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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP, ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo già formattato che per la copertina.
Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici, dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie capacità senza la necessità di un partner, identificato nella figura di un Editore.
Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori, arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia.
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Writer Officina
Autore: Letizia G. Maggi
Titolo: Ugualmente Artisti Ugualmente Amici
Genere narrativa
Lettori 14 1 1
Ugualmente Artisti Ugualmente Amici
Corsico, fine maggio 2025.
Oratorio San Luigi.
Spettacolo Ugualmente Artisti.

Letizia
(Tra realtà e fantasia)

Cala il sipario sulle ultime note dell'ultimo balletto dei ragazzi di Ugualmente Artisti, tutto diventa un brusio frenetico mentre al di là del sipario le mani dei presenti in sala creano uno scrosciante applauso.
Tutti, anch'io che mi trovavo lì quasi per gioco e senza nemmeno rendermi conto di quanto avrei vissuto e provato in quella serata, ci portiamo sul palco, ci sistemiamo in modo da essere tutti rivolti al pubblico in attesa dell'innalzarsi del sipario per l'ultimo ringraziamento e il saluto di commiato dalla splendida serata.
Il sorriso gira di viso in viso, qualche risata trattenuta per la tensione sfumata dopo l'esibizione e la gratificazione che lo spettacolo è piaciuto.
Quell'applauso che ancora non si ferma e incita l'apertura del sipario insiste e finalmente si apre.
Le luci in sala sono accese, ognuno vede i propri familiari e amici e anche tanta gente che non conosce ma che sorride felice di essere lì in quel momento.
Patrizia, la maestra e fondatrice dell'associazione insieme a Frank, prende il microfono e iniziano i ringraziamenti di rito, forse doverosi, ma profondamente sentiti per tutti e soprattutto per i volontari: “senza di loro tutto questo non sarebbe possibile”.
Il mio sguardo vaga su quel palco e si sofferma su due ragazzi, tra i più giovani, sono in prima fila, li osservo e vedo che parlano tra di loro; uno è sulla carrozzina e l'altro che prima la guidava ora è al suo fianco.
Noto il loro sorriso, il loro sguardo e le mani che si cercano e si stringono mentre guardano verso il pubblico e sorridono.
Colgo l'atmosfera che regna su quel palco tra tutti i presenti e mi rendo conto in quel momento di far parte di qualcosa di speciale, qualcosa che nella sua semplicità ha saputo donare un paio d'ore di serenità ai partecipanti e ai presenti.
Poi torno ancora sui due ragazzi ed ecco che una nuova magia ha inizio e questa la condivido con voi che ora leggerete questa storia.

Paolo
(Fantasia)

“Che figata pazzesca. Non me l'aspettavo. E' finito tutto e mi sento l'adrenalina a mille, quasi come se avessi fatto una partita pazzesca a basket e la mia squadra avesse vinto il campionato.
Guardo il mio amico, nuovo amico, ci conosciamo da settembre e penso che resteremo amici per sempre.
In platea ci sono la squadra di basket, il coach e i nostri compagni di scuola, applaudono e gridano come matti e mi sento un po' frastornato, mi sale il magone.
Anche Lucio è commosso.
Gli chiedo se ha notato chi c'è in sala e mi fa solo cenno con la testa, comprendo che anche lui è emozionato come me.
Le nostre mani inconsciamente si cercano e si stringono, insieme siamo forti e siamo unici.
Poi mi giro verso Isabella, la nostra amica e compagna di scuola che ha voluto seguirci in questa avventura; è affiancata a Carlotta, una ragazzina Down con qualche problema di motricità ma non in carrozzina. Anche lei ci sorride e dai suoi occhi capisco che vive le nostre stesse emozioni.
Pensare che quando ho conosciuto Lucio, tutto avrei pensato fuorché trovarmi qui questa sera.
Per la verità non è iniziata molto bene....

Settembre 2024
Scuola Media Laura Conti – Buccinasco

La scuola è iniziata da poco.
Un giorno, all'uscita di scuola, Paolo si avvicina a sua madre con l'aria alquanto arrabbiata o abbattuta, un mix si potrebbe dire.
Anna, sua madre, lo conosce bene ed evita di fare domande, si dirigono alla macchina e mentre partono si decide a chiedere “Cosa è successo oggi?”
“Niente di che, abbiamo un nuovo compagno e l'hanno messo in banco con me”
“E' antipatico?” chiede Anna
“No, figurati, non lo so ancora, l'ho appena conosciuto, è solo che è diverso. Sta su una carrozzina a motore e porta due dischi colorati in testa con degli apparecchi sulle orecchie.
La Prof di lettere ci ha spiegato che si tratta di un impianto cocleare e quella di scienze ci ha fatto anche vedere in cosa consiste.
Lui, a quanto hanno detto le insegnanti, era d'accordo sul fatto che loro spiegassero questa cosa di lui.
A proposito si chiama Lucio.”
“E quindi? Come può tutto questo farti uscire così... arrabbiato?”
“I ragazzi, lo prendevano in giro dietro le spalle dicendo che sembrava un marziano o un robot e ridevano del fatto che io ero capitato in banco con lui.”
Anna comincia a farsi un'idea della situazione “Quindi a te cosa dà fastidio? Lucio o gli scherzi dei tuoi compagni?”
Paolo si é fatto silenzioso a quella domanda, poi replica “Ne parliamo dopo gli allenamenti, oggi è il primo giorno che riprendiamo e non voglio guastarmi la giornata.”

Arrivati agli allenamenti, Paolo si ritrova con il resto della squadra, due ragazzi sono anche suoi compagni di classe in terza media e sono quelli che gli hanno fatto perdere la pazienza con i loro sfottò.
Appena arrivato negli spogliatoi, Paolo si mette a parlare con altri, ma loro cominciano a mimare con le mani le orecchie artificiali di Lucio, lui finge di non vederli, quindi vanno in palestra per iniziare l'allenamento.
Paolo evita per tutto il tempo di parlare con i due compagni di classe che alla fine dell'allenamento se ne hanno a male e glielo dicono chiaramente “Paolo sei esagerato, abbiamo solo scherzato, che male c'è?” Dice Stefano, e poi continua “Sai che ti dico? Che se proprio non ti va di parlare con noi, puoi rimanere direttamente con il tuo nuovo amichetto Lucio, gioca con lui se ci riesci!” e se ne esce dagli spogliatoi tirandosi dietro l'altro amico Dario, “Andiamo va, lascialo stare”.

A casa quella sera Paolo racconta tutto a sua madre: “Tu comportati bene, è un nuovo compagno e potrebbe essere un nuovo amico se vi trovate bene, gli altri, se ti vogliono bene, o condivideranno la tua nuova amicizia o, altri-menti, è brutto dirlo ma... non avrai perso ami-ci, perché non è così che si comportano i veri amici.
Tuttavia sono convinta che si ricrederan-no, dai loro tempo.”

Lucio

Nuovo giorno di scuola, nuova scuola, nuova classe, nuovi professori, nuovi compagni e ... storia vecchia.
D'accordo con i miei genitori, i professori hanno spiegato la motivazione per la quale oltre ad essere in carrozzina, io porto due strani dischi colorati sui lati della testa che mi fanno apparire un po' marziano.
Io ci sono abituato, è un impianto cocleare messo sin da piccolo, che mi permette oggi di sentire e parlare come tutti.
Due orecchie bioniche che mi hanno salvato dal silenzio assoluto, ci convivo da sempre ma per molti è una cosa “strana”, “curiosa” e a volte è la curiosità quella che più disturba, ma li comprendo e non mi arrabbio più.
E' solo che devo avere pazienza e aspettare che giorno dopo giorno tutto diventi normalità anche per i nuovi compagni di scuola.
Mi hanno affiancato a Paolo, mi è subito riuscito simpatico, anche se altri facevano di tutto per innervosirlo facendo battute su di me, è rimasto con me tutto il tempo.
Domani, chissà, forse riuscirò a conoscerlo meglio.

Scuola Media
Giorni dopo

Sono passati diversi giorni e ormai tra Paolo e Lucio si è creata un'intesa davvero forte, lavorano insieme e, quando possono, chiacchierano di tante cose e hanno tanti interessi comuni.
Un giorno, durante l'intervallo Paolo sta giocando con la palla in cortile insieme a Dario e Stefano, con loro anche Isabella.
Sono un quartetto molto affiatato e, dato che, superato il primo giorno, nessuno di loro aveva fatto più battute su Lucio, le cose tra di loro erano proseguite con la complicità di sempre.
Mentre loro corrono e giocano, Lucio si è affacciato alla porta che dà sul cortile e li osserva in silenzio. Paolo lo vede e, lasciata la palla, va verso di lui. “Ehi, vuoi che facciamo qualcosa insieme? Una partita a scacchi ti andrebbe bene?”
Lucio risponde subito “No, tranquillo, mi piace guardarvi correre, non ti preoccupare vai pure con gli altri”
Ma Paolo non è convinto, si gira indeciso verso gli amici.
Stefano, quello che resta un po' più diffidente nei confronti di Lucio, interviene subito in malo modo “Se te ne vai, con noi non giochi più!”
Dario lo guarda perplesso, non è molto d'accordo con l'amico e anche Isabella non nasconde il suo disappunto sulla frase di Stefano, così si allontanano verso Paolo e Lucio e tutti insieme rientrano in classe per passare diversamente il tempo dell'intervallo.
A quel punto Stefano dà un calcio al pallone che lo manda a rimbalzare contro il muro esterno con violenza.
Fuori con loro di sorveglianza c'è il docente di sostegno a cui è affidato Lucio, il prof. Alessandro Magnoni, il quale ha assistito a tutta la scena e, raccolta la palla tirata da Stefano, gli si avvicina “Che succede De Vita?”.
“Niente prof.” risponde subito Stefano ma il professore conosce i ragazzi da molto tempo prima di essere assegnato a Lucio e non si lascia convincere, perciò invita Stefano a sedersi con lui, mentre Lucio, al momento, non ha bisogno della sua presenza.
“Stefano, ti conosco, dimmi la verità, perché non riesci ad accettare Lucio? Cosa ti ha fatto?”
Stefano sembra non voler parlare, poi fa un sospiro e dice: “Non è Lucio il problema, o meglio un po' forse lo è. E' solo che io e Paolo eravamo inseparabili e ora che c'è Lucio sembra che per Paolo non esista altro è simpatico, è intelligente, è spiritoso ecc. ecc. ma con lui non può correre e giocare, mentre io posso e insomma... non lo so prof”
“Vedi, Paolo ha trovato un altro amico, ma non per questo vuole meno bene a te. Con lui fa alcune cose e con te ne fa altre, potreste anche fare qualcosa che vada bene per tutti quanti.
Dario e Isabella non si sono posti il problema. Almeno così mi sembra.”
“Prof. mi sta dicendo che sono geloso di Lucio? Sì, insomma, dell'amicizia che c'è tra lui e Paolo? Beh, mi sa che ha ragione, non capivo bene cosa sentivo e forse è proprio così. Quindi lei pensa che comunque tra me e Paolo non sia cambiato nulla?”
“Secondo me non è cambiato niente, ma potresti provare a parlarne con Paolo, sinceramente, credo che poi ti sentirai meglio. Ora andiamo che è suonata la campana, c'è inglese.”
Insieme rientrano in classe.

Quello stesso pomeriggio a fine allenamenti Stefano chiede a Paolo di parlare un momento, trovando il coraggio e le parole per esprimere ciò che lo mette in difficoltà nei confronti di Lucio.
Paolo ne è sorpreso, si dispiace e ribadisce che per lui la loro amicizia è importante e insostituibile. Nessun amico può sostituirne un altro, ognuno è una ricchezza diversa e unica.
Letizia G. Maggi
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