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Autore: Abel Wakaam
Titolo: Arcano
Genere Fantasy
Lettori 340
Arcano

4° Posto di controllo di Arcano

All'uscita del tunnel, il tenente Orwell consegnò ad ognuno dei presenti il pass magnetico di riconoscimento. - Da questo momento siete gli unici responsabili delle vostre azioni e della vostra vita, - si affrettò a spiegare, invitandoli a oltrepassare la linea di confine segnata dalla traccia all'infrarosso che delimitava l'ultima area di civiltà - oltre questo limite l'unica legge certa è quella della sopravvivenza!

- Non date troppo credito ai timori dei militari, - sbucò dall'ombra una voce di donna - io vivo oltre confine da quando gli Stati dell'Unione si sono spinti su queste terre, e sono ancora qui tutta d'un pezzo. Mi presento subito, prima che Orwell possa dipingermi come un fantasma vivente, sono Nicastro Krailla... ma tutti mi chiamano Nikra.

- Ti affido l'intera troupe, cerca di non farteli sbranare dagli Hammers - rispose il militare - non so come abbiano ottenuto il permesso di sbarco, ma ormai non è più affar mio. Cerca di riportarmi almeno i loro pass... non possiamo permetterci che vengano usati per forzare il blocco dei territori!

Nikra gli sorrise scuotendo il capo con un ghigno beffardo, chiamò a raccolta lo sparuto gruppo di avventurieri e li condusse all'interno delle mura.
Tre uomini e due donne, tutti impettiti nella divisa nuova degli Explorer, la truppa d'assalto dell'Unione, ma il loro aspetto lasciava ben intendere di come nessuno di loro fosse davvero un esploratore, e tanto meno un esperto di escursioni oltre confine.
- Qualunque cosa vi abbiano detto di Arcano è una menzogna, e se vi state chiedendo perché vi abbiano mandato qui, allora sarebbe meglio che facciate un esame di coscienza per scoprire a chi avete pestato i piedi.

- Siamo qui perché lo abbiamo imposto, - reagì il più anziano dei cinque - il nostro scopo è raggiungere il posto di controllo numero sette nel cuore dei territori occupati.

- Tu dovresti essere Norman Atek, ispettore minerario della Global Detector, amico d'infanzia e raccomandato di lusso dal Presidente della Società. Il tuo incarico nella spedizione è quello di verificare la presenza di giacimenti di Miara per organizzarne lo sfruttamento su larga scala. Agli altri hai fatto credere di essere un ricercatore di fossili e per imporre la tua presenza hai finanziato gran parte della missione. Mi spiace, ma il tuo viaggio è finito ancora prima di cominciare perché la legge di questo Pianeta vieta qualunque commercio nell'area.

- Tu invece sei pagata per obbedire e non per pensare, quindi sta' zitta e non immischiarti in fatti che non ti riguardano!

Nikra si slacciò il mantello di lana scura e lo lasciò cadere a terra. La sua pelle abbronzata ben si accostò col cuoio del corpetto intarsiato su cui spiccava lo stemma di Mokroll. Afferrò con forza lo scudetto di bronzo e lo strappò dalle sue cuciture, gettandolo ai piedi di Norman. - Rischio la mia vita solo per ciò in cui credo, - esclamò - e se ho accettato quest'incarico è soltanto perché voglio che finalmente qualcuno racconti la verità su Arcano.

- Senza di me il viaggio finisce per tutti, - continuò Norman - è un compromesso che devi accettare per forza!

L'intervento di Asha riportò la calma nella discussione, Nikra di lei si fidava per aver seguito molte volte i suoi documentari sui territori occupati e apprezzava il realismo con cui aveva riportato la verità di quei luoghi cosi ostili. - Smascherare Atek significa anche controllare ogni sua mossa, - spiegò - e non credo che lui possa riportare maggiori notizie di quanto non faranno le nostre telecamere in diretta. Ora che conosciamo i suoi scopi, gli impediremo di perseguirli ed io stessa mi riprometto di informare il pubblico su qualunque azione illegale venga perpetrata ai danni della terra che stiamo per esplorare.

Nikra accettò il compromesso a patto di poter distruggere personalmente tutta la dotazione tecnologica di Norman, fatta eccezione per i parametri medici di controllo, inviati periodicamente al satellite in orbita geostazionaria attorno al pianeta.

Quella sera nessuno riuscì a prendere sonno, la tensione di essere al di fuori dei confini del mondo conosciuto attanagliava la gola in una morsa senza scampo. L'altra ragazza, Hesiel, sedeva raggomitolata in un angolo, cercando di controllare la respirazione alterata dall'umidità altissima a cui non era abituata. I due cameraman, Joy e Goutierre, avevano rinchiuso tutta l'attrezzatura in un guscio di titanio a cui facevano la guardia a turno come se fosse la loro prima riserva vitale.

Un gruppo affiatato, avevano attraversato insieme pericoli di ogni genere, sopperito ad ogni difficoltà climatica e organizzativa, ma ora erano coscienti di aver superato ogni limite di sicurezza cercando di andare oltre la logica di un reportage.
Arcano era un territorio occupato ma non conquistato. Al di fuori della strada che univa i posti di controllo non c'erano leggi né regole da rispettare, e quel suo popolo così indifferente agli invasori non aveva mai accettato di sottostare a nessun comando.
Si raccontava sottovoce di una misteriosa classe imperiale, sontuosi palazzi nascosti nell'intrico della foresta, ma in tanti anni d'occupazione non si era mai potuto stabilire un vero contatto, e alla fine il vessillo degli Stati dell'Unione sventolava su un territorio di fantasmi.

Uno strano medioevo retto da comunità nate attorno ad un nucleo famigliare, i cui elementi parevano uniti da un giuramento di sangue che si reggeva su un rapporto di parentele dettato dagli scambi delle figlie femmine. In pratica le ragazze da marito venivano cedute alle comunità circostanti costituendo un immane intreccio di legami che si allargavano sempre di più, fino a costituire un'unica grande società matriarcale.
Era infatti la donna più anziana a presiedere il consiglio di famiglia, ma già le ragazze appena giunte godevano di un notevole potere decisionale che le portava a scegliere il marito tra i componenti del clan, con la possibilità di rifiutare persino l'affidamento qualora non ci fosse un uomo di loro gradimento.

Il mattino successivo, Nikra riunì il gruppo nell'armeria del posto di controllo e spiegò in ogni dettaglio come si sarebbe svolta la spedizione. - Con addosso la divisa degli Explorer non andreste molto lontano, - concluse - se volete addentrarvi nella foresta dovrete indossare gli stessi abiti degli Hammers e muovervi come loro. Impersoneremo uno sparuto nucleo di viandanti sulla via dei Bastioni, le donne vestiranno come guerriere, mentre gli uomini dovranno seguirci col bagaglio, camminando sempre una decina di metri dietro di noi.

L'abbigliamento da guerriera ben si addiceva al fisico possente di Nikra. I suoi muscoli ben torniti e le sue forme tonde acquistavano forza e sensualità strette nei lacci di cuoio, mentre Asha mise in mostra una grande femminilità, celata sino a quel momento sotto la divisa. Solo la giovane Hesiel faticava a riempire il corpetto col suo tronco minuto, ancora troppo acerbo per reggere il confronto con le due compagne di viaggio.

Si misero in marcia nella nebbia luminosa del mattino, percorsero un paio di chilometri sul lastricato di pietra, ma ben presto lasciarono la strada per spingersi tra la vegetazione, seguendo l'antico sentiero della fonte, via primaria di comunicazione per la popolazione locale.

Strano popolo gli Hammers, avevano vissuto l'occupazione con distacco, quasi come se gli stranieri venuti da lontano non potessero intaccare i loro solidi legami. Nel tempo che seguì il primo sbarco, nessuno si oppose ma nemmeno si piegò alle nuove leggi, lasciando che si ristabilisse una sorta di patto non scritto in cui ognuno continuava a vivere secondo le proprie abitudini.

Il Console di Arcano non aveva mai avuto nessun interesse ad inasprire un confronto che almeno così pareva sotto controllo, inoltre non era mai stato possibile individuare un solo interlocutore che parlasse a nome di tutti gli Hammers.

La classe imperiale, di cui si sussurrava durante le feste rurali, appariva come un insieme di leggende difficili da cucire in un'unica storia, eppure la sua ombra aleggiava nella foresta come un irresistibile richiamo, unico legame certo dei clan che vivevano separati tra loro.

- Quante probabilità abbiamo di essere scambiati per Hammers?- chiese Norman, preoccupato di muoversi furtivamente tra la densa foschia della foresta.
- Nemmeno una, - sorrise Nikra - il motivo per cui vi ho fatto togliere le divise è soltanto per praticità; è molto diverso apparire stranieri oppure truppe di invasione. I nostri militari non hanno mai fatto nulla per farsi amare dalla popolazione, e sicuramente in qualche occasione hanno usato la forza per allontanare i più curiosi dai posti di controllo.
- Ma come sono questi Hammers? - intervenne Asha - Ne ho sempre sentito parlare in modo molto misterioso.

- Sono come noi... non esistono differenze sostanziali negli esseri umani e animali che vivono nello stesso ambiente, e nello stesso modo in cui il delfino, pur essendo un mammifero, assomiglia ad un pesce, così anche tutti noi abbiamo una struttura simile... salvo qualche distinzione nell'aspetto e nei tratti.

Quando, dopo qualche ora di marcia, incontrarono il primo Hammer, compresero quanto le abitudini di vita potessero modificare l'aspetto di un essere umano.
La giovane guerriera stava seduta su una roccia a custodire i cavalli, le sue lunghe sopracciglia erano annodate dietro la nuca a formare una treccia che ricadeva su una delle spalle. Alzò rapidamente lo sguardo emettendo una nota acuta dallo spigolo della bocca ed in meno di un secondo se ne udì la risposta.

Nikra alzò la mano sinistra mostrando il pollice unito al mignolo ed attese che giungesse l'amazzone dal folto della foresta, mentre i cavalli scalpitavano alla vista degli estranei. - Chiediamo il permesso di calpestare il vostro cammino, - disse - ed accettiamo di sottostare al comando della Madras Kolise.

- Siamo noi i padroni di questo pianeta, - sussurrò Norman - non capisco come tu possa essere così stupida da abbassarti fino a questo punto!
- Fai tacere il tuo servo, - intimò l'amazzone, sbucando improvvisamente alle loro spalle - l'ho sentito sbavare senza prima aver chiesto il permesso di parola.
- Taglia tu stessa la sua lingua e non lo sentirai più fiatare, - rispose Nikra - lo sai che gli uomini della nostra razza non sono ancora condizionati dal Niasae!
- Dovreste farlo prima di condurli qui, se lo sentisse Madras darebbe le sue budella in pasto ai carnivori.

- Ti chiedo scusa per la sua impudenza, da questo momento non lo sentirai neppure respirare, e ti prego di accoglierci nella tua famiglia.
- Sai già che è Madras Kolise la guida di questa famiglia, io sono Klara e prenderò il comando solo dopo la sua morte. Ora seguitemi che vi condurrò da lei.

Abel Wakaam
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