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Divier Nelli è uno scrittore, editor, insegnante di narrazione e consulente editoriale. È nato a Viareggio nel 1974 e vive nel Chianti. Scoperto da Raffaele Crovi alla fine degli anni Novanta, ha esordito nel 2002 col romanzo La contessa, cui sono seguiti Falso Binario, Amore dispari, Coma, Il giorno degli orchi e la riscrittura del classico ottocentesco Il mio cadavere di Francesco Mastriani. Il suo ultimo libro tratta il tema scottante del bullismo infantile, affidato al racconto della giovane protagonista della storia. Il titolo è Posso cambiarti la vita, edito da Vallecchi-Firenze.
Gabriella Genisi è nata nel 1965. Dal 2010 al 2020, racconta le avventure di Lolita Lobosco. La protagonista è un’affascinante commissario donna. Nel 2020, il personaggio da lei creato, ovvero Lolita Lobosco, prende vita e si trasferisce dalla carta al piccolo schermo. In quell’anno iniziano infatti le riprese per la realizzazione di una serie tv che si ispira proprio al suo racconto, prodotta da Luca Zingaretti, che per anni ha vestito a sua volta proprio i panni del Commissario Montalbano. Ad interpretare Lolita, sarà invece l’attrice e moglie proprio di Zingaretti, Luisa Ranieri.
Grazia Verasani si diploma all'Accademia dell'arte drammatica all'età di vent'anni. Le sue prime esperienze avvengono col Teatro Stabile dell’Aquila e col Teatro Stabile di Torino. Dopo l'incontro con Tonino Guerra, che la incita a scrivere, nel 1987 pubblica alcuni dei suoi primi racconti grazie a Roberto Roversi, che definisce la sua scrittura "immaginifica". Il suo romanzo più conosciuto è "Quo vadis baby?" da cui è stato tratto il film omonimo, con la regia di Gabriele Salvadores. Nella sua ultima opera "Come la pioggia sul cellofan" continua a raccontare la storia di Giorgia Cantini.
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Dialoghi e Menzogne. Il passaggio dal cinema muto al sonoro ha cambiato la percezione di una scena. Se vi soffermate su questo antico concetto, vi ritroverete a paragonare un libro alla stessa forma determinante di comunicazione, ma vi renderete conto che non ha alcun senso imbavagliare i nostri personaggi. E ora vi domando: cosa sarebbe "Il Piccolo Principe" senza i dialoghi con la volpe?
"I have a dream", ripeteva Martin Luther King Jr. il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington. "Io ho un sogno" è parte integrante della speranza di ognuno di noi, perché senza sogni resteremmo schiavi delle convenzioni. E non importa quanto sia piccolo o grande un sogno, la questione basilare è non arrendersi mai.
Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
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Autore: Alessia Giuliano
Titolo: Aradia L'eredità della prima strega
Genere Fantasy
Lettori 234
Aradia L'eredità della prima strega
Volterra A.D. MCCCXXXV.

L'estate giunge al termine, siamo ormai alla fine di agosto, qualche settimana fa ho festeggiato il mio compleanno, per l'esattezza, il mio diciannovesimo compleanno e ho ricevuto una visita inaspettata, quella della mia creatrice Diana, Dea della Luna, che mi ha reclamata al suo fianco disponendo il mio ritorno nel regno degli Dei. Ho vissuto questi anni come una comune mortale, ora penso alla famiglia che mi ha cresciuta e anche al mio unico Amore, loro non conoscono la mia sorte, so che saranno devastati dalla mia morte terrena, ma io conosco ormai da tempo il mio destino.
Il giorno della mia partenza è arrivato, nessuno conosce il mio segreto, solo i miei amati e più fedeli discepoli Clelia e Tebaldo sanno chi sono, loro saranno al mio fianco per aiutarmi nel rito di passaggio, la cerimonia è ormai iniziata, d'ora in poi toccherà a loro proteggere il dono ricevuto, il loro destino si compirà come è stato scritto.
Ecco, manca poco, la sorgente è di fronte di me, il sole sta per sorgere e la luce dell'Aurora illuminerà tra pochi attimi le sacre acque che mi porteranno lontano da qui, tutto si sta dipingendo dei colori della luce, un lampo e poi il buio.


Volterra A.D. MMIXX.

Il buio mi avvolge, mi sento leggera, non so dire quanto tempo sia passato, mi sembra di aver dormito per giorni, sento gli occhi pesanti e la testa che mi scoppia, le membra intorpidite e alle narici ancora quell'odore acre di bruciato, la paura mi serra lo stomaco, ma sono viva, apro gli occhi sono sola ma ad un tratto una sagoma si staglia nel buio con una fiaccola, e lo vedo, è un mostro, un demone.
Storia o Leggenda?
La storia racconta di un'antica rivalità tra due potentissime famiglie. Nel tardo Medio Evo, intorno alla fine del XIV secolo, in tutta la penisola italica imperversano faide sanguinose tra le più potenti famiglie, ma quella tra gli Allegretti e i Belforti è una rivalità che affonda le sue radici in un'antica leggenda. La leggenda racconta di una potentissima Strega, la prima di cui si abbia memoria in Europa,

figlia della Dea Diana e di suo fratello Lucifero, scesa sulla terra e stabilitasi a Volterra per far dono delle sue arti magiche ai deboli ed agli oppressi con lo scopo di salvarli dalla schiavitù. Tra i suoi discepoli più fedeli spicca il nome del trisavolo di mio nonno, che, inconsciamente, mi rende oggi depositaria di un segreto immortale.

Febe Partenza

La fine dell'ultimo trimestre si avvicina, due settimane ancora alla cerimonia per la consegna del diploma e poi la partenza, ma prima, e per la precisione stasera stessa, andrò al ballo di fine anno. La mamma ha insistito così tanto, continua a ripetermi che devo fare tutte le esperienze e che il ballo di fine anno rientra in una di quelle che ti capita di fare una sola volta nella vita, come indossare un abito da sera e ballare tutta la notte. Ok, mi ha convinta, ma solo perché ho ricevuto un invito, eh sì, proprio io che non sono mai uscita con un ragazzo, ho ricevuto il mio primo invito a diciotto anni, il mio compagno di banco e unico amico Mike Carsol mi ha chiesto di accompagnarlo al ballo.
Mike è un ragazzo carino, è stato mio compagno di banco per tutto l'anno, capelli biondi, occhi di un azzurro chiarissimo, una dolcissima fossetta al mento che gli dà l'aria di un bambino un po' cresciuto, sorriso aperto, poco più alto di me sul metro e ottanta, un po' magro per i miei gusti, all'apparenza molto timido ma per chi lo conosce, una vera sagoma. Anche lui, come me, viene considerato un secchione, e quindi uno sfigato, ne consegue che insieme siamo perfetti, così, siamo diventati buoni amici, non quelli delle confidenze, ma quelli a cui ci si rivolge quando hai bisogno di un favore e sai che non ti abbandonerà. Sento arrivare una macchina, la portiera che si chiude, mi precipito alla finestra, è arrivato, puntuale e anche un po' nervoso, con un bellissimo braccialetto di orchidee per me, nel suo abito blu con camicia bianca aperta al collo senza cravatta, mi sorprendo nel pensarlo, ma sta davvero molto bene. Sto scendendo le scale e l'abito si apre scoprendo più di quello che vorrei, vedo Mike deglutire e strabuzzare gli occhi dallo stupore e mi viene quasi da ridere. Stasera indosso un vestito fantastico, attillato e glitterato, color

lavanda collo all'americana lungo alle caviglie, con uno spacco profondo sulla gamba destra e una vertiginosa apertura sulla schiena, i capelli lasciati sciolti ed un leggero trucco a valorizzare il mio viso: mi sento perfetta. Quando arrivo davanti a lui, nel pianerottolo dell'ingresso, Mike mi prende la mano infila il braccialetto con un movimento un po' impacciato mentre balbetta un mezzo - Febe, sei belli-ssima - .
La serata è molto calda, arrivati nella palestra della scuola addobbata per l'occasione, mi sento subito quasi soffocare tanto è il disagio, ma questo lo prevedevo, è normale, sia io che Mike non siamo soliti partecipare a feste, quello che però mi stupisce è lo stare quasi al centro dell'attenzione, come se tutti si stessero accorgendo di noi solo oggi, abbiamo gli occhi di tutta la scuola addosso. Il momento di disagio passa in fretta, e parlandone con Mike ci siamo sentiti davvero molto euforici, stasera, tutti vogliono stare con noi riceviamo inviti a ballare, alcune ragazze si sono avvicinate a Mike per salutarlo con sorrisi maliziosi e anch'io ho avuto le sue stesse attenzioni, si sono avvicinati alcuni ragazzi per farmi i complimenti e invitarmi a ballare, ho rifiutato con educazione i loro inviti e poi si è avvicinato Jack Finman.
Jack, il capitano della squadra di basket il ragazzo più bello e più popolare della scuola, chi non ha avuto una cotta per lui in questi anni, anch'io ho fantasticato sui suoi muscoli quando eravamo al terzo anno, ma lui è il tipo che non esce mai con la stessa ragazza e quindi per me è sempre stato off-limits, si è avvicinato quando Mike è andato a prendere da bere e, credo che mi abbia rivolto la parola per la prima volta in cinque anni solo oggi, sono rimasta sorpresa, non sapevo neanche che conoscesse il mio nome.
- Ciao Febe, stasera sei splendida - sfodera un sorriso aggressivo e sensuale che non mi suscita nessun fremito e gli rispondo in tono gentile ma con voce ferma:
- Ciao Jack, grazie - .
Jack sentendomi così pacata interpreta la mia risposta come accondiscendente:
- Allora, adesso fai coppia con Mike? -

La domanda fatta in tono secco è arrogante mi infastidisce non poco:
- Perché vuoi saperlo Jack? - lui un po' spiazzato dalla mia risolutezza si ferma come a voler riordinare le idee prima di rispondere:
- Beh, volevo sapere se, insomma, ti andava di passare il resto della serata con me - mi accarezza il braccio con il dorso della mano mantenendo il suo sorriso sexy:
- Ti va di ballare? - e mi porge la mano.
Non so se ridere o rimanere seria, opto per la seconda e decido in quell'istante che questo tizio è un pallone gonfiato, in ogni caso io e Mike abbiamo fatto un patto prima di entrare, non avremmo ballato con nessun altro, forse perché entrambi abbiamo paura che se uno di noi due ballasse con qualcun altro, l'altro rimarrebbe da solo e sarebbe troppo imbarazzante. Questo nostro accordo mi ha convinta ad accettare l'invito di Mike. Mentre ripenso a tutto questo mi dimentico di avere davanti Jack che attende una mia risposta, lo guardo, è vistosamente insofferente a questo tipo di attesa, ma non ci bado e gli chiedo,
- Che fine ha fatto la tua compagna? E perché vuoi passare la serata con me? - .
Lui sembra a dir poco senza parole, non si aspettava un tono diretto e stizzito ma si ricompone in fretta e risponde in modo dolce:
- Melissa si è sentita male e sua madre è venuta a prenderla quindi sono libero e mi piacerebbe conoscerti un po' meglio, sai, non abbiamo mai avuto occasione di parlare e vorrei approfittare di questo momento - .
Si ferma un attimo, e prende di nuovo ad accarezzarmi il braccio, il gesto è sensuale ma ancora una volta non mi suscita nulla, al momento sono completamente esterrefatta, e penso che questo individuo è davvero un deficiente, ma non dico niente e lo lascio continuare.
Alessia Giuliano
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