infinita spiaggia non manca lo spazio.”
“Chiaro come la luce del sole.”
“Questo non significa che non ti terrò d'occhio” precisa con velata ironia Roberta.
“Ci avrei scommesso!”

***

Trascorsi alcuni minuti, Luca schiude nuovamente gli occhi, quando vede avvicinarsi, avvolti da una luce abbagliante, due sagome umane che si tengono per mano.
“Lui è Maurizio, mio marito. Io sono Katia” dice la bella bionda con la pelle bagnata dal mare.
“Salve!” Maurizio, occhi furbeschi, capelli castani, lunghi, raccolti all'indietro a coda di cavallo, saluta la coppia.
Roberta si erge sul busto.
“Non avete mica intenzione di arrostirvi sotto il sole cocente? Dai, venite a fare il bagno insieme a noi.”
Dal simpatico e amichevole invito di Katia non possono sottrarsi Luca e Roberta che, dopo uno sguardo d'intesa, accettano volentieri. La giovane e bella compagnia va incontro alle acque ristoratrici del mare.
“Io sono Luca, lei è Roberta”
Dopo la dovuta presentazione, la comitiva si tuffa nello specchio azzurro, rendendolo improvvisamente spumeggiante. Alla fine del sano e puro divertimento, l'estemporanea comitiva si sdraia supina sulle rispettive stuoie.
“... siete di qui?” domanda Katia, immobile ad asciugarsi, con le palpebre chiuse per riparare gli occhi dai potenti raggi solari.
“No! Siamo di passaggio” risponde Roberta.
“Vacanzieri?”
“Sì. Faremo un bel tratto di costa, prima di giungere da mia sorella, a quattro ore di macchina da qui.”
“Vi attende un lungo viaggio.”
“Che non faremo in un'unica tirata; vogliamo rilassarci, stare bene e non stressarci.”
“Giusto!”
“Voi siete di qua?” chiede Roberta.
“No” risponde Katia.
“Anche voi vacanzieri.”
“Già!”
“È un bel luogo.”
“Proprio quello che ci siamo detti con Maurizio: un luogo tranquillo, come ormai se ne vedono pochi. Pensiamo di ritornarci.”
“Probabilmente anche noi, magari la prossima volta che andremo a far visita a mia sorella.”
“Avete impegni per pranzo?” chiede la bella bionda.
“No, abbiamo pensato di andare in una trattoria.”
“Scordatevelo! Siete invitati a casa nostra. Mi ritengo un'ottima cuoca, e accetto volentieri i complimenti dei miei invitati” replica Katia con tono risoluto ma con un'espressione di simpatia.
“Casa vostra?”
“Be', l'appartamento che abbiamo affittato, sarà la nostra dimora per un mese” afferma Katia.
Luca e Roberta incrociano il loro sguardo. Dopo essersi asciugata, Katia si alza, raccoglie lo zainetto e la stuoia e indirizza la sua attenzione su Roberta
“Andiamo? La nostra casa non è distante da qui... non preoccuparti, farò tutto da sola, te lo prometto, desidero soltanto la tua compagnia; loro ci raggiungeranno dopo.”
Roberta, visibilmente impacciata, rivolge lo sguardo a Luca il quale, con una significativa espressione mimica del volto, la rassicura sul suo assenso. Le due donne lentamente si allontanano, mentre Maurizio tiene a precisare le straordinarie capacità culinarie della sua compagna.
“È un asso ai fornelli; be', naturalmente non solo lì ...”
“Un bel tipo, davvero interessante!”
“È molto carina, tua moglie.”
“Non siamo ancora sposati” risponde Luca.
“Io vado a fare un bagno. Vuoi venire anche tu?” chiede Maurizio, preceduto da un sottile sorriso dal sapore beffardo.
“No, non mi va.”
“Ok. Al mio ritorno andremo a raggiungere le nostre donne.”
“Va bene.”

***

Luca, sdraiato prono sulla stuoia, si gira in posizione supina e, nell'attesa di Maurizio, sembra sfidare la calura. Dopo circa mezz'ora si erge sul busto e guarda all'orizzonte in direzione del mare; apre lo zainetto per prendere il cellulare, quando si accorge che insieme al suo è rimasto in buona compagnia quello di Roberta: un'espressione di disappunto traspare dal suo viso. I pochi bagnanti immersi nell'acqua, e altrettanti lungo la battigia, agevolano il compito del giovane nella speranza di individuare l'uomo col codino; nulla da fare, dice una sua smorfia di delusione. Luca, in uno stato di apprensione, attende ancora pochi minuti, per poi alzarsi in piedi e iniziare a camminare in lungo e largo.

***

La volante della polizia si accosta e parcheggia davanti a un bar.
“Una sosta quotidiana” osserva Orlando, mentre insieme ai due colleghi scendono dall'autovettura.
“Stesso bar, tutti i giorni; un'abitudine che potrebbe rivelarsi rischiosa” risponde l'amico tra il serio e il faceto.
“Grandioso!”
“Non sarai già pentito di far parte della nostra squadra?”
“E perché mai? L'adrenalina comincia a farsi sentire.”
“Bene. Verrà il momento che sarai costretto a tirarla fuori.”
“Ho come la sensazione che tu voglia buttarla sullo scherzo o sbaglio?” commenta Orlando, avviandosi con i colleghi al bancone del bar.
“Non più di quanto lo faccia tu. Cosa prendi?”
“Un caffè.”

***

Accomodate su due poltrone nel luminoso soggiorno, Katia e Roberta gustano una macedonia fresca.
“È una bellissima casa, davvero!”
“Sì, piace parecchio anche a noi” risponde Katia. “Peccato non sia di nostra proprietà.”
“Già.”
“Avevamo pensato di comprarcene una, per trascorrervi le vacanze, ma l'anima errante che è in noi ce l'ha sconsigliato; credo sia giusto così, difficilmente leghiamo con un luogo ben preciso: ci piace cambiare, conoscere gente nuova...”
“In spiaggia hai detto che sareste ritornati ben volentieri da queste parti” osserva Roberta.
“Un'eccezione si può sempre fare, e in questo caso ci sarebbe un valido motivo per trasgredire le nostre regole di vita...”
“Be', se è così...” commenta Roberta, con un'espressione che la dice lunga sulla sua innata curiosità. “...Potremmo rincontrarci, magari la prossima volta che passerai da qui per andare a riabbracciare tua sorella” dice la bella bionda.
“Un'ipotesi alquanto difficile, ma non impossibile.”
“Quando ci sono due entità che si attraggono, nulla e davvero impossibile.”
“Hai le idee piuttosto chiare” replica Roberta, rapita dall'affascinante e misteriosa donna.
“Tu no?”
“Non so cosa pensare.”
“Ti senti in imbarazzo?”
“No. Ma devo ammettere che sei un bel tipo, capace di suscitare diverse sensazioni...”
“Tutte in una volta?”
“Sì.”
“Spero che siano positive.”
“Non so spiegarmelo... sei così, enigmatica...”
“Enigmatica io?”
“Già!”
“Oh, mio Dio! Non è nelle mie intenzioni” afferma Katia, poggiando il bicchiere sul tavolinetto basso. “Immagino che dovrò farti ricredere.”
Non è necessario.”
“Sicuro che non dà fastidio?”
“Ci voleva proprio questa macedonia fresca...” Roberta, col cucchiaino manda giù nello stomaco l'ultimo pezzettino di frutta, beve il succo rimasto nel bicchiere, dopodiché lo depone sul tavolinetto. “Scusa, dicevi?”
“Se il mio atteggiamento enigmatico lo trovi fastidioso...”
“Assolutamente no. Interessante, senz'altro. Devo solo, come si suol dire, trovare le giuste misure.”
“Già. Be', grazie a Dio mi sento sollevata.”
“Sul serio?”
“Certo! Non voglio che i miei ospiti in mia presenza provino disagio, sarebbe sconveniente per entrambe le parti. Non trovi?”
“Se dicessi di no, sarei una bugiarda.”
“E tu non lo sei.”
“Cerco di non esserlo.”
“Non ci vuole molto a capirlo” afferma Katia.
“Spero sia un pregio, e non un difetto” replica col sorriso sulle labbra Roberta.
“Naturalmente! Ti va dell'altra macedonia?”
“Sì. Ne sono golosa.”
“Ne ero certa. Ritorno subito.”
Salvatore Scalisi
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