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Vito Catalano è nato a Palermo nel 1979. Da anni Lavora ai documenti d'archivio del nonno, Leonardo Sciascia. In una vita fra Italia e Polonia (dove per anni ha tenuto lezioni di scrittura italiana agli studenti di Linguistica Applicata dell'Università di Varsavia), ha pubblicato numerosi articoli sui quotidiani Il Messaggero, Il Riformista, La Sicilia e quattro romanzi: L'orma del lupo (Avagliano editore 2010), La sciabola spezzata (Rubbettino 2013), Il pugnale di Toledo (Avagliano editore 2016), La notte della colpa (Lisciani Libri 2019).
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Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
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Autore: Salvatore Scalisi
Titolo: La moglie del gioielliere
Genere Thriller
Lettori 433 1 1
La moglie del gioielliere
- È stata una bellissima serata - dice Norah, seduta in macchina.
- Sì; meravigliosa! - replica Parker, al posto di guida della vettura.
- Si è fatto tardi, domani dovrai alzarti presto ... sarai assillato da impegni di lavoro. E poi, mi sembra di aver capito, c'è il cugino di tua madre, con i suoi problemi esistenziali. -
- Già! Non posso trascurarlo; lo vedo messo male, ma non è il caso di pensarci ora ... -
- Dalla tua espressione presumo che tu non voglia andare a letto. -
- Non certo per dormire ... - risponde sornione il detective.
- Il tuo cos'è un invito? -
- Sì, a meno che, tu non sia talmente stanca ... -
- Ti sembro così sfiancata? -
- No. -
- Bene. Credo che stiamo perdendo tempo; vieni a bere un Martini a casa mia? -
- Ben volentieri. -

***

La serata si è protratta fino a notte inoltrata, ma Parker non ha certamente da lamentarsi se è dovuto andare a letto nelle prime ore del mattino; ne è valsa la pena. Il giorno dopo, inevitabilmente, si alza più tardi del solito. Ha l'aria assonnata, quando entra in cucina.
- Buongiorno. -
- ... ciao. -
- Hai fatto tardi ieri sera! - dice la signora Parker.
- Già - risponde il detective, sedutosi al tavolo.
- Potevi startene ancora a letto. -
- No, non sono abituato a dormire fino a tardi, mi sveglierei ancora più intontito. Una buona tazza di caffè mi rimetterà in sesto - risponde l'uomo, prendendo in mano la tazza e sorseggiando la bevanda scura.
- Lavori tanto, dovresti riposarti di tanto in tanto - dice la madre, seduta dinanzi, mentre da un bicchiere beve del latte.
- Se ti riferisci a ieri sera, non si è trattato di lavoro, ma di una piacevole pausa. -
- Ho capito; provo a indovinare: sei uscito con Norah. -
- Esatto! Sai come vanno queste cose, non guardi mai l'orologio ... -
- Ci credo - osserva, con un simpatico sorriso, la donna.
- Kate? - chiede il detective, quando in cucina entra la ragazza.
- Ciao Nonna, papà. -
- Ciao piccola. Non vai a scuola? -
- Sì, ma oggi entriamo un'ora dopo - risponde Kate, sedutasi al tavolo. - Tu piuttosto, è strano che sei ancora a casa; è difficile incontrarci la mattina. -
- Hai ragione, stamattina facevo fatica ad alzarmi dal letto. -
- Allora perché non ci rimanevi ancora un po'? -
- Perché avrei sentito il rimorso di coscienza. -
- Per così poco? -
- Già. Lo capirai quando sarai più grande. -
- Se è così, preferisco non crescere - dice la ragazza, spalmando su una fetta di pane della marmellata.
- Ti capisco perfettamente - replica l'uomo.
La ragazza riceve un messaggio sul suo cellulare. - Be', io vado - dice Kate, dopo aver bevuto di gran fretta il suo bicchiere di latte e avvolto in un tovagliolo di carta le due fette di pane con la marmellata.
- Perché non finisci di fare colazione? - le chiede la nonna.
- Lo faccio dopo; devo incontrare la mia amica. -
- Stai attenta. -
- Ok. Ciao - la ragazza dà un bacio ai suoi familiari e va via.
- Lei ti somiglia sempre di più - osserva la signora Parker.
- Davvero? -
- Sì; siete sempre in continuo movimento. A volte faccio una gran fatica perfino ad organizzare le cose più semplici. -
- Mi dispiace ... -
- Non fa niente, ormai mi sono abituata. Novità su Zachary? -
- Mi ha chiamato ieri sera al telefono, gli ho detto che ero impegnato, ma che ci saremmo risentiti. Cercherò di dedicargli più tempo, di aiutarlo se posso. -
- Mi farebbe piacere; ha bisogno di molto conforto. Siamo per lui un punto di riferimento importante, a cui si sta aggrappando con tutte le sue forze. -
- Farò di tutto per non deludere le sue attese. -

***

In verità, a parte il conforto, che gli darebbe di tanto in tanto, non sa proprio cosa potrebbe fare per aiutare il cugino della madre. A suo avviso ci vorrebbe una persona costantemente vicino, che lo seguisse con dedizione; il suo è un caso delicato che richiede un'attenzione particolare e Parker non può permettersi di trascurare il suo lavoro. A iniziare dalla rapina in casa di un noto gioielliere della città, con relativo stupro nei confronti della moglie.

***

Si apre il grande cancello automatico, mentre Parker entra con la sua berlina nella grande villa, parcheggiando la vettura nello spiazzo dinanzi alla casa.
- Grazie di essere venuto - dice l'uomo, dopo aver fatto accomodare il detective nel luminoso ed elegante salone.
- Rispetto sempre gli appuntamenti. -
Sopraggiunge la moglie del gioielliere, un'avvenente quarantenne.
- Qualcosa da bere? - chiede l'uomo.
- Sì, grazie. -
- C'è di tutto; ha delle preferenze? -
- Nessuna preferenza, faccia lei. -
- Si metta comodo. Cara, per te? -
- Ho già bevuto un bicchiere poco fa insieme alla nostra amica Sadie e preferirei non andare oltre. -
Il gioielliere ritorna con due bicchieri di Martini, porgendone uno a Parker.
- Grazie per aver accettato l'incarico. -
- Non ho detto di aver accettato l'incarico - risponde il detective, seduto su una poltrona del salotto.
- Mi sembrava ... -
- Sono venuto per parlarne. -
- Giusto. Immagino che conosca la storia. -
- Sì, in linea di massima; ho seguito la cronaca attraverso i mass media e qualcosa mi ha accennato lei per telefono. -
- Bene; posso sapere che idea si è fatto? -
- A dire il vero, non ho avuto modo di rifletterci su, ma le assicuro che a volte mi basta poco per avere il quadro chiaro della situazione. -
- Capisco; le racconterò tutti i dettagli ... - dice l'uomo, seduto nell'altra poltrona, mentre la moglie si è accomodata sul divano.
- Credevo che fosse un caso chiuso - replica Parker, sorseggiando il Martini.
- Forse per la polizia, ma non per noi - interviene la donna. - Io voglio vederli in faccia quei due, prima che muoiano in una lenta agonia. -
- Non è detto che si riesca a trovarli. -
- Se ci siamo rivolti a lei ci sarà pure un motivo, non crede? Non c'è un criminale che con lei riesca a farla franca. -
- Troppo gentili, ma non sempre è così - risponde Parker, pensando evidentemente all'enigmatico Brent.
- Ci basta che lei se ne occupi. -
- È più forte di me; una cosa a cui non riesco a dire di no, è rifiutare il lavoro. Qualsiasi esso sia. -
- Bene! Quindi accetta l'incarico - dice il gioielliere.
- Sì, non ha senso portarla alle lunghe, si spreca del tempo inutilmente. -
- Ottimo! - esclama l'uomo. - Saremo a sua totale disposizione per qualsiasi cosa voglia chiederci. -
- Su questo non ho dubbi - replica, accennando un sorriso rassicurante, il detective.

***

Parker ha ragione, non riesce mai a dire di no. Non sta mai a guardare le sfaccettature o la complessità di ogni singolo caso; anzi, più complicati e difficili sembrano e più lo esaltano, quasi a farne una questione personale. I suoi collaboratori, conoscendolo, non battono ciglia.
- È come cercare un ago in un pagliaio; in questo momento potrebbero trovarsi in un altro paese, in capo al mondo, o forse saranno morti - dice Ted.
- È probabile - risponde Parker, seduto dietro alla sua scrivania.
- Una cosa è sicura: non è per la refurtiva rubata che la coppia desidera che i due vengano acciuffati e puniti a dovere, ma per lo stupro alla donna - interviene Jennie.
Il detective avvicina la tazza alle labbra e beve il caffè. - Sì, anche questo è più che probabile. -
- Certo, potevano risparmiarselo, visto che ormai avevano quello che cercavano; questi atteggiamenti non li digerisco - continua la segretaria.
- Voi non l'avete vista ... è una donna seducente - afferma Parker.
- Dovrebbe essere un dono della natura e non una condanna. -
- Sì, certo, hai ragione; ma abbiamo a che fare sicuramente con una coppia di balordi, priva di ogni forma di sensibilità. -
- Delle belve! -
- Nel nostro lavoro abbiamo a che fare con questa categoria, nulla di eccezionale, anche se capisco che ogni volta viene il voltastomaco. -
- Sappiamo poco di questa vicenda - dice Ted.
- Faremo tutte le ricerche possibili. -
- Mi sono data da fare per trovare qualcosa di utile ... - dice Jennie.
- Quando? - chiede Parker.
- Mentre preparavo il caffè. -
- Cristo! Sei impareggiabile! Mi chiedo cosa ne sarebbe l'agenzia senza di te. -
- Soprattutto senza il mio caffè. -
- Be', ci manchereste entrambi. -
- La cronaca parla di una rapina compiuta da professionisti ... -
- Da professionisti? - replica Ted. - Da quando in qua si preferisce rapinare pochi gioielli e una mangiata di soldi, quando potevano studiare un piano per entrare nella gioielleria e ripulirla da capo a fondo. -
- Anche tu ti sei dato da fare ... -
- Ho voluto dare una sbirciatina al computer mentre attendevo l'aroma inebriante del caffè. -
- Che squadra formidabile! Be', se è così, lascia un po' perplessi. A meno che non siano dei dilettanti incapaci di fare il salto di qualità. -
- Questo è poco ma sicuro. -
- Quella povera donna è stata violentata a turno da entrambi, sotto gli occhi del marito - dice Jennie.
- Immagino che sia stato orribile - osserva il detective.
- Solo per questo vanno acciuffati e puniti. -
- E tu sapresti in che modo farlo, non è vero? -
- Ci puoi scommettere! -
- Ok. Allora, diamoci da fare a scovare quelle belve! -

***

Il loro è un gruppo affiatato, si capiscono anche solo con un cenno e si muovono con un sincronismo impressionante. Anche questa volta si trovano ad indagare su un altro caso irrisolto, o meglio dire, messo in coda troppo in fretta dalla polizia, per mancanza di indizi utili che portino alla cattura dei due rapinatori. Non è colpa delle forze dell'ordine se il lavoro abbonda, se sono costretti a trascurare quei casi che si mostrano subito difficili da risolvere, o che richiedono tempi lunghi, senza la certezza dell'auspicato risultato finale. Prima di tuffarsi nel lavoro, Parker telefona a Zachary per avere sue notizie. I due si danno appuntamento in un bar della città.
- Scusami, ma ieri sera ero impegnato ... -
- Non fa niente, ti capisco. -
- Come va? - chiede il detective, seduto ad un tavolino all'interno del locale.
- Come sempre ... credo di non farcela - risponde Zachary.
- Invece dovrai mettercela tutta, perché solo con le tue forze puoi uscire fuori da questa situazione. È bene che questo lo sappi, per quanto tu possa ricevere un aiuto, in realtà puoi affidarti esclusivamente a te stesso. -
- Non è così facile ... -
- Se continui a ripeterlo, finirai col crederci veramente; come va con la tua nuova compagna? -
- Non bene; non ci sentiamo più. -
- Di male in peggio. -
- Già. -
- Dovrai lasciare quella casa. -
- Mi segue ovunque, te l'ho detto. -
- Sì, me l'hai detto; ma ti consiglio ugualmente di provarci. -
- Non funzionerà, ne sono sicuro. Lei è sempre presente, ovunque mi trovi; è la mia ombra. -
- Lei non c'è più, è frutto della tua immaginazione, e finché non ti convincerai di ciò sarà veramente dura scrollarti di dosso quest'incubo. -
- È mia madre! -
- Lo so, Zachary. -
- Mi sento responsabile della sua morte ... -
- Non hai nessuna colpa, non potevi farci nulla per salvarla, è morta per infarto. Eri molto legato a lei e la sua scomparsa è stata per te un duro colpo. -
- Non è così ... -
- Cosa vuoi dire? -
- Sono stato io. -
- Non dire idiozie. -
- Sì, potevo fare molto per evitare che lei se ne andasse. -
- E in che modo? -
- ... cercando di starle più vicino. -
- È comprensibile il tuo stato d'animo ... -
- Sono convinto che la seguirò. -
- Molto tardi, spero - dice Parker, con un velato sorriso, cercando di sdrammatizzare.
- È giusto così, devo pagare per le mie colpe. -
- Non puoi farmi questo, ti avrò sulla coscienza - continua, sulla stessa falsariga, il detective.
- Non potrai mai fermarmi - replica, tra il serio ed il faceto, Zachary.
- Stai scherzando! Si vede che non mi conosci! Nessuno può prendersi la libertà di fare una qualsiasi cosa senza il mio consenso. Perciò, rassegnati a vivere in questo mondo e nel modo migliore possibile! -

***

È una brutta rogna; Parker n'è convinto. Zachary si trova davvero in un bel casino, e non fa nulla per uscirsene. Anzi, sembra che voglia farsi del male, come per espiare una pena. Il detective non sa se veramente può essergli d'aiuto; tutti i suoi sforzi, per quanto gli è possibile, potrebbero risultare vani. Questo gli dispiacerebbe, a parte il dolore della madre, per le sorti del cugino. In questi casi sarebbe forse meglio affiancargli uno specialista in materia, anche se Parker non vede di buon occhio i cosiddetti psicoterapeuti; ma non ci sono altre alternative. Il suo amico Eddie, sulla questione esprime il suo parere.
- Lo sai come la penso. -
- Su gli strizzacervelli? -
- Sì. Meglio starsene alla larga; ma ognuno è libero di prendere tutte le decisioni che vuole, compreso farsi fare un bel lavaggio del cervello - dice Eddie, seduto davanti ad un bancone di un locale, con in mano un boccale di birra.
- Farò del mio meglio per aiutarlo, ma per quel che mi riguarda la vedo male. -
- Non hai nulla da rimproverarti, è già tanto quello che fai. Il discorso cambia invece per quanto riguarda la rapina al gioielliere. In questo caso andrai fino in fondo, ne sono sicuro. -
- Non mi sono mai tirato indietro, mi conosci. -
- Già. Immagino vuoi sapere cosa ne penso. -
- La tua lungimiranza mi è sempre gradita, lo sai. -
- Per me non sono dei professionisti; potevano mirare a qualcosa di importante, invece di accontentarsi di poca roba e della bellissima padrona di casa. -
- È quello che pensiamo anche noi. Credi che si tratti di lupi solitari? -
- È probabile; in queste poche ore non sono riuscito a sapere nulla che possa essere utile ad identificare la coppia di rapinatori, e questo la dice lunga sulla loro natura; proverò ad insistere, ma non ti garantisco chissà quali miracoli. -
- I miracoli sono una merce rara. -
- Proprio così. Ma non demordere, troverai sicuramente uno spiraglio di luce. Come sempre! -
- Mai perdere l'ottimismo - dice Parker, mentre alza il boccale di birra per un brindisi. - Alla nostra. -
Salvatore Scalisi
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