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Autore: Valerio Suster
Titolo: Ondate di Contrabbando
Genere True Crime
Lettori 46
Ondate di Contrabbando
Nell'ombra dell'intricato gioco di contrabbando, le figure chiave delle associazioni contrabbandiere si allontanavano dalle acque tranquille delle Bocche di Cattaro per immergersi nei negoziati segreti delle fabbriche svizzere della Philip Morris.
In eleganti abiti e con sguardi furtivi, i capi dell'associazione si sedevano di fronte ai rappresentanti della multinazionale del tabacco, cercando accordi vantaggiosi per tonnellate e tonnellate di sigarette. Le trattative si svolgevano in sale di conferenze al riparo da occhi indiscreti, dove il fumo dei sigari danzava nell'aria densa di segreti.
I contratti, stretti con la firma di uomini d'affari dall'aria riservata, erano il passaporto per il traffico illecito che si sarebbe snodato attraverso il cielo e la terra. Gli aerei cargo, carichi di sigarette e avvolti in una nebbia di mistero, decollavano dagli aeroporti svizzeri e si dirigevano verso destinazioni lontane.
Lontani dal controllo delle autorità, gli aeroplani atterravano in aeroporti situati tra l'Ucraina, la Romania e la Bulgaria. Da qui, la mercanzia proibita veniva trasferita con precisione militare su camion autoarticolati, che si mescolavano tra il flusso incessante di veicoli diretti verso il Montenegro.
I convogli di autoarticolati, con solerzia e dedizione, attraversavano i confini con destrezza, sfuggendo alle reti delle forze dell'ordine. Le strade polverose dell'Est europeo diventavano i fili invisibili che collegavano le fabbriche svizzere ai depositi segreti del Montenegro.
L'associazione operava con precisione militare, coordinando le operazioni attraverso una rete di comunicazioni cifrate e guardando oltre l'orizzonte, dove il rischio era il prezzo da pagare per il profitto.
La tranquillità delle Bocche di Cattaro non tradiva nulla della complessità di questa rete globale di contrabbando, dove ogni passo era un rischio e ogni decisione poteva cambiare il corso delle onde del destino.
Nel tentativo di invertire le sorti della battaglia contro il contrabbando marittimo, i vertici della Guardia di Finanza, sotto la pressione dei coraggiosi comandanti delle stazioni navali, ottennero un regalo inaspettato dal governo: una legge straordinaria che avrebbe cambiato il corso della lotta contro le ombre del traffico illecito.
La legge consentiva alla Guardia di Finanza di acquisire gli audaci motoscafi offshore che riuscivano a fermare. Un regalo avvolto nella veste grigia dell'autorità, la stessa sfumatura che identificava le motovedette della Guardia di Finanza. Questi veloci e una volta clandestini scafi contrabbandieri sarebbero stati pitturati con il colore grigio della legalità e inseriti nella classe delle motovedette V.16, la classe delle vedette sequestrate.
La decisione era audace e strategica. I contrabbandieri, una volta maestri indiscussi delle notti oscure, vedevano ora i loro stessi missili del mare diventare l'icona di una lotta contro di loro. Gli scafi sequestrati diventavano armi nelle mani della Guardia di Finanza, segnando un capitolo senza precedenti nella storia delle acque adriatiche.
Le ombre nere del contrabbando si trasformavano in ombre grigie della legge. Le potenti imbarcazioni offshore contrabbandiere, che una volta sfuggivano attraverso le Bocche di Cattaro, ora erano inseguite da occhi vigili nell'oscurità, da coloro che pattugliavano le stesse rotte che un tempo appartenevano ai contrabbandieri. Era una simbologia potente, un messaggio chiaro: la legge aveva preso il sopravvento, e l'ombra dei contrabbandieri era destinata a dissolversi nel grigio della legalità.
L'intreccio intricato del contrabbando assunse una nuova dimensione quando le sigarette, frutto di negoziati segreti nelle fabbriche svizzere, facevano un viaggio straordinario attraverso il Mar Adriatico. Caricate sulle imbarcazioni, navigavano con il respiro delle onde fino a lambire le coste italiane, aprendo un capitolo sconosciuto nella storia di traffici illeciti.
Giunte a terra, le merci proibite si facevano strada attraverso le vie di noti centri urbani italiani, dove furgoni, auto e camion, in apparenza innocenti, nascondevano il segreto di tonnellate di sigarette di contrabbando. Attraverso strade secondarie e autostrade, il convoglio si dirigeva verso depositi clandestini, situati in zone remote e scelte con cura.
Era in quei depositi, sotto il manto di oscure notti, che il contrabbando rivelava il suo volto più enigmatico. Sigarette, divenute tesori proibiti, si mischiavano ad altre merci di ogni genere. In camion che trasportavano generi alimentari, abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, il contrabbando si mimetizzava tra le normali attività commerciali.
La carovana di merci illecite si snodava attraverso l'Europa, toccando mete diverse a seconda della strategia e delle opportunità del momento. L'Italia, la Germania, l'Inghilterra, erano solo alcune delle destinazioni finali. E così, paradossalmente, le sigarette, dopo aver viaggiato migliaia di chilometri, via aria, mare e terra, tornavano nei pressi del luogo di partenza per essere vendute a un prezzo inferiore rispetto alle tabaccherie ufficiali locali.
Le associazioni contrabbandiere avevano creato un intricato labirinto di trasporti, sfidando confini e leggi, orchestrando una danza clandestina tra paesi e culture.
Mentre la merce viaggiava attraverso il continente, la rete di contrabbando cresceva, e le onde del suo impatto si facevano sentire in ogni tappa del percorso intricato, creando un'ombra evanescente che avvolgeva il destino di chi partecipava a questo gioco pericoloso.
La legge italiana che consente alla Guardia di Finanza di utilizzare le imbarcazioni sequestrate risale al 1994. La normativa ha fornito alle autorità una nuova e potente risorsa nella lotta contro il contrabbando marittimo, permettendo il recupero e la riconversione di imbarcazioni precedentemente coinvolte in attività illegali.
L'acquisizione e la trasformazione degli audaci motoscafi offshore in vedette grigie segnò un punto cruciale nella lotta contro il contrabbando di sigarette attraverso le acque dell'Adriatico. La Guardia di Finanza, ora armata di scafi una volta clandestini, divenne una forza temibile e determinata, pronta a combattere ad armi pari contro la flotta contrabbandiera.
Le vedette sequestrate, adesso parte integrante della classe V.16, simboleggiavano la svolta grigia nella guerra contro il contrabbando. Da prede a cacciatori, gli stessi missili del mare che un tempo sfuggivano alla legge erano ora i guardiani delle rotte del contrabbando.
La notte adriatica si animava con la sinfonia dei motori, ma questa volta era diversa. Le vedette grigie pattugliavano con determinazione, sfidando gli stessi uomini che un tempo erano protagonisti indiscussi del traffico illecito. Era una sfida tra vecchi e nuovi signori delle onde, una danza intricata tra le ombre del passato e le luci della legalità.
La flotta contrabbandiera, una volta inarrestabile, ora si trovava di fronte a una forza che conosceva i suoi stessi segreti, i suoi rifugi notturni, le sue rotte segrete. Le vedette grigie non erano solo semplici scafi; erano simboli di una lotta implacabile contro il crimine marittimo, una dichiarazione audace che la legalità aveva ora preso il comando.
Il grigio delle vedette sequestrate divenne il vessillo di una nuova era, in cui la Guardia di Finanza sfidava le onde con una fermezza senza precedenti.
Il capitolo della svolta grigia era ormai scritto nel mare Adriatico, dove le vedette una volta contrabbandiere catturavano ora le stesse ombre che un tempo le avevano evitate. La storia delle acque adriatiche aveva trovato una nuova narrazione, di risoluzione e di vittoria nella sconfitta delle tenebre.
Nel cuore della rete clandestina che trasportava sigarette attraverso il Mar Adriatico, gli uomini al timone delle imbarcazioni erano legati da una lunga tradizione marinara, radicata nelle provincie di Napoli, Bari e Brindisi. Scafisti audaci, figli del mare e custodi di una saggezza tramandata attraverso generazioni, essi erano il cuore pulsante di questa ombra affascinante.
Originari delle comunità costiere, dove il richiamo del mare è un destino scritto nei geni, questi marinai abili erano cresciuti tra reti di pescatori e il canto delle onde. La tradizione marinara, più di una professione, era una parte indissolubile della loro identità, una passione che scorreva nelle loro vene come il sale nell'aria marina.
I porti di Napoli, con la loro storia ricca di leggende marine, fornivano il terreno fertile per la formazione di questi uomini. Le province di Bari e Brindisi, con le loro coste baciate dal sole, erano palestre naturali per la navigazione, dove le gesta dei pescatori si mescolavano alle storie di contrabbando.
Gli scafisti, mossi dalla passione per il mare e la voglia di sfidare l'ignoto, adattavano le loro competenze alla nuova era del contrabbando. Le notti scure diventavano il loro alleato, e le imbarcazioni, agile estensione del loro essere, solcavano le acque con la maestria di chi conosce ogni onda.
Questi uomini erano una congiunzione di tradizione e modernità, portando avanti il testimone delle gesta marinare dei loro antenati, ora riscrivendo la storia con le scie delle loro imbarcazioni clandestine. La saggezza acquisita nei porti e la connessione con il mare, che scorreva nelle loro radici, li rendevano maestri nell'arte del contrabbando marittimo.
Nel gioco delle ombre, gli scafisti incarnavano il coraggio delle generazioni di uomini del mare, il cui destino era stato sempre legato all'orizzonte infinito dell'Adriatico.
Con ogni viaggio, essi scrivevano un nuovo capitolo di questa storia, trasportando il peso della tradizione in ogni onda che frangeva le coste delle loro terre.
Verso la metà degli anni '90, un movimento silenzioso si diffuse tra gli uomini delle associazioni contrabbandiere. Dai porti di Kotor e Zelenika, nel cuore delle Bocche di Cattaro, molti decisero di spostarsi verso la città di Bar. Questa scelta strategica portò con sé una serie di vantaggi logistici e convenienze che avrebbero cambiato il volto delle operazioni di contrabbando.
Bar, con la sua posizione costiera, si rivelò un luogo più favorevole per le attività illecite. La modernità della città, la qualità della vita e la vicinanza alle coste italiane ne fecero una destinazione ideale per gli uomini d'affari del contrabbando. La scelta di Bar aprì nuovi orizzonti, permettendo un ampliamento delle operazioni e una maggiore efficienza nei trasporti.
I depositi, più numerosi e accessibili, divennero il cuore pulsante delle nuove operazioni. Bar, con la sua posizione geografica, offriva un punto strategico di collegamento tra le vie del contrabbando e le destinazioni finali. Le strade che si snodavano lungo la costa balcanica fornivano nuove rotte, riducendo i rischi velocizzando tutte le operazioni.
Valerio Suster
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