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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Le cronache dei camminatori
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"Un'elfa che vuole cambiare il suo destino e diventare una guerriera. Un'Accademia che addestra i migliori combattenti. Un esercito di guerrieri che difende l'Equilibrio di Sylinn."
In mezzo al caos della battaglia per l'Equilibro, un ricordo arrivò improvviso. Elynn smise di lottare e la stretta sulle else delle daghe che impugnava si allentò. Quel demone, il suo sguardo... non avrebbe potuto dimenticarlo. Sarebbe stato con lei in ogni vita vissuta. Così l'elfa chiuse gli occhi e, quando li riaprì, si ritrovò nel momento in cui la sua esistenza ebbe davvero inizio.
L'incontro
Lune prima...
Quel giorno, i pallidi soli di Sylinn avevano cominciato tardi la loro salita verso il cielo. Gli astri lunari, difatti, erano ancora visibili agli occhi delle creature che abitavano il pianeta e sembravano non voler lasciare loro il posto. Quando, infine, i primi raggi dei soli, portatori della tenue luce invernale, riuscirono a filtrare attraverso i robusti rami dell'anziana quercia, Elynn fermò i suoi passi. L'elfa lasciò che il loro calore le sfiorasse il volto, riscaldandola e si prese tutto il tempo necessario per assaporarlo. Infine, sorrise e, rincuorata da quel piccolo dono che la natura le aveva fatto, uscì dalla foresta. Lo faceva di rado. Come tutti gli elfi, Elynn si rifugiava tra gli alberi; era abituata alla quiete del bosco e il chiasso della città elfica di Taurequende la stordiva. Mentre vagava per le stradine del quartiere abitativo, le emozioni della folla le risuonavano violente nella mente e si facevano più intense a ogni passo. Scosse il capo, tentando di ignorarle. Il cappuccio che indossava l'aiutava a celare agli sguardi altrui i suoi lineamenti, ma non riusciva a proteggerla dall'impetuosità dei loro sentimenti. Così cercò di ridurli al silenzio relegandoli nel subconscio. Non fu facile: aveva bisogno di molta concentrazione e intrappolata in mezzo alla gente i rumori continuavano ad attirare la sua attenzione. Faticava ad impedire ai suoni di distrarla. In quel momento, un altro elfo, altrettanto sofferente per il trambusto, le passò velocemente di fianco ricordandole i lineamenti austeri di sua madre. Il volto severo di Alysia le comparve davanti ed Elynn per cercare di sfuggirle chiuse gli occhi. Si focalizzò sul fruscio delle foglie. Anche a quella distanza riusciva a percepire il suono degli alberi scossi dal vento, il crepitio dei rami rotti, il cinguettio degli uccelli. L'elfa lasciò sfocare il ricordo e si perse in mezzo a loro, respirando a lungo la quiete che le donavano. Poi, quando fu pronta, i suoi occhi si aprirono: il caos era scomparso e la sua mente era tornata un luogo calmo. Riprese subito a camminare. Se avesse indugiato, non sarebbe arrivata in tempo nel viale del Passaggio. I velieri dell'esercito dei Camminatori erano approdati nel porto e i combattenti avrebbero presto attraversato le porte della città. Elynn voleva vederli. Non aveva mai incontrato i difensori dell'Equilibro. Tutto ciò che sapeva sui potenti guerrieri l'aveva ascoltato di nascosto, durante le notti dei Racconti, e in lei la curiosità bruciava. I Camminatori non avevano mai visitato le terre elfiche e gli edifici scavati per loro nel cuore dell'antico faggio, che si ergeva maestoso al centro di Taurequende, erano sempre rimasti vuoti. Adesso, invece, una grave variazione della stabilità dell'Equilibrio di Sylinn aveva richiesto il loro intervento. Vi avrebbero finalmente messo piede. L'elfa trattenne a stento l'eccitazione mentre i suoi occhi scorgevano l'immensa distesa d'acqua che segnava l'inizio del mare. Le imponenti porte ai confini della città erano aperte e permettevano all'aria salmastra di entrare. La sua vista acuta le permetteva di vedere i velieri da guerra che riposavano immobili sulla superficie dell'acqua, in attesa che si concludesse lo sbarco dei guerrieri. Erano vicini. Le sue orecchie a punta si mossero ed Elynn percepì in lontananza il rumore attutito dei loro passi. Il cuore le batté forte nel petto per l'emozione, poi una sensazione di urgenza la colse e si precipitò verso la strada. Percorse velocemente la distesa d'erba che la separava dal porto mentre il vento le soffiava sulla pelle e il sapore della libertà la spingeva ad andare più veloce. Le sembrava di volare e, finalmente, comprese la bellezza del dono che era stato concesso al popolo aviano. Le ali permettevano ai discendenti degli uccelli di vagare senza limiti per i cieli. In quel momento, si sentì libera anche lei. Chiuse gli occhi e aprì le braccia, lasciando tutto ciò che era proibito dietro di sé. Permise ai suoi pensieri di scivolare lontano e, quando le sue orecchie udirono grida concitate, volse lo sguardo verso il luogo dove i forestieri, che visitavano la città di Taurequende per gli scambi commerciali, si erano radunati per rendere omaggio ai guerrieri. Il vociare era intenso e le persone distratte, così l'elfa ne approfittò per farsi largo e trovare un posto in prima fila. Si era appena guadagnata un piccolo spazio tra alcune giovani ninfe, che avevano lasciato la loro isola per procurarsi dai mercanti elfici ciò di cui necessitavano, quando percepì una vibrazione. Il silenzio era calato bruscamente, permettendole di percepire i rumori dei passi e dei respiri. «Arrivano!» Qualcuno gridò ed Elynn trattenne il fiato, ma quando si voltò verso il viale non vide nulla. Ad ogni respiro il tempo scivolava, incapace di fermarsi, e il momento che agognava sembrava non arrivare. La giovane elfa aveva quasi perso le speranze, quando, in lontananza, i suoi occhi scorsero le sagome delle armature. Il metallo con cui erano forgiate riluceva sotto la luce dei soli, abbagliandola. Risoluto, l'esercito dei Camminatori si avvicinava con il suo incedere regolare e le prime reclute avevano cominciato a sfilarle davanti. Alla vista dei pugnali e delle spade che portavano ad Elynn ribollì il sangue nelle vene. Sentiva le dita che le formicolavano per il desiderio di toccare le armi e, inconsciamente, si sporse in avanti. Fieri, distaccati... a pochi passi da lei i guerrieri marciavano con decisione. Erano così affascinanti... L'elfa vagò con la fantasia fino a quando le ninfe non si spostarono, cercando di avvicinarsi alla strada per salutare i generali. Solo allora tornò alla realtà. Il discendente del popolo alato sfilò per primo, seguito dal capobranco dei felini e da un druido. Alla vista di quest'ultimo, la sua eccitazione crebbe. Non aveva mai avuto occasione di incontrarne uno. Fortemente legati alla magia, i druidi limitavano l'influenza sulle vite delle altre genti trascorrendo la loro in solitudine nelle terre druidiche a nord. Elynn si chiese quali antichi incantesimi dovesse conoscere e stava realizzando che le sarebbe tanto piaciuto impararli, quando qualcosa mutò. L'energia aveva cominciato a vibrare, concentrandosi in un unico punto. I suoi occhi ancora non riuscivano a scorgerlo, ma l'elfa capì che il Comandante era arrivato. Poco dopo, infatti, il demone apparve davanti a lei lasciandola senza fiato. La sua stazza imponente, la sua pelle del colore del fuoco e le sue immense corna nere incutevano suggestione, ma, nonostante questo, Elynn non riusciva a smettere di guardarlo. Con l'intero corpo coperto dalle armi e il volto nascosto dall'elmo, nessuno poteva scorgere la sua espressione. L'elfa, però, capì che non ne aveva una. Il Comandante dei Camminatori non si curava di chi avesse intorno. Quel Passaggio, così insignificante per un essere eterno come lui era, invece, estremamente importante per lei. Elynn si portò improvvisamente una mano al petto, confusa. Il suo cuore aveva iniziato a battere rapido mentre le sue dita tremavano per l'emozione. Cosa le stava succedendo? Non si era mai sentita così... viva. Era la prima volta che provava emozioni così forti e una parte di lei ne rimase spiazzata. Avrebbe voluto ridere di gioia per quell'inaspettata scoperta, ma gli elfi non diventavano guerrieri e il suo destino, nonostante lo desiderasse, non sarebbe stato quello. Elynn avvertì la tristezza al pensiero che avrebbe dovuto rinunciare a quella vita errante e, mentre la consapevolezza di quell'ineluttabile realtà le strisciava addosso, il dispiacere la invase. Era talmente intenso che qualsiasi altro elfo avrebbe potuto avvertirlo, ma ad assistere al Passaggio non era venuto nessuno del suo popolo. Così si concesse la libertà di provare quel sentimento senza doverlo nascondere. Stare vicina ai Camminatori, senza la speranza di poter essere una di loro, le divenne insopportabile. Doveva tornare nella Foresta Antica prima che la sua assenza venisse notata. Prima di girarsi, però, non riuscì a non volgere un ultimo sguardo verso il Comandante. Voleva imprimere la sua immagine nella mente per tenerla come ricordo. L'imponente demone era già passato oltre e la sua stazza si era fatta più piccola quando finalmente l'elfa fece un passo indietro, pronta per incamminarsi. Stava dando le spalle a quel futuro, quando un brivido violento le scosse la schiena. Il Comandante aveva voltato lo sguardo nella sua direzione. Fu un breve istante, ma Elynn era certa che i suoi occhi neri si fossero posati su di lei. A quella realizzazione lo stupore la invase e l'incertezza la investì. Non ve n'era motivo, ma non poteva ignorare ciò che era accaduto. Così si allontanò in fretta dalla strada e, senza guardarsi indietro, diresse i suoi passi verso il cuore della città.
Quando arrivò nel quartiere dei viaggiatori, i locandai elfici erano in fermento. Correvano da una parte all'altra come impazziti, cercando di convincere i guerrieri dell'esercito a rifocillarsi presso le loro locande, mentre i visitatori, per cercare di vedere i Camminatori, si accalcavano davanti alle finestre dei loro alloggi. In mezzo a quel caos non sarebbe stato facile trovare il Comandante. I luoghi che offrivano un letto erano molti ed Elynn doveva muoversi con cautela per non farsi notare. Così cominciò ad osservare gli esseri che si muovevano attorno a lei, ma scorse soltanto alcune reclute. Del demone non c'era traccia. Forse era stato ospitato da alcuni dei più illustri abitanti di Taurequende, ma l'istinto le diceva che i Camminatori non amavano mischiarsi con coloro che non erano guerrieri. Niente le importava più di trovarlo, così Elynn continuò a camminare... |
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