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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Stiamo Inseguendo Mike/Sierra
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Storie di contrabbando, profughi e clandestini nel Mare Adriatico 1994-2002.
La Guardia di Finanza ha da sempre combattuto il contrabbando, specie quello di sigarette o come vengono chiamate T.L.E. (Tabacchi Lavorati Esteri). Negli anni settanta, il fenomeno del contrabbando di sigarette, era diffuso sia nella zona di Napoli che in Puglia. Le sigarette venivano trasportate da motonavi che arrivavano al limite delle acque territoriali italiane ed aspettavano i motoscafi contrabbandieri. Quest' ultimi, chiamati scafi blu per via del colore che li doveva confondere nel buio della notte, andavano a caricare le sigarette sotto le navi e le trasportavano sulle coste italiane. Le acque territoriali sono costituite dal tratto di mare che si estende per dodici miglia marine dalla Linea di Base. La Linea di Base è una linea immaginaria che delimita la costa italiana, includendo promontori, golfi ed in alcuni casi anche isole. Il miglio marino equivale a milleottocentocinquantadue (1852) metri. All' inizio degli anni novanta i porti pugliesi erano pieni di motoscafi adibiti al trasporto di sigarette. I tipi di scafi più usati erano i CIGARETTES o più comunemente chiamati NAPOLI (i PEZZELLA, MOLINO ed ESPOSITO) che erano di legno, ed i primi scafi in vetroresina chiamati UFO. Grazie ad alcuni accordi internazionali, e precisamente alla Convenzione di Ginevra, si stabilì che le navi che arrivavano vicino alle coste di uno stato e rimanendo fuori dalle acque territoriali, svolgevano azioni illecite ai danni dello stesso, potevano essere confiscate (Presenza Costruttiva). Il contrabbando dovette trovare un'altra via per fare arrivare i carichi di sigarette. Vennero scelte delle basi fisse a terra e l'Albania, a quel tempo terra quasi di nessuno, offriva ciò che il traffico cercava: la vicinanza all' Italia, la sicurezza di basi non controllabili dall' esterno, e porti, come quello di Durazzo grandi abbastanza da ospitare le navi ed i loro carichi. Così il contrabbando napoletano dovette arrendersi per mancanza di basi, ma quello pugliese continuò a proliferare: gli scafi da Napoli si trasferirono nei porti pugliesi ed ogni sera partivano per la traversata, caricavano le sigarette in Albania e le portavano in Italia. All' inizio degli anni novanta altre leggi indussero a portare anche gli scafi dall' altra parte dell'Adriatico ed in seguito grazie agli aiuti economici europei di cui l'Albania usufruì, le organizzazioni contrabbandiere, furono costrette a spostare le loro basi a BAR, ZELENIKA, KOTOR nel Montenegro. Chi governava quel piccolo stato, traeva vantaggi economici nell' ospitare quell' organizzazione e poteva fare a meno degli aiuti europei. Quando i motoscafi partivano da BAR o da ZELENIKA carichi di sigarette ed arrivavano in prossimità delle coste dell'Italia, il primo ostacolo che incontravano erano le vedette della Guardia di Finanza. Lorenzo è un finanziere che è stato imbarcato sulle vedette della Guardia di Finanza negli anni in cui il contrabbando era al suo apice in Puglia ed ha vissuto esperienze che spesso mi ha raccontato. Queste storie sono delle vere e proprie avventure poiché' all'inizio del terzo millennio sembra quasi impossibile che in un paese civile e moderno com' è l'Italia, siano accaduti fatti che sembrerebbero solo frutto di fantasia. Anch'io sono un Finanziere e durante le lunghe notti in cui faccio il piantone, ho conosciuto il collega Lorenzo e per passare il tempo, tra una chiacchiera e l'altra mi ha descritto una realtà che pochi hanno conosciuto. È una bella serata d' estate e siamo seduti fuori dalla garitta. Tra un caffè ed una sigaretta, Lorenzo mi dice: “Ah, tu sei abruzzese. Lo sai che a me piaceva molto Ivan Graziani, il cantante? Era abruzzese anche lui e lo sai che il padre era un Finanziere? Faceva servizio a Lugano”. Nella canzone “Lugano addio “, Ivan dice pure che il padre gli raccontava le storie di Finanzieri e contrabbandieri e lui si scaldava ai suoi racconti!!! Quando racconto qualche situazione che mi è capitata durante gli anni del contrabbando, capisco benissimo come ci si può “scaldare“. Gli chiedo: “Ma come facevate a fermare gli scafi contrabbandieri?“ . E lui: “C'era tutta una situazione intorno alla cattura di uno scafo: l'appostamento, la ricerca, le intese con i colleghi, la localizzazione vera e propria, poi si provvedeva alla intercettazione. Poi arrivava la battaglia vera e propria! Secondo te come riuscivamo a fermare delle barche che raggiungevano più di cento chilometri orari di velocità e pesavano fino a quattordici tonnellate? Di notte? Arrivando fino a più di cento chilometri dalle coste italiane, con il mare spesso anche mosso, con una barca di appena sedici metri? Secondo te usavamo la paletta? Anche se dicevano che non si poteva dire o far sapere, dovevamo usare delle cime che buttavamo sotto gli scafi, sperando che intrecciandosi tra le eliche, riuscivano a rallentare la loro corsa. Poi se si aveva una buona dose di fortuna, ma anche una buona dose di coraggio e di bravura, si riusciva a compiere l'abbordaggio vero e proprio! Dicevano che non si poteva parlare delle cime che usavamo, ma in realtà tutti ne erano a conoscenza! Anche se la serata è calda, gli chiedo di raccontarmi qualche avventura che gli è capitata, e lui comincia a raccontare ... dall'inizio ... Entrai nel Corpo della Guardia di Finanza di mare nell'ottobre del 1992 e fui assegnato al reparto della Stazione Navale di Bari nell' agosto del 1994. In quel periodo il contrabbando era nel pieno della sua attività ed io mi ritrovai a vivere delle vere e proprie avventure nel mare. Le “avventure” che ho vissuto sono quelle che poi ci raccontavamo e ci raccontiamo tuttora tra colleghi per rivivere momenti e situazioni che ci tenevano uniti. Nel periodo in cui ho vissuto il contrabbando, ho notato tre fasi fondamentali. Una prima fase in cui le sigarette venivano trasportate con motoscafi non molto potenti a mare, e macchine a terra; con questi mezzi il carico poteva in parte essere perso nella “battaglia“ con i finanzieri. Una seconda fase in cui a mare c' erano scafi più potenti come i Corbelli ed a terra camioncini e furgoni. La lotta diventò quasi impari per quel che riguarda il mare, poiché' i mezzi navali della Guardia di Finanza non erano all'altezza degli scafi. Infine una terza fase in cui il carico di sigarette, sia a mare che a terra doveva arrivare per forza! E così a mare si cominciarono ad usare scafi potentissimi di diciotto metri: i Super Termoli con prue rinforzate in acciaio ed a terra camion “scortati“ dai micidiali Fuoristrada Blindati! La terza fase vide la “Battaglia“ romantica del contrabbando che era quella nata a Napoli, trasformarsi in una Guerra che le organizzazioni volevano vincere! Per forza di cose si ebbe un'escalation di situazioni violente, dovute anche al fatto che le pene per il contrabbando furono inasprite. Si rischiava la galera ed anche per molto tempo e quindi i contrabbandieri, così come tutti coloro che vivevano di quel “lavoro“ non volevano essere presi, per cui alcuni di loro erano disposti, forse non volendo, anche a diventare... ”assassini“! Lo Stato fu costretto ad intervenire in prima persona, con addirittura l'intervento dell'esercito a presidiare le coste ed il contrabbando dovette così soccombere! Nelle tre fasi vennero usati diversi tipi di motoscafi: il primo periodo fu caratterizzato dall' uso dei CIGARETTE, dei NAPOLI, dei TERMOLI, dei MOLINARI e dei VITROSPORT. I Cigarette o Napoli, erano gli stessi usati durante il contrabbando a Napoli ecco perché' venivano più comunemente chiamati Napoli. Erano scafi di legno cabinati e non, molto sfinati, lunghi circa quindici metri dotati di tre o quattro motori Mercruiser a benzina; ogni motore aveva la potenza di circa quattrocento venti cavalli! Raggiungevano la velocità di quarantacinque nodi (un nodo equivale ad un miglio marino), circa ottanta chilometri orari e la loro forza era la strettissima virata che riuscivano a fare. Potevano trasportare da centocinquanta a duecentocinquanta casse di sigarette. |
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Maurizio Mainardi Valerio Suster
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