Writer Officina Blog
Ultime Interviste
Andrea Vitali. Dopo aver frequentato «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, si laurea in medicina all'Università Statale di Milano ed esercita la professione di medico di base nel suo paese natale. Scrittore molto prolifico, ha esordito nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore, ispiratogli dai racconti di suo padre; nel 1996 ha vinto il Premio letterario Piero Chiara con L'ombra di Marinetti, ma il grande successo lo ha ottenuto nel 2003 con Una finestra vistalago (Premio Grinzane 2004). Nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo La figlia del Podestà; nel 2009 il Premio Boccaccio e il Premio Hemingway.
Piera Carlomagno, giornalista professionista, scrive per Il Mattino di Napoli. Il suo romanzo “Una favolosa estate di morte”, pubblicato nella collana NeroRizzoli per Rizzoli, ha vinto il Premio Romiti Sezione Emergenti. I suoi racconti sono presenti in numerose antologie. E’ direttrice artistica del “SalerNoir Festival, le notti di Barliario”, che a luglio giunge alla settima edizione. E’ laureata in Lingua e letteratura cinese e ha tradotto un’opera teatrale del Premio Nobel Gao Xingjian. Il suo ultimo romanzo “Nero lucano”, edito da Solferino, è in libreria dal 6 maggio.
Dario Galimberti è un architetto e uno scrittore. Vive a Lugano, in Svizzera. Nel 2014 esce il suo romanzo d'esordio: Il bosco del Grande Olmo e l'anno successivo Lo chiameremo Argo. Con Libromania ha pubblicato Il calice proibito, il racconto Augusta Raurica, L'angelo del lago e Un'ombra sul lago, vincitore di diversi premi letterari. Sulla rivista Opera Nuova, dedicata ai cambiamenti climatici, ha pubblicato il racconto La città nel deserto, e in seguito La storia di come hanno salvato il mondo. Il suo ultimo romanzo è La ruggine del tempo.
Altre interviste su Writer Officina Magazine
Ultimi Articoli
Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori, arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia.
Promozione Letteraria. Il termine angloamericano "slogan" deriva dall'antica voce gaelica "sluagh-ghairm", che aveva la funzione primaria di reclutare i combattenti alle armi. Nei tempi moderni, questo termine è legato a una più banale propaganda commerciale e inglobato nel Marketing per definire una frase facilmente memorizzabile. Ma come possiamo creare una promozione letteraria per far meglio conoscere i nostri libri?
Dialoghi e Menzogne. Il passaggio dal cinema muto al sonoro ha cambiato la percezione di una scena. Se vi soffermate su questo antico concetto, vi ritroverete a paragonare un libro alla stessa forma determinante di comunicazione, ma vi renderete conto che non ha alcun senso imbavagliare i nostri personaggi. E ora vi domando: cosa sarebbe "Il Piccolo Principe" senza i dialoghi con la volpe?
Home
Blog
Autori
Biblioteca Top
Biblioteca All
Servizi
Inserim. Dati
Conc. Letterario
@ contatti
Policy Privacy
Writer Officina
Autore: Daniele Missiroli
Titolo: Scrivere
Genere Italiano
Lettori 1880 37 32
Scrivere
Scrivere ti piace e hai scritto dei romanzi.
Che tu sia celebre oppure esordiente, grazie a questo manuale migliorerai il tuo stile. Dimentica la vuota teoria, le motivazioni accademiche, le presentazioni inutili e i proclami banali del si dovrebbe.
Qui troverai solo esempi e consigli utili; le frasi sbagliate e quelle corrette; le alternative al verbo dire e al verbo fare; le parole da evitare; come costruire frasi efficaci e anche come scegliere i nomi dei personaggi.
Sono le informazioni più utili dei migliori libri d'autore, condensate in appena 200 pagine.
Dopo aver letto questo libro, ti stupirai di ciò che avrai imparato.

Sommario:
1 . PERCHÉ QUESTO LIBRO
2 . LA PUNTEGGIATURA
2.1 . La virgola
2.2 . I due punti
2.3 . Il punto e virgola
2.4 . Il punto
2.5 . L'interrogativo e l'esclamativo
2.6 . Le lineette
2.7 . I caporali
2.8 . Altri simboli
2.9 . Spazio, andare a capo e righe vuote
3 . IL DIALOGO
3.1 . Dialogo semplice
3.2 . Dialogo retto esternamente
3.3 . Dialogo introdotto da una frase
3.4 . Dialogo spezzato
3.5 . Dialogo interno al dialogo
3.6 . Il pensiero
4 . LA LINGUA ITALIANA
4.1 . La "d" eufonica
4.2 . Il congiuntivo
4.3 . La negazione
4.4 . La forma attiva
4.5 . Il verbo fare
4.6 . Le congiunzioni
4.7 . Passato prossimo e passato remoto
4.8 . Gli avverbi
4.9 . I termini correlati
4.10 . Errori
5 . LA LEGGIBILITÀ
5.1 . Mostrare o raccontare?
5.2 . Prima persona o terza?
5.3 . Manifestare sicurezza
5.4 . Il linguaggio figurato
5.5 . Il messaggio subliminale
5.6 . L'ultima parola
5.7 . Alternative al disse.
5.8 . Emozioni e sentimenti
5.9 . Ironia, sarcasmo, cinismo, satira
5.10 . I cinque sensi
5.11 . I colori
5.12 . Gli occhi
5.13 . La voce
5.14 . I nomi
5.15 . I nomi demoniaci
6 . EVITARE
6.1 . Parole inutili
6.2 . Ripetizioni
6.3 . Parole che danno fastidio
6.4 . Frasi e parole lunghe
6.5 . Giudizi
6.6 . Luoghi comuni
6.7 . Giri di parole
6.8 . Infodump
7 . IL METODO
7.1 . Fabula e Intreccio
7.2 . Il finale
7.3 . L'incipit
7.4 . Il protagonista
7.5 . Il protagonista eroe
7.6 . Editing
7.7 . La quarta di copertina
8 . REGOLE E ALTRE AMENITÀ
8.1 . Le regole di Van Dine
8.2 . Le regole di Stephen King
8.3 . I consigli di Umberto Eco
8.4 . Come scrivere un bestseller in 20 passaggi
8.5 . Intervista del 31/01/2019
8.6 . Sei una scrittrice (uno scrittore) se...
8.7 . Questioni tecniche
Bibliografia
Glossario

Un paragrafo di esempio:

5.6 – L'ultima parola

L'ultima parola di una frase è quella che il lettore ricorda meglio. Diventa quindi importante sottolineare i concetti usando questo espediente. Vediamo quali differenze comporti cambiare l'ultima parola in una frase che descrive la stessa scena.

1) Anna si mise un coltello in tasca e uscì per andare da Mario.

2) Anna uscì per andare da Mario, ma si mise un coltello in tasca.

3) Anna uscì per andare da Mario, ma si mise in tasca un coltello.

Nel primo caso, la frase risulta piatta. È una cronaca di quello che fa la protagonista, ma non coinvolge il lettore. L'ultima parola è il nome della persona che deve incontrare, ma non lascia intendere che sia la causa per cui si è messa un coltello in tasca.

La seconda frase fa capire meglio che è Mario la causa del coltello nascosto. Lei deve uscire per andare da lui, però prima si mette un coltello in tasca. Forse, pensando all'incontro che dovrà avere, vuole essere sicura di potersi difendere? Da una frase costruita in questo modo il lettore potrebbe immaginarlo. Tuttavia, l'ultima parola è tasca, che non evoca un dramma imminente.

Solo la terza frase mostra il dramma completo, perché l'ultima parola è coltello. Al lettore resterà impresso che c'è una persona che esce con un coltello. Non è certo normale, per cui sarà curioso di leggere come si dipana la storia.



Anche l'inizio della frase è importante, ma solo se contiene un elemento diverso dal soggetto.

1) Invece di arrendersi, il senatore corrotto si portò l'arma alla tempia e si suicidò.

2) Il senatore corrotto, invece di arrendersi, si portò l'arma alla tempia e si suicidò.

3) Il suicidio, invece di arrendersi, fu la scelta del senatore corrotto.

La prima frase inizia con un avverbio e parla di arrendersi, terminando con un suicidio. Coinvolge poco.

La seconda va già meglio, perché mette in primo piano il soggetto che poi si è suicidato.

Ma è la terza che colpisce il lettore. Si parte con un suicidio e si termina con la corruzione. Inoltre, abbiamo sostituito si portò l'arma alla tempia con fu la scelta per lasciar immaginare al lettore come abbia fatto a suicidarsi. Tutte le volte che si può, è preferibile far intendere quello che è successo, rispetto a un dettaglio marginale.

Questo non significa che tutte le frasi del racconto vadano costruite in questo modo. Il lupo non salta fuori dal bosco ad ogni passo di Cappuccetto Rosso, ma solo a un certo punto della storia. Devi capire quando il tono drammatico deve aumentare e quando deve restare basso. È il contrasto che solletica l'attenzione del lettore.

1) Mario fu accusato del furto di una bicicletta, ma dopo un anno fu assolto.

2) Mario fu assolto dopo un anno dall'accusa di furto di una bicicletta.

3) Furto di una bicicletta fu l'accusa dalla quale Mario, dopo un anno, fu assolto.

La prima frase è una semplice cronaca degli eventi e non coinvolge il lettore a livello emotivo.

La seconda antepone l'assoluzione. Il reato è in fondo e assume maggiore importanza.

Però è la terza che colpisce di più chi legge. Per prima cosa c'è stato un furto, poi si parla di chi è stato accusato, e solo alla fine si chiarisce che è finito tutto bene. Qui abbiamo la prima parola furto che è molto efficace, e l'ultima assolto che è in antitesi, quindi la frase colpisce il lettore.

Una delle riletture in fase di editing dovrebbe essere fatta alla ricerca di parole drammatiche da spostare in fondo alle frasi.

La qualità della storia migliorerà in modo incredibile.
Daniele Missiroli
Biblioteca
Acquista
Preferenze
Contatto