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Writer Officina Blog
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Manuale di pubblicazione Amazon KDP. Sempre più autori
emergenti decidono di pubblicarse il proprio libro in Self su Amazon KDP,
ma spesso vengono intimoriti dalle possibili complicazioni tecniche. Questo
articolo offre una spiegazione semplice e dettagliata delle procedure da
seguire e permette il download di alcun file di esempio, sia per il testo
già formattato che per la copertina. |

Self Publishing. In passato è stato il sogno nascosto
di ogni autore che, allo stesso tempo, lo considerava un ripiego. Se da
un lato poteva essere finalmente la soluzione ai propri sogni artistici,
dall'altro aveva il retrogusto di un accomodamento fatto in casa, un piacere
derivante da una sorta di onanismo disperato, atto a certificare la proprie
capacità senza la necessità di un partner, identificato nella
figura di un Editore. |

Scrittori si nasce. Siamo operai della parola, oratori,
arringatori di folle, tribuni dalla parlantina sciolta, con impresso nel
DNA il dono della chiacchiera e la capacità di assumere le vesti
di ignoti raccontastorie, sbucati misteriosamente dalla foresta. Siamo figli
della dialettica, fratelli dell'ignoto, noi siamo gli agricoltori delle
favole antiche e seminiamo di sogni l'altopiano della fantasia. |
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Evoluzione di una storia
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Riconoscimento.
E se vi dicessimo che i protagonisti del precedente racconto, Leon e Jasmine, non sono stati solo attori della loro storia, ma anche gli inconsapevoli autori? Sì, avete capito bene! Hanno cucito insieme i frammenti delle loro vite, come artigiani che creano un patchwork, tessendo emozioni, sensazioni e ricordi. Ne è nato un quadro dai colori vivaci, intriso di passione, attimi di attesa, un pizzico di paura, e, naturalmente, quelle farfalle nello stomaco che non si dimenticano. *Evoluzione di una storia... Indizi. Cari lettori, il tempo vola e il sipario si alza su una nuova avventura. Questa volta ci troviamo davanti a un enigma. Pronti per il primo indizio? Il protagonista di questa nuova storia... beh, non lo conosciamo ancora! Sì, è ancora un volto nascosto, un enigma da scoprire. Un po' come trovare una pagina bianca nel mezzo di un romanzo appassionante. Allora andiamo a scoprirlo. Passiamo al secondo indizio. Se nel racconto precedente abbiamo nuotato in un mare di emozioni e passione, ora il vento cambia direzione. La corrente ci porterà verso terre inesplorate, dove regnano la fantasia, il mistero e momenti di tensione che vi terranno con il fiato sospeso. Immaginate un intreccio che sa di sogno e di incubo insieme, dove nulla è come sembra. E ora, il terzo indizio. Lasciamo che i nostri nuovi compagni di viaggio facciano il loro ingresso trionfale. Diamo il benvenuto agli Alter Ego: Joseph e Aries. Due nomi, due anime. Lui, tutto razionalità e controllo, il perfetto architetto di strategie impeccabili. Lei, pura istintività e passione, il caos in persona con un sorriso disarmante. Insieme saranno la chiave di lettura di ciò che sta per accadere. Prendete fiato e preparatevi: il mistero è appena cominciato! Chiii?... Alter Ego? Lo si sussurra, si sa... ma si ha timore nel dichiararlo apertamente, siamo tutti preda di una forma di omertà mascherata da corazza protettiva. Abbiamo difficoltà ad esternarlo, paura di non essere compresi dai nostri simili. Ma ciò non toglie che c'è... esiste... è una realtà che appartiene ad ogni essere umano, che si muove con il suo corpo su questo pianeta. L'altra identità: quella che non si svela facilmente, che resta nell'ombra. A volte nascosta per scelta, altre volte ripudiata o persino denigrata. È Lei o Lui, quell'altra parte di noi che vive accanto, dentro, con noi. È l'identità che emerge quando meno ce lo aspettiamo, che sussurra idee, sogni o critiche, e che, diciamolo, può scatenare i più curiosi -e talvolta furibondi- alterchi interiori. Tutto per conquistare il predominio dell'opinione, perché ogni parte di noi vuole avere l'ultima parola. In fondo, l'Alter Ego non è altro che il nostro compagno di giochi... o di battaglie. *La presentazione Oggi è un giorno speciale per tutti gli amanti della lettura e della narrativa, presso la libreria situata nel cuore pulsante della città, si svolgerà la presentazione del libro “Cronaca di una storia – Ma io la vedo così” Un invito a scoprire non solo la storia narrata, ma anche il punto di vista alternativo che emerge nella seconda parte, racchiusa nel sottotitolo: “Ma io la vedo così”. Un gioco di prospettive, un viaggio tra i fatti e le interpretazioni, dove ogni lettore potrà immergersi, riflettere e, chissà, magari anche scegliere da che parte stare. Perché la storia non è mai solo una: cambia, si ribalta, si arricchisce di nuove sfumature. E, credeteci, non finisce qui! Dalla vetrina della libreria spicca la locandina con l'immagine del libro, la cui copertina suggestiva e intrigante cattura immediatamente l'attenzione, e sembra trasportare i lettori in un viaggio immaginario in un mondo di emozioni e profonde riflessioni. Al termine della presentazione, gli autori, come di consueto, si mettono a disposizione del pubblico per autografi e dediche. Il tutto si svolge in un'atmosfera vivace ma al contempo rilassata. Nel frattempo, un signore distinto ed elegante osserva la scena con un'espressione serena ma attenta, come se stesse studiando ogni dettaglio. Quando il pubblico comincia a diradarsi, il signore avanza lentamente, aspettando con pazienza che gli ultimi lettori si allontanino. C'è un'aria di mistero attorno a lui, come se portasse con sé qualcosa di importante o di non detto. Una volta giunto di fronte agli autori, accenna un sorriso cortese e posa il libro sul tavolo. Le sue mani, pallide e sicure, lo sfiorano delicatamente, come se volesse instaurare un legame intimo con esso. Con una voce calma e profonda, che tradisce una sfumatura di ammirazione, dice: “Complimenti per il vostro lavoro.” Quella frase fluttua nello spazio, impregnando l'ambiente di un calore inatteso e quasi tangibile. Gli autori, si scambiano sguardi rapidi e quasi complici, come se cercassero di decifrare chi fosse quell'uomo affascinante e misterioso. Quando i loro occhi tornano su di lui, l'uomo prosegue, con un tono gentile ma deciso: “Mi piacerebbe avere una dedica da ognuno di voi per la copia del libro che ho appena acquistato.” Gli autori annuiscono con gratitudine, ringraziandolo e... “Certamente, a chi dedichiamo?” chiede uno di loro, inclinando leggermente il capo. L'uomo, con un'eleganza che sembra scolpita nei suoi gesti, risponde semplicemente: “Axeter.” Il suono di quel nome, così insolito, sospende per un attimo l'aria nella stanza. Gli autori si scambiano uno sguardo di silenziosa sorpresa, un lampo di curiosità attraversa i loro volti. Poi, con garbo, uno di loro chiede: “Potrebbe fare lo spelling, per favore? Vogliamo essere certi di scriverlo correttamente”. Capitolo 2 *La Magia delle Dediche “A volte il passato trova modi inaspettati per tornare da noi.” ... Joseph ▫▫▫ “All'uomo affascinante e misterioso che scandisce il tempo nelle parole... rimettendo in azione la ruota della vita.” ... Aries Le dediche sono come piccole magie racchiuse tra le pagine di un libro. La dedica è un gesto intimo, una connessione che va oltre le parole stesse; è un ponte tra l'autore e il lettore. Rientrato a casa, Axeter chiude delicatamente la porta dietro di sé, un gesto che segna non solo l'ingresso nel suo spazio personale, ma anche un momento di pausa da quel mondo esterno. Prima di appoggiare il libro sulla scrivania, lo apre per assicurarsi che sia davvero il suo, quello con le dediche a cui tiene moltissimo. Con calma si prende il tempo di leggerle, assaporandone ogni sillaba come in un rituale... quasi come a volerle fissare nella mente, assorbirle fino a farle diventare parte di sé. L'odore leggero della carta e la sensazione delle pagine sotto le dita gli infondono un misto di nostalgia e freschezza. C'era qualcosa di terapeutico in quel rituale, un rifugio da cui attingere calma e serenità. Un sorriso affiora sulle sue labbra -Che sciocco- pensò, quasi divertito -Come se leggendo potessi appropriarmi di questa magia.- Richiude il libro con una lentezza rispettosa, come se le pagine custodissero un segreto troppo fragile per essere profanato. Lo posa infine sulla scrivania, con un gesto calmo e solenne, come si farebbe con un tesoro inestimabile. Ora, con il libro al suo posto e la certezza che nulla sia andato perduto, può finalmente rilassarsi: tutto è a posto. Axeter si stava ora chiedendo cosa l'avesse spinto a partecipare alla presentazione di questo libro, cosa molto inconsueta e fuori dai suoi schemi. Il suo carattere, così assertivo ma allo stesso tempo anacronistico, lo teneva solitamente lontano da questo genere di manifestazioni. Riflessivo e metodico per natura, sembrava essersi lasciato sedurre da un impulso improvviso e indefinito, che gli era assolutamente estraneo. Le sue dita tamburellano ritmicamente sul bordo della scrivania, un gesto che tradiva il suo stato di inquietudine. Era una novità per lui ritrovarsi così, fuori dal suo consueto equilibrio. Poi con una smorfia pensò -Ma daiii... ma quanto sei pignolo... rilassati ogni tanto!- Quel pensiero risuonò con una sfumatura di leggerezza, ma lo colpì. Non era un consiglio che avrebbe mai formulato in modo spontaneo per se stesso, eppure eccolo lì, come un intruso... ma era un pensiero proprio suo?... mah... boh! Forse aveva bisogno di staccare. Forse quell'impulso era solo un segnale che il suo rigore cominciava a fargli mancare l'aria. Ma non ebbe modo di rifletterci ulteriormente. Il silenzio avvolgente dello studio fu infranto da una voce acuta e decisa che lo fece sobbalzare sulla sedia. “Signore la cena è pronta...posso apparecchiare?” Eufemia, la governante a mezzo servizio, spuntò sulla soglia con il suo grembiule immacolato e lo sguardo impaziente. Axeter si voltò di scatto, colto alla sprovvista, e sbottò con tono severo: "Eufemiaaa... a momenti mi fai prendere un accidente! Sì, sì, certo, arrivo subito." Lei annuì senza scomporsi, tornando verso la cucina con l'efficienza di chi conosceva bene quel tipo di reazione. Axeter sbuffò, alzandosi lentamente dalla sedia. Mentre si avvia verso la sala da pranzo, si concede un mezzo sorriso, pensando che forse quel richiamo alla realtà era proprio ciò di cui aveva bisogno. Durante la cena, però, accade qualcosa di insolito: un brivido inspiegabile attraversa il suo corpo, lasciandolo perplesso e inquieto. Cerca di ignorarlo, attribuendolo forse alla stanchezza o al vino sorseggiato con il pasto. Dopo cena, si accomoda sulla sua poltrona preferita, di fronte al camino. Mentre osserva le fiamme che danzano nel silenzio della stanza, con un misto di aspettativa e piacere, prende tra le mani il libro, pregustando il viaggio letterario che lo attende. Ma quando lo apre, un dubbio improvviso lo assale: -C'erano o non c'erano? Ricorda chiaramente di averle lette, erano così belle, così intense. Ma ora sembra che non ci siano più. Sfoglia febbrilmente le pagine, il cuore che accelera, la mente che si affolla di domande. -Eppure, c'erano quelle dediche... ne sono certo.- All'ombra del camino, voci sottili e beffarde si fanno strada nella sua mente: “Non ha ancora capito che siamo dentro di lui... facciamogli uno scherzo!”... “Ora le vedi, ora non le vedi. Ora le vedi, ora non le vedi. Così forse lo capirà.” Confuso e turbato, Axeter scuote la testa, tentando di dissipare il caos nella sua mente. La spiegazione più razionale che riesce a trovare è l'alcool: il vino della cena, denso e corposo, e quel cognac, forse, avrebbe dovuto rinunciare al cognac. Quel liquore così potente che promette di far svanire i pensieri più oscuri, ma che in realtà li accentua, ora gli stanno giocando brutti scherzi. Eppure, dentro di lui, sa che c'è qualcosa di più. Capitolo 3 - *Complicato ‹‹E lo dite a noi! Provate voi a raccontare e interagire con Axeter, il nostro protagonista, e le sue inseparabili, ingombranti voci: Joseph e Aries.›› Queste voci, senza alcun preavviso, amano materializzarsi in figure misteriose, sfuggenti e sempre pronte a dare spettacolo con i loro incessanti confronti. Sono un trio unico nel loro genere: • Joseph, la voce della ragione, sempre calmo, razionale, con quella fastidiosa tendenza a voler mettere tutto in ordine, perfino il caos. • Aries, l'istinto puro, un fiume in piena che si rifiuta di stare negli argini, sempre pronta a sovvertire ogni logica con un impeto travolgente. • E poi Axeter, che sembra venire da un mondo tutto suo – uno sconosciuto che è tanto il protagonista quanto il mistero da svelare. Quando si mettono a dialogare o, meglio, a scontrarsi, non c'è mai un momento di pace. E, diciamocelo, per fortuna! I loro botta e risposta sono vivaci, pungenti e imprevedibili, il perfetto equilibrio tra il dolce e il salato della vita. Insomma, mai monotoni, mai noiosi. Una bella sfida per chiunque abbia l'ardire di seguirli o, peggio, di cercare di capirli! VIBRAZIONI... Nella penombra della stanza, la tremula fiamma di candela illumina l'amato volto odo il respiro sommesso del sonno un raggio di luna curioso si posa sul cuscino... e cosparge magica polvere d'argento sulla bruna chioma stelle cadenti solcano la mente lasciando scie di bagliori adamantini sortilegi nella notte siderale... l'aquila della notte con ali spiegate penetra con lo sguardo fra i mondi... si sofferma e indulge sull'immagine di sogno... ... il verde smeraldo di foreste tropicali ... indaco argenteo d'acqua increspata ... rosso liquido di lava colante ... bruno intenso della fertile terra nel silenzio della notte... pulviscolo d'eternità primordiale irradia lo spirito e l'occhio contempla, immoto, luci sfreccianti dal profondo nulla. Magiche note scaturiscono dall'arpeggio arcano di un concerto astrale... e sfiorano la pelle d'ambra, disegnando alchemici arabeschi di trasmutazione. -Vally Aries- *Il bivio della tempesta Axeter si trova nella sua stanza, avvolto dall'oscurità che regna all'esterno e dentro di lui. Solo una debole luce proveniente dalla lampada sul comodino danza sulle pareti, tracciando ombre sfuggenti come i pensieri che lo tormentano. Nuvole minacciose si addensano nel cielo, e il vento ulula come un lupo affamato, preannunciando l'arrivo di una tempesta. Scosso da lunghi brividi, il suo corpo stava gelando, creando un contrasto palpabile che sembra amplificare la sua crescente inquietudine. -Una notte insonne mi attende- si ripeteva, mentre la tensione lo dilaniava. Ogni ticchettio dell'orologio sembrava un colpo al cuore, ogni respiro affannoso un passo più vicino al momento decisivo. Stava affrontando un bivio, uno di quelli che cambiano il corso della vita. Si alzò lentamente dal letto, i piedi nudi toccarono il pavimento freddo e un brivido gli attraversò la schiena, costringendolo a stringere le braccia intorno al corpo. Il profumo di legno vecchio e polvere aleggiava nell'aria, evocando ricordi lontani e dimenticati. La stanza immersa in un silenzio irreale, ogni tanto, il ticchettio dell'orologio sembrava accelerare, come se volesse spronare chi lo ascoltava a prendere una decisione, a muoversi, a rompere quel clima di immobilità. Axeter si trovava al centro di una tempesta interiore, il suo cuore e la sua mente erano in conflitto mentre considerava le molteplici strade che si aprivano davanti a lui. Ogni opzione rappresentava un sogno da inseguire, ma anche una paura da affrontare. Sapeva bene che la scelta che stava per compiere non avrebbe influito solo sulla sua vita, ma avrebbe avuto ripercussioni anche sulle vite di chi gli stava intorno e forse persino su sconosciuti legati a lui da fili invisibili di interconnessione. Quando un colpo di vento fece tremare brevemente le tende, Axeter sentì quasi la natura stessa richiamarlo a riflettere. Quella leggera perturbazione nel suo ambiente sembrava un promemoria che ogni decisione, per quanto piccola, poteva generare onde imprevedibili nel mare della vita. L'orologio, simbolo del tempo che scorre inesorabile, si fermò all'improvviso, come se volesse imprigionare quel momento di tensione e introspezione. Senza quel ticchettio, il silenzio sembrava amplificarsi, come se ogni secondo fosse un peso insostenibile, una scelta in attesa di essere fatta. Alla fine, Axeter capì che qualunque scelta, era accompagnata dai colori delle sue ambizioni e dei suoi timori. L'importante è... non quale scelta avrebbe fatto, ma come avrebbe vissuto le conseguenze di quella scelta. Con un respiro profondo, quasi come se stesse cercando di assorbire tutta la saggezza del mondo, Axeter si arrese a quel pensiero... -Ci siamo... ora è il momento di decidere.- Quella frase rimbombava nella sua testa, facendolo sentire sia ansioso che vivo. *Rimanere nella comfort zone significava continuare a sporgersi, ad osservare da lontano ciò che lo circondava, senza mai toccarlo realmente, un'esistenza protetta, ma insipida. *Dall'altra parte, l'idea di lasciarsi andare completamente, di abbracciare il rischio e forse, chissà, trovare finalmente il chiarimento... o, in alternativa, suffragare la follia dei suoi sogni. All'improvviso, sente una voce, è calma, misurata, eppure ha qualcosa di incredibilmente familiare. Joseph -materializzandosi accanto alla finestra, con lo sguardo freddo come la pallida luce della stanza: "Sai cosa devi fare. Mantieni la posizione sicura. È stabile, prevedibile, e non avrai sorprese. Smettila di sognare." Axeter, stralunato, si volta verso la figura appena apparsa, i suoi occhi spalancati per lo shock: "Ma cosa sta succedendo?" Prima che possa ricevere una risposta, un'altra voce irrompe nella stanza, vibrante e carica di un'energia quasi selvaggia. Aries: -apparendo seduta con le gambe incrociate sul letto, con un sorriso malizioso- “Oh, certo, fai la scelta sicura. Diventa un altro ingranaggio in una macchina senza anima. Che vita emozionante!” Le due figure si contrappongono nella stanza, Joseph immobile, come scolpito nel ghiaccio, e Aries, che sembra ardere di una forza indomabile. Axeter si stringe la testa tra le mani, il cuore in tumulto, diviso tra il richiamo razionale e l'irresistibile spinta verso qualcosa di ignoto e pieno di possibilità. Joseph si volta lentamente verso Aries, il suo volto è impassibile, ma il tono lascia trasparire un velo di irritazione. “Non tutti vogliono buttarsi nel vuoto senza un paracadute, Aries. Alcuni di noi preferiscono evitare il disastro.” Aries: -alzandosi di scatto- “Disastro? Sai qual è il vero disastro? Non vivere affatto! La sicurezza è una gabbia, Joseph, e tu lo sai!” Axeter osserva i due, incerto ed incredulo -Ma cosa sta succedendo... ma sto sognando?- Aries si avvicina a Joseph, puntandogli un dito contro. “Hai paura di rischiare, paura di sentire. Sei come un vecchio che guarda il mondo dalla finestra senza mai uscire.” Joseph incrocia le braccia, il suo sguardo resta freddo. “E tu sei una bambina che corre verso il fuoco senza pensare alle conseguenze. Quante volte ci siamo scottati per colpa tua?” Aries: -con un sorriso sardonico- “E quante volte ci siamo annoiati a morte per colpa tua?” Ora sono sveglio e decisamente irritato. "Basta! Non è questione di giusto o sbagliato. Ho bisogno di entrambe le cose: il coraggio di Aries e la cautela di Joseph.”... “Ma siete voi a farmi impazzire!" Il grido rimbombò nella mente di Axeter, ma non uscì mai dalle sue labbra. Era un pensiero, un'implosione silenziosa, soffocata dal terrore che lo stava paralizzando. Non credeva ai suoi occhi: davanti a lui, Aries e Joseph si erano materializzati, sfidando ogni logica. Quelle che erano state fino a quel momento solo voci nella sua testa ora prendevano forma, figure sfuggenti ma inconfondibili, avvolte in un'aura quasi irreale. La stanza, immersa in una tensione palpabile, sembrava contrarsi attorno a lui. Gli occhi di Axeter, colmi di un'emozione che oscillava tra incredulità e panico, si muovevano freneticamente tra Aries, che lo fissava con uno sguardo fiero e ardente, e Joseph, calmo ma giudicante. -Non può essere vero- pensò, mentre un brivido freddo gli percorreva la schiena. Ma nonostante il terrore, una parte di lui sapeva che quella scena, per quanto impossibile, era la conferma di qualcosa che aveva sempre temuto: i suoi alter ego non erano soltanto frutto della sua mente. Erano molto, molto di più. Aries e Joseph si fermano, guardando Axeter. Per un istante, il silenzio domina la stanza, rotto solo dal suono della pioggia che tambureggia contro i vetri, come a voler sottolineare l'intensità del momento. Poi Aries sorride. “Finalmente, un po' di fuoco.” Joseph: -con un sospiro- “E un po' di equilibrio.” La scena era surreale, Axeter, sconcertato dai loro dialoghi, cercava di mantenere la lucidità in un contesto sempre più assurdo. Quelle voci... per un attimo, gli era sembrato di vederle prendere forma, non una forma qualsiasi, però. Erano loro, gli autori del libro che aveva iniziato a leggere, che parlavano come se conoscessero ogni segreto della sua anima. “Ma non può essere...” mormorò, sfiorandosi il volto con le mani tremanti, mentre il respiro diventava irregolare. “Sono nel bel mezzo di un incubo da cui non riesco ad uscire!” Il cuore gli batteva forte nel petto mentre le figure cominciavano a danzare intorno a lui, frammenti di parole e frasi si mescolavano in un caotico concerto. “Svegliati, Axeter!” sembravano dirgli. “È solo una storia, ma tu sei tu, in questo momento!” Capitolo 4 - *Interrogativo Axeter si alzò lentamente dal letto, la luce del mattino filtrava attraverso le tende, ma non riusciva a scacciar via l'oscurità che affollava la sua mente. La nottata era stata un turbine di immagini e sensazioni, sogni che sfumavano nei confini dell'incubo. Ogni ricordo si intrecciava con il successivo, creando un groviglio inestricabile di ansie e preoccupazioni. -Oggi sarà diverso-, pensò mentre si strofinava gli occhi, cercando di scacciare il torpore che lo avvolgeva. Con passi incerti, si diresse verso la cucina, l'idea del caffè lo guidava come un faro in un mare tempestoso. "Stanotte non ho riposato per niente", mormorò tra sé e sé, sentendo il bisogno di una bella tazza di buon caffè. La macchina da caffè si accese con un ronzio familiare, un suono che prometteva conforto. Disse a se stesso che quel semplice gesto avrebbe potuto fare la differenza, trasformando il suo stato d'animo e svelando il mistero degli incubi. Mentre aspettava che il caffè fosse pronto, si appoggiò al tavolo della cucina e guardò fuori dalla finestra. La vita sembrava riprendere il suo corso: uccelli che cinguettavano e qualche vicino che passeggiava con il cane. "Il mattino ha l'oro in bocca", si ripeté, quasi per convincersi che, nonostante gli scarsissimi segni di fortuna, la giornata potesse riservargli delle sorprese. Finalmente, il caffè era pronto. |
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