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Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «ttl La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero». Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti ben 23 libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega. Tra i suoi libri più conosciuti Figlio del lupo e l'ultimo uscito: La Rappresentazione.
Ariase Barretta. È nato in un quartiere popolare di Napoli. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Alla passione per la scrittura ha sempre affiancato quella per la musica, dedicandosi allo studio della teoria musicale, del pianoforte e della composizione corale presso i conservatori di Salerno e Benevento. Ha lavorato come redattore e traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali e per varie case editrici. Il suo ultimo romanzo è Cantico dell'Abisso.
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Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
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Autore: Daniela Ballestra
Titolo: I racconti di Verde quiete
Genere Narrativa Illustrata
Lettori 410 1 1
I racconti di Verde quiete
La signorina Nocciolina è andata nel bosco a cercare nocciole, castagne, more e lamponi per fare tanti dolcetti da regalare ai suoi amici; lì ha incontrato il riccio Dolce Spino intento a raccogliere le bacche per fare la marmellata.
“La posso aiutare Signorina Nocciolina?”- chiede il riccio galante.
“Grazie Dolce Spino, potresti raccogliere anche qualche bacca per la mia torta?”- risponde Nocciolina
“Sicuro” - dice Dolce Spino e in men che non si dica riempie un bel cestino di bacche rosse e succulente.
“Per ricompensarti porterò una bella torta ai tuoi piccini” - disse Nocciolina proseguendo il suo cammino
“Stia attenta, però ” - le raccomandò Dolce Spino- “ ci sono in giro dei loschi individui ed hanno due gambe e i fucili!”
“Ah.... sì lo so”- disse Nocciolina- “ sono quegli uomini cattivi che uccidono gli animali, è per questo che i miei alunni da giorni non vengono a scuola e sono chiusi nelle loro tane”
“Signorina Nocciolina, vorrei che lei venisse a casa dai miei piccoli a raccontar loro delle storie....”
“Verrò, verrò senz'altro...”- promise Nocciolina salutando frettolosa.
Nocciolina torna a casa con le sue provviste e le ripone nella dispensa; da quando i suoi alunni sono chiusi nelle tane e non vanno più a scuola, si è dovuta inventare un altro lavoro: prepara torte e marmellate per gli animali del bosco in cambio di tante nocciole.
“Toc, toc.....” - qualcuno bussa alla porta di casa
“ Chi è?” - domanda Nocciolina sorpresa e allarmata
“Sono la signora Coda Furba” - risponde una voce tremante e infreddolita - “Vorrei un barattolino di marmellata in cambio di una scorta di more”
“ Entri pure signora Coda Furba” - disse Nocciolina aprendo la porta di casa - “gradisce un tè caldo ai frutti di bosco?”
“Oh, ben gentile” - rispose la furba signora in rosso, accomodandosi nel grazioso salottino di Nocciolina.
Le due sorseggiarono un bel tè fumante e gustoso, spettegolarono un po' sugli abitanti di “Verde quiete”, poi Nocciolina diede un barattolino di marmellata alla signora Coda Furba che si congedò, ringraziando infinite volte per il piacevole pomeriggio, ripromettendosi di tornare presto a trovare la sua gentile amica.

La casa di Nocciolina

Alla casa del Nocciolo c'è sempre un gran da fare: stirare, spazzare, cucinare e riordinare colori e pennelli con cui Nocciolina illustra le sue storie.
La casa si trova all'interno dell'albero del Nocciolo, ma nessuno può vederla se non con gli occhi dell'immaginazione. Allora, di notte, quando la luna illumina il bosco, potrete scorgere la lucina fioca di un timido lampione appeso alla porta della casa del Nocciolo. E' come un piccolo cuore pulsante nell'oscurità.
E bisogna essere una signorina Nocciolina per capire cosa significhi passare un lungo inverno a “Verde quiete”, quando il vento ulula, la neve cade copiosa e strani rumori si levano come lugubri lamenti nelle tenebre.
E bisognerebbe conoscerla la signorina Nocciolina così coraggiosa e intraprendente. Ebbi il piacere d'incontrarla, un giorno, mentre vagava frettolosa tra gli alberi del mio giardino, subito capii che doveva essere un tipo molto temerario per avvicinarsi così tanto alla casa di un essere umano. Ed è così che la sua voce, all'improvviso, si unì ai miei pensieri, finché un giorno, aprendo la porta di casa, trovai un barattolino di marmellata grande poco più di un ditale, abbandonato sullo stuoino. Lo aveva lasciato la signorina Nocciolina accanto ad un rotolino di carta legato con un nastrino rosso. Srotolai in fretta il foglio, era scritto con caratteri cosi piccini che per decifrarlo dovetti usare una lente d'ingrandimento.
“Guarda oltre la staccionata, c'è un grande albero solitario, forse pensi che sia un po' solo, in verità, non puoi vedere tutte le creature che abitano tra le sue chiome..”
Come aveva ragione Nocciolina! Non mi ero mai soffermata a guardare quell'albero, né mi ponevo interrogativi così profondi sui suoi abitanti e sulla sua solitudine.
Eppure, nulla di ciò che sembrava ovvio lo era, nemmeno una signorina Nocciolina che attraversava frettolosa il mio giardino.
Ora mi considera sua amica ed ogni tanto mi dona una sua storia, scritta sulle foglie arrotolate che lascia sullo stuoino di casa. Se chiudete i vostri occhi reali per un attimo per vedere con quelli della fantasia, non potrete fare a meno di conoscere il mondo di “Verde Quiete”.
Sono sicura che Nocciolina sarebbe felicissima di sapere che vi sto raccontando le sue storie o forse, già lo sa.

Prima neve a “Valle Incantata”

La neve ha iniziato a fioccare copiosa fin dal mattino a “Valle Incantata” e il piccolo Crostino la guarda stupito con il nasetto appiccicato al vetro della finestra; tutto il paesaggio è imbiancato e non si vede più il sentiero che porta nel bosco.
“Che bello! oggi niente scuola...” - esclama Crostino-
Scarpe e cappello non bastano per uscire a giocare con la neve, ci vogliono gli stivaletti imbottiti da astronauta. Crostino si butta a capofitto nella neve fresca, ruzzolando come una palla, noncurante delle raccomandazioni di mamma Zampina. Da dietro una catasta di legna si leva un fruscio: è il signor Zampa Lesta che cerca della legna per scaldarsi.
“Buon giorno signor Zampa Lesta” - dice Crostino alla vecchia lepre
“Ah sei tu?” - esclama sorpresa la lepre- “stavo giusto cercando un po' di legna per il fuoco, mi aiuti a portarla a casa? purtroppo mia moglie ha un terribile torcicollo ed ha bisogno di stare al calduccio”
“Certo, signor Zampa Lesta” - rispose Crostino come un vero orsetto a modino.
La signora Zampa Grigia sedeva davanti al focolare, quando Crostino fece ingresso nella casa per consegnare la legna, e nemmeno si voltò per vedere chi fosse entrato.
“Come va signora Zampa Grigia?” - le chiese Crostino avvicinandosi ossequioso.
“Caro figliolo, perdonami, ho un brutto dolore al collo che non mi dà pace”- rispose Zampa Grigia.
“Lo dirò a mia madre...”- rispose Crostino- “con una delle sue tisane miracolose tornerà in piena forma”
“Sei molto gentile, posso darti una bella fetta di torta di mele per sdebitarmi?” - disse la signora Zampa Grigia alzandosi dalla sedia e senza mai girare il collo, rigida come una marionetta, si diresse verso la dispensa per preparare una fetta di torta per il piccolo Crostino.
“Grazie, signora Zampa Grigia” - disse Crostino prendendo la fetta di torta- “ma non doveva disturbarsi”
Era così imbarazzato per le mollichine che cadevano in terra, mentre addentava il pezzo di torta, che salutò frettoloso con la bocca piena, riprendendo la via di casa.
La neve continuava a fioccare incessante, era diventata così alta lungo la valle e nel bosco che Crostino faceva fatica a camminare senza sprofondare con le zampe.
E infatti, dopo aver annaspato con fatica per qualche metro, ad un certo punto, inciampò, rimanendo stordito a terra.
Quando riaprì gli occhi, vide davanti a sé un muro di neve così alto da non riuscire a vedere il cielo.
“Aiuto!....” -urlava- “qualcuno mi aiuti!”
Povero Crostino, ad un certo punto, sentì una paura incontenibile crescere nel cuore e urlava con quanto fiato aveva in gola, sperando che qualcuno lo sentisse; prima o poi mamma Zampina sarebbe andata a cercarlo, ma adesso era così solo e faceva così freddo che le dita delle mani e dei piedi erano diventate di ghiaccio e il naso era quasi congelato. Intanto, un piccolo merlo, saltellando sopra il mucchio di neve, aveva udito le urla disperate dell'orsetto, ma era troppo debole per poter scavare nella neve, così chiamò il gufo Merlino e la volpe Polpetta.
I tre presero a scavare di gran lena, finché non trovarono il piccolo Crostino quasi congelato come una statua di ghiaccio, ma ancora vivo!
Lo portarono a casa con gran fatica e lo misero davanti al focolare per farlo riscaldare. Mamma Zampina per ringraziare i tre soccorritori, preparò una tisana di erbe e frutti di bosco.
“Chissà quanti animali erano in difficoltà con la neve” - pensò tra sé Crostino.
Quel giorno decise che da grande avrebbe lavorato nella protezione degli animali di Valle Incantata.
“C'è tempo per diventare grande” - disse mamma Zampina al piccolo Crostino che come tutti i piccini non vedeva l'ora di crescere e diventare un orso forte, buono e coraggioso per salvare tanti amici in difficoltà...
Daniela Ballestra
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