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Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti ben 23 libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega. Tra i suoi libri più conosciuti Figlio del lupo e l'ultimo uscito: La Rappresentazione.
Ariase Barretta. È nato in un quartiere popolare di Napoli. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Alla passione per la scrittura ha sempre affiancato quella per la musica, dedicandosi allo studio della teoria musicale, del pianoforte e della composizione corale presso i conservatori di Salerno e Benevento. Ha lavorato come redattore e traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali e per varie case editrici. Il suo ultimo romanzo è Cantico dell'Abisso.
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Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
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Autore: Pier Luigi Coz
Titolo: Le avventure di Gatto Manno
Genere Avventura per ragazzi
Lettori 571 10 6
Le avventure di Gatto Manno
- Guarda Giovanni, c'Ŕ un quadrifoglio enorme sotto la coda di Patrizio! - disse Nilde la pecora, che era stata pervasa improvvisamente da una voglia matta di fare scherzi.
- Ma non dirmelo! Dov'Ŕ? Dov'Ŕ? - chiese Giovanni, che si era ringalluzzito alla notizia della presenza di un quadrifoglio.
L'ariete era goloso di quadrifogli e diventava quasi pazzo per quelli di dimensioni giganti.
- ╚ lÓ, sotto la coda di Patrizio, non lo vedi....Oh mannaggia! Patrizio lo sta per calpestare - disse la pecora.
Giovanni non ci vide pi¨, partý alla carica a testa bassa e con le sue corna colpý il didietro del Pavone
Sbang!
Splashhhhh....
- Per mille bottiglie di calif¨! Chi ha osato tanto? - si chiese il pavone dopo essere piombato in acqua.
Girandosi, vide Giovanni con la testa bassa intento a cercare qualcosa. Non aveva la pi¨ pallida idea che l'ariete stesse cercando disperatamente il quadrifoglio ônotatoö da Nilde.
- Grazie per il bagno gratuito - disse compiaciuto Aldo, dopo essere stato investito dall'acqua. Una bella rinfrescata era quello che ci voleva, soprattutto se gratuita e senza muovere alcuna piuma.
- Wow! Super onde gigantesche in arrivo!! - disse un affannatissimo Trampolius, che aveva raggiunto GargÓntula e Bagnante vicino alla posizione dove Falonda e Tonaldo attendevano la perturbazione acquifera.
- Tonaldo, preparati che queste sono super super - disse Falonda al ditisco.
- Super figo. Andiamo un po' incontro per prendere l'abbrivio - rispose Tonaldo.
- Sý, andiamo - rispose la ditisca, la cui adrenalina stava salendo rapidamente.
- Arrivaaaaaa! - strill˛ Trampolius, che vedendo giungere l'imponente massa d'acqua era passato da un tono euforico ad uno quasi terrorizzato.
- Non prenderla di petto, mettiti in diagonale con il sedere verso l'onda e non irrigidire le zampine. Quando sei sull'onda mettiti diritto per farti trasportare meglio - gli grid˛ GargÓntula, che aveva colto l'inquietudine nella voce del ragnetto d'acqua.
Per fortuna il ragno riuscý a sentire le parole della rana, e, soprattutto, a metterle in pratica. L'onda arriv˛, con Tonaldo e Falonda che la stavano cavalcando come dei veri surfisti professionisti. Trampolius seguý alla lettera le indicazioni ricevute da GargÓntula e riuscý a non farsi travolgere dall'onda.
Capito il meccanismo, il ragno d'acqua si lasci˛ scivolare indietro per prendere l'onda successiva. La stazza del pavone, molto pi¨ grande di quella del tacchino, aveva generato quattro grandi onde, una ravvicinata all'altra.
Una volta trovatosi sulla cresta della prima onda, Trampolius aveva preferito non rischiare e aveva deciso di farsi scivolare verso la seconda.
- Wow! Ho capito adesso come si fa. Con la prossima cavalcher˛ l'onda con i ditischi - disse il ragno d'acqua, passando davanti a Natrixia, che nel frattempo era arrivata nei pressi di GargÓntula e Bagnante.
- Pensa a goderti questa, come se non ce ne fosse un'altra - gli consigli˛ Natrixia.
- Attento all'onda di ritorno, quando il pavone uscirÓ dall'acqua - aggiunse GargÓntula.
- Va beeeeneee - rispose Trampolius che stava incominciando a pattinare sull'onda.
- Giovanni! Mannaggia! - esclam˛ ad alta voce il pavone; l'ariete infatti, troppo concentrato a cercare il quadrifoglio inesistente, non aveva degnato di uno sguardo il povero Patrizio finito in acqua.
- Non disturbarmi Patrizio, sono troppo intento a trovare il meraviglioso quadrifoglio che giaceva sotto le tue zampe; speriamo che tu non abbia compiuto lo scempio di averlo strappato dalla terra - rispose Giovanni.
- Farneticante! Sei un ariete farneticante! - ripetÚ pi¨ volte il pavone con voce alterata, mentre usciva dal ruscello dalla parte opposta a quella in cui si trovava Giovanni.
- Giuanin, vieni qui dai. Non troverai niente - disse la pecora in dialetto pecorese, in modo tale che Patrizio non potesse cogliere nulla.
Giovanni, sentendo le parole della sua amata, interruppe la ricerca e torn˛ da Nilde.
- Come! Non c'Ŕ niente? - chiese Giovanni molto deluso. L'ariete era un super amante dei quadrifogli e il fatto di averne mancato uno non lo rendeva per nulla felice.
- Non hai capito che volevo fare uno scherzo a Patrizio. E direi che Ŕ venuto decisamente bene - parl˛ sottovoce la pecora.
- Ahh! Mattacchiona. Hai rispolverato il tuo vecchio spirito scherzoso. E hai utilizzato questa brillante scusa per far sý che il pavone finisse a farsi un bagnetto - realizz˛ Giovanni.
- Esatto! Ora hai colto - rispose la pecora.
- Bene, ora che ti sei divertita Ŕ tempo di andare a bere - disse l'ariete.
- Sý. Per sicurezza guardiamoci dietro; non si sa mai che qualche altro burlone, e nella compagnia ce ne sono diversi, possa farci uno scherzetto - aggiunse Nilde.
Guardandosi le spalle i due belanti arrivarono al ruscello e si misero a bere.
Uno dopo l'altro, gli animali si avvicinarono alla riva del ruscello per dissetarsi.
Il bue Oreste, la mucca Carolina e il micio Zio Zil rimasero ad attendere l'arrivo di Gatto Manno e di Oscar, il cui passo, sebbene lento, era diventato costante. I bovini desideravano andare a bere insieme all'asino e al Capo della Cascina.
- Aldo, mi raccomando, non addormentarti lý - disse il cane Cucio avvicinandosi al ruscello.
- Tranquillo, ora mi alzo e mi sposto all'interno del prato. Non si sa mai che mi facciano fare un secondo bagno. Uno va bene, ma due sono troppi: poi mi viene il raffreddore - rispose il papero.
- Bravo! Evita di prenderti il raffreddore; ti ricordo che l'ultima volta non ti passava pi¨ - concord˛ Picio, mentre si allineava a Cucio per bere.
- Quanto Ŕ durato l'ultima volta, Aldo? - chiese Minipicio, fingendosi smemorato.
- Tre settimane di calendario anatide - rispose prontamente il papero.
- Mmmm. Tradotto in settimane canine, sono due. Se poi vogliamo tradurle in settimane normali, direi una e un quarto - replic˛ Minipicio, che era quello pi¨ portato per la matematica e per le conversioni tra i vari calendari.
- GiÓ - rispose serio Aldo, facendo credere di aver capito qualcosa dei calcoli del cagnolino.
L'onda di ritorno, generata dall'uscita dall'acqua di Patrizio era di portata inferiore a quella che i ditischi e Trampolius avrebbero desiderato. Passato l'effetto dell'onda, Trampolius, Tonaldo e Falonda erano ritornati nei pressi di GargÓntula, Bagnante e Natrixia.
Gli altri animali bevvero senza causare particolari moti ondosi. La voglia di trovare un po' d'acqua mossa era talmente grande che i ditischi e il ragno d'acqua iniziarono a muoversi verso gli animali, sperando che qualcuno riuscisse a creare un movimento d'acqua consistente.
- Bagnante, io cambio sponda, ed esco un po' dall'acqua - disse GargÓntula.
- Buona idea, ti seguo. Devo dare il segnale a Giosualda, Rantricchia, Bedulinda e Palmazio? - chiese Bagnante che non voleva abbandonare la rana.
- Sý, dý loro che ci spostiamo. Non si sa mai che poi ci cerchino senza trovarci - rispose GargÓntula.
- Cra...., Cra.... Cra, Cra, Cra...... Cra - fu il messaggio che Bagnante mand˛ alle altre quattro compagne, utilizzando il linguaggio delle rane.
- Guarda che potevi comunicarcelo anche normalmente; sei proprio un fenomeno! - esclam˛ Giosualda al compagno.
- Anche perchÚ quando tu parli in ranesco, ti mangi le parole, per cui si fa veramente fatica a capire quello che vuoi dire - osserv˛ Palmazio.
- Comunque, grazie per averci avvisati. Penso che noi ci muoveremo verso monte. Siamo stati giÓ troppo in ammollo e abbiamo intenzione di andare a prendere il sole lontano dal baccano che si sta manifestando qui - aggiunse Bedulinda.
- Andiamo amici! - disse Bedulinda muovendosi nell'acqua.
Giosualda, Rantricchia e Palmazio si misero a nuotare e in pochi istanti furono lontano dalla vista di Bagnante e GargÓntula.
- Scommettiamo che uno dei tre amigos, che si stanno spingendo vicino agli animali della Cascina, vivrÓ un'esperienza indimenticabile? - disse GargÓntula a Bagnante, dopo che quest'ultimo aveva raggiunto la compagna sulla riva opposta.
- Se lo dici tu, ci credo; tu azzecchi sempre le previsioni, per cui Ŕ inutile che io scommetta con te - rispose il ranocchio.
- Sý, anche io non scommetterei. Quello che suppone GargÓntula si avvererÓ di sicuro - constat˛ Natrixia.
Pier Luigi Coz
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