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Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori, arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia.
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Writer Officina
Autore: Emanuele Conte
Titolo: Le Frequenze dell'Anima
Genere Antologie Narrativa
Lettori 50
Le Frequenze dell'Anima
Microstorie, pensieri e frasi scomposte come alla radio.

We - Noi.

Finisco di mangiare il mio panino nell'attesa che si accenda l'insegna “On air”.
Oggi non ho molta voglia di andare in onda, ho tante cose per la testa e problemi da risolvere che mi stanno aspettando a casa, meglio stare qui alla radio.
E cosa racconto oggi a questi?
Piano di emergenza! Recovery!
Parlo di me e di loro, quindi dovrei parlare di noi, ma non vedo tutta questa intimità fra me e gli ascoltatori, anche se quando parliamo al telefono, spesso ci apriamo reciprocamente.
Ma questi stanno facendo i fatti loro.
Sentono un tizio alla radio che parla di sé e di loro come fossero amici, come andassero alla stessa bocciofila o come vivessero sotto lo stesso tetto dalle tegole sconnesse.
Mah... forse non è una buona idea... No, mi sbaglio, sicuramente non va, stavolta cambiano stazione.
In quel momento si accende la luce rossa dell'insegna “On Air” e inizio:
“Spesso parliamo o sentiamo parlare di vittorie e di sconfitte, anche se alla fine di ogni guerra, di qualsiasi tipo essa sia, nessuno vince mai veramente.
Oggi il tema è Noi. Noi tutti, alcuni di noi, noi due, noi rivali, ma anche uno di noi, che insieme al suo orgoglio, alla sua bellezza, alla sua allegria, alla sua malinconia e al suo essere incerto, nello spazio tra il dire, l'ardire e i sogni, racconta di noi, di ognuno di noi.”

Guarda prima di buttarti

Ognuno di noi si trova al centro del proprio universo.
Da lì si vedono tante cose e molte persone.
Tutto gira intorno e nonostante il movimento rumoroso di visi, voci, volti e valute correnti, spesso scopre di essere solo.
Qualcuno di noi ogni tanto, invece, si mette di lato, perché sembra che da lì si abbia una prospettiva migliore, si veda meglio quel mare pieno di gente, santi e squali.
Si apposta su uno scoglio e dopo aver riempito i polmoni d'aria trattiene il fiato e si tuffa per esplorare.

Io dietro ai tuoi occhi

Fortunato tra di noi è l'insensibile, fortunato chi di noi non riesce a vedere gli altri se non come strumenti utili o necessari.
Meravigliosamente sfortunato chi di noi, guardando gli occhi della gente, cerca di vedere come se quegli occhi fossero i suoi.

Memoria nel tempo

Il tempo fa parte di noi.
E noi con le nostre storie siamo in grado di colorarlo, ma solo in quella sua infinitesima parte alla quale ci è concesso di mettere mano.
Possiamo renderlo lento, noioso, oppure interessante, spesso furioso.
Altre volte possiamo tentare di allungarlo fino a quasi placarlo, grazie a chi, come in una valorosa staffetta, porta con sé i ricordi.

Il tempo illumina la linea della ribalta

Il nostro tempo è importante anche per gli altri, quando noi insieme a loro proviamo a vivere, sperare, a volte amare.
Il tempo è una prova unica, dove la prima è sempre buona, dove gli errori e le battute sbagliate si scontano direttamente lì, sul palco, travolti dai fischi del pubblico ostile e confortati dagli applausi di incoraggiamento di chi sta dalla nostra parte.

Peccato, non hai vinto

Sapere di averci provato.
Spesso questo è il miglior premio di consolazione: fa diventare ogni storia degna di noi.

Mi manchi

Di noi due sei sempre stato tu quello che fin qui ha reso i giorni più divertenti, affettuosi, sinceri.
Sei stato sempre tu che hai aspettato di più.
Che ha portato più pazienza.
Di noi noi due sei tu quello che non parlava a vanvera, ma discuteva deciso solo con lo sguardo.
Sei sempre stato tu quello con più giudizio, il più concreto, anche se a volte non resistevi davanti ad un pallone rotolante o a un legno spinto per caso da un calcio.
Di noi due sono io quello che adesso è costretto a ricordare te.
Ciao, caro amico sincero, mi mancherai davvero, anche per quelle notti che all'improvviso iniziavi ad abbaiare e io non ho mai capito il perché.

Incontri fortunati

Ci sono momenti in cui non avresti mai pensato di sentirti così, nei quali la parola noi ti fa pensare all'allegria o a giorni che non credevi di poter superare.
Ci sono attimi che ti fanno ripensare a qualcuno che ti è stato amico, anche se magari era la prima volta che lo vedevi, ma ti ha cambiato la vita.
Spesso salvandola.

L'acqua nell'olio bollente

Ci sono dei noi che lottano contro tutto e tutti.
Sono i noi delle persone che non possono fare a meno di cercarsi, inseguirsi, o scontrarsi.
La gran parte delle volte non sono fatti per vivere insieme, ma come per uno strano sortilegio non riescono a ignorarsi, non riescono a disperdersi in mezzo ad altre vite.
Ogni volta che si pensano iniziano a cercarsi a partire dagli occhi, per poi rovinare tutto e trovando di volta in volta un motivo per farlo.

Colpevoli

È gente come noi quella che può sbagliare lasciandosi trascinare, naufragando così nei sentimenti.
È gente come noi quella che può far soffrire ignorando l'amore di qualcuno.
Siamo noi quelli che non imparano mai la strada per domare o per liberare un cuore.

Permette un ballo?

Alcuni di noi desiderano un passo a due che vorrebbero ballare con una precisa persona, si sprecano in tentativi spesso guidati dalla volontà, dal desiderio e a volte dalla rabbia.
Ma non ci riescono.
Apparentemente superano le delusioni, ma non lasciano perdere. Il ricordo non li lascia in pace, continuano la loro vita, le loro storie.
Hanno amori importanti, ma vivono senza mai scordare un preciso volto, un preciso tono di voce, un insostituibile sogno.
E non possono farne a meno.
Per loro sarebbe come dimenticarsi di respirare.

Ricordi orgogliosi

Se pensiamo o parliamo liberamente di noi, i pensieri tornano inevitabilmente a quando eravamo giovani, a quando l'inesperienza era un'energia che ci rendeva liberi, sicuri e intraprendenti, la creatività non era condizionata dalla paura di sbagliare e le giornate duravano un'eternità.
Di tempo per fare le cose ce n'era, anzi ne avanzava.
Noi eravamo giovani, basta dire questo, eravamo certi di avere la verità in tasca e pagavamo tutto con quella valuta.
Non c'era bisogno di compromessi o spiegazioni.
La verità, l'entusiasmo e a volte l'incoscienza: questi erano i denari che potevamo spendere.
Quando eravamo giovani.

Quanti occhi hai?

Noi vediamo con gli occhi dell'amore, per una parte della nostra esistenza.
Il resto del tempo, noi, lo passiamo a guardare con gli occhi della meraviglia, dell'invidia, della curiosità, dell'ammirazione, dello scetticismo o della rabbia.
Noi crediamo di essere al centro della vista degli altri, ma se solo potessimo entrare nei loro occhi ci accorgeremmo di essere come un granello di polvere che si fa notare solo se dà fastidio.

Sicurezza

Ci sono dei noi perfetti e dei noi sbagliati.
In ogni caso il poter dire “noi” ci aiuta ad andare avanti.
E mentre ci si addentra in quella foresta imprevedibile chiamata amore, si accetta anche l'inevitabile avendo fede.
Per chi crede, il poter dire “noi” è come fare un bagno nell'acqua santa, dove la speranza per molti è una certezza.

No!

Ci sono dei noi testardi, dei noi che non puoi farne a meno, anche a costo di annullarti.
Ci sono dei noi che ti fanno sentire la solitudine talmente forte da farti male.
Ci sono dei noi da trasformare in io.
Ci sono dei noi ai quali devi dire no, se vuoi metterti in salvo.

Qualcuno con cui parlare

Quando la sera spegni la luce per dormire, saluti chi hai accanto e se non c'è nessuno guardi la stanza prima di andare sotto le coperte e immergerti nei pensieri che ti accompagneranno al sonno o che lo ostacoleranno.
È lì che inizi a parlare con un'altra parte del tuo noi.
Di solito la persona con la quale parli ragioni o fantastichi sei direttamente tu, come fossi allo specchio.
Oppure, se lo vuoi, può essere qualcuno che hai amato o stimato, ma che adesso puoi raggiungere solo col pensiero.
Addirittura, l'altra parte del tuo noi a cui ti rivolgi, può essere superiore, un qualcuno o un qualcosa in cui credi.

Do ut des

Il noi per certe anime è più una complicazione che una soddisfazione.
Per altri il noi è la ricerca della complicità.
Per altri ancora cercare il noi manifesta la necessità di trovare una direzione, un capitano con il quale seguire una rotta.
In ogni caso, chi dice noi lascia sempre qualcosa di sé per strada pur di trovare qualcos'altro.

Emanuele Conte
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